- L'INDIPENDENTE - https://www.lindipendente.online -

La militarizzazione della valle del Sacco: nuove fabbriche di esplosivi tra Anagni e Colleferro

Tra le province di Roma e Frosinone, nella valle del Sacco, grazie al piano di riarmo europeo stanno nascendo nuovi stabilimenti di esplosivi. A Colleferro ha la sua sede l’azienda Knds Ammo Italy (ex Simmel Difesa) in veloce espansione. Controllata al 100% da Knds France, ha come presidente Guillet Dominique Paul Georges, e come amministratore delegato il rietino Reginaldi Paolo. Knds France a sua volta è controllata dalla holding franco tedesca KNDS N.V. che ha come azionisti il governo francese (tramite Giat Industries) e la famiglia tedesca Bode-Wegmann. Il 20 giugno 2026 gli imprenditori tedeschi hanno però annunciato di farsi da parte e vendere le loro quote al governo tedesco. Knds è quindi il gigante del riarmo europeo, sotto il controllo paritario di Francia e Germania, i due stati che più di ogni altro si stanno armando fino ai denti.

La filiale italiana, Knds Ammo Italy, è da anni una delle prime 15 aziende italiane esportatrici di armi. Secondo il rapporto ministeriale ai sensi della legge 185/90, nel 2025 ha ottenuto 41,6 milioni di euro di nuove autorizzazioni all’esportazione. Non solo verso l’Europa, ma anche verso Arabia Saudita e Turchia, mentre ha importato tecnologia militare da Israele.

La filiale di KNDS Ammo Italy ad Anagni

Gli impianti di Knds Ammo Italy sono due: l’impianto di Colleferro, destinato al munizionamento (100 ettari) e quello di Anagni (50 ettari) finora utilizzato per la “demilitarizzazione”, cioè il disinnesco di colpi di artiglieria, riciclo e termocombustione e da ora in avanti, destinato alla produzione di “nitrogelatina”, componente base per esplosivi e munizioni.

Già nell’aprile 2023 il commissario europeo per il Mercato interno, Thierry Breton si era recato a visitare gli impianti di Knds Ammo Italy nell’ottica di un’espansione. Da allora è in progetto questo nuovo impianto, con i fondi europei Act in Support of Ammunition Production (ASAP [1]) che sostiene l’industria europea nell’aumentare la propria produzione di munizioni ed esplosivi.

La richiesta di Via risale a fine gennaio 2025: nel nuovo stabilimento sarà prodotta una gelatina contenente il 60% di nitroglicerina, con una stima di produzione di 150 kg all’ora. Questo materiale esplosivo da Anagni verrà poi portato allo stabilimento di Colleferro, dove sarà integrato a missili e proiettili e «utilizzata quale materia prima per la produzione di propellenti a doppia e tripla base ad uso militare» si spiega nei documenti aziendali. Il sito coinvolto dalla nuova attività comprende circa 35 ettari, con undici nuovi capannoni, al limitare di una zona boscata, dieci nuovi punti di emissione in atmosfera, saranno abbattuti decine di alberi e circa 20 mila mq saranno cementificati.

Ina Camilli, attivista locale, che da tempo si batte contro la militarizzazione della Valle del Sacco insieme ad altre associazioni e comitati riunite nell’assemblea No War Valle del Sacco, ci racconta: «Lo hanno fatto passare come ampliamento, in realtà è una nuova attività, visto che prima qui non si producevano esplosivi ma al contrario li si disinnescava. Abbiamo presentato tantissime osservazioni ma non abbiamo ricevuto nemmeno una risposta. La Provincia di Frosinone, nella fase finale della Via, aveva ribadito la richiesta di ulteriori chiarimenti documentali, esprimendo un parere non favorevole, ma non ostativo e superabile con integrazioni. A inizio giugno c’è stata la seduta conclusiva della conferenza dei servizi, terminata con l’autorizzazione del progetto di ampliamento e parere favorevole a Via e Aia.  In chiusura, la società ha addirittura richiesto la possibilità di procedere con l’accantieramento, cioè iniziare i lavori di cantiere. La responsabilità del silenzio-assenso del comune di Anagni è stata pesantissima: Arpa e Asl, così come il sindaco non si sono nemmeno presentati alla conferenza dei servizi. Il Comune ha addirittura dato parere favorevole alla variante urbanistica, mentre il sindaco non ha espresso il suo parere sanitario, che sarebbe obbligatorio. Nel frattempo la Regione ha modificato il piano regolatore per permettere la conversione del sito. L’ampliamento infatti ricade su una zona sottoposta a vincolo idrogeologico, per il vicino fiume Sacco, continua la Camilli. Abbiamo segnalato il rischio per l’ambiente e la cittadinanza, anche perché tutto questo esplosivo viene inviato via camion a Colleferro, circa 15 km di strada. Ma è stato tutto inutile, di fatto l’azienda ha ottenuto tutto ciò che voleva». Lo stabilimento risulta soggetto agli obblighi della direttiva Seveso come stabilimento di soglia superiore.

Manifestazione del 19 aprile 2026 davanti agli stabilimenti di KNDS Ammo Italy, tra Colleferro e Anagni. Foto di Giulia Milazzo

In caso di incidente, come si legge dai documenti ufficiali, c’è il rischio di rilascio di acidi e gas tossici in aria, eventuali esplosioni potrebbero irradiarsi al bosco vicino, con conseguenti incendi. Le  associazioni nelle osservazioni mettono in guardia: «le prime abitazioni civili sorgono ad una distanza dallo stabilimento di circa 900 metri. Numerose sono le vie di collegamento stradali e ferroviarie poco più distanti. È presente il tratto ferroviario Roma-Napoli ad alta velocità in corso d’opera che corre tra l’autostrada del Sole A1 Milano-Napoli e la linea ferroviaria Roma-Napoli (via Cassino). La principale arteria viaria presente nella valle è l’autostrada A1, caratterizzata da flussi notevolmente intensi. Inoltre a pochissima distanza è presente un’area di servizio che, in caso di incidente, colpirebbe irrimediabilmente il territorio circostante».

