1 marzo – Ore 20.45 – Iran: gli Emirati Arabi Uniti richiamano l’ambasciatore
Gli Emirati Arabi Uniti hanno deciso di richiamare il proprio ambasciatore dall’Iran, a seguito degli attacchi subiti nelle ultime ore. Sospese tutte le relazioni diplomatiche e chiusa l’ambasciata a Teheran.
1 marzo – Ore 20.15 – Iraq: folla tenta l’assalto all’ambasciata USA
Una folla di centinaia di manifestanti ha cercato di assaltare l’ambasciata USA in Iraq ma è stata dispersa dalla polizia a suon di gas lacrimogeni.
1 marzo – Ore 19.50 – Nuovi attacchi iraniani verso Israele; diverse esplosioni scuotono Teheran: colpito ospedale
Una nuova ondata di attacchi missilistici iraniani è in arrivo sul territorio israeliano. Si registrano dei primi impatti su Haifa. Allo stesso tempo continuano le esplosioni a Teheran.

L’agenzia di stampa iraniana ISNA ha riferito che l’ospedale Gandhi, situato nel nord della capitale, è stato preso di mira da attacchi aerei israelo-americani.
1 marzo – Ore 19.00 – Bilancio aggiornato delle vittime
I singoli Paesi interessati dai bombardamenti di queste ore hanno aggiornato i bilanci delle vittime.
- Iran: 201 morti, 747 feriti
- Israele: 9 morti, 121 feriti
- Emirati Arabi Uniti: 3 morti, 58 feriti
- Stati Uniti: 3 morti, 5 feriti
- Iraq: 2 morti, 5 feriti
- Kuwait: 1 morto, 32 feriti
- Qatar: 16 feriti
- Oman: 5 feriti
- Bahrein: 4 feriti
1 marzo – Ore 18.00 – Colpiti obiettivi USA nel porto di Dubai

1 marzo – Ore 17.30 – Trump: “parlerò coi leader iraniani”
Il presidente USA Donald Trump ha dichiarato che parlerà con la leadership iraniana: «loro vogliono parlare e io ho accettato. Avrebbero dovuto farlo prima, quando era più semplice e pratico. Hanno aspettato troppo a lungo».
Secondo il Ministro degli Esteri dell’Oman Badr bin Hamad Al Busaidi, Teheran sarebbe disponibile a «degli sforzi per la de-escalation».
1 marzo – Ore 16.45 – Nuovi attacchi su Teheran; colpita una base francese ad Abu Dhabi
La coalizione israelo-americana ha lanciato una nuova serie di attacchi su Teheran. Diverse colonne di fumo ed esplosioni si sono registrate nella capitale iraniana.
Il Ministero della Difesa emiratino ha reso noto che un drone iraniano ha colpito la base navale di Al Salam, che ad Abu Dhabi ospita un contingente francese. «L’attacco ha causato un incendio in due container ma non si registrano feriti».
1 marzo – Ore 16.15 – Crosetto torna in Italia
Il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha fatto sapere, con un post su X, di star rientrando in Italia con un volo militare. «Rientrerò utilizzando un volo militare ma dopo aver bonificato (un’ora fa) al Comando del 31esimo stormo di Ciampino un importo triplo ( per mia scelta) rispetto a quello che prevede la tariffa per gli ospiti dei voli di Stato».
1 marzo – Ore 15.30 – Media: 150 navi petrolifere restano fuori lo Stretto di Hormuz
Almeno 150 petroliere hanno gettato l’ancora nelle acque aperte del Golfo, oltre lo Stretto di Hormuz, chiuso dalle autorità iraniane. Diverse decine di navi sono ferme dall’altra parte dello Stretto. Lo riportano Reuters e Al Jazeera. La navigazione risulta bloccata, con conseguenze mondiali sul commercio energetico.
I media statali iraniani confermano che Teheran ha colpito una petroliera perché «aveva intenzione di passare attraverso lo Stretto di Hormuz nonostante gli avvertimenti». «Tutti i 20 membri dell’equipaggio sono stati evacuati».
1 marzo – Ore 14.45 – Iran: “continueremo a colpire le basi americane”
Il generale iraniano Ali Larijani si è rivolto ai Paesi arabi: «non stiamo cercando di attaccarvi. Ma quando le basi nel vostro Paese vengono usate contro di noi, le colpiamo. Sono suolo americano».
In queste ore, al di là delle basi USA, sono state colpite anche infrastrutture ed edifici civili. Emergono i primi bilanci parziali. Negli Emirati Arabi Uniti si contano almeno 3 vittime e 58 feriti. Una persona uccisa e 32 feriti è invece il bilancio del Kuwait, come riportato dal Ministro della Salute.
1 marzo – Ore 14.15 – Nuova ondata di attacchi: colpita Beit Shemesh in Israele

Israele sta continuando a bombardare Teheran. Come riportato dalla Mezzaluna Rossa, in 24 ore Israele avrebbe ucciso almeno 57 persone nella capitale iraniana, cui si aggiungono diverse decine di feriti.
Negli ultimi minuti l’Iran ha lanciato una nuova ondata di missili e droni verso lo Stato ebraico. Segnalati impatti a Tel Aviv e Beit Shemesh (a 30km da Gerusalemme). Qui, fonti locali hanno aggiornato il bilancio delle vittime causato dalla mancata intercettazione di un missile balistico: 9 persone uccise e decine di feriti.
1 marzo – Ore 13.30 – Crosetto ancora bloccato a Dubai; Tajani: “avvisati solo ad attacco in corso”

Il Ministro della Difesa Guido Crosetto resta bloccato a Dubai. «Non so quando rientrerà, spero prima del 7 marzo», ha dichiarato Tajani. «Noi siamo stati informati dal governo israeliano ad attacco in corso, mi ha chiamato il ministro Sa’ar ieri mattina presto quando l’attacco era già iniziato».
La Farnesina ha creato la “Task Force Golfo” per assistere i connazionali bloccati nella regione.
1 marzo – Ore 13.00 – Cipro smentisce le dichiarazioni britanniche; l’Iran lancia nuovi attacchi: colpito edificio vicino ambasciata italiana
«In relazione alle dichiarazioni e alle notizie che fanno riferimento al lancio di missili in direzione di Cipro, si chiarisce che non è così e non vi è alcuna indicazione che si sia verificata una minaccia per il Paese». Ad affermarlo è il portavoce del governo cipriota, Konstantinos Letymbiotis.
Nel frattempo si registrano nuovi attacchi iraniani nei Paesi del Golfo. Un missile ha colpito l’Hotel Crowne Plaza in Bahrein, causando diversi feriti, come confermato dal Ministero dell’Interno del regno. L’ambasciata americana ha esortato i suoi cittadini a lasciare gli hotel della capitale Manama.
«Ad Abu Dhabi è stato colpito un edificio vicino alla nostra ambasciata», ha dichiarato il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani.
1 marzo – Ore 12.20 – Morto Khamenei: cosa succede ora in Iran
La morte di Ali Khamenei ha aperto una fase di transizione che si concluderà con la nomina della nuova Guida suprema. Al momento la leadership dell’Iran è affidata a un consiglio ristretto, composto dal presidente Masoud Pezeshkian, dal capo della magistratura Gholamhossein Ejei, e da un membro del Consiglio dei Guardiani. Quest’ultimo ha già preso la sua decisione, nominando l’ayatollah Alireza Arafi.
La Costituzione iraniana affida la scelta della Guida suprema all’Assemblea degli Esperti, composta da 88 religiosi. La lista dei potenziali successori di Khamenei è lunga e comprende il figlio Mojtaba, da anni suo consigliere informale. Ci sono poi Hassan Khomeini, nipote del fondatore della Repubblica Islamica, e l’ayatollah Ruhollah Khomeini. Non è da escludere la corsa di Hassan Rouhani, ex presidente e religioso moderato.
1 marzo – Ore 11.50 – Netanyahu agli iraniani: “liberatevi dalla tirannia”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha invitato nuovamente la popolazione iraniana ad approfittare dell’aggressione straniera per «liberarsi dalle catene della tirannia». «L’aiuto che aspettavate è arrivato, nei prossimi giorni continueremo a colpire migliaia di obiettivi del regime terroristico», ha aggiunto. Al momento però decine di migliaia di persone sono scese in strada per protestare contro l’attacco USA-israeliano, esprimendo cordoglio per la morte della Guida suprema.
1 marzo – Ore 11.25 – Le reazioni internazionali alla morte di Khamenei
- «La fine dell’Ayatollah deve segnare la fine dell’era dei dittatori in Iran. Dopo 47 anni, deve essere arrivato il tempo della libertà», ha scritto la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.
- «Non c’è niente di meglio che la morte di un dittatore», scrive [4] l’account ufficiale dell’Ucraina su X.
- «Noi di Hamas piangiamo la scomparsa dell’ayatollah Ali Khamenei. Gli Stati Uniti e il governo di occupazione fascista (Israele, ndr) sono pienamente responsabili di questa flagrante aggressione e di questo odioso crimine contro la sovranità della Repubblica islamica dell’Iran, nonché delle sue gravi ripercussioni sulla sicurezza e la stabilità della regione».
- Il presidente russo Vladimir Putin ha descritto la morte di Ali Khamenei come un «omicidio cinico» che viola tutti gli standard della moralità umana e del diritto internazionale: «Eminente statista che ha dato un enorme contributo allo sviluppo delle relazioni tra Russia e Iran».
1 marzo – Ore 11.00 – Missili iraniani verso Cipro; Pezeshkian: “L’uccisione di Khamenei è una dichiarazione di guerra”
Il ministro della Difesa britannico John Healey riferisce che due missili provenienti dall’Iran sono stati lanciati verso Cipro. Qui si trovano basi militari del Regno Unito. Ieri il premier Starmer aveva dichiarato: «gli aerei britannici sono oggi in volo in Medio Oriente nell’ambito di operazioni difensive regionali coordinate per proteggere il nostro popolo, i nostri interessi e i nostri valori».
Nel frattempo il presidente iraniano Pezeshkian, sopravvissuto agli attacchi, giura vendetta, affermando che l’uccisione di Khamenei è una dichiarazione di guerra da parte di Israele e degli Stati Uniti ai musulmani di tutto il mondo.
1 marzo – Ore 10.45 – Nel mondo decine di proteste contro USA e Israele
- Crescono le proteste nel mondo contro l’aggressione dell’Iran, a partire dagli Stati Uniti, dove una rete di attivisti ha lanciato decine di manifestazioni.
- In Pakistan centinaia di persone hanno raggiunto il consolato USA, imbracciando ritratti di Khamenei. Al tentato assalto la polizia ha risposto col fuoco, uccidendo 9 manifestanti e ferendone diverse decine.
- A Baghdad, in Iraq, la folla ha provato a raggiungere l’ambasciata americana ma è stata respinta dalla polizia a suon di gas lacrimogeni.
- In Italia è stata invece convocata una manifestazione per martedì 3 marzo all’ambasciata USA in via Bissolati.
1 marzo – Ore 10.00 – Nuova ondata di raid tra Iran e Israele; cresce il livello delle minacce
Non si fermano gli attacchi lungo l’asse Teheran-Tel Aviv. Sirene antiaeree suonano in Israele a seguito della nuova ondata di missili provenienti dell’Iran. Nel frattempo l’esercito israeliano ha lanciato una massiccia campagna aerea contro diversi obiettivi, Teheran inclusa, dove si sentono numerose esplosioni. Nel mirino anche le zone centrali del Paese, in un’operazione volta a stabilire il dominio aereo sul territorio.
Dopo la morte di Khamenei i Pasdaran hanno minacciato di sferrare «l’offensiva più feroce della storia» contro Stati Uniti e Israele. Immediata la replica di Donald Trump: «L’Iran ha appena dichiarato che oggi colpirà molto duramente, più duramente di quanto abbia mai fatto prima. È meglio che non lo faccia, perché se lo farà, noi li colpiremo con una forza che non è mai stata vista prima».
1 marzo – Ore 9.20 – Pakistan, protesta nei pressi del consolato USA finisce nel sangue
Sarebbero almeno 9 i manifestanti uccisi in Pakistan, nei pressi del Consolato USA, dove si erano diretti per protestare contro l’uccisione di Khamenei. Diversi i feriti. La polizia avrebbe aperto il fuoco dopo il tentativo dei manifestanti di entrare nel consolato di Karachi, assaltato con mazze e bastoni.

