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In Germania una cooperativa di attivisti produce energia pulita per 30mila abitanti

Era il 2010 quando quarantasei cittadini di Heilbronn, città industriale da 126mila abitanti sul fiume Neckar nel Baden-Württemberg, decisero di fare qualcosa di concreto contro il nucleare. Non si limitarono a una petizione o un presidio, ma fondarono una cooperativa energetica, la EnerGeno Heilbronn-Franken eG, e l’anno seguente cominciarono ad installare i primi pannelli solari sui tetti degli edifici locali. Sedici anni dopo, quella cooperativa conta 2.400 soci, gestisce circa 30 milioni di euro di capitale proprio, impiega 16 persone e produce energia pulita per oltre 30mila abitanti: è diventata una delle più grandi cooperative energetiche della Regione.

Il modello [1] è semplice: EnerGeno individua i tetti degli edifici – scuole, municipio, capannoni industriali, condomini, stalle – e propone ai proprietari, pubblici o privati, un accordo: il tetto in affitto, in cambio di elettricità a prezzo stabile e inferiore a quello di mercato. La cooperativa pensa al resto: progettazione, finanziamento, costruzione, assicurazione e manutenzione, e l’energia in eccesso viene rivenduta in rete. Il comune di Heilbronn ha aderito tra i primi, cedendo i tetti degli edifici comunali. Con il tempo il rapporto si è formalizzato: oggi esiste un vero e proprio accordo di partenariato climatico ed energetico che vincola la cooperativa agli obiettivi di decarbonizzazione della città, che sarà Capitale Verde Europea nel 2027 con la cooperativa tra i partner ufficiali.

I numeri attuali raccontano di 140 impianti solari operativi per un totale di 43 megawatt-picco di capacità installata su 150 siti. A questo si aggiunge la partecipazione a 10 turbine eoliche, per una produzione eolica complessiva di 50 gigawattora l’anno. Ogni socio ha diritto a un voto nelle assemblee, indipendentemente dal numero di quote possedute e una quota costa 100 euro, una soglia bassa che consente a pensionati, famiglie e persino bambini di partecipare. Ogni anno, attorno al Natale, EnerGeno lancia una campagna che porta molte famiglie a regalare quote ai figli e il risultato è una base sociale molto giovane.

Intanto il progetto continua ad evolversi. Il 9 giugno 2026 è partita la costruzione [2] del parco eolico civico di Künsbach-Etzlinsweiler, tra Kupferzell e Künzelsau, che prevede due turbine Nordex di ultima generazione, interamente in mano a cittadini: 161 soci individuali e quattro cooperative energetiche hanno messo insieme 4,5 milioni di euro di capitale proprio, senza ricorrere a operatori commerciali esterni. EnerGeno è il principale azionista: le turbine entreranno in funzione nella prima metà del 2027 e produrranno circa 22 milioni di kilowattora l’anno, abbastanza per coprire i consumi di 7mila famiglie nella regione dell’Hohenlohe. L’intera catena del valore resterà nel territorio.

Quello della distribuzione del valore è il punto politicamente più rilevante del modello [3]. Studi condotti sulle cooperative energetiche tedesche mostrano che un parco eolico in mano alla comunità locale genera un reddito per l’economia del territorio superiore rispetto a un impianto identico gestito da un operatore commerciale esterno. Uno studio del 2016 dell’Istituto per le tecnologie energetiche decentralizzate ha calcolato [4] che un parco eolico da sette turbine da tre megawatt, sviluppato con attori locali e partecipazione comunale, genera 58 milioni di euro di reddito per il territorio nell’arco di vent’anni. Lo stesso impianto affidato a un operatore esterno ne produce appena 7 milioni: la differenza sta nei profitti che non escono dalla Regione, nelle tasse che restano nei bilanci comunali, nei salari per i dipendenti e i soldi che circolano tra i negozi e i servizi locali. EnerGeno reinveste il surplus in nuovi impianti, finanzia attività ambientali collaterali come riforestazioni, parchi agrivoltaici con pascolo di pecore sotto i pannelli, piantumazione di alberi da frutto, e supporta iniziative sociali nel territorio.

Il comune di Heilbronn ha adottato il modello con convinzione crescente. Inizialmente si era limitato a mettere a disposizione i tetti degli edifici pubblici, ricevendo in cambio elettricità a prezzo calmierato. Col tempo ha firmato un accordo di partenariato formale, ha integrato EnerGeno nella propria strategia climatica e ha incoraggiato i comuni vicini a fare lo stesso. Almeno quattro amministrazioni limitrofe si sono iscritte come socie della cooperativa, aggiungendo trasparenza alla governance e accedendo agli stessi vantaggi.

Non mancano gli ostacoli. Il quadro normativo federale tedesco rende la condivisione energetica tra produttori e consumatori vicini possibile solo in forma virtuale, non fisica: EnerGeno è costretta a costruire sistemi contabili complessi per vendere e riacquistare l’energia che i propri impianti generano in loco. È un paradosso burocratico che rallenta il modello e che la riforma del 2017, che ha sostituito i vecchi incentivi alle rinnovabili con aste competitive sui grandi impianti, ha ulteriormente sbilanciato il campo a favore degli operatori industriali: le procedure di gara sono troppo onerose per cooperative di volontari e piccoli staff professionali.

Secondo gli analisti la transizione energetica europea ha bisogno di grandi impianti offshore, di linee ad alta tensione, di investimenti miliardari da parte di multinazionali. Ma ciò che il mercato centralizzato non riesce a fare – e che EnerGeno fa da sedici anni – è costruire consenso sociale, trattenere il valore economico dove viene prodotta l’energia e coinvolgere decine di migliaia di persone comuni ella produzione di elettricità pulita.

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Mario Catania

Giornalista professionista dal 2011, si occupa di inchieste, reportage e attualità. Ha lavorato per la carta stampata, per l'online e come videoreporter, spaziando dalla cronaca alla politica e tematiche ambientali. Autore di libri e saggi, per L'Indipendente coordina i lavori del mensile.