Piovono emendamenti sul nuovo decreto sicurezza. Il pacchetto di leggi si trova ora in esame per la sua conversione in legge, ed è stato approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 5 febbraio [1], per poi venire firmato e promulgato da Mattarella. Le opposizioni hanno presentato più di mille proposte di modifica alla misura, a cui si aggiungono le oltre cento dei partiti di maggioranza. Tra queste ultime, molte costituirebbero l’ennesima stretta sul dissenso: Fratelli d’Italia avrebbe proposto una misura per dotare le forze dell’ordine di pallottole a vernice e capsule al peperoncino da impiegare durante le manifestazioni, mentre la Lega avrebbe pensato una norma per istituire una sorta di cordone di zona rossa attorno alle forze di polizia schierate durante le manifestazioni – un’area di dieci metri attorno agli agenti entro cui i dimostranti non potrebbero entrare; non contento dalla sua iniziale esclusione dal decreto, lo stesso partito di Salvini avrebbe riproposto la cauzione per i cortei, da fare pagare agli organizzatori prima dello svolgimento delle manifestazioni.
Il decreto legge sulla sicurezza ha tempo fino a maggio per venire convertito definitivamente in legge, e in questo momento si trova in esame presso la commissione Affari costituzionali del Senato. Ieri è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti, che sono arrivati a quota 1.215 proposte, le quali – per quanto non ancora fascicolate – sono iniziate a trapelare da fonti interne ai partiti. La maggior parte proviene dall’opposizione: si tratta di 1.105 interventi – tra modifiche e ordini del giorno – che andrebbero dalla abolizione delle misure più discusse quali il fermo preventivo e il cosiddetto “scudo penale”, alla loro riscrittura per limitarne i casi di applicazione, fino ad arrivare a modifiche tecniche per rendere alcune delle proposte applicabili. A dominare la scena, tuttavia, nonostante meno numerosi, sembrano gli oltre cento emendamenti e ordini del giorno avanzati dalla maggioranza. Una delle proposte più discusse riguarda la stretta sulle persone migranti prevista dal decreto; una modifica presentata dall’intero centrodestra introdurrebbe un compenso per gli avvocati delle persone migranti che convincono i propri assistiti ad accettare le proposte di rimpatrio volontario, incentivandoli a lavorare per l’espulsione. Un’altra proposta congiunta prevedrebbe di semplificare l’istituzione di presidi di polizia nei luoghi sensibili.
Tra le proposte dei singoli partiti spiccano quelle della Lega: il Carroccio avrebbe infatti presentato emendamenti per aumentare le pene per i furti in abitazione, includendo l’arresto differito; velocizzare lo sgombero delle seconde case occupate; e introdurre tutele penali in caso di aggressioni e violenze anche al personale del trasporto pubblico locale e regionale. In materia di manifestazioni, la Lega avrebbe invece proposto «l’istituzione di una zona cuscinetto o zona di rispetto a limite invalicabile a tutela degli agenti nelle manifestazioni di piazza»; essa consisterebbe in un’area di dieci metri attorno alle forze dell’ordine schierate durante le proteste entro cui i manifestanti non potrebbero avvicinarsi; sempre su iniziativa della Lega, sarebbe stata ripresentata la proposta di fare pagare una cauzione per le manifestazioni ai loro organizzatori.
Da Fratelli d’Italia, invece, sarebbe arrivata una proposta per escludere dalle richieste di risarcimento di danni chi riporta lesioni commettendo un reato. Per quanto riguarda i cortei, invece, il partito della presidente Meloni ha presentato un ordine del giorno che propone di dotare le forze dell’ordine di pallottole a vernice, capsule al peperoncino e palle di gomma, da sparare con lanciatori e pistole ad aria. Lo scopo sarebbe proprio quello di usarle sulle persone in corteo, in situazioni che, a detta del Senatore Marco Lisei, autore della proposta, «richiedono un superamento delle tattiche basate esclusivamente sul contatto fisico, privilegiando tecnologie che garantiscano l’individuazione selettiva dei responsabili di atti criminosi».