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La Spagna ha chiuso lo spazio aereo ai mezzi USA coinvolti nella guerra in Iran

Non solo le basi militari: in una decisione che rappresenta al momento un unicum nel contesto europeo, la Spagna ha deciso di chiudere il proprio spazio aereo a tutti i mezzi degli Stati Uniti coinvolti nella guerra in Iran. La decisione arriva dopo che, pochi giorni fa, Madrid aveva già negato l’utilizzo delle basi di Rota e Moron, entrambe situate in Andalusia, ai mezzi USA coinvolti nella guerra. La decisione rappresenta solamente l’ultima delle iniziative che il governo spagnolo ha intrapreso per esprimere la piena contrarietà alla guerra lanciata da Washington e Israele in Medio Oriente – una posizione che ha già fatto infuriare Trump, il quale ha minacciato ritorsioni contro il governo socialista.

La notizia, anticipata dal quotidiano El Pais, è stata confermata dalla stessa ministra della Difesa, Margarita Robles, alla stampa: dopo aver sottolineato nuovamente che “non autorizzeremo, come detto fin dall’inizio, l’uso delle basi di Moròn e Rota per qualunque tipo di azione legata alla guerra in Iran”, Robles ha specificato che tale divieto include “l’utilizzo dello spazio aereo”. Si tratta di una guerra contro la quale la Spagna “è del tutto contraria”, in quanto “profondamente illegale e ingiusta”. Le basi e lo spazio aereo rimangono chiusi, dunque, a tutti i mezzi coinvolti nell’operazione Epic Fury, mentre saranno accessibili ai mezzi coinvolti in altre missioni. Per estensione, il divieto riguarda anche qualsiasi mezzo da rifornimento, inclusi quelli dislocati in Paesi terzi. L’unica eccezione riguarda le situazioni di emergenza, nelle quali sarà autorizzato l’atterraggio di un velivolo in difficoltà. La comunicazione, anticipata da Sanchez la scorsa settimana, è giunta a poche ore dalla notizia dell’uccisione in Medio Oriente di un membro della missione UNIFIL, originario dell’Indonesia, per la quale Robles ha espresso “forte preoccupazione”.

Sanchez aveva ribadito la posizione del proprio Paese all’indomani dell’inizio della guerra: “la posizione del governo di Spagna si riassume in tre parole: no alla guerra“. La chiusura delle basi di Rota e Moron aveva [1] scatenato le ire di Trump, che ha minacciato di rompere le relazioni commerciali con il governo socialista e imporre un embargo al Paese iberico. Nonostante ciò, Madrid non ha fatto un passo indietro nelle proprie posizioni, mandando un segnale forte anche al resto dei governi UE e mostrando come sia possibile assumere posizioni non belliciste e soggette alle velleità imperialistiche di USA e Israele.

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Valeria Casolaro

Ha studiato giornalismo a Torino e Madrid. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, frequenta la magistrale in Antropologia. Prima di iniziare l’attività di giornalista ha lavorato nel campo delle migrazioni e della violenza di genere. Si occupa di diritti, migrazioni e movimenti sociali.