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Olimpiadi Milano-Cortina: le indagini sono arrivate fino al ministero dei Trasporti

Alla fine, l’inchiesta della Procura di Belluno sull’appalto per la cabinovia Socrepes a Cortina d’Ampezzo ha investito anche le stanze ministeriali. I pm hanno infatti iscritto nella lista degli indagati Elisabetta Pellegrini, stretta collaboratrice del ministro Salvini, la quale coordina la struttura tecnica di missione per l’indirizzo strategico, lo sviluppo delle infrastrutture e l’alta sorveglianza del Ministero dei Trasporti. In precedenza erano stati messi sotto inchiesta il commissario straordinario Fabio Massimo Saldini, una dipendente Simico e il legale rappresentante della società vincitrice Graffer. Secondo i pm, la procedura sarebbe stata rallentata per favorire quest’ultima, dopo che due grandi aziende del settore avevano rinunciato. Le ipotesi di reato sono turbativa d’asta e presunte irregolarità nell’affidamento dell’opera, costata 35 milioni e non ancora collaudata a quattro mesi dalla fine dei Giochi.

Pellegrini ha assunto il suo ruolo al ministero di Porta Pia nel 2022. Nello specifico, la struttura di cui è a capo svolge funzioni di «supporto all’alta sorveglianza del Ministro» e «monitoraggio sulle infrastrutture strategiche e sull’utilizzo delle risorse pubbliche». Ora la donna è ufficialmente indagata per l’ipotesi di concorso nella turbata libertà della gara di appalto, già contestata ad altri tre soggetti. Le forze dell’ordine hanno acquisito i cellulari e i pc della dirigente. Matteo Salvini è subito corso in sua difesa: «Le Olimpiadi Milano Cortina rappresentano un successo straordinario riconosciuto anche all’estero – ha dichiarato il ministro dei Trasporti e leader leghista – sono state il frutto di anni di lavoro mio e di un’intera squadra, di cui ha fatto parte anche Elisabetta Pellegrini, che si è distinta per impegno e laboriosità. Rinnovo il ringraziamento a tutti per lo straordinario risultato: sono certo che le indagini confermeranno la piena legittimità di tutti gli atti». Quel che è certo è che il progetto, funestato fin dalle origini da complesse problematiche geologiche e dalla presenza di una frana attiva, ha visto lievitare i costi dai 28 milioni iniziali ai 35 finali.

Lo scorso 21 maggio, nell’ambito dell’inchiesta sulla cabinovia, la Procura di Belluno aveva disposto perquisizioni a Roma, Milano, Brescia, Napoli e Cortina d’Ampezzo. Nel mirino [1] degli investigatori sono finiti sia Simico, società incaricata di progettare, appaltare e realizzare le opere infrastrutturali connesse ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali, sia la ditta bresciana Graffer, che si è vista affidare direttamente l’appalto. Erano state iscritte nel registro degli indagati tre persone, ovvero Fabio Massimo Saldini – commissario straordinario per le opere dei giochi e amministratore delegato di Simico spa, la società responsabile delle infrastrutture dell’evento -, Angelo Redaelli, amministratore delegato dell’azienda appaltatrice Graffer, e l’ingegnere di Simico Valeria Cepi. Nelle carte si legge che «l’ipotesi investigativa concerne la possibile sussistenza di condotte che, grazie ad accordi collusivi o comunque tramite modalità fraudolente, hanno deliberatamente favorito la società Graffer nell’assegnazione dei lavori a discapito di altre ditte interessate all’esecuzione degli stessi», con accertamenti che puntano a verificare se tale scelta sia stata compiuta «con la consapevolezza che i tempi a disposizione non sarebbero stati compatibili con la messa in funzione dell’impianto entro l’inizio dei Giochi Olimpici».

In molti articoli su L’Indipendente abbiamo raccontato [2] come, a mesi dalla conclusione delle Olimpiadi, la cabinovia di Cortina d’Ampezzo non sia ancora entrata in servizio. L’impianto avrebbe dovuto collegare il centro del paese con la pista Olympia delle Tofane, sede delle gare di sci alpino femminile. Ma il cantiere, oggetto fin dal principio di proteste e contestazioni per la posizione in area franosa e per un iter assai travagliato, non è stato completato in tempo per l’evento e nemmeno per le settimane successive. Lo scorso 5 marzo, giorno di apertura delle Paralimpiadi, Simico aveva annunciato ufficialmente la fine dei lavori, dichiarando che «si sono ufficialmente conclusi ieri i lavori della Cabinovia Apollonio Socrepes», aggiungendo che, «dopo i nulla osta tecnici ricevuti da Ansfisa (Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali, ndr), il documento di fine lavori e il collaudo statico sanciscono a tutti gli effetti il completamento dell’impianto funiviario». Ciononostante, le foto diramate dal portale locale “Voci di Cortina” avevano sin da subito raccontato tutt’altro: ponteggi ancora montati, mezzi al lavoro, nessuna cabina installata.

Credito foto di copertina: Voci di Cortina

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Stefano Baudino

Laureato in Mass Media e Politica, autore di dieci saggi su criminalità mafiosa e terrorismo. Interviene come esperto esterno in scuole e università con un modulo didattico sulla storia di Cosa nostra. Per L’Indipendente scrive di attualità, politica e mafia.