Perpetuare l’obbedienza involontaria. Convincerci che governereste meglio voi. Seminare dubbi sulla fede degli altri.
Esibire lo scetticismo come forma di potere, ascoltare i guru del sistema come preti di una fede che non c’è, ostacolare le persone che non vi assomigliano, evitare di criticare pubblicamente chi ha potere economico-finanziario, non perdere tempo con gente che non conta niente, obbedire a ordini occulti facendoli passare per verità ovvie, pensare che i sentimenti siano debolezze, dire che non sono simpatici quelli che non potete far tacere, compattare le masse con slogan banali, gestire gli amici come un club degli intelligenti, cercare il profitto anche con gli avversari, favorire chi esprime segnali di accondiscendenza, sottovalutare le qualità di chi non vi serve, allontanare il vero dissenso e alimentare quello conveniente, umiliare chi non vi assomiglia, essere materialisti ma millantare spiritualismo, esibire pietà quando occorre condivisione.
Questo il pensiero di maestrine e maestrini dell’ipocrisia e delle sublimi banalità, falsi cinici, intellettuali di regime, tanto ottimisti perché il buonismo è di sinistra e il cattivismo è di destra.
Aveva ragione Nikolaj Berdiaev, anarchico e cristiano (1939): «In fatto di dittature non dobbiamo mai sopportare quelle che ci opprimono nel campo dello spirito e del pensiero. In quella oppressione spirituale si nascondono infatti le più grandi potenze economiche».