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Flotilla: l’UE valuta miusure farsa contro Ben-Gvir, mentre i pm italiani indagano per tortura

Fratture alle costole, alle spalle, alla schiena. Uso di taser contro viso, collo e corpo. Stupri, anche con pistole, molestie e umiliazioni sessuali di vario genere. Torture fisiche e psicologiche. «Non è scampata una sola persona» a quella che è «solamente una frazione di quello che capita ai prigionieri palestinesi quotidianamente». Questi i racconti [1] degli attivisti rientrati a casa dopo la missione della Global Sumud Flotilla, partita dalle coste turche e intercettata da Israele a 250 miglia dalle coste palestinesi. Il team legale della missione sta raccogliendo in queste ore le deposizioni degli attivisti, mentre dall’UE i segnali che arrivano sono blandi. A quanto si apprende, l’Alta rappresentante Kaja Kallas avrebbe acconsentito a portare in Consiglio Affari Esteri la proposta di sanzioni del ministro degli Esteri italiano Tajani, che tuttavia si limita a misure contro il ministro Ben-Gvir e non intacca minimamente l’operato del governo di Netanyahu.

Le immagini [2] del trattamento riservato agli attivisti una volta arrivati al porto di Ashdod hanno causato una blanda presa di posizione da parte del governo italiano, con Tajani che ha avanzato la proposta di sanzionare il ministro per la Sicurezza Ben-Gvir – la prima presa di posizione in questo senso dell’Italia, che ha per lo più cercato di ignorare i ripetuti assalti israeliani ai volontari della Flotilla e sempre sostenuto il governo israeliano in sede europea. Si tratta, ad ogni modo, di sanzioni farsa e di nessun impatto sul governo di Netanyahu, dal momento che l’ipotesi è dirigerle contro un unico ministro. Ora, secondo quanto riportato dall’ANSA, l’Alta rappresentante UE per gli Affari Esteri, Kaja Kallas, avrebbe accettato la proposta di Tajani, che dovrebbe essere discussa il prossimo 15 giugno in sede di Consiglio di Affari Esteri europeo. La scorsa settimana, l’UE aveva annunciato [3] di aver approvato sanzioni contro i «coloni violenti» israeliani, che vietano loro l’ingresso in Europa e potrebbero prevedere il congelamento dei beni, ma ecludono misure commerciali (quindi di maggior impatto).

Intanto, il team legale della Sumud sta raccogliendo le deposizioni degli attivisti. Dopo quanto accaduto [4] a Saif Abukeshek e Thiago Avila, rapiti da una nave battente bandiera italiana (e quindi su suolo italiano), i pm erano arrivati a configurare il reato di tortura, a fronte del quale quanto accaduto nelle scorse ore potrebbe rappresentare una esclation. Le ipotesi di reato, ora, sono di tortura, violenza sessuale e sequestro. Già negli scorsi mesi, la procura di Roma aveva aperto un fascicolo contro ignoti per i fatti del 2 ottobre 2025, quando era avvenuto il primo sequestro di imbarcazioni e attivisti al largo delle coste di Gaza, in acque internazionali.

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Valeria Casolaro

Classe 1991, prima di iniziare l’attività di giornalista ha lavorato nel campo delle migrazioni e della violenza di genere. Collabora con L'Indipendente dal 2021, occupandosi di diritti, migrazioni e movimenti sociali.