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I droni ucraini continuano ad invadere lo spazio aereo europeo

La guerra tra Ucraina e Russia, entrata nel suo quarto anno di ostilità, continua. Nei giorni scorsi Mosca ha lanciato un attacco con quasi mille droni — il numero più alto dall’inizio del conflitto — verso il territorio ucraino; Kiev non è stata da meno, ricorrendo a centinaia di veicoli aerei senza pilota. Alcuni di questi droni sono però esplosi non sul territorio russo, dove erano diretti, ma nei vicini Paesi baltici oltre che in Finlandia. L’invasione dello spazio aereo è stata ammessa dalle stesse autorità locali, che non hanno però posto freni all’escalation o limiti all’utilizzo del proprio territorio, a tutela dell’incolumità dei cittadini. Di fronte alle esplosioni e ai danni dei droni ucraini, i Paesi coinvolti hanno preferito addossare colpe e responsabilità alla Russia, riprendendo le proteste passate [1] contro le violazioni dello spazio aereo europeo da parte di Mosca. «Questo non è un incidente locale — ha detto la premier lituana Inga Ruginiene — ma fa parte di un quadro di sicurezza più ampio. L’aggressione russa contro l’Ucraina crea ulteriori rischi per l’intera regione».

Nella notte tra martedì e mercoledì Kiev ha sferrato l’attacco con droni più vasto degli ultimi quattro anni. Dal Cremlino fanno sapere di aver intercettato 389 droni su diverse regioni. Segnalato un impatto sul porto di Ust-Luga, terminale russo per l’esportazione di petrolio, grano, carbone e fertilizzanti. Ust-Luga si trova a qualche chilometro dal confine con l’Estonia, dove è esploso uno dei droni ucraini diretti in Russia, colpendo la centrale elettrica di Auvere. Come l’Estonia, anche la Lettonia aveva subito qualche giorno prima l’invasione del proprio spazio aereo da parte di Kiev. Lunedì scorso le forze armate hanno monitorato la traiettoria di un drone abbattutosi su un lago ghiacciato, a circa 20km dal confine con la Bielorussia. Secondo il governo lettone, il lancio sarebbe avvenuto durante un attacco al Porto di Primorsk, altro importante terminale russo sul Baltico.

I droni ucraini sono arrivati anche più a nord, in Finlandia. «Domenica mattina — ha dichiarato il Ministero della Difesa — sono stati osservati nello spazio aereo finlandese alcuni oggetti lenti a bassa quota», schiantatisi poi nei pressi di Kouvola. A seguito delle prime indagini, l’aeronautica ha potuto confermare che uno dei due droni caduti fosse un AN196-Lyuti ucraino. Si tratta di un veicolo aereo capace di volare per circa mille chilometri, trasportando testate fino a 75 chili. Nel commentare la notizia, il primo ministro finlandese Petteri Orpo ha dichiarato che Kiev ha effettuato diversi attacchi in Russia, lungo il vasto confine con la Finlandia. In un primo momento, Orpo aveva detto [2] di star «prendendo la questione molto seriamente». Una volta confermata la provenienza ucraina, il premier ha usato toni diversi, concentrandosi sulle cause dell’incidente. Secondo Orpo, il disturbo dei segnali da parte di Mosca avrebbe causato un’interferenza coi veicoli, facendoli precipitare nel territorio finlandese.

Il tono usato da Petteri Orpo è in linea con quello dei colleghi baltici, che di fronte all’invasione dello spazio aereo — conclusasi senza feriti — non hanno opposto la minima resistenza. A partire dalla condanna dell’utilizzo del proprio territorio per attività belliche, che tra impatti ed esplosioni espone la popolazione civile a gravi pericoli. 

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Salvatore Toscano

Laureato in Scienze della Politica con una tesi sui beni comuni, per L’Indipendente si occupa di politica, diritti e movimenti. Si dedica al giornalismo dopo aver compreso l’importanza della penna come strumento di denuncia sociale.