1 marzo – Ore 8.00 – L’Iran conferma la morte di Khamenei; uccise diverse alte cariche militari
L’Iran conferma la morte della Guida suprema Ali Khamenei, dichiarando un lutto nazionale di 7 giorni. Nei bombardamenti di USA e Israele sono stati uccisi anche diversi comandanti delle forze armate. A Pakpour e Nasirzadeh si aggiungono anche Seyed Abdolrahim Mousavi, capo di Stato maggiore, e Ali Shamkhani, segretario del Consiglio di Difesa.
1 marzo – Ore 2.30 – Alta tensione al Consiglio di Sicurezza ONU; sale a 85 il bilancio delle studentesse uccise

Nella notte si sono registrati nuovi attacchi ed esplosioni. Le sirene antiaeree sono risuonate in Israele, con diversi impatti, mentre l’Iran ha continuato a colpire le basi americane dislocate nei Paesi del Golfo.
Nel frattempo si è tenuta all’ONU una riunione di emergenza all’insegna delle condanne e delle accuse. Il Segretario generale António Guterres ha condannato sia i bombardamenti di Stati Uniti e Israele sia la successiva rappresaglia iraniana nella regione, parlando di una «grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale».
Israele e Stati Uniti hanno difeso l’aggressione militare, definita dal rappresentante iraniano un gigantesco «crimine di guerra» che ha colpito aree civili in diverse città. Un bombardamento ha distrutto una scuola elementare nel sud del Paese, uccidendo 108 bambine, come riportato dalla Mezzaluna Rossa.
Anche in Italia è tornato a riunirsi il governo, con un vertice a Palazzo Chigi. «Ai leader del Golfo il Presidente Meloni ha espresso la vicinanza del Governo italiano e la condanna degli ingiustificabili attacchi subiti dalle loro Nazioni», si legge [5] nella nota diffusa. «Il Governo, come già in passato, continuerà a impegnarsi con i partner europei, regionali e internazionali per una soluzione a favore della stabilità della Regione e al contempo ha rinnovato la sua vicinanza alla popolazione civile iraniana che, con coraggio, nelle scorse settimane ha richiesto il rispetto dei suoi diritti civili e politici, subendo una repressione violenta e ingiustificabile».
Ore 23.10 – Trump conferma morte Khamenei, invita i soldati al golpe e annuncia che le bombe continueranno “fino alla pace”
Dopo ore di anomalo silenzio il presidente americano ha rilasciato un comunicato su Truth [6]. Trump ha affermato che «Khamenei, una delle persone più malvagie della storia, è morto» e ha invitato senza mezzi termini le forze iraniane a scegliere tra tradimento e morte: «Abbiamo sentito dire che molti dei loro membri dell’IRGC, dell’esercito e delle altre forze di sicurezza e di polizia non vogliono più combattere e cercano l’immunità da noi. Come ho detto ieri sera, “Ora possono avere l’immunità, poi otterranno solo la morte!”. Speriamo che l’IRGC e la polizia si uniscano pacificamente ai patrioti iraniani e lavorino insieme come un’unità per riportare il Paese alla grandezza che merita». Il conunicato si conclude con la promessa che «i bombardamenti pesanti e mirati continueranno ininterrottamente per tutta la settimana, o per tutto il tempo necessario, a raggiungere il nostro obiettivo di pace in tutto il medio oriente e, in verità, nel mondo!».
Ore 21.00 – Media israeliani: “Khamenei ucciso negli attacchi”
Secondo quanto riferito dai media israeliani, il leader supremo Khamenei sarebbe stato ucciso durante gli attacchi israeliani di questa mattina. Sulla notizia non vi è tuttavia ancora una conferma ufficiale, ma l’ambasciatore israeliano avrebbe confermato ai funzionari di Washington il ritrovamento del corpo. L’agenzia di stampa iranianiana Tasmin ha smentito la notizia. Naturalmente non è possibile verificare la notizia e al momento tutte le ipotesi restano valide: potrebbe essere stato effettivamente assassinato, così come la divulgazione della presunta notizia da parte israeliana potrebbe essere una mossa di “guerra psicologica” sulla popolazione e sulle forze militari iraniane.
Ore 20.05 – Ancora nessuna notizia su Khamenei
Escludendo le prime frettolose ricostruzioni di media indipendenti, manca ancora una conferma sullo stato di salute del leader iraniano Khamenei. Secondo fonti apparse su canali arabi, la Guida Suprema avrebbe emulato quanto fatto durante la guerra dei dodici giorni, nascondendosi in un rifugio sicuro e ignoto per tirare le file della ritorsione iraniana. Fonti del ministero degli Esteri iraniano confermano che dovrebbe essere vivo, senza tuttavia sbilanciarsi. I canali israeliani, invece, sono di tutt’altro avviso. Dopo un primo momento di dubbio, è iniziata a circolare la voce della sua morte, e il premier Netanyahu ha rilasciato una dichiarazione affermando che ci sarebbero diversi indizi che punterebbero al fatto che sarebbe stato ucciso. Nell’attacco di questa mattina, Israele ha preso di mira la sua residenza, e secondo alcune ricostruzioni avrebbe ucciso dei membri della sua famiglia. Si attendono conferme ufficiali sulle sue condizioni.
Ore 19.30 – La ritorsione iraniana non si ferma
La risposta iraniana agli attacchi israelo-statunitensi va avanti quasi ininterrottamente da questa mattina.
- Il Bahrein e la base marittima statunitense nel Paese risultano tra i luoghi più colpiti. I bombardamenti contro di essa sono andati avanti per ore, e secondo dati non ufficiali la base sarebbe almeno per metà distrutta. Un video circolato online mostra inoltre un drone kamikaze abbattersi su un grattacielo della capitale Manama; secondo fonti non verificate, si tratterebbe di un albergo in cui risiederebbero militari statunitensi.
- Media iracheni vicini alla milizia di Kataib Hezbollah, affiliata all’Iran, riportano di un attacco al consolato USA di Erbil. Non è noto chi avrebbe lanciato l’offensiva; questa mattina lo stesso gruppo iracheno ha annunciato che sarebbe sceso in campo per sostenere l’Iran, prendendo di mira siti statunitensi. La notizia dell’attacco al consolato non è stata confermata da fonti ufficiali.
- Negli Emirati è stata presa di mira una base statunitense vicino al Burj Khalifa, il noto grattacielo simbolo della città, nonché edificio più alto al mondo.
- Droni iraniani avrebbero raggiunto la capitale giordana Amman e la città di Irbid. Ad Amman, il drone sarebbe stato intercettato e si sarebbe schiantato contro un edificio civile. Non sono stati riportati danni ai civili.
- Nella capitale dell’Oman, Mascate, sono iniziate a squillare le sirene. Ignoto l’obiettivo degli attacchi. In Kuwait, invece, sarebbe stata colpita la base Ali Al-Salem; le autorità avrebbero contato 12 feriti da questa mattina. Attacchi anche nel Qatar: in totale l’Iran ha scagliato 8 droni e 44 missili balistici contro i luoghi sensibili del Paese.
- Anche Israele è sotto attacco. Le sirene hanno iniziato a squillare in almeno una sessantina di località, tra cui la capitale Tel Aviv. Media non ufficiali iraniani riportano inoltre di attacchi a basi del Mossad e della CIA in luoghi non meglio specificati di Israele.
Intanto media locali iraniani riportano che le piattaforme balistiche mobili starebbero venendo spostate, in vista di una prossima ondata di attacchi missilistici.
Ore 19.00 – Un primo bilancio degli attacchi Israele-USA
In Iran i media ufficiali hanno affermato che nella giornata di oggi sono state colpite 24 province del Paese, e che più di 220 squadre della Mezzaluna Rossa sarebbero attive tra gruppi in stato di allerta e team presenti sul luogo dell’incidente. Il bilancio parziale è di 747 feriti e 201 morti.
Intanto, è stato confermato che lo stretto di Hormuz è «praticamente chiuso». A riportare la notizia menzionando i pasdaran iraniani è l’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim. Anche l’unità marittima britannica conferma che il traffico si sarebbe interrotto, e il Dipartimento dei Trasporti USA ha suggerito alle navi di tenersi alla larga dall’area.
Ore 18.30 – Crosetto è bloccato a Dubai

