- L'INDIPENDENTE - https://www.lindipendente.online -

Ponte sullo Stretto, spunta anche la corruzione: indagato l’uomo di Salvini in Calabria

Il progetto del Ponte sullo Stretto torna all’attenzione della magistratura. La Procura di Roma sta infatti indagando per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio. Sono stati disposti mandati di perquisizione per Tommaso Miele, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, Vincenzo Virgiglio, imprenditore, e Giacomo Francesco Saccomanno, componente del consiglio d’amministrazione della società Stretto di Messina e fedelissimo di Salvini. Secondo l’accusa, i tre indagati avrebbero agito per condizionare gli esami di legittimità condotti dalla Corte dei Conti e necessari per l’approvazione del progetto. La società Stretto di Messina si è detta estranea ai fatti. Nel frattempo i ritardi sul progetto si accumulano: solo pochi giorni fa è emersa la notizia che l’Italia dovrà restituire 12 milioni di euro a Bruxelles per non aver rispettato la tabella di marcia.

Secondo l’inchiesta, Virgiglio e Saccomanno avrebbero fatto pressioni su Miele per convincerlo a dare il via libera al progetto; i due avrebbero offerto future cariche pubbliche al magistrato, che in cambio avrebbe fornito all’imprenditore e all’avvocato il suo appoggio al progetto e informazioni riservate. La procura ipotizza inoltre che Virgiglio e Saccomanno abbiano cercato di corrompere altri magistrati, che sarebbero stati avvicinati proprio grazie all’appoggio di Miele: quest’ultimo, secondo l’inchiesta, avrebbe rivelato ai due informazioni sugli orientamenti dei colleghi e sull’andamento delle procedure. Dopo il parere sfavorevole [1] del 29 ottobre 2025, Miele si sarebbe inoltre impegnato a predisporre una memoria sulla vicenda da consegnare al commercialista della società, chiedendo in cambio la presidenza dell’Antitrust o di una società partecipata.

Dalle intercettazioni, riportate dall’agenzia di stampa Ansa [2], Miele non pare nascondere i suoi legami con la politica. «Quando andrò in pensione io dovrei fare il Presidente di non so che ancora», avrebbe detto senza sapere di essere intercettato; «Mi hanno chiesto la disponibilità», avrebbe continuato. «Io ho sparato alto […] ho l’imbarazzo della scelta». Emergerebbero inoltre legami con la Lega: in un’altra intercettazione, dopo avere spiegato di non essersi presentato a una manifestazione pubblica per evitare di essere intercettato dai giornalisti e interrogato sullo stop della Corte dei Conti al progetto, avrebbe detto di non essere «assolutamente allineato a questi de******ti dei miei colleghi», per poi affermare che «i miei amici del governo a cominciare da Salvini […] si sarebbero aspettati […] una presa di distanza». Lo stesso Saccomanno è molto vicino a Salvini e al Carroccio, e in passato è stato consulente esperto del ministro e commissario della Lega in Calabria.

Nel corso delle perquisizioni, sono stati «rinvenuti e sequestrati diversi dispositivi elettronici e documenti che verranno sottoposti a specifiche valutazioni e analisi per appurarne la valenza probatoria in relazione alle ipotesi di reato contestate». Con l’uscita della notizia, le opposizioni sono passate all’attacco, descrivendo la vicenda come una testimonianza del fallimento del progetto del Ponte: è «l’ennesimo fallimento del governo Meloni. Non ne azzeccano una, recuperiamo subito quei 13 miliardi e mezzo», ha detto Conte; l’episodio confermerebbe «ciò che abbiamo più volte denunciato rispetto a un progetto inutile e costoso e al grave rischio di infiltrazione di interessi non leciti», secondo AVS. Il caso arriva appena una settimana dopo la notizia che l’Italia dovrà restituire [3] 12 milioni di euro a Bruxelles a causa dei ritardi nei tempi della progettazione esecutiva. Negli scorsi mesi, inoltre, il progetto era finito sotto il mirino dell’anticorruzione [4], e sono stati sollevati dubbi [5] su costi e possibili danni ambientali.

Avatar photo

Dario Lucisano

Laureato con lode in Scienze Filosofiche presso l’Università di Milano, collabora come redattore per L’Indipendente dal 2024.