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“No Kings”: a Roma la due giorni contro guerre, repressione e imperialismo

Contro i re e le loro guerre. Parte oggi a Roma, con un concerto gratuito alla Città dell’Altra Economia, la due giorni organizzata dal Movimento No Kings Italia, nato per «fermare le politiche belliciste e la svolta autoritaria delle destre globali». La piattaforma italiana, formata da più di 700 sigle, ha un respiro internazionale. Il corteo in programma domani da Piazza della Repubblica a Roma si svolgerà infatti in contemporanea con un concerto a Londra e il No Kings Day negli Stati Uniti. Il tempismo ha sorriso al movimento nostrano, che guiderà la prima mobilitazione nazionale dopo la sconfitta [1] del governo Meloni al referendum, reclamando una certa centralità del fermento popolare nei futuri [2] calcoli politici.

È iniziato da qualche ora e continuerà per tutto il giorno il concerto presso la Città dell’Altra Economia, al quartiere Testaccio. Decine di artisti si esibiranno gratuitamente, creando un momento di socialità in vista di domani, quando il serpentone capitolino partirà alle 14 da Piazza della Repubblica, in direzione Piazza San Giovanni. Sono attese almeno centomila persone provenienti da tutta Italia, per un evento promosso da oltre 700 sigle, tra cui Amnesty, CGIL, la Rete no DL Sicurezza – “A Pieno Regime” e Stop Rearm Europe. «L’Europa è terra di contesa — scrivono [3] i promotori — ma può tornare a essere spazio di resistenza. Oltre la democrazia liberale, oltre i nazionalismi: verso un’Europa delle autonomie, delle città cosmopolite e ribelli, dei movimenti. Per la pace d’Europa». La piattaforma italiana è nata il 15 novembre dell’anno scorso, al culmine delle mobilitazioni [4] per il popolo palestinese e contro le derive autoritarie [5] decise a suon di decreti-legge. Ispirandosi al movimento statunitense No Kings, sceso [6] in piazza contro le politiche dell’amministrazione Trump, la rete italiana ha sin dall’inizio posto l’attenzione sul filo che lega [7] violenza bellica — manifestasi in tutto il suo potenziale col genocidio a Gaza — e repressione del dissenso.

È nata così «una nuova alleanza ribelle contro i re del mondo, dai padroni dell’AI, ai signori degli Stati-nazione. La pace che promettono è solo dominio: ogni accordo smantella autonomia, diritti, resistenze. Il loro regime è la guerra permanente. Il futuro è davanti a noi, netto: o i re, o la libertà». La due giorni in corso a Roma ha un respiro internazionale, svolgendosi in contemporanea col mega concerto londinese e il No Kings Day negli Stati Uniti, che vedranno [8] secondo gli organizzatori «la più grande protesta della loro storia».

L’evento assumerà in Italia la forma della prima manifestazione nazionale dopo la sconfitta al referendum del governo Meloni, beccato dai promotori per il suo ruolo [9] nell’economia bellica mondiale e per la repressione del dissenso operata a suon di decreti-legge. Dalle urne del 22 e 23 marzo è emerso un sentimento popolare che va oltre gli attuali schieramenti politici, reclamando un ruolo centrale. Possibile dunque che la due giorni capitolina sia solo uno dei tanti tasselli che porteranno alle elezioni legislative del 2027. Se il campo largo si è affrettato [2] a parlare di primarie, il variegato movimento No Kings ha messo da parte il discorso sulla leadership, concentrandosi su temi e programmi, come il salario minimo e i finanziamenti non alle armi ma alla sanità e all’istruzione.

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Salvatore Toscano

Laureato in Scienze della Politica con una tesi sui beni comuni, per L’Indipendente si occupa di politica, diritti e movimenti. Si dedica al giornalismo dopo aver compreso l’importanza della penna come strumento di denuncia sociale.