La Ferrari ha presentato Luce, la sua prima vettura al 100% elettrica, segnando una rottura netta col passato, ma l’accoglienza non è stata quella sperata. Si tratta di una berlina a 5 porte con interni minimalisti, realizzata in collaborazione con Jony Ive, ex progettista di Apple che per anni ha curato l’estetica dell’iPhone. L’approccio stilistico distante dagli altri modelli della gamma ha però da subito attirato forti critiche tra gli addetti ai lavori, e non solo, portando il titolo a perdere l’8,4% in borsa e bruciando 4,6 miliardi in una sola giornata.
«Se dovessi dire quello che penso farei del male alla Ferrari. Si rischia la distruzione di un mito, mi dispiace moltissimo. Spero che almeno si tolga il cavallino da quella macchina», è stata la dura reazione di Luca Cordero di Montezemolo, ex numero uno della Ferrari, che ha chiuso con una battuta: «Almeno è una macchina che i cinesi non copieranno».
La première si è svolta lunedì 25 maggio a Roma nella cornice della Vela di Calatrava, in una data non casuale: proprio il 25 maggio 1947 Ferrari vinse il Gran Premio alle Terme di Caracalla, la prima vittoria in gara della storia del marchio. La Luce rompe con la tradizione Ferrari: 5,02 metri di lunghezza, cinque posti, 1.050 CV, autonomia stimata di 530 chilometri e prezzo di partenza da 550mila euro in Italia. Il 26 maggio una delegazione Ferrari guidata dal presidente John Elkann e dall’AD Benedetto Vigna ha presentato la vettura a Papa Leone XIV a Castel Gandolfo. Elkann ha donato al Pontefice il volante dell’auto, definendo il momento «di straordinario valore umano e simbolico». Il giorno prima, la Luce era stata ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Non è la prima volta che il mercato reagisce con freddezza: già all’annuncio del piano strategico al 2030, il titolo aveva perso oltre il 14% in una sola seduta. Dai massimi toccati nella prima metà del 2025, Ferrari aveva già lasciato sul terreno circa il 40% prima ancora del lancio della Luce. Gli analisti di Equita indicano che il problema centrale è il prezzo, insieme alla mancanza di indicazioni sui volumi attesi. Restano dell’idea che un modello elettrico con prezzo elevato non genererà volumi significativi, ma avvertono che è importante preservare l’immagine di qualità e performance.
Mentre i social sono stati invasi da meme, parodie e paragoni con modelli storicamente divisivi come la Fiat Multipla, il primo vero bagno di folla per la Luce è atteso per sabato 30 maggio a Roma alla Vela di Calatrava, dove i visitatori potranno partecipare gratuitamente a un percorso di scoperta della vettura.
Non è un momento facile per John Elkann. Nei mesi scorsi ha ceduto [1] l’intero gruppo GEDI — Repubblica, La Stampa e le radio del gruppo — rispettivamente al gruppo greco Antenna e a SAE, chiudendo oltre un secolo di presenza della famiglia nell’editoria italiana nell’operazione che la Federazione nazionale della Stampa ha definito «la più grande cessione di testate mai vista in Italia». La Juventus ha chiuso il campionato al sesto posto, fuori dall’Europa che conta.
«La Ferrari Luce è un insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari o, come nel mio caso, ci ha lavorato», è stato il commento di Carlo Calenda su X. «Complimenti a Elkann che dopo aver semidistrutto o alienato Marelli, Comau, Iveco, Fiat, Alfa, Maserati, Lancia, Scuderia Ferrari, Juventus, Repubblica e Stampa ci prova ora con Ferrari. E non era facile».