«I flussi globali di armi aumentano di quasi il 10% mentre la domanda europea aumenta vertiginosamente». Così l’Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma (SIPRI), uno dei più grandi istituti di studi sulla pace al mondo, titola il proprio comunicato in cui lancia il suo ultimo rapporto sull’esportazione delle armi. Mentre il mercato delle armi prolifera a livello globale, sono quelle italiane, in particolare, a registrare una decisa impennata, aumentando del 157% e facendo schizzare il Belpaese alla sesta posizione nella classifica globale delle nazioni esportatrici di armi.
In generale, nel mondo, le esportazioni di armi sono cresciute [1] del 9,2% complessivamente nel 2021-2025 rispetto al quinquennio precedente (2016-2020). Non tutte le aree del globo hanno tuttavia collaborato a tale aumento: se a trainare il trendi vi sono gli Stati delle Americhe (+12%) e dell’Europa (i quali hanno triplicato le vendite negli ultimi cinque anni, registrando un +210%), calano l’export degli altri continenti – Asia, Oceania e Africa – e dell’area del Medio Oriente. Nel periodo 2021-2025, in particolare, gli USA hanno esportato il 74% del totale delle armi: dei 99 Stati che le hanno acquistate, la maggior parte (35) si trova in Europa. Si tratta della prima volta in vent’anni, riporta SIPRI, che questo accade. L’Europa, insomma, aumenta le proprie esportazioni, ma in buona parte si tratta di armi acquistate dagli USA – le cui esportazioni verso il nostro continente sono triplicate negli ultimi cinque anni. Per quanto riguarda i soli 29 Paesi NATO in Europa, oltre la metà delle armi importate provengono dagli USA (il 58% del totale).
Dal canto suo, i 27 Stati UE hanno rappresentato il 28% dell’export globale negli ultimi cinque anni – quattro volte quello della Russia e cinque volte quello della Cina. E tra i principali esportatori al mondo in questo periodo vi è proprio l’Italia, che si colloca ora al sesto posto della classifica globale (classifica nella quale la Francia è al secondo posto, la Germania al quarto e la Spagna al decimo). Nel quinquenni 2021-25, l’export di armi in Italia è cresciuto del 157% rispetto al periodo precedente, facendo sì che ora le armi da noi esportate siano il 5,1% del totale globale. Queste vengono inviate per la maggior parte in Medio Oriente (59%), ma anche verso l’Asia e l’Oceania (16%) e l’Europa (13%).
Come sottolinea [2] la Rete Pace e Disarmo, il dato italiano smonta definitivamente la narrazione del governo per svuotare la legge [3] 185/90, secondo la quale le imprese italiane sarebbero svantaggiate dalla concorrenza europea a causa di controlli più severi. Una narrazione che è definitivamente smontata dai dati: “non c’è alcuno svantaggio competitivo da attribuire ai controlli della legge 185/90” sottolinea la Rete, che rilancia la campagna Basta Favori ai Mercanti delle Armi. Quest’ultima chiede di non modificare la normativa, oltre a maggior trasparenza su contratti e destinazioni e lo stop al riarmo.