Per anni sono stati il simbolo della mobilità del futuro: leggeri, veloci e presenti ovunque. Ora, a Firenze, i monopattini elettrici a noleggio spariscono dalle strade del centro storico: è la prima città italiana a vietarli completamente, segnando una linea che potrebbe presto essere seguita anche altrove.
La promessa verde si infrange dunque con la complessità della viabilità urbana e delle nuove norme introdotte dal Codice della strada entrato in vigore [1] alla fine del 2024: se da un lato il casco è già obbligatorio, così come la riduzione della velocità massima a 20 km/h e a 6 nelle aree pedonali, dal 16 maggio lo diventeranno anche la targa identificativa e l’assicurazione per la responsabilità civile per la copertura di eventuali danni.
Nella capitale toscana ieri è scaduta la convenzione tra i tre gestori che avevano vinto il bando, Bit, Bird e RideMovi, e il comune, che non ha voluto rinnovarla nonostante le richieste di una parte della cittadinanza, di associazioni ambientaliste come Legambiente e dei gestori stessi, che hanno reagito in nodo differente. Bird ha scelto il ricorso al TAR che, in attesa della sentenza, ha negato la sospensione del provvedimento; l’azienda, in aperto contrasto con l’amministrazione, ha lasciato i monopattini in strada, che da ieri vengono rimossi dalla polizia municipale. RideMovi ha ritirato tutti i mezzi presenti in città annunciando però che continuerà la collaborazione con il comune per il bike sharing e aumenterà la flotta di bici disponibili. Bit invece ha scelto di puntare sui noleggi a lungo termine – da 3 a 12 mesi – con i mezzi che saranno reperibili in appositi magazzini.
Giorgio Cappiello, capo delle relazioni istituzionali di Bird Italia, accende lo scontro con il municipio. «In attesa della sentenza di merito del Tar non ci fermiamo», ha detto, immaginando un servizio di noleggi privato slegato da convenzioni pubbliche. Bird proporrà quindi un’offerta on demand di noleggio monopattini, forte del fatto che, secondo l’azienda, «il codice della strada consente di lasciare i monopattini negli spazi destinati alle biciclette e agli scooter. Le decisioni di un Comune non possono superare il codice». Non si è fatta attendere la risposta della sindaca Sara Funaro: «La polizia municipale sta facendo controlli e rimuovendo i monopattini dove non possono stare. Per poter stare sul suolo pubblico e effettuare il servizio è necessaria la convenzione con l’amministrazione comunale».
Intanto altre notizie negative arrivano da Bergamo, dove le multe ai monopattini, nel 2025, sono aumentate dell’82,6%, con un totale di 455 sanzioni. L’assessore alla Sicurezza Giacomo Angeloni ha spiegato [2] che l’attenzione sul tema è altissima e che i controlli sarebbero stati richiesti dai cittadini e dalle associazioni di persone con disabilità. Mentre Valerio Bettoni, presidente di Aci Bergamo e Aci Lombardia, anticipa già che: «Anche a Bergamo ci saranno aree escluse dal transito dei monopattini per la loro tutela storica e architettonica, ma anche per il transito dei pedoni».
Firenze ha aperto una strada che va oltre i monopattini: quella in cui la tecnologia non entra più in città per diritto naturale, ma solo se riesce davvero a convivere con lo spazio pubblico. E, per come stanno le cose oggi, non è affatto detto che ci riesca.