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Caro Carburante: il governo approva il taglio delle accise, ma solo per venti giorni

«Siamo intervenuti con tre misure. Di fatto noi tagliamo 25 centesimi al litro, introduciamo un credito d’imposta per gli autotrasportatori, e diamo vita a un meccanismo antispeculazione che lega il prezzo del carburante all’andamento reale del prezzo del petrolio, introducendo delle sanzioni per chi dovesse discostarsi». Così la premier Giorgia Meloni ha annunciato le nuove misure pensate dal governo per contrastare il caro-carburante dovuto alla guerra in Medio Oriente. La dichiarazione è arrivata in occasione di una intervista al TG1, dedicata per la maggior parte alla propaganda per il sì al referendum, e in cui il tema della guerra e dei suoi effetti in Italia è stato affrontato solo nelle prime battute. Il comunicato stampa in merito al decreto, nel frattempo pubblicato sul portale del Consiglio dei Ministri, ha precisato che il taglio delle accise previsto durerà 20 giorni.

La misura [1] è stata subito bollata dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, come «momentanea», perché «i soldi non ci sono». Il provvedimento, varato a ridosso dell’importante tornata referendaria sulla riforma della magistratura e di un Consiglio Ue dedicato alle conseguenze del conflitto, ricalca nei tempi e nelle modalità quanto già fatto nel 2022 dall’allora governo Draghi durante la crisi ucraina. In quel caso si partì con un intervento [2] tampone della durata di un mese, che poi fu più volte prorogato. L’idea è che, se le armi taceranno, i listini internazionali scenderanno e si potrà modulare il rientro. Con i prezzi medi del gasolio attestati intorno a 2,103 euro al litro, la sforbiciata di un quarto di euro porterebbe la pompa a quota 1,798 euro, riavvicinandosi ai valori pre-conflitto. Il costo complessivo dell’operazione si aggira attorno ai 500 milioni di euro, coperture che hanno assorbito anche le risorse inizialmente destinate al potenziamento della social card per i redditi più bassi. Oggi la premier partecipa al Consiglio Europeo. L’Italia chiede di sospendere l’Ets, la tassa sulle emissioni che fa aumentare i prezzi dell’energia. Altri nove Paesi appoggiano la richiesta, ma Bruxelles è contraria. Se l’iniziativa italiana venisse accolta, per venerdì è già pronto un nuovo Consiglio dei ministri.

Oltre al taglio delle accise per tutti gli automobilisti, il decreto stanzia risorse consistenti per l’autotrasporto e la pesca: un credito d’imposta sul gasolio nella misura del 28% per i primi tre mesi dell’anno e un’agevolazione del 20% per i pescherecci. L’obiettivo dichiarato è evitare che il caro-carburante si trasferisca sui prezzi finali dei beni di largo consumo. Sul fronte dei controlli, torna in auge la figura del «Mister prezzi», il garante che, coadiuvato da Guardia di Finanza e Antitrust, dovrà vigilare su eventuali «anomali e repentini incrementi», attivando sanzioni per il reato di manovre speculative.

Sulla misura, però, non sono mancate le polemiche. Secondo le opposizioni, infatti, il decreto dell’esecutivo costituisce l’ennesima operazione di facciata, peraltro a pochi giorni da un voto referendario che, stando al recupero del NO nei sondaggi, vede la maggioranza in forte difficoltà. Il meccanismo, secondo i critici, costituirebbe una sorta di modello “capestro”: si incassa di più grazie ai rincari delle settimane precedenti e si restituisce un importo limitato per soli venti giorni, presentandolo come un intervento risolutivo. Le opposizioni sottolineano che le accise mobili, se applicate correttamente, servirebbero a restituire in automatico l’extragettito e a sterilizzare gli aumenti, non a realizzare operazioni spot che non compensano quanto già pagato dalle famiglie.

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Stefano Baudino

Laureato in Mass Media e Politica, autore di dieci saggi su criminalità mafiosa e terrorismo. Interviene come esperto esterno in scuole e università con un modulo didattico sulla storia di Cosa nostra. Per L’Indipendente scrive di attualità, politica e mafia.