C’è ancora chi si oppone ai sempre più forti venti di guerra. A Pisa centinaia di manifestanti hanno invaso i binari della stazione, bloccando un treno che dopo aver attraversato l’hub militare toscano era diretto a Udine. Il convoglio, carico di munizioni e mezzi, è stato rispedito indietro dopo sei ore di presidio al binario 3. «La guerra non passa sui nostri territori e sulle nostre vite», ha dichiarato il Movimento No Base, da anni schierato contro la militarizzazione della Toscana. Le persone mobilitatesi a Pisa danno continuità al fermento dal basso nato contro minacce e complicità belliche, che negli ultimi anni ha potuto contare [1] su migliaia di solidali, tra lavoratori dissidenti e iniziative della società civile.
Si è concluso con una vittoria il presidio creatosi ieri pomeriggio alla stazione di Pisa. «Dopo sei ore di blocco dei binari il treno è tornato indietro da dove è venuto», commentano le sigle promotrici: Movimento No Base, Collettivo di fabbrica GKN, Gruppo Autonomo Portuali Livorno e Rete Libere/i di lottare. Il convoglio composto da 32 vagoni carichi di munizioni, esplosivi e veicoli militari era partito dalle acciaierie Jindal Steel Work di Piombino, in direzione Udine. Dopo aver attraversato l’hub militare toscano — diffuso tra Pisa, Livorno e Pontedera — il treno è stato prima rallentato da un presidio dell’Unione Sindacale di Base (USB), per poi essere bloccato definitivamente nella stazione di Pisa. Si tratta di «un risultato decisivo della determinazione e la resistenza di tutti», dichiarano le sigle promotrici, lanciando un messaggio chiaro contro i sempre più forti venti di guerra: «Ovunque possiamo fermarli, in ogni città e in ogni paese. Oggi un primo passo, la pace si può realizzare con la lotta e la lotta continua».
In Toscana, tra basi italiane e americane, la militarizzazione è diventata [2] una costante. Il porto di Livorno, benché civile, è ad esempio attraversato con continuità da armi e merci militari, per lo più provenienti dagli Stati Uniti e diretti alla base di Camp Darby. La mozione contro il transito delle armi, approvata dal Comune di Livorno nel 2021, resta dunque lettera morta. A tenere in vita la mobilitazione antimilitarista sono le migliaia di attivisti dislocati nella regione, a partire dal Movimento No Base, che ha guidato l’iniziativa pisana di ieri pomeriggio. La rete di associazioni ha preso [3] forma contro la costruzione di una base militare a San Piero a Grado, nel Parco naturale di San Rossore, e delle nuove aree addestrative a Pontedera, radicandosi poi sul territorio ed estendendo il raggio d’azione all’intero hub militare toscano.