Il ministro della Difesa Guido Crosetto è bloccato a Dubai a causa della chiusura dello spazio aereo emiratino. Crosetto si trovava negli Emirati per motivi personali; doveva andare a prendere la propria famiglia per rientrare in Italia con loro. In questo momento starebbe attendendo la ripresa dei voli per tornare in patria.
Ore 18.00 – Colpita una palestra in Iran; sale a 85 il bilancio delle studentesse uccise
Una palestra sarebbe stata colpita a Lamerd, nella provincia di Fars, da un attacco USA-israeliano. I media locali e la Tv di Stato parlano di almeno 15 persone uccise. Nuove esplosioni si registrano anche a Bandar Abbas e a Urmia.
Nel frattempo la Procura di Mizan ha aggiornato il bilancio del bombardamento della scuola elementare, arrivato a 85 bambine uccise.
Ore 17.40 – Nuove esplosioni a Tel Aviv; Meloni convoca vertice di governo
Diverse esplosioni si sono udite a Tel Aviv. Continuano a risuonare le sirene antiaeree, mentre i cittadini israeliani si rifugiano nei bunker sotterranei. L’Iran avrebbe usato i primi missili ipersonici (Fattah).
Nel frattempo in Italia la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato in serata un nuovo vertice di governo per discutere della crisi nella regione, dove si trovano attualmente decine di migliaia di italiani.
Ore 17.10 – Media: chiuso lo Stretto di Hormuz
Diversi media, tra cui Reuters [7], riportano la decisione dell’Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per le principali rotte del petrolio. Inibita dunque la navigazione commerciale.

Sul Mar Rosso incombe invece la minaccia degli attacchi da parte degli Houthi. Questi ultimi hanno annunciato la ripresa degli assalti a seguito dell’aggressione all’Iran.
Ore 16.50 – ONU convoca Consiglio di Sicurezza; gli aerei britannici si alzano in volo a sostegno di USA e Israele
Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU si riunirà a New York per una sessione urgente alle ore 16 (le 22 italiane). Accettata la richiesta di Francia e Oman. Sul tavolo la crisi innescata dall’attacco di Stati Uniti e Israele. L’Iran ha chiesto ai membri ONU di «assumersi la responsabilità della pace e della sicurezza internazionale, condannando inequivocabilmente questo atto di aggressione e adottando misure urgenti e collettive per contrastarlo, poiché rappresenta una minaccia senza precedenti alla pace e alla sicurezza regionali e globali».

Nel frattempo il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato: «gli aerei britannici sono oggi in volo in Medio Oriente nell’ambito di operazioni difensive regionali coordinate per proteggere il nostro popolo, i nostri interessi e i nostri valori». Starmer specifica che l’aviazione britannica non ha preso parte agli attacchi compiuti in mattinata dagli alleati.
Ore 16.20 – Nuove esplosioni nella regione; in Israele risuonano le sirene antiaeree
Si registrano nuovi lanci missilistici in tutta la regione. La Fars parla di diverse esplosioni a Shiraz, nell’Iran meridionale. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver completato un «ampio attacco» contro i sistemi di difesa strategici iraniani, «compreso il sistema di difesa aerea SA-65 situato nella zona di Kermanshah, nell’Iran occidentale».
In Israele suonano nuovamente le sirene a seguito di una nuova ondata di missili provenienti da Teheran. Reuters riporta [8] pesanti esplosioni avvenute a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Bombe anche a Doha, capitale del Qatar. Un drone iraniano ha colpito l’Aeroporto Internazionale del Kuwait, causando feriti lievi e danni materiali limitati.
Ore 15.50 – USA ai propri cittadini: “lasciare urgentemente il Libano”; alla missione UNIFIL si unisce la Brigata Sassari
L’ambasciata USA in Libano ha esortato i propri cittadini a lasciare urgentemente il Paese, bombardato questa mattina da Israele. La decisione di Washington è probabilmente legata alle preoccupazioni per eventuali ritorsioni di Hezbollah, il gruppo islamista particolarmente attivo nel Libano meridionale.
Qui è in corso [9] lo schieramento della Brigata Sassari, che si unirà alla missione UNIFIL, operativa dal 1978 con l’obiettivo di mantenere la pace nella regione. Tuttavia, nemmeno la missione ONU è stata risparmiata [10] negli ultimi due anni dagli attacchi israeliani.
Ore 15.20 – Mezzaluna Rossa: “colpite 20 province iraniane”; uccise due alte cariche militari
La Mezzaluna Rossa ha dichiarato che almeno 20 delle 32 province iraniane sono state colpite dai bombardamenti USA-israeliani. Come riporta [11] Reuters, negli attacchi sarebbero rimasti uccisi Mohammad Pakpour, capo dei Pasdaran, e Amir Nasirzadeh, Ministro della Difesa.
Ore 15.00 – L’Oman chiede al Consiglio di Sicurezza ONU di intervenire
L’Oman, attraverso il proprio Ministro degli Esteri, ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza con l’obiettivo di «imporre un cessate il fuoco e mandare un chiaro messaggio di sostegno al diritto internazionale». La Francia, membro permanente del Consiglio di Sicurezza, si accoda alla richiesta.
L’Oman, mediatore dei precedenti tavoli negoziali tra Stati Uniti e Iran, ha aggiunto che l’attacco USA-Israele rischia di scatenare «conseguenze irrisolvibili. Negoziati seri e attivi sono stati ancora una volta compromessi».
Ore 14.40 – Iran: “l’attacco alla scuola elementare non resterà senza risposta”
Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è intervenuto sull’attacco israeliano sferrato su una scuola elementare. «Decine di bambine innocenti sono state assassinate. Questi crimini contro il popolo iraniano non resteranno senza risposta».
Ore 14.00 – L’ONU invoca una de-escalation; sale a 57 il bilancio delle studentesse uccise
Volker Turk, Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha richiamato [14] le parti a una de-escalation e al ripristino del confronto diplomatico. «Deploro gli attacchi militari sferrati questa mattina da Israele e Stati Uniti in Iran, e i successivi attacchi di rappresaglia da parte di Teheran», ha dichiarato Turk, sottolineando che: «come sempre, in ogni conflitto armato, sono i civili a pagare il prezzo più alto».
Nel frattempo cresce il bilancio delle vittime causato dall’attacco israeliano su una scuola nell’Iran meridionale. Secondo l’IRNA, sarebbero [15] almeno 57 le studentesse uccise, con oltre 50 bambine ancora sotto le macerie.
Ore 13.40 – Tajani: base italiana colpita in Kuwait, nessun ferito
Il ministro Tajani ha dichiarato alla stampa che la base italiana in Kuwait è stata effettivamente colpita nel corso degli attacchi iraniani, ma i militari presenti all’interno sono tutti incolumi. “Ci sono stati danni ingenti alla pista ma non ci sono militari italiani feriti. E’ stato fatto anche un attacco al comando della Quinta flotta ma non ci sono italiani coinvolti in tutta l’area, né civili né militari”, ha dichiarato il ministro.
Ore 13.30 – Le immagini dell’attacco dell’aviazione israeliana
L’aviazione israeliana ha diffuso le immagini dell’attacco su larga scala lanciato contro “centinaia” di obiettivi nell’Iran occidentale. Nonostante l’aviazione dichiari che gli obiettivi fossero unicamente militari, almeno una scuola è stata colpita del sud del Paese, con l’uccisione di decine di bambine. “Parallelamente agli attacchi dell’Aeronautica Militare contro l’Iran, il Sistema di difesa aerea sta lavorando per intercettare le minacce lanciate dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele” riporta l’aviazione.
Ore 13.00 – La casa di Khamenei dopo gli attacchi israeliani

