«500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l’operazione» contro l’Iran. Le parole del segretario generale della NATO Mark Rutte tornano a infiammare il nervo scoperto del sostegno europeo alla guerra condotta da Israele e Stati Uniti. Per mesi, il governo italiano ha rassicurato i cittadini circa il mancato coinvolgimento in operazioni di combattimento, autorizzando i voli legati ad attività tecniche e logistiche. Le opposizioni sono insorte, chiedendo un chiarimento immediato alla maggioranza guidata da Giorgia Meloni, che proprio in queste ore si stava mettendo alle spalle la faida verbale con il presidente USA Donald Trump. Per il momento, a rompere il muro di silenzio è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto: «Da Rutte ricostruzione che trasmette un messaggio totalmente fallace confondendo la tipologia dei voli autorizzati». «L’Italia — ha aggiunto Crosetto — autorizza esclusivamente i voli che sono previsti dai trattati e che escludono totalmente le attività cinetiche», dunque di combattimento.
Incalzato da Fox News [1]sul ruolo avuto dall’Europa nella recente aggressione all’Iran, Mark Rutte ha provato a ricucire i rapporti tra la NATO e la sua guida americana, giunti a un minimo [2] storico sotto l’amministrazione Trump. Più volte, il presidente USA ha accusato la NATO e gli alleati europei di averlo «lasciato solo» nella guerra da lui scatenata, di concerto con Israele. Rutte, che nelle prossime ore incontrerà Trump alla Casa Bianca, ha elogiato l’impegno americano contro la «minaccia nucleare» dell’Iran, definito «un esportatore di caos e terrorismo». «Comprendo perfettamente la delusione — ha detto Rutte — ma se prendiamo ad esempio l’Italia, 500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l’operazione. Se si guarda a tutta l’Europa, si parla di un numero compreso tra le 4 e le 5mila missioni di volo».
In Italia i partiti di opposizione sono insorti, chiedendo chiarimenti in Parlamento al governo Meloni. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha rilanciato la linea adottata dall’esecutivo negli ultimi mesi, sostenendo che «l’Italia autorizza esclusivamente i voli che sono previsti dai trattati e che escludono totalmente le attività cinetiche. Come sempre ha fatto e come continuerà a fare in vigenza degli attuali accordi. Le volte in cui si è prospettata la richiesta che esula da questo perimetro, come è noto [3], l’Italia non ha concesso l’autorizzazione». Secondo un funzionario della NATO citato [4] dall’Ansa, Rutte ha «sottolineato come gli Alleati, tra cui l’Italia, abbiano dato attuazione agli accordi bilaterali esistenti in materia di basi militari e sorvoli».
La scelta di Rutte di citare proprio l’Italia tra tutti i Paesi europei potrebbe non essere casuale, configurandosi piuttosto come un tentativo di seppellire l’ascia di guerra tra Washington e Roma, dopo gli ultimi giorni segnati da dichiarazioni al vetriolo. Dopo le risposte ai ripetuti [5] attacchi di Donald Trump, i sovranisti italiani stavano percorrendo [6] una strada diversa, nel tentativo disperato di ricucire i rapporti. Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha puntato a minimizzare, affermando che il problema con Trump è già «una parentesi chiusa», mentre il capo della Farnesina Antonio Tajani ha ribadito la «solidità» delle relazioni con Washington, senza nemmeno accennare alla possibilità di convocare l’ambasciatore statunitense per chiedere chiarimenti sulla condotta del presidente. Una procedura che in questi casi sarebbe prassi.
«Il sostegno di Giorgia Meloni a Trump — tuona il co-portavoce dei Verdi Angelo Bonelli — non è mai venuto meno e, a questo punto, è lecito pensare che gli scambi di accuse tra lei e il presidente degli Stati Uniti siano stati una sceneggiata per coprire il sostegno militare garantito dalle basi italiane agli aerei USA».