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Mentre tutti guardano l’Iran, Israele lancia il piano per annettersi un pezzo di Libano

«L’attuale guerra in Libano deve concludersi con un cambiamento radicale, che vada oltre la sconfitta del gruppo terroristico Hezbollah». Così il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, ha commentato le operazioni militari israeliane in Libano, recentemente aumentate di intensità. Chiarendo le sue posizioni sulla campagna contro il gruppo libanese Hezbollah, Smotrich è stato più che diretto: «Il fiume Litani deve essere il nostro nuovo confine con lo Stato libanese, proprio come la “Linea Gialla” a Gaza e come la zona cuscinetto e la cima dell’Hermon in Siria». Israele, insomma, deve espandersi, in tutte le direzioni. Alle sue dichiarazioni hanno fatto eco quelle del ministro della Difesa israeliano Israel Katz, che ha annunciato che Tel Aviv occuperà il Libano meridionale fino al fiume Litani per creare una «zona cuscinetto difensiva».

L’annuncio di Smotrich è arrivato ieri, 23 marzo, in occasione di una riunione del suo partito, Sionismo Religioso, alla Knesset, il parlamento monocamerale israeliano. «Non possiamo tornare alla situazione del 6 ottobre, quando il nemico era alle nostre porte», ha affermato Smotrich. «Respingeremo il nemico su tutti i fronti e creeremo un cordone di sicurezza sanitario che separerà il nemico dai nostri cittadini». Smotrich è da molti considerato uno dei leader politici più estremisti del governo israeliano; colono di nascita e per scelta, è uno dei principali promotori del movimento di annessione della – e di espansione degli insediamenti in – Cisgiordania e nelle sue dichiarazioni ha spesso fatto espliciti riferimenti all’ideologia della Grande Israele.

Le ultime considerazioni pubbliche di Smotrich sono seguite all’annuncio di una nuova operazione per ampliare il controllo militare israeliano nel sud del Libano, rilasciato la scorsa settimana da Katz. Lo stesso ministro della Difesa aveva inoltre dichiarato che i cittadini libanesi che vivono a sud del Litani non potranno tornare nelle proprie case finché il nord di Israele non sarà considerato «sicuro». Oggi stesso ha ribadito tale concetto, affermando che Israele manterrà il controllo dell’area a sud del fiume Litani finché Hezbollah non sarà «neutralizzata»: in un incontro con il Capo di Stato Maggiore, Katz ha affermato che le forze israeliane «controlleranno i ponti rimanenti e la zona di sicurezza fino al Litani». L’area interessata si estende 30 chilometri in profondità nel territorio libanese, e corrisponde a circa un decimo dell’area del Paese. Tanto l’annuncio della scorsa settimana quanto quello di oggi corrispondono di fatto a una dichiarazione di annessione del sud del Libano, che è stata confermata dalla più esplicita dichiarazione di Smotrich.

Il fiume Litani – situato nell’area meridionale del Libano – costituisce il confine della zona cuscinetto istituita con la tregua [1] siglata nel novembre del 2024 tra Israele ed Hezbollah. Secondo essa, solo l’esercito regolare libanese e le forze internazionali possono stazionare a sud della barriera naturale che, almeno in teoria, non potrebbe essere oltrepassata neanche dall’esercito israeliano. Nonostante l’accordo, Israele non ha mai cessato di bombardare il Libano e di far progredire le proprie forze terrestri sempre più a fondo nell’area meridionale del Paese. Con i mesi, e la salita al potere del nuovo governo libanese guidato da Nawaf Salem e del nuovo presidente Joseph Aoun – entrambi fautori di una politica anti-Hezbollah – l’amministrazione centrale ha disposto la smilitarizzazione [2] dell’area e della totalità degli avamposti militari di Hezbollah, che si è opposto all’ipotesi di cedere le armi nelle aree del Paese escluse dagli accordi di cessate il fuoco.

Le dichiarazioni di Smotrich non si limitano al solo Libano, ma coinvolgono anche aree della Siria e della Palestina. Smotrich ha affermato che la linea gialla – la linea di demarcazione nella parte orientale della Striscia di Gaza dietro la quale i soldati israeliani dovrebbero rimanere stazionati – dovrebbe costituire il nuovo confine di fatto con l’exclave palestinese. Anche in tal caso – come in quello del Libano – il tentativo di annessione da parte di Israele non si è mai davvero arrestato, come dimostrato da immagini satellitari [3] e dichiarazioni della stessa politica di Tel Aviv.

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Dario Lucisano

Laureato con lode in Scienze Filosofiche presso l’Università di Milano, collabora come redattore per L’Indipendente dal 2024.