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A Firenze, nel pieno dell’emergenza caldo, è stato abbattuto un bosco urbano

Da più di dieci giorni un’ondata di calore particolarmente intensa si è abbattuta [1] sull’Europa, Italia compresa. Mentre si riaccendeva il dibattito sulle possibili soluzioni da applicare in ambito urbano — dalla depavimentazione alla messa a dimora di nuovi alberi — a Firenze veniva abbattuto un bosco di due ettari, un vero e proprio ecosistema che rinfrescava la periferia di Novoli, contribuendo alla biodiversità del quartiere. Come denunciato dall’associazione politica Ecolò, presente in Consiglio Comunale tra le fila della maggioranza, l’area boschiva «è stata quasi completamente distrutta dalla proprietà (privata) a seguito di un’ordinanza» con la quale il Comune ha risposto alle segnalazioni dei cittadini, preoccupati dai casi di cronaca che avevano come sfondo proprio il bosco di Novoli.

Tronchi abbattuti, terreno scoperto e qualche rifiuto disseminato qua e là è tutto ciò che resta del bosco urbano cresciuto spontaneamente in anni di abbandono, all’interno di un terreno privato nella periferia fiorentina di Novoli, tra via Geminiani, via Carraia e la ferrovia. L’area boscata era stata più volte esaltata per il suo ruolo ecologico all’interno di un contesto urbano segnato da isole di calore, traffico, distese di cemento e asfalto. Oltre a contribuire alla diminuzione della temperatura nell’area circostante, il bosco urbano di Novoli rappresentava un bacino ecosistemico, in grado di garantire biodiversità e assorbire inquinanti, come sottolineato [2] dalle associazioni ambientaliste che oggi parlano di «danno irreparabile». Pochi mesi fa, ad aprile, Ecolò aveva organizzato l’evento Natura spontanea a Firenze, sollecitando attenzioni e protezione da parte del Comune.

Nell’unica risposta data, l’amministrazione Funaro ha intimato al proprietario di intervenire per rimuovere i rifiuti e gli insediamenti abusivi, con l’obiettivo di mettere in sicurezza l’area e arginare le attività di spaccio, rispondendo così alle segnalazioni dei cittadini. Così, in pochi giorni, si è arrivati all’abbattimento del bosco urbano. «Verificheremo se l’azione di abbattimento da parte del privato sia andata oltre rispetto a quanto richiesto e a quanto consentito dalle normative, a partire da regolamenti comunali fino alle normative regionali e nazionali di tutela ambientale e paesaggistica», hanno dichiarato i consiglieri di maggioranza appartenenti alla lista Ecolò. L’intervento, oltre a coincidere con l’inizio dell’estate e dell’intensa ondata di calore abbattutasi sull’Europa, è avvenuto nel periodo di nidificazione degli uccelli, tutelato da leggi nazionali e direttive europee.

Quella sorta intorno al bosco urbano di Novoli non è l’unica polemica di natura ambientalista avanzata verso l’amministrazione di centrosinistra. Soltanto pochi mesi fa aveva fatto discutere la decisione di abbattere centinaia di alberi per fare spazio alle nuove linee della tramvia. Ancora, vengono contestati i risultati sulla depavimentazione, la pratica urbana relativa alla rimozione di cemento e asfalto. Ieri la sindaca ha celebrato, con un post sui social, il traguardo dei 10mila metri quadrati di asfalto rimossi, una superficie simile a quella di un campo da calcio, pari allo 0,02-0,03% dell’area asfaltata dell’intero territorio fiorentino.

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Salvatore Toscano

Laureato in Scienze della Politica con una tesi sui beni comuni, per L’Indipendente si occupa di politica, diritti e movimenti. Si dedica al giornalismo dopo aver compreso l’importanza della penna come strumento di denuncia sociale.