Le immagini satellitari dell’abitazione della Guida Suprema dell’Iran Khamenei dopo l’attacco iraniano. Al momento non si sa con certezza la sorte del leader.
Ore 12.30 – Le reazioni internazionali
Russia: il presidente della Commissione Affari Internazionali della Duma russa, Leonid Slutsky, ha chiesto la convocazione di una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza ONU, secondo quanto riferisce la TASS. “La comunità internazionale dovrebbe impedire uno scenario che potrebbe rischiare lo scoppio di una terza guerra mondiale” avrebbe dichiarato Slutsky. Per la Russia, la teoria degli “attacchi preventivi” volti a difendere cittadini europei ed americani è una “cortina fumogena” che ha l’unico scopo di rovesciare il potere a Teheran. Proprio in quest’ottica, sostiene Slutsky, gli USA hanno deliberatamente sabotato ogni tentativo di raggiungere un accordo sul nucleare.
Belgio: il ministro degli Esteri ha dichiarato che “i cittadini iraniani non dovrebbero pagare il prezzo delle scelte del loro governo”, rammaricandosi che i negoziati non abbiano portato risultati concreti.
Norvegia: il ministro degli Esteri ha dichiarato che “Israele ha descritto l’attacco come preventivo, ma non è in linea con la normativa internazionale”, in quanto “gli attacchi preventivi sono autorizzati solo in caso di minaccia imminente”.
Pakistan: il ministro degli Esteri ha “duramente condannato” l’attacco israeliano, chiedendo uno stop immediato alla escalation.
Spagna: il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha dichiarato: “Respingiamo l’azione militare unilaterale degli Stati Uniti e di Israele, che rappresenta un’escalation e contribuisce a un ordine internazionale più incerto e ostile. Condanniamo inoltre le azioni del regime iraniano e della Guardia Rivoluzionaria. Non possiamo permetterci un’altra guerra prolungata e devastante in Medio Oriente. Chiediamo un’immediata de-escalation e il pieno rispetto del diritto internazionale. È tempo di riprendere il dialogo e raggiungere una soluzione politica duratura per la regione”.
UE: Ursula von der Leyen ha scritto sui propri social che “è di fondamentale importanza garantire la sicurezza nucleare e prevenire qualsiasi azione che possa ulteriormente aggravare le tensioni o indebolire il regime globale di non proliferazione” e che “in stretto coordinamento con gli Stati membri dell’UE, adotteremo tutte le misure necessarie per garantire che i cittadini dell’UE nella regione possano contare sul nostro pieno sostegno”.
Ore 12.00 – Le autorità iraniane ai cittadini: abbandonate Teheran; strage di studentesse nel sud del Paese
La Sicurezza Nazionale iraniana, citata da Al Jazeera, avrebbe diffuso un comunicato nel quale incita i propri cittadini ad abbandonare immediatamente Teheran. “Dovreste, per quanto possibile e mantenendo la calma, viaggiare verso altri posti e altre città”, hanno dichiarato le autorità. Nel frattempo, un attacco israeliano ha colpito una scuola elementare femminile nel sud dell’Iran, uccidendo almeno 24 bambine.
Ore 11.30 – Il punto sugli attacchi nel Golfo e in Iran
- Negli Emirati sono stati riportati missili ad Abu Dhabi e a Dubai, dove sarebbe stata uccisa una persona; le autorità hanno confermato gli attacchi, annunciando di averli intercettati e di riservarsi il diritto di rispondere. L’Iran avrebbe inoltre preso di mira la base di Al Dhafra.
- In Bahrein è stata colpita una base navale statunitense, notizia confermata dal governo.
- In Arabia Saudita, gli attacchi si sarebbero abbattuti su Riyad; sulle piattaforme indipendenti sono apparsi dei video che confermerebbero i bombardamenti, ma i canali ufficiali non hanno ancora rilasciato commenti a riguardo.
- Attacchi anche in Iraq, nell’area di Jarf al Nasr, nel centro del Paese. I media locali riportano che 2 persone sarebbero rimaste uccise. Qui starebbe inoltre venendo colpita la base di Erbil – nel Kurdistan iracheno.
- In Qatar il ministero della difesa ha fatto sapere di avere intercettato dei missili, senza specificare l’area dove si sarebbero schiantati. Dalle basi statunitensi sul territorio si sono levati in aria dei jet, e in questo momento pare stia venendo presa di mira Doha.
- Attacchi infine anche in Giordania e Kuwait, dove sarebbe stata colpita la base di Al-Salem.
In Iran, per ora sembra che l’attacco israelo-statunitense avrebbe preso di mira le élite del Paese, con lo scopo di uccidere i vertici della catena di comando. Colpite le residenze della Guida Suprema Khamenei, del Presidente Pezeshkian, dell’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, del ministro degli Esteri Araghci, e di altri ministri. Da una prima ricostruzione, Khamenei sarebbe stato portato in un luogo sicuro, ma la notizia non è stata confermata; analoga situazione per quanto riguarda Araghci. Non vi sono, invece, notizie su Pezeshkian e Ahmadinejad. Secondo agenzie di stampa internazionali, sarebbero stati uccisi diversi diplomatici e militari iraniani; l’esercito smentisce di avere subito perdite importanti.
Tra le aree colpite la capitale Teheran, ma anche Tabriz, Shiraz, Zanjan e Sanandaj. Bombe anche su Eshefan, sede di uno dei maggiori impianti nucleari iraniani. Fonti israeliane hanno riportato ai media che sarebbero stati presi di mira siti delle Guardie Rivoluzionarie e piattaforme balistiche.
Ore 11.15 – Media: Khamenei e Fazlullah tra gli obiettivi israeliani
Secondo quanto riportato [18] da Barak Ravid, giornalista corrispondente di Axios in Medio Oriente e giornalista del canale israeliano Channel 12, che cita funzionari israeliani, la Guida Suprema dell’Iran Khamenei, il presidente Fazlullah e “altre importanti personalità politiche e militari” sarebbero state tra gli obiettivi attaccati, ma al momento la loro sorte è incerta.
Ore 10.45 – Meloni convoca riunione di governo; Kallas: “sviluppi pericolosi”
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato poco fa una riunione di governo telefonica, cui hanno partecipato i vicepresidente Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro della Difesa Crosetto, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari e i vertici dell’Intelligence. Nel comunicato [19] stampa che ne è seguito, il governo ha invitato tutti i connazionali all’estero alla “massima prudenza” e rinnovato “la propria vicinanza alla popolazione civile iraniana che con coraggio continua a richiedere il rispetto dei suoi diritti civili e politici”. Meloni si terrà in contatto con i “principali alleati” (ovvero Israele e gli Stati Uniti, che hanno condotto l’attacco) nelle prossime ore “per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un allentamento delle tensioni”. Nessun rappresentante del governo ha per il momento commentato nel merito l’attacco.
Nel frattempo, l’Alta Rappresentante per gli Affari Esteri dell’UE, Kaja Kallas, ha definito [20] “pericolosi” gli ultimi sviluppi in Medioriente, aggiungendo che “il regime iraniano ha ucciso migliaia di persone” e che “i suoi programmi missilistici balistici e nucleari, insieme al sostegno ai gruppi terroristici, rappresentano una seria minaccia per la sicurezza globale”, dichiarazioni che sembrerebbero di fatto appoggiare, seppur implicitamente, l’iniziativa statunitense e israeliana. “La protezione dei civili e il rispetto del diritto internazionale umanitario sono una priorità”, continua Kallas, aggiungendo che “la nostra missione navale Aspides rimane in stato di massima allerta nel Mar Rosso ed è pronta a contribuire a mantenere aperto il corridoio marittimo”.
Ore 10.15 – Esplosioni registrate negli Emirati, in Bahrein e in altre zone del Golfo: chiuso lo spazio aereo
Esplosioni si stanno verificando in buona parte della regione Mediorientale. In Bahrein [21], missili hanno colpito il centro servizi della Quinta Flotta statunitense. Ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi, è stata registrata una forte esplosione. Lo stesso in Kuwait. Tutti gli Stati del Golfo hanno al momento chiuso il proprio spazio aereo. Esplosioni si sono verificate anche a Dubai, dove è in corso l’evacuazione del Burj Khalifa, l’edificio più alto al mondo.
Ore 09.45 – Gli attacchi sono giunti nonostante “sostanziali progressi” nei negoziati sul nucleare
L’attacco congiunto di Israele e Stati Uniti è stato motivato dal presidente Trump dalla necessità di fermare lo sviluppo di armamenti nucleari da parte di Teheran. I negoziati in corso tra le parti, mediati dall’Oman e ricominciati lo scorso giovedì, vertevano proprio su questo. Nella serata di ieri, venerdì 27 febbraio, il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaid ha dichiarato [24] in un’intervista rilasciata a CBS che l’Iran ha accettato di non stoccare “mai e poi mai” il materiale necessario per creare una bomba nucleare. “Questo è un grande risultato, qualcosa di completamente nuovo. Se non è possibile stoccare materiale arricchito, non c’è modo di creare una bomba, indipendentemente dal fatto che si proceda o meno all’arricchimento”. Nelle parole del ministro Albusaid, insomma, l’Iran aveva accettato a rifiutare di stoccare uranio arricchito, materiale fondamentale per la creazione di una bomba nucleare. “Credo che questo sia un aspetto che è stato molto trascurato dai media e vorrei chiarirlo dal punto di vista di un mediatore”. A poche ore di distanza da questa intervista, le bombe israeliane hanno colpito il centro di Teheran e altre città dell’Iran.
Sono ormai [25] oltre trent’anni (dal 1992, per la precisione) che Netanyahu accusa l’Iran di essere al massimo a cinque anni di distanza dal possedere un’arma nucleare e sottolinea la necessità di un’azione internazionale guidata dagli Stati Uniti per fermare il programma. Nel tempo, le dichiarazioni di Netanyahu si sono rivelate palesemente false, ma nonostante ciò, da Reagan in poi l’ostracismo americano nei confronti del programma iraniano si è evoluto, consolidandosi in una piena demonizzazione sotto la presidenza Clinton. Si tratta di un vero e proprio schema, volto a creare un diversivo e a strumentalizzare una minaccia per ottenere un casus belli e a legittimare un cambio di regime. Si tratta della stessa narrazione che permise agli Stati Uniti, nel 2003, di trascinare il mondo in una guerra disastrosa contro l’Iraq, fondata sul pretesto delle armi di distruzione di massa mai esistite.
Ore 9.15 – Missili iraniani contro Israele
L’esercito israeliano ha riferito [26] che negli ultimi minuti sono stati rilevati missili lanciati dall’Iran in direzione di Israele e che i sistemi difensivi sono attivi per intercettarli.
Ore 9.00 – Crosetto: “Italia non coinvolta”
“Sto seguendo con la massima attenzione l’o svolgersi l’evolversi della situazione in Iran, in Israele e, più in generale nell’intera area del Medio Oriente” riferisce il ministro della Difesa italiano Crosetto in un comunicato [27], assicurando che “allo stato attuale, il personale della Difesa italiano non risulta coinvolto negli eventi in atto”.
Ore 8.40 – Trump: “attacchiamo per difendere i cittadini USA”
In un video [28] diffuso tramite il proprio social Truth Trump ha annunciato l’inizio di una “operazione militare” in Iran insieme a Israele. “Il nostro obiettivo è difendere i cittadini americani da minacce immediate da parte del regime iraniano”. “Per 47 anni l’Iran ha augurato la morte del popolo americano, conducendo campagna senza fine di massacri e omicidi di massa che avevano come obiettivo gli Stati Uniti, le nostre truppe e persone innocenti in molti Paesi” ha dichiarato il presidente. Trump ha successivamente proceduto con le accuse contro Teheran di stare sviluppando una bomba nucleare e che l’attacco ha lo scopo di impedire a questa “maledetta dittatura” di minacciare gli americani. “Distruggeremo i loro missili e raderemo al suolo la loro industria missilistica. Cancelleremo la loro marina militare. Ci assicureremo che non abbiano nessuna arma nucleare. Impareranno presto che nessuno deve sfidare le Forze Armate degli Stati Uniti”.
Ore 8.00 – Al Jazeera: gli USA hanno partecipato all’attacco
Un alto ufficiale del governo statunitense ha riferito al medio qatariota Al Jazeera che l’operazione israeliana è stata condotta in collaborazione con gli Stati Uniti.
Ore 7.30 – Israele attacca l’Iran
Alcuni missili sono stati lanciati da Israele contro Teheran, colpendo la zona di University Street e di Jomhouri, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa di Stato Fars. Nel mentre, sirene di allarme sono suonate in tutta Israele, con il governo che ha dichiarato lo stato di emergenza e avvertito i cittadini di recarsi verso ripari e spazi protetti.
2 marzo – Ore 21.10 – Ministro degli Esteri iraniano: “Da Gaza a Minab innocenti assassinati a sangue freddo”
Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha pubblicato sul suo account X la foto delle tombe scavate per le giovani studentesse uccise a scuola da un attacco israelo-americano. «I loro corpi sono stati fatti a pezzi. Questo è ciò che la salvezza promessa da Mr. Trump è in realtà. Da Gaza a Minab, innocenti assassinati a sangue freddo».
2 marzo – Ore 20.05 – Le conseguenze della guerra in Friuli Venezia-Giulia
La guerra in Medio Oriente starebbe iniziando a causare i primi effetti sul piano militare anche in Italia. La base statunitense di Aviano, nel Friuli-Venezia Giulia, avrebbe aumentato il proprio livello di allerta da Bravo plus a Charlie, rafforzando la sorveglianza all’interno e all’esterno della struttura. La misura comporta controlli più serrati agli ingressi, maggiori turni di pattugliamento e vigilanza costante sulle aree sensibili.
La base ospita 31° FW statunitense, l’unico stormo di caccia USA dislocato a sud delle Alpi. Sono inoltre presenti due squadroni di F-16, uno attualmente dispiegato per esercitazioni europee e un secondo schierato proprio in Medio Oriente per svolgere attività di natura addestrativa. In generale, riportano i media locali, sarebbe aumentata l’attività di sorveglianza in tutta la provincia di Pordenone, dove si trova Aviano, potenziando il monitoraggio nelle aree a rischio.
2 marzo – Ore 19.45 – Ancora attacchi incrociati: distrutti pescherecci in Iran; esplosioni in Bahrein
Non si fermano gli attacchi incrociati tra Iran e coalizione USA-Israele. I media statali [33] iraniani hanno riportato di un attacco nella provincia di Hormozgan che si sarebbe abbattuto su un porto in cui risultavano ormeggiati decine di pescherecci; almeno 100 le imbarcazioni in fiamme. Fonti indipendenti locali intanto iniziano a riportare esplosioni in Bahrein, senza fornire ulteriori informazioni.
2 marzo – Ore 19.30 – Bloomberg: UAE e Qatar sono a corto di armi
Secondo l’agenzia Bloomberg, gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar avrebbero chiesto agli USA di cercare una soluzione per uscire dal conflitto in tempi brevi e di aumentare i propri sforzi per difendere i Paesi del Golfo. Gli USA si starebbero infatti concentrando sulla sola difesa israeliana, costringendo i Paesi del Golfo a ricorrere unicamente ai propri sistemi di difesa per contrastare la ritorsione iraniana. Anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha riportato che i Paesi del Golfo hanno chiesto sostegno logistico all’Italia. Bloomberg riporta che la situazione rischia di diventare critica: di questo passo, si legge, le scorte di intercettori emiratine potrebbero finire nell’arco di una settimana, mentre quelle qatariote in soli quattro giorni; i due Paesi si starebbero così mettendo alla guida di una coalizione di Paesi per esercitare pressioni su Trump e convincerlo a chiudere la guerra diplomaticamente.
2 marzo – Ore 19.15 – La base USA in Bahrein è di nuovo sotto attacco
Una pioggia di missili iraniani si sta abbattendo contro la base marittima statunitense in Bahrein. Un video che circola online mostra il cielo denso di artiglieria iraniana mentre i sistemi di difesa sono attivi. Intanto, Israele ha annunciato di avere abbattuto un drone che era entrato nell’area settentrionale della Palestina occupata. In Iraq, invece, continuano gli scontri con la milizia Kataib Hezbollah, che ha preso di mira la base area di Balad, rispondendo a un attacco statunitense contro le proprie postazioni; sempre in Iraq, sono state riportate esplosioni anche nei pressi dell’aeroporto di Baghdad.
2 marzo – Ore 19 – Starmer: “Con Francia e Germania pronti a intervenire per scopi difensivi”
Il premier britannico Keir Starmer ha affermato che il sostegno britannico alle operazioni israeliane e statunitensi sarebbe solo di natura difensiva, sostenendo che il Paese non ha intenzione di lanciare attacchi contro l’Iran. Starmer ha poi affermato che «anche la Francia e la Germania sono pronte a consentire agli Stati Uniti di intervenire per distruggere la capacità dell’Iran di lanciare missili e droni dalla fonte».
In sede separata, il Segretario Generale della NATO ha dichiarato che questa alleanza militare non ha alcun piano per partecipare ad attacchi contro l’Iran.

