Il sud della Colombia è stato travolto da una nuova ondata [1] di attentati. Nel fine settimana 11 attacchi hanno colpito caserme, stazioni di polizia e infrastrutture strategiche. Una bomba è esplosa su un bus mentre percorreva la Panamericana, distruggendone un tratto. Nell’attentato sono morti 20 civili e altri 35 sono rimasti feriti. Il Ministero della Difesa ha provato a correre ai ripari, convocando una riunione straordinaria con i vertici della polizia e dell’esercito. Si è scelto di potenziare le offensive verso i guerriglieri, attribuendo i recenti attacchi ai dissidenti delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC), che non hanno accettato gli accordi [2] di pace del 2016 col governo colombiano.
Tra venerdì e sabato la Colombia ha vissuto 24 ore ad alta tensione, con attacchi coordinati nelle regioni sudoccidentali. A Cajibío, nel dipartimento del Cauca, il traffico regolare sulla Panamericana — infrastruttura stradale che mette in collegamento America centrale e America Latina — è stato sconvolto da una potente esplosione. Una bomba piazzata su un bus ha provocato diverse vittime, con il bilancio ancora in aggiornamento. Al momento si contano 20 morti e 35 feriti. Nelle stesse ore, diverse caserme e stazioni di polizia venivano attaccate con degli ordigni esplosivi. Sempre nel dipartimento del Cauca, alcuni droni hanno colpito la stazione di polizia del comune di Santa Ana. A pochi chilometri è stato preso di mira anche un radar dell’aeronautica, strategico per la regolamentazione del traffico aereo nella regione.
«In seguito agli eventi terroristici registrati nel sud-ovest del Paese, si ordina l’immediato rafforzamento delle operazioni offensive, con dispiegamento massiccio e azioni coordinate per riconquistare il controllo del territorio e garantire la sicurezza della popolazione», ha scritto [3] il Ministero della Difesa colombiano a margine di un incontro coi vertici della polizia e dell’esercito. Si è deciso di dare continuità alle operazioni condotte nelle scorse settimane, dispiegando un ingente numero di truppe che hanno già ingaggiato diversi scontri a fuoco con i gruppi ribelli stanziati nella regione.
Il dipartimento del Cauca è particolarmente caldo per la produzione e il traffico di cocaina nonché per il radicamento degli ex guerriglieri delle FARC. Il Ministero della Difesa ha offerto [4] ricompense da circa 1,2 milioni di euro a chi collabora nella cattura di Iván Jacobo Idrobo Arredondo (alias Marlon), considerato dalle autorità la mente degli attentati. Marlon sarebbe a capo dei dissidenti delle FARC, ovvero le cellule che hanno rifiutato gli accordi stipulati dal movimento con il governo colombiano, dopo decenni di guerriglia.