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Ventimiglia, il TAR smonta il decreto sicurezza: annullata la chiusura del cannabis shop

Dal 10 di marzo del 2026 un canapa shop di Ventimiglia non poteva più vendere canapa perché colpito da un’ordinanza che riguardava il “Divieto di prosecuzione dell’esercizio dell’attività limitatamente alla vendita di prodotti costituiti da infiorescenze”. Ma l’esercente ha potuto riprendere l’attività perché il TAR della Liguria ha sospeso il provvedimento in via cautelare in attesa della sentenza di merito attesa per il 28 aprile dell’anno prossimo.

La vicenda è stata raccontata dall’associazione Canapa Sativa Italia che segue i casi di agricoltori e commercianti con l’Osservatorio art. 18, istituito [1] per monitorare gli sviluppi giuridici e normativi del settore. Funziona come un archivio pubblico: un database di sentenze, dissequestri e archiviazioni, che tiene traccia di tutti i provvedimenti e offre analisi e supporto concreto per gli operatori di settore.

«È una notizia di grande rilievo per tutta la filiera», raccontano dall’associazione spiegando che: «Non siamo davanti a un semplice passaggio procedurale. Per la prima volta, in un caso di questo tipo, viene fermato in sede amministrativa un provvedimento fondato sull’idea che l’art. 18 del Decreto Sicurezza consenta automaticamente di bloccare la vendita di infiorescenze e derivati della canapa industriale, anche quando si tratta di prodotti privi di efficacia drogante». Nella pratica significa che: «Anche sul piano amministrativo non può operare un automatismo repressivo fondato sull’art. 18, soprattutto quando si parla di prodotti di canapa industriale privi di concreta efficacia drogante».

Nonostante la volontà del legislatore, che con l’ormai tristemente famoso articolo 18 del primo decreto sicurezza ha tentato di considerare come stupefacente [2] il fiore di canapa di per sé, a prescindere dal livello di THC contenuto, l’associazione ripete da mesi che: «Non può essere letto come una norma capace di trasformare automaticamente la canapa industriale in sostanza stupefacente». La dimostrazione pratica arriva dai dissequestri e dalle restituzioni del prodotto precedentemente sequestrato, fino alle archiviazioni, ai rinvii alla Corte costituzionale (Brindisi e Trani) e quello alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea [3].

La pronuncia è importante perché, fuori dal diritto penale, mette dei paletti dal puto di vista amministrativo: «Non si tratta più soltanto di difendersi da sequestri, imputazioni o contestazioni ex art. 73 d.P.R. 309/1990. Si tratta anche di impedire che amministrazioni locali, SUAP, Questure, Comuni o altri uffici possano tradurre l’art. 18 in un divieto assoluto e indiscriminato di impresa», sottolineano dall’associazione. Il punto è chiaro: «Impedire che un’intera filiera venga paralizzata attraverso sequestri, diffide, chiusure, dinieghi di SCIA, sospensioni o provvedimenti amministrativi adottati senza distinguere tra sostanze realmente stupefacenti e prodotti di canapa industriale non droganti».

Lo esplicita anche l’avvocato Giacomo Bulleri, che ha seguito il caso: «Seppure in via cautelare, il TAR Liguria ha sancito il diritto di un imprenditore a svolgere la propria attività e pagare le relative tasse», puntualizza infatti l’avvocato evidenziando che: «Ciò conferma non sola la evidente illegittimità dell’art. 18 del Decreto Sicurezza (su cui il provvedimento sospeso si era fondato) ma, più in generale, il concetto che canapa e derivati con basso contenuto di THC non sono né stupefacenti perseguibili penalmente né prodotti illegali la cui vendita può essere vietata a livello amministrativo».

Intanto dall’associazione arriva un messaggio chiaro: «La filiera non chiede zone grigie. Chiede regole chiare. Chiede controlli seri. Chiede soglie fondate su dati scientifici e di poter lavorare, pagare tasse, assumere persone e operare nella legalità».

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Mario Catania

Giornalista professionista dal 2011, si occupa di inchieste, reportage e attualità. Ha lavorato per la carta stampata, per l'online e come videoreporter, spaziando dalla cronaca alla politica e tematiche ambientali. Autore di libri e saggi, per L'Indipendente coordina i lavori del mensile.