2 marzo – Ore 18.40 – In diverse piazze iraniane sono state organizzate manifestazioni per Khamenei
Mentre gli attacchi incrociati non si fermano, diverse città iraniane hanno organizzato manifestazioni in commemorazione di Khamenei e delle istituzioni del Paese. La città più coinvolta è Teheran, dove sono stati organizzati [34] 22 concentramenti diffusi in tutta la capitale. I media ufficiali stanno diffondendo video e immagini delle manifestazioni; al momento risulta ignoto se sono state organizzate contro-manifestazioni da parte della popolazione che si oppone al regime. Secondo siti di monitoraggio, la rete internet nel Paese sarebbe stata tagliata.
2 marzo – Ore 18.20 – Trump elenca i 4 obbiettivi della guerra in Iran
Il presidente Donald Trump [35] ha reso noti quattro obiettivi che gli Stati Uniti vorrebbero ottenere dalla guerra: distruggere le capacità balistiche iraniane, annientarne la marina, impedire che Teheran ottenga un’arma nucleare e garantire che il regime non sia nelle condizioni di finanziare i propri alleati regionali.
Durante il discorso non è stata fatta menzione di tentativi di rovesciare il regime, nonostante all’inizio della guerra Trump abbia sostenuto e invitato apertamente il popolo iraniano a scendere in piazza per reclamare le istituzioni.

