È iniziata pochi giorni fa in Lituania – ai confini con la Bielorussia – l’esercitazione della NATO Freedom Shield (Scudo per la libertà), guidata dalla Germania: su quasi tremila soldati, 2.300 sono tedeschi ed è previsto un dispiegamento di 800 veicoli provenienti da otto Paesi NATO. Si tratta, inoltre, della prima esercitazione della 45ª brigata corazzata della Bundeswehr (l’esercito tedesco) di stanza in quel Paese. Obiettivo dell’esercitazione è proteggere il fianco orientale della NATO dalla cosiddetta «minaccia russa», in quanto i Paesi dell’Alleanza ritengono che Mosca abbia compiuto ripetute provocazioni militari nei Paesi baltici. L’intento, dunque, è duplice: da un lato, si tratta di lanciare un avvertimento a Mosca a non violare lo spazio aereo, territoriale e informatico dei Paesi baltici; dall’altro, è un modo per rimpiazzare il dispiegamento militare statunitense qualora gli USA decidessero di ritirarsi dall’area come hanno annunciato.
L’obiettivo principale dell’esercitazione è simulare un attacco con droni e missili e il suo respingimento con l’impiego di sofisticati sistemi antimissili e antidroni. A seguire le simulazioni militari, che si svolgono a Prabade, ad appena 20 chilometri dal confine bielorusso, sono arrivati sul posto anche il ministro tedesco della difesa Boris Pistorius e quello della Lituania Robertas Kaunas. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, invece, ha affermato che «La sicurezza della Lituania è anche la nostra sicurezza. Chi difende Vilnius, difende anche Berlino». Dal punto di vista logistico, l’esercito federale tedesco ha costruito, nei pressi del paese di Rudninkai, distante appena 35 chilometri dalla capitale di Vilnius, un intero villaggio-caserma, dotato di alloggi per i soldati e i loro famigliari, di depositi e magazzini, scuole, supermercati, un centro sportivo e un’area di addestramento. Dallo scoppio della guerra in Ucraina, Berlino ha effettuato un massiccio dislocamento di truppe in Lituania: attualmente la brigata corazzata tedesca [1] conta 1.800 effettivi, che nelle intenzioni del governo dovrebbero salire a 5mila entro il 2027.
Secondo il ministro della Difesa lituano, Kaunas, i preparativi per l’ampliamento della brigata tedesca a quasi 5.000 soldati sono in anticipo rispetto alla tabella di marcia. Inoltre, lo stesso ha affermato che il previsto dispiegamento della brigata della Bundeswehr al comando del generale di brigata Christian Huber rappresenta una «pietra miliare per le relazioni tedesco-lituane» e che «siamo addirittura in anticipo di dieci mesi sulla tabella di marcia. Ciò significa che siamo a buon punto nella costruzione delle infrastrutture e possiamo iniziare prima la seconda fase». Secondo il giornale tedesco [2] Bild, «per la prima volta nella sua storia, la Bundeswehr stanzierà permanentemente un gran numero di soldati all’estero, direttamente al confine con la Bielorussia». Si stima che lo stanziamento costerà allo Stato tedesco tra i quattro e i sei miliardi di euro.
La 45ª brigata corazzata tedesca partecipa all’esercitazione Freedom Schield con rinforzi provenienti dal Battaglione Panzer 203 di Augustdorf, nella Vestfalia Orientale, ed elementi del Battaglione Panzergrenadier 122 di Oberviechtach, in Baviera. Entrambi i battaglioni dovrebbero trasferirsi definitivamente in Lituania il prossimo anno. Il Ministro Kaunas ha dichiarato che la brigata è «di enorme importanza» per la deterrenza sul fianco orientale della NATO e per la sicurezza della Lituania e dell’intero territorio dell’Alleanza. Secondo il programma, l’unità inizierà a operare nella città di Rudninkai il prossimo autunno. Sempre Bild sottolinea che «Nell’ambito delle Forze Armate tedesche, il primo dispiegamento in assoluto di una grande unità all’estero è considerato un “progetto di punta” inteso a sottolineare l’impegno della Germania nei confronti dei suoi obblighi NATO».
Inoltre, secondo fonti tedesche, la Bundeswehr sta considerando la possibilità di rendere obbligatorio il servizio militare per i soldati della Brigata in Lituania. «L’obiettivo primario dell’Esercito è raggiungere la piena prontezza operativa per la Brigata in Lituania il prossimo anno», ha dichiarato il Tenente Generale Christian Freuding, Ispettore Generale dell’Esercito, aggiungendo che «A tal fine, ci atterremo al principio guida del servizio volontario, integrandolo con misure obbligatorie laddove necessario». Un portavoce del ministero della difesa, invece, ha affermato che «tutti devono comprendere che la prontezza operativa ha la precedenza sul servizio volontario in caso di dubbio».
L’incremento delle truppe NATO ai confini con la Bielorussia rappresenta l’ennesimo passo verso l’inasprimento delle tensioni con Mosca, ampliando il divario e acuendo la distanza tra il blocco atlantico e quello eurasiatico, piuttosto che cercare un riavvicinamento economico-politico – anche in funzione anti USA – che potrebbe giovare a entrambe le parti in campo.