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Il rigassificatore rimarrà a Piombino: il governo si rimangia le promesse ai cittadini

Doveva rimanere fino al 31 luglio, per poi venire spostato presso la costa di Vado Ligure, in provincia di Savona; il governo, però, ha cambiato idea. Si tratta del rigassificatore di Piombino, per cui l’esecutivo ha prorogato l’autorizzazione a rimanere nelle acque toscane. L’installazione era stata voluta dal governo Draghi, che la aveva autorizzata nel 2022. L’impianto arrivò nel 2023, e dopo diverse proteste di sigle ambientaliste, comitati, e dello stesso Comune, il governo Meloni promise che sarebbe stato trasferito in Liguria. Con il rigassificatore, inoltre, era stata concordata la realizzazione di dieci opere di compensazione, di cui solo due sono state avviate, e nessuna terminata.

Il provvedimento con cui il governo ha prorogato l’autorizzazione del rigassificatore di Piombino è stato approvato con un decreto legge [1] dello scorso mercoledì 11 marzo, ed è entrato in vigore il giorno dopo. Di preciso, il quinto comma dell’articolo 9 del DL stabilisce che gli impianti di rigassificazione di gas naturale liquefatto la cui autorizzazione risulta in scadenza entro il 31 dicembre possono presentare una istanza di rinnovo entro il 30 giugno per continuare a operare sulla base della precedente autorizzazione «e dei correlati atti di assenso, ivi compresa l’autorizzazione integrata ambientale, fino alla conclusione del procedimento di rinnovo, proroga o nuova autorizzazione». La misura è pensata con lo scopo di «assicurare la continuità degli approvvigionamenti funzionali alla sicurezza energetica nazionale».

Il rigassificatore era stato approvato dal governo Draghi nel 2022 per fare fronte alla crisi energetica dovuta alla guerra in Ucraina, ed era arrivato nel 2023, sotto l’esecutivo Meloni. L’impianto è gestito da Snam e aveva trovato il beneplacito del governatore toscano Giani, che tuttavia oggi si è detto contrario alla sua proroga. Il rigassificatore era finito sotto i riflettori sin da prima del suo arrivo [2], attirando proteste e timori per il suo possibile impatto sulla sicurezza dei cittadini (le cui abitazioni sorgono a distanza molto ravvicinata dal porto), sul turismo e sull’ambiente, in una zona già martoriata da anni di attività dell’ex acciaieria Lucchini (ora JSW Steel). Contro di esso, il Comune di Piombino ha presentato [3] un ricorso al TAR, che tuttavia ha confermato [4] l’impianto e condannato la città a pagare le spese legali. Viste le proteste della società civile e dello stesso Comune di Piombino, il governo Meloni ha accettato di spostare [5] il rigassificatore dopo la scadenza dell’autorizzazione, trovando un accordo con l’allora governatore ligure di centrodestra Toti per ricollocarlo al largo delle coste di Vado Ligure. Dopo le dimissioni di Toti [6] a causa di uno scandalo sui finanziamenti in campagna elettorale, con l’arrivo della presidenza di Marco Bucci, sempre di centrodestra, la posizione della regione è cambiata.

Agli ostacoli politici si sono aggiunti anche il parere dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera [7]) e le richieste di Snam: nel luglio del 2025, Arera ha emanato una delibera in cui sosteneva che spostare il rigassificatore sarebbe stato troppo costoso, a causa delle spese di adeguamento delle reti infrastrutturali; lo scorso gennaio, invece, Snam ha avanzato una richiesta di proroga per mantenere l’impianto in acque toscane. Dopo il rifiuto della Liguria, il governo non si è mosso per cercare una collocazione alternativa per il rigassificatore e ha ceduto alle richieste di Snam. L’esecutivo non ha solo disatteso le promesse fatte alla cittadinanza; delle opere di compensazione previste dallo stesso Draghi, infatti, non c’è ancora notizia di avanzamento. «Sono tre anni che abbiamo in casa quest’impianto e non abbiamo visto un soldo», ha dichiarato il portavoce di Ascolta Piombino Riccardo Gelichi. Tra le varie cose erano previste la messa in sicurezza delle discariche, lo sconto in bolletta per i cittadini, la sistemazione delle banchine portuali, il completamento delle principali infrastrutture viarie di Piombino e una serie di agevolazioni per gli investimenti.

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Dario Lucisano

Laureato con lode in Scienze Filosofiche presso l’Università di Milano, collabora come redattore per L’Indipendente dal 2024.