2 marzo – Ore 17.55 – Il risultato della dodicesima ondata di attacchi iraniana
L’Iran ha iniziato a rilasciare [36] i primi dettagli sulla dodicesima ondata di attacchi contro Israele e gli alleati regionali.
- Uno dei primi obiettivi colpiti è la petroliera di rifornimento “Athe Nova”, raggiunta da due droni iraniani. La petroliera, battente bandiera dell’Honduras e descritta dai pasdaran come «vicina agli Stati Uniti», si trovava nei pressi dello Stretto di Hormuz ed è ora in fiamme.
- Le IRGC hanno annunciato di avere scagliato un attacco contro la base statunitense “Arifjan” in Kuwait, situata qualche chilometro a sud di Kuwait City. La struttura è stata colpita in due fasi da 12 droni.
- Negli Emirati Arabi Uniti è stata colpita la base USA “Al Minhad”, a circa 20 chilometri da Dubai, contro cui l’Iran ha scagliato 6 droni e 5 missili balistici.
- Infine, in Bahrein i pasdaran hanno bersagliato la flotta di navi statunitensi, impiegando 6 droni.
2 marzo – Ore 17.35 – Israele ha attaccato Beirut
Mentre l’Iran annuncia la dodicesima ondata di attacchi dell’operazione “True Promise IV”, Israele ha scagliato una offensiva contro il sud del Libano e contro la capitale del Paese Beirut. Online iniziano a circolare video del quartiere Dahieh, nell’area meridionale della città, che mostrano una colonna di fumo alzarsi da un edificio.
2 marzo – Ore 17.20 – Un punto sugli ultimi attacchi
La portavoce dell’esercito israeliano in lingua araba Ella Waweya [37] ha annunciato che nell’ultima ondata di attacchi contro il Libano, le IDF hanno preso di mira 70 obiettivi della milizia Hezbollah situati nel sud del Paese, tra cui depositi di armi, postazioni di lancio e piattaforme missilistiche in varie zone. La dichiarazione di Wawya conferma le indiscrezioni sulla nuova offensiva israeliana uscite circa un’ora fa. Parallelamente, Teheran sta venendo pesantemente presa di mira dalle bombe americane, mentre agenzie di stampa internazionali hanno parlato di esplosioni nei pressi degli impianti nucleari iraniani di Esfahan; per quanto riguarda quest’ultima notizia, manca ancora una conferma dalle autorità iraniane.
Dall’altra parte della barricata, l’Iran ha continuato i propri attacchi in tutta la regione. Dopo avere annunciato gli obiettivi colpiti nel corso dell’undicesima ondata di ritorsione, i media di Teheran hanno riportato che sarebbero state udite esplosioni a Tel Aviv, che tuttavia non sono state confermate dalle autorità. Il Ministero della Difesa del Qatar ha inoltre annunciato l’abbattimento di due bombardieri iraniani Su-24, che sarebbero stati colpiti prima che entrassero nello spazio aereo del Paese. Secondo i media arabi, inoltre, le IRGC avrebbero attaccato una nave al largo dell’Oman. Missili anche ad Abu Dhabu, negli Emirati, che secondo il ministero della Difesa sarebbero stati intercettait. In Iraq, infine, continuano a venire segnalati attacchi nell’area di Erbil, di cui tuttavia non si conoscono gli autori; sabato, poco dopo i primi attacchi israeliano-statunitensi, la milizia irachena Kataib Hezbollah – vicina all’Iran – ha annunciato che avrebbe sostenuto militarmente Teheran.
Davanti a questo bilancio, l’Iran ha annunciato l’inizio della dodicesima ondata di attacchi.
2 marzo – Ore 17.05 – Trump apre a un’invasione via terra
A chi gli chiedeva della possibilità di inviare soldati sul campo, Trump ha risposto che «ci saranno se necessario». Gli fa eco il capo del Pentagono, Pete Hegseth: «Non ci sono soldati americani in Iran al momento, ma non facciamo previsioni. Non è esclusa alcuna opzione: combattiamo per vincere».
2 marzo – Ore 17 – Bloomberg: la guerra in Iran sposta gli equilibri globali
Una analisi apparsa sull’agenzia Bloomberg osserva come gli attacchi israeliano-statunitensi starebbero avvicinando Russia e Cina. Secondo l’agenzia gli interessi cinesi sarebbero prevalentemente rivolti verso il settore energetico, visto che dallo Stretto di Hormuz passa circa il 13% del petrolio importato da Pechino via mare. Nonostante l’avvicinamento, Pechino escluderebbe l’opzione di aiutare l’Iran militarmente in vista del prossimo incontro tra Xi Jinping e Trump, previsto proprio questo mese.
2 marzo – Ore 16.35 – Gli aerei USA lasciano la Spagna
Quindici aerei cisterna degli Stati Uniti hanno lasciato la Spagna dopo che il presidente del consiglio di Madrid Pedro Sánchez ha negato a Washington la possibilità di utilizzare basi militari spagnole per condurre operazioni contro l’Iran. Tra tutti i leader europei, per ora, Sánchez è quello che si è schierato più apertamente contro gli attacchi israeliano-statunitensi, condannando l’azione militare.

2 marzo – Ore 16.10 – L’undicesima ondata di attacchi iraniani
I media ufficiali [38] iraniani hanno descritto obiettivi e modalità della undicesima ondata di attacchi lanciata contro Israele. Sono stati presi di mira «i centri di intelligence e i depositi di supporto militare degli Stati Uniti nella regione del Golfo Persico, il complesso delle industrie di comunicazione dell’esercito del regime sionista a Beer Sheva e più di 20 punti nelle aree di Tel Aviv, Gerusalemme Ovest e Galilea»; in totale sono stati attaccati 60 obiettivi strategici e 500 punti militari impiegando centinaia di droni e missili. Nelle ultime 48 ore, l’Iran avrebbe utilizzato più mezzi militari di quanti ne abbia usati durante l’intera guerra dei dodici giorni.
2 marzo – Ore 15.50 – Israele smentisce l’attacco all’ufficio di Netanyahu
L’ufficio del primo ministro israeliano Netanyahu ripreso dai media del Paese ha smentito che l’ufficio del premier sarebbe stato attaccato, bollando la notizia come una fake news. La notizia era stata data oggi in tarda mattinata dalle Guardie Rivoluzionarie, che sostenevano di avere colpito l’edificio, senza riportare dettagli sullo stato di Netanyahu.
2 marzo – Ore 15.20 – IDF: ucciso un leader di Hezbollah; Nuovi raid in Libano
Le IDF hanno annunciato di avere ucciso Hassin Makled, responsabile del quartier generale dell’intelligence di Hezbollah. La notizia non è stata confermata dal gruppo, ma è iniziata a circolare tra i media sin dalla mattina: l’esercito israeliano aveva annunciato l’eliminazione di «un leader» del movimento, facendo fiorire le speculazioni sulla sua identità, tanto che c’era chi sosteneva che si trattasse proprio dell’attuale capo ad interim Naim Qassem. Intanto, l’aviazione israeliana ha annunciato l’inizio di un ulteriore raid aereo sul Libano; gli aggiornamenti sono ancora limitati, ma pare sia stata colpita la città meridionale di Tiro.

2 marzo – Ore 15 – Parte un volo dall’Italia per i cittadini bloccati
La Farnesina ha annunciato che dall’aeroporto di Mascate, nell’Oman, è appena partito un primo volo charter con 127 dei cittadini italiani rimasti bloccati nella regione mediorientale. A bordo cittadini che si trovavano in Oman e altri trasferiti da Dubai con l’assistenza del Ministero degli Esteri. Consolati e ambasciate stanno lavorando per favorire il trasferimento di cittadini italiani verso gli aeroporti della regione che risultano operativi. La compagnia aerea Etihad sta organizzando aperture temporanee dell’aeroporto di Abu Dhabi.
2 marzo – Ore 13.45 – Chiusura dello Stretto di Hormuz: il Qatar interrompe la produzione di GNL
QatarEnergies ha dichiarato che, a causa degli attacchi in corso da parte dell’Iran, fermerà la produzione di GNL e di tutti i prodotti correlati nelle città industriali di Ras Laffan e Mesaieed. “QatarEnergy attribuisce grande importanza ai rapporti con tutti i suoi stakeholder e continuerà a comunicare le informazioni più recenti disponibili”, riporta l’azienda in una nota. La notizia ha fatto schizzare i prezzi del gas in Europa del 50%, dopo una turbolenta apertura a +22%.
2 marzo – 12.45 – USA confermano perdita di tre caccia in Kuwait
Il comando statunitense CENTCOM ha confermato [40] di aver perso tre caccia F-15 in Kuwait per via del “fuoco amico”. “Durante il combattimento attivo, che includeva attacchi da parte di aerei iraniani, missili balistici e droni, i caccia dell’aeronautica militare statunitense sono stati abbattuti per errore dalla difesa aerea kuwaitiana” riporta la nota. “Tutti e sei i membri dell’equipaggio si sono eiettati in sicurezza, sono stati recuperati e sono in condizioni stabili”. Il Kuwait avrebbe riconosciuto l’incidente, ma le cause rimarrebbero “sotto indagine”.

