Crimini contro l’umanità e tortura. Sono queste le accuse mosse nei confronti dell’ex direttore di Frontex, Fabrice Leggeri, dalla Corte d’Appello di Parigi. La notizia arriva [1] dall’agenzia di stampa internazionale francese AFP, che ha parlato con una fonte giudiziaria a conoscenza dell’inchiesta. Leggeri era stato denunciato nel 2024 dalla ONG francese Ligue des Droits de l’Homme (LDH), che lo aveva accusato di aver «condotto una politica volta a ostacolare, a qualunque costo l’ingresso dei migranti nell’Unione Europea», anche in termini di vite umane. Frontex non è nuova ad accuse di violazioni del diritto umanitario: negli ultimi anni, l’agenzia – che monitora i confini europei – è finita sotto indagine per casi di respingimento illegale di persone migranti.
Nella denuncia di LDH, Leggeri veniva accusato di aver “incoraggiato” i suoi uomini a lasciare che fossero le autorità libiche e greche a intercettare le imbarcazioni dei migranti, spingendoli a facilitarne l’operato. Mentre l’operato delle autorità greche nell’ambito dei salvataggi in mare è finito svariate volte sotto inchiesta, è ormai noto da anni – grazie a testimonianze di sopravvissuti, inchieste giornalistiche, indagini di ONG e anche alcuni processi – che la Libia sia una sorta di lager a cielo aperto per i migranti e che la “guardia costiera libica”, organo creato ad hoc dalle istituzioni europee per poter operare i respingimenti, si sia macchiata di crimini quali violenze, torture e omicidi.
Nel 2022 Leggeri, alla guida di Frontex dal 2015, si era dimesso dopo che un’indagine [2] dell’ufficio europeo antifrode (OLAF) aveva dimostrato la complicità dell’agenzia nei respingimenti illegali ai confini europei, con particolare riferimento ad alcuni episodi avvenuti nel 2020. L’indagine – top secret, ma trapelata su alcuni mezzi di informazione – aveva dimostrato, tra le altre cose, come gli operatori di Frontex fossero stati assegnati ad altre missioni affinchè evitassero di vedere gli incidenti che si stavano verificando in mare e ostacolato il lavoro degli specialisti dei diritti umani. Alle indagini dell’OLAF si era aggiunto anche l’esito di quelle giornalistiche [3], che avevano documentato con immagini le violazioni. “Errori del passato” li aveva definiti [4] Frontex, in una nota. Eppure, il nome dell’agenzia è stato collegato ad un gran numero di violazioni e stragi avvenute nel Mediterraneo, da quella [5] di Pylos, nella quale persero la vita oltre 600 persone, a quella [6] di Cutro, nella quale vi furono 94 morti accertate e molte altre che rimangono solamente un’ipotesi per il semplice fatto che i corpi non sono mai stati trovati.
Le dimissioni di Leggeri hanno avuto tutta l’aria di essere un parafulmine, una sorta di modo per silenziare le critiche. D’altro canto, il budget dedicato all’agenzia è aumentato esponenzialmente negli ultimi anni, passando dai 333 milioni del 2019 fino a superare [7] il miliardo di euro nel 2025. Nessuna altra agenzia europea gode di finanziamenti lontanamente somiglianti a questa cifra. Lo stesso Leggeri non è uscito poi così sconvolto dalla vicenda: nel 2024 si è buttato in politica a fianco di Marine Le Pen, rappresentante dell’estrema destra francese, per entrare nell’europarlamento. Non erano mancate le critiche nei confronti dell’agenzia, trasformata, a suo dire, in una “super ONG diretta da osservatori e responsabili dei diritti fondamentali”. Jordan Bardella, leader di Rassemblement National, ha dichiarato [8] pieno supporto a Leggeri, “oggetto di vessazioni giudiziarie da parte di associazioni di estrema sinistra” per aver “difeso i confini dell’Europa dall’immigrazione di massa”. Che i corpi di molti di coloro che migravano “illegalmente” giacciano sul fondo del Mediterraneo, anche grazie a Frontex, è in fondo un particolare trascurabile.