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Venezuela: 920 morti per il terremoto, 50mila i dispersi – arrivano le squadre di soccorso dall’estero

Nella notte tra il 24 e il 25 giugno, il Venezuela è stato colpito da due terremoti rispettivamente di magnitudo 7.2 e 7.5. Il doppio sisma ha avuto origine nelle aree settentrionali del Paese ed è stato avvertito in almeno altri dieci Paesi della regione. In Venezuela sono stati interessati almeno sette Stati e il distretto capitale di Caracas. I danni sono stati ingenti: le immagini che arrivano dal Paese mostrano edifici in macerie, tetti che crollano, e crateri in mezzo alle strade. Il bilancio attuale è di almeno 920 morti e oltre 50mila dispersi. Davanti allo scenario di distruzione, le autorità del Paese hanno disposto lo stato di emergenza nazionale, fermando tutte le attività non necessarie per prestare soccorso ai cittadini colpiti dal terremoto, mentre i Paesi vicini hanno mobilitato squadre di supporto, arrivate nelle ultime ore in Venezuela.

Il doppio terremoto si è verificato con due scosse distanziate di 39 secondi l’una dall’altra; la prima è avvenuta alle 18:05 locali, poco dopo lo scoccare della mezzanotte italiana. Secondo l’emittente locale Telesur [1], la doppia scossa e la vicinanza degli epicentri hanno amplificato gli effetti del fenomeno sismico: il primo terremoto, di magnitudo 7.2, si è verificato a 21 chilometri a ovest del comune di Morón, nello Stato di Carabobo, mentre il terremoto principale, di magnitudo 7.5, ha avuto il suo epicentro a 28 chilometri a nord-ovest del comune di Montalbán, nel medesimo Stato, a circa 100 chilometri da Caracas. Oltre a Carabobo e Caracas, il terremoto ha provocato danni negli Stati di Miranda, Falcón, Yaracuy, Aragua, Trujillo, Zulia e Vargas. La stessa emittente Telesur riporta inoltre che il terremoto sarebbe stato udito in altri 10 Stati della regione tra cui Brasile, Guyana e diverse isole caraibiche; per ora, non vi sono notizie di danni negli altri Paesi, ma è stata sollevata un’allerta tsunami regionale.

Lo Stato di Vargas è la regione venezuelana più colpita dal sisma: l’aeroporto internazionale di Maiquetía ha subito gravi danni e un video che circola in rete mostra il tetto venire danneggiato e crollare parzialmente mentre le persone cercano riparo. I voli presso lo scalo sono stati interrotti a causa dei danni all’infrastruttura. La città più colpita tuttavia è La Guaira, capoluogo del medesimo Stato; qui, come a Caracas sono stati registrati danni alle infrastrutture elettriche che hanno provocato interruzioni di corrente. In generale, le immagini che arrivano dipingono uno scenario di vasta distruzione, con edifici completamente distrutti e ampie spaccature in mezzo alle strade.

Per fare fronte all’emergenza, il governo ha disposto la sospensione delle lezioni scolastiche e delle attività lavorative per tutta la settimana e ha chiesto al personale medico e sanitario di presentarsi al lavoro nei propri ospedali per prestare soccorso ai cittadini feriti. L’esecutivo ha emanato lo stato di emergenza e ha istituito il Centro di Comando per le Emergenze, composto da Diosdado Cabello (ministro dell’Interno, della Giustizia e della Pace), Juan José Ramírez (ministro dei Lavori Pubblici e dei Servizi), Héctor Rodríguez (Affari Sociali) e Calixto Ortega (Economia). Le autorità e la protezione civile si sono attivate per distribuire acqua, prestare i primi soccorsi e valutare i danni a infrastrutture e abitazioni. Le Nazioni Unite e le organizzazioni finanziarie multilaterali hanno espresso la loro solidarietà e offerto il loro immediato sostegno al Paese. Nel frattempo, sono arrivate in Venezuela squadre di soccorritori da Spagna, Messico, Colombia, Cile, Ecuador, El Salvador, Stati Uniti, Repubblica Dominicana, Svizzera, Germania e Italia.



Il bilancio delle vittime italo-venezuelane del terremoto in Venezuela resta provvisorio. Da Dubrovnik, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riferito che, secondo i dati disponibili, si contano almeno tre cittadini italo-venezuelani morti, cinque feriti e 35 dispersi. Il ministro ha sottolineato che le informazioni sono ancora parziali e destinate ad aggiornarsi con il proseguire delle operazioni di soccorso. In Venezuela risiedono circa 150mila italiani iscritti all’Aire e, ha spiegato Tajani, non è ancora possibile stabilire con precisione quante persone possano trovarsi sotto le macerie.