2 marzo – 12.40 – Cipro: intercettati e abbattuti due droni
Un portavoce del governo cipriota ha confermato che gli oggetti apparsi sui radar erano due droni UAV, che sono stati “intercettati con successo” e abbattuti.
2 marzo – 12.15 – Cipro: evacuati aeroporto e città di Akrotiri per rilevamento “oggetto sospetto” sui radar
Il terminal passeggeri dell’aeroporto di Paphos, a Cipro, sta venendo evacuato in questi minuti dopo che un “oggetto sospetto” è stato intercettato dai radar, secondo [41] media locali. L’aeroporto si trova a circa 60 km dalla base britannica di Akrotiri, colpita nella notte da droni. Secondo il Cyprus Mail, che cita fonti del ministero, il governo cipriota ha dato istruzioni di evacuare l’intera città di Akrotiri. Anche la base di Dhekelia, situata nella parte orientale dell’isola, sarebbe stata evacuata. “Fonti hanno informato il Cyprus Mail che il personale della base è stato informato della minaccia e ha ricevuto l’ordine di ‘tornare nelle proprie case e rimanere all’interno fino a nuovo avviso’. È stato inoltre chiesto loro di ‘allontanarsi dalle finestre e ripararsi dietro o sotto mobili solidi e robusti’ e di attendere nuove istruzioni”, riporta il quotidiano.
Nelle scorse ore, il presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulides, aveva dichiarato [42] che “il nostro Paese non è coinvolto in alcun modo e non intende partecipare ad alcuna operazione militare”, mentre “rimaniamo impegnati nel ruolo umanitario che abbiamo sostenuto finora, sempre come parte della soluzione e mai come parte del problema, e continueremo ad operare con lo stesso livello di responsabilità”.
2 marzo – Ore 12.10 – IDF: “colpiti alti membri del ministero iraniano”
L’esercito israeliano ha rivendicato [43] l’uccisione di ulteriori alti membri delle istituzioni iraniane. In particolare, sarebbero stati uccisi:
- Sayed Yahya Hamidi, viceministro dell’Intelligence per gli Affari israeliani, accusato di aver “guidato attività terroristiche contro ebrei, attori occidentali e oppositori del regime in Iran e all’estero”;
- Jalal Pour Hossein, capo della Divisione Spionaggio.
Sarebbe stata colpita anche la sede del ministero, a Teheran.
2 marzo – Ore 11.30 – Specifiche sul missile che ha colpito l’ufficio di Netanyahu
Il missile Kheibar utilizzato dalle Guardie Rivoluzionarie per attaccare gli uffici governativi israeliani, è una testata balistica a medio raggio prodotta dal ministero della Difesa di Teheran. Il missile è stato presentato due anni e mezzo fa; ha una gittata di 2.000 chilometri e può trasportare una testata da 1.500 chilogrammi. Viaggia a una velocità stimata di mach 16, rompendo dunque il muro del suono. Ha una CEP (probabilità di errore circolare: è un valore che indica il raggio della circonferenza a partire dal bersaglio in cui cadono il 50% dei missili sparati) che varia tra i 10 e i 30 metri.
2 marzo – Ore 11 – Attaccato l’ufficio di Netanyahu
I pasdaran iraniani hanno annunciato [44]di avere attaccato l’ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu: «Il destino di Netanyahu è avvolto nell’incertezza; l’ufficio del primo ministro criminale del regime sionista e la sede del comandante della forza aerea dell’esercito di questo regime sono stati colpiti duramente dalle forze armate della Repubblica Islamica in attacchi mirati e a sorpresa con missili Kheibar nella decima ondata», si legge in un comunicato delle Guardie Rivoluzionarie. «Secondo questo comunicato, gli attacchi missilistici riusciti dell’Iran contro i territori occupati nella decima ondata si sono concentrati sul complesso governativo del regime sionista e i risultati di questi attacchi e ulteriori informazioni saranno annunciati successivamente», scrive l’agenzia di stampa governativa Irna. Ignoto, per ora, lo stato di salute del primo ministro.
2 marzo – Ore 10.15 – Francia: azione USA-Israele frutto di decisione unilaterale che andava discussa
Il ministro per gli Affari Esteri della Francia, Jean-Noel Barrot, nella conferenza stampa svoltasi questa mattina ha condannato l’Iran e il suo regime, “contrario ai diritti umani”, ma ha anche aggiunto che la decisione di attaccare di USA e Israele è stata “unilaterale” e avrebbe dovuto essere “dibattuta nelle sedi collettive “dibattuta negli organismi collettivi” che esistono proprio a tale scopo. “Solo rivolgendosi al Consiglio di Sicurezza ONU, l’uso della forza può acquisire legittimità”, ha dichiarato Barrot. 8
Nelle scorse ore, la Francia, insieme alla Germania e al Regno Unito, ha dichiarato di essere pronta a intraprendere “azioni difensive” contro l’Iran per difendere i propri interessi.
2 marzo – Ore 10.00 – Ministro della Difesa israeliano: il capo di Hezbollah è ora un obiettivo
Il ministro israeliano della Difesa Israel Katz ha dichiarato [45] che “l’organizzazione terroristica Hezbollah pagherà un prezzo elevato per aver aperto il fuoco su Israele” e che il segretario generale dell’organizzazione, Naim Qassem, è ora un “bersaglio ben definito da contrastare”. “Il primo ministro Benjamin Netanyahu ed io abbiamo dato istruzioni alle IDF di agire con forza contro Hezbollah, continuando a perseguire l’obiettivo principale: schiacciare e sconfiggere il regime terroristico iraniano e disattivarne le capacità”.
2 marzo – Ore 9.05 – Kuwait: numerosi jet americani schiantati al suolo
Il potavoce del ministero della Difesa del Kuwait ha confermato [46] che numerosi velivoli da guerra statunitensi si sono schiantati al suolo questa mattina nel Paese, ma che tutti i piloti sono stati tratti in salvo. Non si conoscono le cause degli incidenti, che verranno indagate in queste ore.
2 marzo – Ore 8.35 – Bombardata raffineria in Arabia Saudita
Alcuni video girati dai cittadini e circolanti su X mostrano fumo sollevarsi da quella che dovrebbe essere la raffineria ARAMCO di Ras Tanura, in Arabia Saudita.
2 marzo – Ore 8.00 – Esplosioni a Erbil, Iraq
Alcune forti esplosioni sarebbero in corso a Erbil, città curda a nord dell’Iraq. Secondo giornalisti di Al Jazeera presenti sul posto, missili e droni starebbero anche prendendo di mira l’aeroporto internazionale della città.
2 marzo – Ore 7.00 – I principali fatti della notte: Hezbollah entra in guerra
- La milizia libanese Hezbollah è entrata in guerra, lanciando attacchi contro una base militare ad Haifa. Dopo l’attacco, Israele ha annunciato che avrebbe reagito «forzatamente» e ha lanciato un bombardamento sulla capitale libanese Beirut, uccidendo almeno 31 persone. Ha poi lanciato ulteriori attacchi nel sud del Paese e rilasciato ordini di evacuazione in 53 città libanesi, spingendo migliaia di persone ad abbandonare le proprie abitazioni. Il premier libanese Nawaf Salam, invece, ha criticato la scelta di entrare in guerra da parte di Hezbollah, giudicandola «irresponsabile».
- Dopo avere appreso della morte di tre cittadini statunitensi, Trump ha rilanciato l’operazione militare, affermando che durerà 40 giorni. Rappresentanti iraniani, invece, hanno affermato che non si fermeranno e continueranno la rappresaglia.
- La rappresaglia iraniana è andata avanti tutta la notte: l’Iran ha colpito l’Iraq, il Bahrein, gli Emirati Arabi Uniti, l’Arabia Saudita e il Kuwait; i media riportano anche di un drone nella città di Akrotiri, Cipro.
- Israele ha affermato che lancerà attacchi «nel cuore di Teheran», rinnovando i bombardamenti. Nella notte, i missili israeliani si sono abbattuti su piazza Niloofar, uccidendo 20 persone, mentre il bilancio delle vittime della scuola femminile iraniana a Minab è salito a 180.
1 marzo – Ore 20.45 – Iran: gli Emirati Arabi Uniti richiamano l’ambasciatore
Gli Emirati Arabi Uniti hanno deciso di richiamare il proprio ambasciatore dall’Iran, a seguito degli attacchi subiti nelle ultime ore. Sospese tutte le relazioni diplomatiche e chiusa l’ambasciata a Teheran.
1 marzo – Ore 20.15 – Iraq: folla tenta l’assalto all’ambasciata USA
Una folla di centinaia di manifestanti ha cercato di assaltare l’ambasciata USA in Iraq ma è stata dispersa dalla polizia a suon di gas lacrimogeni.
1 marzo – Ore 19.50 – Nuovi attacchi iraniani verso Israele; diverse esplosioni scuotono Teheran: colpito ospedale
Una nuova ondata di attacchi missilistici iraniani è in arrivo sul territorio israeliano. Si registrano dei primi impatti su Haifa. Allo stesso tempo continuano le esplosioni a Teheran.

