L’impatto del tifone Maysak sulla Cina continentale ha costretto il governo centrale della Repubblica popolare ha dichiarare lo stato di emergenza per alluvioni di livello 1. Da sabato 4 luglio, il transito del tornado, che ha inizialmente interessato le aree settentrionali del Vietnam e l’isola cinese di Hainan, si è abbattuto sulla regione autonoma meridionale del Guangxi e ha causato gravi danni alle infrastrutture e alla popolazione. Secondo le stime riportate dall’agenzia di stampa cinese Xinhua, 63 contee distribuite su tutto il territorio provinciale sono state interessate dalle violente precipitazioni degli scorsi giorni: al momento si registrano sei vittime, undici dispersi e 130.000 evacuazioni.
La contea di Hengzhou, che sorge a pochi chilometri dalla capitale del Guangxi Nanning, è stata particolarmente colpita: più di 80.000 persone sono state interessate dal disastro, 50.000 sono state sfollate e ricollocate. Anche la provincia centrale dello Hubei è stata colpita dai forti temporali e dalle raffiche di vento e anche qui le conseguenze sono state particolarmente drammatiche: undici le vittime, un disperso e migliaia le persone sfollate.L’impatto del tifone, specialmente nella provincia dello Hubei, ha colpito di sorpresa la cittadinanza. Difatti, l’arrivo di una tale perturbazione è un evento abbastanza raro, ma motivato in questo caso dallo scontro tra le correnti monsoniche di aria calda dirette verso sud e il tifone Maysak debilitato dopo il transito sulla provincia del Guangxi.La violenza dei rovesci ha generato inoltre una frana nella contea di Tangchang, nella provincia nordoccidentale del Gansu. Secondo le autorità [1], intorno alle 7 di martedì 7 luglio, la frana avrebbe interessato un intero villaggio e ha ucciso ventuno lavoratori forestali rimasti intrappolati sotto le macerie. Il ministero per la Gestione delle Emergenze ha dichiarato il livello IV di allerta e sono stati stanziati 30 milioni di RMB (circa 4 milioni di euro) per far fronte alla calamità naturale.
Il presidente della Repubblica Popolare Xi Jinping ha esortato [2] a compiere ogni sforzo possibile nella gestione dell’emergenza e nell’organizzazione degli aiuti umanitari, nella cura delle persone ferite e nella ricollocazione degli sfollati. Inoltre ha fatto un appello ai governi locali per monitorare le inondazioni ed analizzare lo stato infrastrutturale dei bacini idrici con il fine di eliminare i futuri rischi provenienti da fiumi e laghi. Difatti, secondo quanto dichiarato dal ministero delle Risorse Idriche, solo nel Guangxi, sono più di sessanta i corsi d’acqua che hanno superato il livello di controllo degli argini. Il governo centrale ha stanziato circa 13 milioni di euro, finalizzati al ripristino delle strade, degli impianti idrici e delle infrastrutture pubbliche situate nella regione. Inoltre, Il Dipartimento organizzativo del Comitato centrale del Partito Comunista cinese ha stanziato [3] ulteriori 8 milioni di euro provenienti dalle quote del partito per finanziare operazioni di soccorso e di controllo in tutte le aree colpite. In migliaia, tra vigili del fuoco, agenti della polizia armata popolare e altre squadre specializzate sono intervenuti per gestire le operazioni di evacuazione e cura delle vittime.
Le conseguenze sulle attività commerciali e agricole sono state nefaste [4]. La contea di Hengzhou, tra le più colpite dall’alluvione, è il principale produttore mondiale di tè al gelsomino, con più di 12.000 ettari di coltivazioni. Secondo gli agricoltori dell’area, erano previste più di 150.000 tonnellate di raccolto per questa stagione, ma il tifone, che si è abbattuto proprio durante i giorni di picco della raccolta, ne ha impossibilitato l’operazione. Per ettaro, si stimano perdite tra gli 8.000 e i 10.000 euro. L’alluvione, inoltre, ha generato un’ulteriore problema alla popolazione colpita nell’area del villaggio di Wu Zhi: un allevamento di circa 900 serpenti è stato sbaragliato dalla tormenta e gli animali sarebbero fuggiti disperdendosi nella zona.
Sebbene la potenza di Maysak stia gradualmente diminuendo, gli abitanti dell’area non possono ancora tirare un sospiro di sollievo. Se da un lato le piogge continueranno ad interessare la zona come conseguenza della tormenta, dall’altro si aspetta l’arrivo del super tifone Bavi, che dopo aver colpito le Marianne, si sta dirigendo a più di 290 km/h verso l’isola di Taiwan e la Cina meridionale.