La produzione di nitroglicerina, d’altra parte, come dimostra [2]la letteratura scientifica, è un processo chimico molto aggressivo e impattante.

Richiede acido nitrico e acido solforico concentrati, oltre a reazioni di nitrificazione che rilasciano moltissimo calore, e hanno bisogno di molta energia. Inoltre ci sono emissioni di ossidi di azoto e altri gas acidi. La produzione prevede anche un grande consumo di acqua e di acque reflue contaminate, da nitroglicerina e derivati nitrati, che a sua volta possono danneggiare alghe, invertebrati, ecosistemi acquatici. Anche piccole quantità di nitroglicerina, se continue, possono avere effetti ecologici rilevanti. I residui possono infiltrarsi nel terreno, hanno mobilità moderata e possono raggiungere falde acquifere.

Tutto questo avverrà in un territorio già contaminato da inquinamento pregresso, zona SIN (Sito di Interesse Nazionale ai fini delle bonifiche) che aspetta le bonifiche.

Nel frattempo, l’azienda sta stringendo collaborazioni con le università. A marzo 2026 Antonio Nappo [3], responsabile di Knds Ammo Italy ha incontrato gli studenti del corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Milano, tenendo una lezione sulle “conoscenze, tecnologie e sfide ingegneristiche presenti nel settore della Difesa”.

A tutto questo si aggiunge la forte complicità con l’ecosistema militare israeliano: nel 2025 Knds Ammo Italy ha acquistato componenti militari da Israele per circa 335 mila euro, mentre la casa madre franco tedesca a marzo 2026 ha stretto una joint venture con il gigante israeliano di armi Elbit Systems Land, per la commercializzazione del sistema di artiglieria missilistica EuroPuls, che sarà in uso alle forze armate europee. Elbit fornirà il sistema lanciarazzi Puls, “già collaudato in operazioni reali” (tra cui il massacro di Gaza), mentre «KNDS apporta la sua avanzata tecnologia di controllo del fuoco e la sua ampia base di clienti europei» si legge nei comunicati ufficiali.

Foto di Giulia Milazzo

La joint venture avrà sede a Kassel, in Germania, e si concentrerà principalmente nel soddisfare le esigenze delle forze armate europee nel settore dei sistemi di artiglieria a razzo.

«Sapere che il nostro territorio sarà di nuovo tappeto rosso per la produzione di materiale bellico e che rischia di andare a rifornire gli arsenali del sionismo ci mette in una posizione di grande allarme. Come nodo BDS locale ci siamo immediatamente accompagnati alle lotte territoriali nate sotto il coordinamento Disarmiamoli – No War Valle del Sacco sostenendone l’azione e promuovendone le campagne informative. Rigettiamo il concetto di economia di guerra e continuiamo con forza a dire il nostro no a questo impianto di morte» dichiara Emanuele Ricchetti, attivista BDS Anagni e avvocato.

Ma non c’è solo lo stabilimento di Anagni nella Valle del Sacco, a produrre nitroglicerina. Dal maggio 2025 è in corso anche il progetto del Ministero della Difesa per la “rifunzionalizzazione e potenziamento delle fabbriche per la produzione di nitrocellulose e nitroglicerina Stabilimento militare propellenti di Fontana Liri”, un piccolo paesino sulle sponde del fiume Liri. La centrale idroelettrica a partire dal 2022 è stata data in concessione a Enel Green Power Italia e dal gennaio 2025, è entrata in produzione per assicurare energia allo Stabilimento militare, che si trova stretto tra il paesino e il fiume Liri, a pochissima distanza dalle prime case. La produzione di nitrocellulosa era ferma dal 2017, e quella della nitroglicerina (ben più pericolosa) era stata interrotta già nel 2000. 

«Lo Stabilimento produceva circa 300 ton/anno di nitrocellulosa con punte di 500 ton/anno, una potenzialità di circa 800 ton/anno ma che potrebbe essere incrementata fino a 1.800-2000 ton/anno di nitrocellulosa a specifica e di tipo militare – si legge nel documento del progetto del ministero della Difesa – Il sito ha anche una capacità di produzione di polveri sferiche propellenti per il caricamento di munizionamento di piccolo calibro».

La nitrocellulosa tornerà quindi ad essere prodotta a Fontana Liri «in diversi impianti, collegati tra loro, posti in diversi fabbricati dello Stabilimento» spiegano i documenti ufficiali. I lavori sono già in corso. Intanto il 18 giugno 2026 all’interno del polverificio “Propellenti”, un’esplosione di un piccolo serbatoio contenente diluente è stata distintamente sentita dai residenti, che abitano a poche centinaia di metri, non provocando per fortuna feriti.  Nonostante tutto, la militarizzazione della Valle del Sacco continua la sua corsa.

Avatar photo

Linda Maggiori

Giornalista indipendente, si occupa di temi relativi ad ambiente, traffico di armi, impatto ambientale dell'economia di guerra. Ha scritto numerosi libri. È attivista nei movimenti per l'ambiente, per i diritti umani e antimilitaristi.