Il sequestro, le botte, le urla. Il sangue. E poi il silenzio, prima di altre botte, di altre urla e di altro sangue. Simona Zecchi ha passato buona parte della sua vita professionale a cercare di capire, e di ricostruire, cosa sia successo la notte del 2 novembre 1975 all'Idroscalo di Ostia, a due passi dal delta dove il Tevere si tuffa pigramente in mare. Sul fango e tra le buche di un campo di calcio dove perfino un filo d'erba era un miraggio, tutt'intorno una distesa di baracche in lamiera e le promesse mai mantenute di tanti politici di farlo diventare un posto più dignitoso. Bisogna cap...
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