Aveva tra i 1000 e i 1200 anni e non ha prodotto nuove foglie questa primavera: per la Royal Society for the Protection of Birds (RSPB), che da decenni la monitora, è la prova che per la Major Oak non ci sia più nulla da fare. La quercia, che si trova nel cuore del Nottinghamshire, è da secoli associata alla leggenda di Robin Hood: sotto le sue fronde si sarebbero riparati il fuorilegge e i suoi compagni, in lotta con il principe Giovanni.
Non è stata una causa unica a determinarne la fine. Gli esperti parlano di un cedimento lento, maturato negli anni: cinque estati consecutive di siccità intensa, culminate nel record di 40 gradi registrato nel Regno Unito nel luglio 2022, hanno messo sotto stress un apparato radicale già compromesso. A complicare la situazione hanno contribuito anche più di un secolo di interventi di sostegno strutturale e due secoli di passaggio di visitatori, che con il calpestio hanno compattato il terreno attorno al tronco, redendolo meno permeabile all’acqua. Né la recinzione installata negli anni Settanta né i sistemi di irrigazione più recenti sono bastati a invertire la tendenza. «Il fallimento dell’albero nel produrre foglie quest’anno è un colpo al cuore per tutti», ha dichiarato Hollie Drake della RSPB, responsabile del sito.
Nelle settimane successive all’annuncio, centinaia di persone si sono presentate sul posto per un ultimo saluto. C’è chi è arrivato da contee lontane solo per vederla un’ultima volta, chi invece torna dopo cinquant’anni di assenza. Tra i commenti raccolti [1] dalla stampa locale, qualcuno racconta di essersi arrampicato all’interno del tronco cavo da bambino, quando non era ancora protetta da nessuna barriera; altri parlano di domeniche di passeggiate in famiglia, di gite scolastiche, di un legame che si tramanda da generazioni.
Sotto i suoi rami sono passati secoli di storia, ben prima che esistesse l’Inghilterra come la conosciamo oggi. Il nome Major Oak arriva solo nel 1790, da un libro dello storico locale Hayman Rooke, ma l’albero esisteva già da almeno 3 secoli quando le prime leggende su Robin Hood iniziarono a circolare nel Trecento. Le querce della foresta hanno fornito il legname per le navi della Royal Navy dell’ammiraglio Nelson e per le travi del tetto della cattedrale di Saint Paul a Londra. Nel frattempo, sotto il suo sguardo vigile e silenzioso, l’umanità ha attraversato la peste nera, le guerre di religione, la rivoluzione industriale, due conflitti mondiali e l’arrivo di internet e dell’Intelligenza Artificiale.
Il tronco, con i suoi 11 metri di circonferenza e una chioma che si estendeva per 28 metri, resterà al suo posto. La RSPB ha scelto di non rimuoverlo: continuerà a sostenere l’ecosistema [2] del bosco come legno morto, habitat per insetti e piccoli animali. Secondo Chloe Ryder, altra responsabile delle proprietà RSPB a Sherwood, con le cure adeguate il tronco potrebbe restare in piedi «per decenni, anche secoli». Da anni, peraltro, vengono raccolte ghiande e talee dalla quercia di Sherwood per propagarne il patrimonio genetico. Già nel 2003 nel Dorset fu avviata una piantagione di oltre 250 esemplari nati dalle sue ghiande, anche a scopo di studio scientifico. Altri discendenti sono stati donati a parchi della stessa contea, come quello piantato ad Abbey Park, nel Nottinghamshire, con la partecipazione di una scuola elementare locale, mentre uno dei più noti cresce a Winfield House, a Londra, nella residenza dell’ambasciatore statunitense nel Regno Unito. La storia della quercia, insomma, non si chiude con la morte dell’esemplare originario.