Fino a 6,8 milioni di persone sarebbero state colpite dai due forti terremoti che hanno devastato il Venezuela. Lo riferisce l’ONU attraverso l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, precisando che la stima è preliminare e sarà aggiornata dopo le verifiche sul campo. I crolli hanno danneggiato infrastrutture e limitato l’accesso ai servizi essenziali, mentre proseguono le ricerche dei sopravvissuti. Diverse strutture sanitarie hanno subito danni e il governo ha richiesto alle Nazioni Unite squadre mediche d’emergenza, medicinali e forniture per assistere le aree più colpite.


È aumentato il numero delle vittime causate dai due violenti terremoti che hanno colpito il Venezuela: la presidente ad interim Delcy Rodriguez ha comunicato che i morti sono 589, mentre i feriti hanno raggiunto quota 2.980. Si contano inoltre almeno 50mila dispersi. Le operazioni di soccorso proseguono senza sosta per estrarre eventuali sopravvissuti dalle macerie, con l’aiuto di squadre arrivate anche dall’estero. La zona più colpita è lo Stato di La Guaira, dove sono stati dispiegati soccorritori e militari impegnati nella ricerca delle persone disperse e nella distribuzione di beni essenziali.


Anche la Spagna ha dato l’ordine di stanziare un milione di euro per fornire i primi aiuti al Venezuela. Ad annunciarlo il ministro dell’Economia spagnolo Carlos Cuerpo, in una dichiarazione ai media. Intanto, la Germania si è unita ai Paesi che stanno mandando squadre di soccorso nel Paese, inviando un volo con a bordo 48 membri dell’Agenzia federale di soccorso tecnico che saranno incaricati di supportare Caracas nelle operazioni di ricerca dei dispersi.


Le squadre di soccorso per aiutare le autorità venezuelane nelle operazioni di salvataggio e ripresa stanno arrivando da tutto il mondo: gli USA hanno inviato due navi militari, aerei da trasporto ed elicotteri, e hanno stanziato 150 milioni di dollari in aiuti e sospeso parte delle sanzioni contro il Paese per alleggerire la pressione finanziaria. L’ONU ha provveduto ad allestire rifugi per gli sfollati, mentre la Croce Rossa Internazionale ha mandato 40 tonnellate di aiuto. Anche Papa Leone ha donato 100mila euro, mentre dall’Italia sono in arrivo 36 medici e infermieri addestrati a operare in zone di crisi e 40 vigili del fuoco per le operazioni di ricerca e soccorso.


Iniziano ad arrivare le prime notizie sulle vittime straniere del terremoto in Venezuela: due delle 235 vittime confermate sarebbero cittadini cinesi, e altri due brasiliani. A essi si aggiungono due cittadini spagnoli, mentre almeno 80 risultano dispersi. Deceduto anche un italiano con doppia cittadinanza venezuelana. A comunicarlo è il ministero degli Esteri del Belpaese.



In una dichiarazione [6] rilasciata in queste ore, la Croce Rossa venezuelana ha sottolineato che l’impatto in termini di perdite umane non è ancora conosciuto e che le valutazioni dei danni sono ancora preliminari. Nel frattempo, è arrivato un messaggio di solidarietà anche dalla presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, che ha rivolto la propria solidarietà al popolo venezuelano. I media locali riportano che la conta delle persone scomparse ha superato le 28 mila unità.


I media locali, come El Diario [7], hanno aggiornato il numero dei dispersi, salito a 20.320 persone. Resta al momento stabile il bilancio di morti (164) e feriti (971).


Sono in partenza dall’Italia diverse squadre di soccorsi, composte da esperti nella ricerca tra le macerie urbane. A livello europeo si sono mossi nella stessa direzione Svizzera, Repubblica Ceca, Francia, Spagna e Paesi Bassi.

Saranno circa 40 i Vigili del Fuoco italiani coinvolti nell’operazione. Affiancheranno le autorità locali nelle attività di soccorso. Al momento si contano più di 10mila dispersi. L’ambasciatore italiano a Caracas, Giovanni Umberto De Vito, ha fatto sapere che al momento non risultano cittadini italiani tra le 164 vittime confermate.


Secondo le stime [8] dello US Geologica Survey, l’istituto geologico USA che si occupa anche del monitoraggio dei terremoti, i morti nell’evento sismico potrebbero essere almeno diecimila.

Fonte USGS, che riporta: “Allerta rossa per vittime e danni economici causati dal terremoto. È probabile un elevato numero di vittime e danni ingenti, e il disastro è probabilmente di vasta portata. Le precedenti allerte rosse hanno richiesto una risposta a livello nazionale o internazionale.”

La vicepresidente in carica in Venezuela, Delcy Rodriguez, ha dichiarato che è salito a 164 il bilancio ufficiale dei morti dopo il terremoto, mentre sono 971 le persone rimaste ferite. Il bilancio è destinato a salire rapidamente, dal momento che sono migliaia le persone che risultano ancora scomparse.