Sono passati 8 mesi da quando è stato proclamato il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Ciò non si è tradotto, nella pratica, nella fine dell’occupazione israeliana, che anzi ha continuato a colpire il popolo palestinese, sfruttando l’abbassamento dei riflettori internazionali. Dall’ottobre dello scorso anno i soldati di Tel Aviv hanno ucciso più di mille persone, tra cui almeno 250 bambini, come rivelato da un’indagine del giornale israeliano Haaretz. Praticamente un massacro da 4 persone al giorno. Nel frattempo, la commissione d’inchiesta istituita presso le Nazioni Unite ha raccolto nuove prove sul genocidio in Palestina, sostenendo che i «bambini palestinesi sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze di sicurezza israeliane».
Bombardamenti sulle tende, edifici rasi al suolo, diffusione di epidemie. La quotidianità vissuta dai gazawi a partire dal “cessate il fuoco” non è dissimile da quella degli ultimi due anni e mezzo. Il quotidiano israeliano Haaretz [1] ha ricostruito gli attacchi sferrati dall’ottobre scorso, rivelando i dati di un massacro costante. Nascondendosi dietro a una facciata “diplomatica” — utile a riaccreditarsi presso le cancellerie europee e ad abbassare i riflettori dei loro media — Israele ha continuato a mietere vittime all’interno della Striscia. A inizio giugno, un drone ha colpito una tenda di sfollati nel quartiere di Al-Rimal, mentre erano in corso le celebrazioni di un matrimonio, ferendo e uccidendo decine di palestinesi. Il 20 giugno un attacco aereo su un condominio a Gaza City ha ucciso 4 persone, tra cui un bambino. A poche ore di distanza è stato bombardato il campo profughi di Bureij, provocando la morte di 3 persone, tra cui Ahmed Wishah, giornalista dell’emittente qatariota Al Jazeera. Due mesi fa suo fratello Mohammed era stato ucciso in un altro attacco.
Ad aprile tre bambini — Abdullah al-Abed, suo fratello Salah e Mohammed Balousha — stavano giocando fuori a una moschea, in quello che restava della città di Beit Lahia, quando un drone israeliano li ha uccisi. Negli otto mesi del “cessate il fuoco”, Israele ha causato la morte di almeno 250 bambini, come riportato da Haaretz. A poche ore dalla pubblicazione dell’indagine, la Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite ha accusato le forze di sicurezza israeliane di aver deliberatamente preso di mira e ucciso bambini palestinesi. Gli esperti dell’ONU ne parlano come l’ennesimo elemento a dimostrazione dell’intento genocida delle autorità di Tel Aviv, al momento sotto processo presso la Corte Internazionale di Giustizia.
Di fronte alla persistenza dei crimini israeliani, la Relatrice Speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese ha rilanciato il boicottaggio, sottolineando l’obbligo giuridico, per gli Stati, di intervenire a sostegno del popolo palestinese assediato.