Quarantanove edifici, centocinquanta camere, ristoranti, bar, piscine, beach club, spa e spazi per eventi. È il maxi progetto firmato Bill Gates in cantiere a Ostuni, in località Mogale, dove dal 2021 il magnate della tecnologia e il gruppo di investimenti israeliano Omnam intendono costruire un maxi resort di lusso dal valore di 100 milioni di euro. Il complesso si estenderebbe su un’area di nove ettari ed è stato accostato al progetto del genero di Donald Trump, Jared Kushner, in Albania: la zona interessata, denunciano i comitati locali, ospita infatti specie protette e habitat naturali, che secondo lo stesso parere della Soprintendenza rischiano «alterazioni irreversibili». Nonostante una sequela di pareri critici, il progetto è riuscito a procedere: l’area rientra infatti nella Zona Economica Speciale Unica introdotta dal governo nel 2024, che sottopone gli investimenti a un iter autorizzativo semplificato; questo ha permesso l’approvazione della variante urbanistica, segnando un importante passi avanti per la sua realizzazione.
Il progetto del resort di lusso di Costa Merlata è in cantiere da anni, ma ha avuto un rilancio mediatico solo negli ultimi giorni, approdando su tutta la stampa nazionale e su un articolo del quotidiano britannico The Times [1]. Esso risale al 2021 ed è sostenuto dal fondo di investimeni israeliano Omnam Investment Group in collaborazione con Four Seasons, di cui Bill Gates detiene una quota superiore al 70%. Il piano ha attirato sin da subito le critiche di comitati locali [2] e gruppi per l’ambiente come Legambiente [3], specie in merito ai possibili danni ambientali. L’area interessata è infatti piena di grotte, doline e sistemi dunali e ospita uccelli migratori e specie protette. I comitati contestano inoltre il consumo di suolo e quello idrico, nonché il potenziale inquinamento luminoso. Recentemente, alle critiche degli ambientalisti si sono unite anche contestazioni per il coinvolgimento del gruppo di investimenti israeliano. Negli scorsi giorni, anche il segretario dei Verdi Angelo Bonelli ha criticato il piano, annunciando che presenterà una interrogazione parlamentare.
L’iter [4] che ha dovuto affrontare il progetto è particolarmente intricato: nel 2021, Merletto, la società proprietaria dell’area interessata, ha presentato i progetti per il resort, che tuttavia, nel dicembre del 2023, hanno ricevuto un primo parere negativo dalla Sezione Tutela e Valorizzazione del Paesaggio della Regione Puglia. Dopo alcune modifiche progettuali, tre mesi più tardi, la stessa Sezione ha rilasciato un nuovo parere, questa volta favorevole. Nel dicembre 2024 è intervenuta però la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, che ha bocciato il progetto, parlando del rischio di una «alterazione irreversibile del carattere morfologico e funzionale del sistema rurale costiero dell’agro di Ostuni». A gennaio 2025 il Comune di Ostuni ha chiuso in cerchio, contestando il piano in qualità di Autorità competente per la Valutazione Ambientale Strategica (VAS), una verifica preventiva necessaria per l’approvazione di progetti dal potenziale impatto ambientale e culturale.
Nonostante la sequenza di pareri critici, l’iter amministrativo è proseguito. Nel 2024 il governo Meloni ha istituito la ZES Unica del Mezzogiorno, che ha accorpato le precedenti Zone Economiche Speciali del Sud Italia. Le ZES sono aree in cui gli investimenti possono beneficiare di un regime amministrativo semplificato e di specifiche agevolazioni. Il progetto è stato così sottoposto alla procedura dell’Autorizzazione Unica ZES, che nonostante i rilievi sollevati dai vari enti è stata rilasciata [5]. In virtù di essa, è stata autorizzata la variante urbanistica che permette di destinare l’area alla realizzazione del progetto. Le associazioni hanno quindi presentato ricorso al TAR, che si deve ancora pronunciare sulla questione.
Dopo le varie critiche, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega per il Sud, Luigi Sbarra, ha tenuto a precisare che «non esiste alcuna autorizzazione ZES alla costruzione di un resort: la struttura di missione, con il parere favorevole degli enti territoriali competenti, ha autorizzato soltanto la richiesta di modifica al Piano di lottizzazione del Comune di Ostuni, condizionando la stessa all’acquisizione della valutazione di impatto ambientale». Il governo, insomma, sostiene che non è stato approvato alcun “resort”, e tecnicamente è vero: non esiste ancora un progetto edilizio finale né la procedura VIA, necessaria per procedere con l’intervento. Le parole di Sbarra, tuttavia, minimizzano il peso dell’autorizzazione ZES, che dà il via libera alla variante urbanistica che consente la realizzazione del progetto, spianando di fatto la strada alla sua costruzione.