L’agenzia di stampa iraniana ISNA ha riferito che l’ospedale Gandhi, situato nel nord della capitale, è stato preso di mira da attacchi aerei israelo-americani.
1 marzo – Ore 19.00 – Bilancio aggiornato delle vittime
I singoli Paesi interessati dai bombardamenti di queste ore hanno aggiornato i bilanci delle vittime.
- Iran: 201 morti, 747 feriti
- Israele: 9 morti, 121 feriti
- Emirati Arabi Uniti: 3 morti, 58 feriti
- Stati Uniti: 3 morti, 5 feriti
- Iraq: 2 morti, 5 feriti
- Kuwait: 1 morto, 32 feriti
- Qatar: 16 feriti
- Oman: 5 feriti
- Bahrein: 4 feriti
1 marzo – Ore 18.00 – Colpiti obiettivi USA nel porto di Dubai

1 marzo – Ore 17.30 – Trump: “parlerò coi leader iraniani”
Il presidente USA Donald Trump ha dichiarato che parlerà con la leadership iraniana: «loro vogliono parlare e io ho accettato. Avrebbero dovuto farlo prima, quando era più semplice e pratico. Hanno aspettato troppo a lungo».
Secondo il Ministro degli Esteri dell’Oman Badr bin Hamad Al Busaidi, Teheran sarebbe disponibile a «degli sforzi per la de-escalation».
1 marzo – Ore 16.45 – Nuovi attacchi su Teheran; colpita una base francese ad Abu Dhabi
La coalizione israelo-americana ha lanciato una nuova serie di attacchi su Teheran. Diverse colonne di fumo ed esplosioni si sono registrate nella capitale iraniana.
Il Ministero della Difesa emiratino ha reso noto che un drone iraniano ha colpito la base navale di Al Salam, che ad Abu Dhabi ospita un contingente francese. «L’attacco ha causato un incendio in due container ma non si registrano feriti».
1 marzo – Ore 16.15 – Crosetto torna in Italia
Il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha fatto sapere, con un post su X, di star rientrando in Italia con un volo militare. «Rientrerò utilizzando un volo militare ma dopo aver bonificato (un’ora fa) al Comando del 31esimo stormo di Ciampino un importo triplo ( per mia scelta) rispetto a quello che prevede la tariffa per gli ospiti dei voli di Stato».
1 marzo – Ore 15.30 – Media: 150 navi petrolifere restano fuori lo Stretto di Hormuz
Almeno 150 petroliere hanno gettato l’ancora nelle acque aperte del Golfo, oltre lo Stretto di Hormuz, chiuso dalle autorità iraniane. Diverse decine di navi sono ferme dall’altra parte dello Stretto. Lo riportano Reuters e Al Jazeera. La navigazione risulta bloccata, con conseguenze mondiali sul commercio energetico.
I media statali iraniani confermano che Teheran ha colpito una petroliera perché «aveva intenzione di passare attraverso lo Stretto di Hormuz nonostante gli avvertimenti». «Tutti i 20 membri dell’equipaggio sono stati evacuati».
1 marzo – Ore 14.45 – Iran: “continueremo a colpire le basi americane”
Il generale iraniano Ali Larijani si è rivolto ai Paesi arabi: «non stiamo cercando di attaccarvi. Ma quando le basi nel vostro Paese vengono usate contro di noi, le colpiamo. Sono suolo americano».
In queste ore, al di là delle basi USA, sono state colpite anche infrastrutture ed edifici civili. Emergono i primi bilanci parziali. Negli Emirati Arabi Uniti si contano almeno 3 vittime e 58 feriti. Una persona uccisa e 32 feriti è invece il bilancio del Kuwait, come riportato dal Ministro della Salute.
1 marzo – Ore 14.15 – Nuova ondata di attacchi: colpita Beit Shemesh in Israele

Israele sta continuando a bombardare Teheran. Come riportato dalla Mezzaluna Rossa, in 24 ore Israele avrebbe ucciso almeno 57 persone nella capitale iraniana, cui si aggiungono diverse decine di feriti.
Negli ultimi minuti l’Iran ha lanciato una nuova ondata di missili e droni verso lo Stato ebraico. Segnalati impatti a Tel Aviv e Beit Shemesh (a 30km da Gerusalemme). Qui, fonti locali hanno aggiornato il bilancio delle vittime causato dalla mancata intercettazione di un missile balistico: 9 persone uccise e decine di feriti.
1 marzo – Ore 13.30 – Crosetto ancora bloccato a Dubai; Tajani: “avvisati solo ad attacco in corso”

Il Ministro della Difesa Guido Crosetto resta bloccato a Dubai. «Non so quando rientrerà, spero prima del 7 marzo», ha dichiarato Tajani. «Noi siamo stati informati dal governo israeliano ad attacco in corso, mi ha chiamato il ministro Sa’ar ieri mattina presto quando l’attacco era già iniziato».
La Farnesina ha creato la “Task Force Golfo” per assistere i connazionali bloccati nella regione.
1 marzo – Ore 13.00 – Cipro smentisce le dichiarazioni britanniche; l’Iran lancia nuovi attacchi: colpito edificio vicino ambasciata italiana
«In relazione alle dichiarazioni e alle notizie che fanno riferimento al lancio di missili in direzione di Cipro, si chiarisce che non è così e non vi è alcuna indicazione che si sia verificata una minaccia per il Paese». Ad affermarlo è il portavoce del governo cipriota, Konstantinos Letymbiotis.
Nel frattempo si registrano nuovi attacchi iraniani nei Paesi del Golfo. Un missile ha colpito l’Hotel Crowne Plaza in Bahrein, causando diversi feriti, come confermato dal Ministero dell’Interno del regno. L’ambasciata americana ha esortato i suoi cittadini a lasciare gli hotel della capitale Manama.
«Ad Abu Dhabi è stato colpito un edificio vicino alla nostra ambasciata», ha dichiarato il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani.
1 marzo – Ore 12.20 – Morto Khamenei: cosa succede ora in Iran
La morte di Ali Khamenei ha aperto una fase di transizione che si concluderà con la nomina della nuova Guida suprema. Al momento la leadership dell’Iran è affidata a un consiglio ristretto, composto dal presidente Masoud Pezeshkian, dal capo della magistratura Gholamhossein Ejei, e da un membro del Consiglio dei Guardiani. Quest’ultimo ha già preso la sua decisione, nominando l’ayatollah Alireza Arafi.
La Costituzione iraniana affida la scelta della Guida suprema all’Assemblea degli Esperti, composta da 88 religiosi. La lista dei potenziali successori di Khamenei è lunga e comprende il figlio Mojtaba, da anni suo consigliere informale. Ci sono poi Hassan Khomeini, nipote del fondatore della Repubblica Islamica, e l’ayatollah Ruhollah Khomeini. Non è da escludere la corsa di Hassan Rouhani, ex presidente e religioso moderato.
1 marzo – Ore 11.50 – Netanyahu agli iraniani: “liberatevi dalla tirannia”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha invitato nuovamente la popolazione iraniana ad approfittare dell’aggressione straniera per «liberarsi dalle catene della tirannia». «L’aiuto che aspettavate è arrivato, nei prossimi giorni continueremo a colpire migliaia di obiettivi del regime terroristico», ha aggiunto. Al momento però decine di migliaia di persone sono scese in strada per protestare contro l’attacco USA-israeliano, esprimendo cordoglio per la morte della Guida suprema.
1 marzo – Ore 11.25 – Le reazioni internazionali alla morte di Khamenei
- «La fine dell’Ayatollah deve segnare la fine dell’era dei dittatori in Iran. Dopo 47 anni, deve essere arrivato il tempo della libertà», ha scritto la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.
- «Non c’è niente di meglio che la morte di un dittatore», scrive [4] l’account ufficiale dell’Ucraina su X.
- «Noi di Hamas piangiamo la scomparsa dell’ayatollah Ali Khamenei. Gli Stati Uniti e il governo di occupazione fascista (Israele, ndr) sono pienamente responsabili di questa flagrante aggressione e di questo odioso crimine contro la sovranità della Repubblica islamica dell’Iran, nonché delle sue gravi ripercussioni sulla sicurezza e la stabilità della regione».
- Il presidente russo Vladimir Putin ha descritto la morte di Ali Khamenei come un «omicidio cinico» che viola tutti gli standard della moralità umana e del diritto internazionale: «Eminente statista che ha dato un enorme contributo allo sviluppo delle relazioni tra Russia e Iran».
1 marzo – Ore 11.00 – Missili iraniani verso Cipro; Pezeshkian: “L’uccisione di Khamenei è una dichiarazione di guerra”
Il ministro della Difesa britannico John Healey riferisce che due missili provenienti dall’Iran sono stati lanciati verso Cipro. Qui si trovano basi militari del Regno Unito. Ieri il premier Starmer aveva dichiarato: «gli aerei britannici sono oggi in volo in Medio Oriente nell’ambito di operazioni difensive regionali coordinate per proteggere il nostro popolo, i nostri interessi e i nostri valori».
Nel frattempo il presidente iraniano Pezeshkian, sopravvissuto agli attacchi, giura vendetta, affermando che l’uccisione di Khamenei è una dichiarazione di guerra da parte di Israele e degli Stati Uniti ai musulmani di tutto il mondo.
1 marzo – Ore 10.45 – Nel mondo decine di proteste contro USA e Israele
- Crescono le proteste nel mondo contro l’aggressione dell’Iran, a partire dagli Stati Uniti, dove una rete di attivisti ha lanciato decine di manifestazioni.
- In Pakistan centinaia di persone hanno raggiunto il consolato USA, imbracciando ritratti di Khamenei. Al tentato assalto la polizia ha risposto col fuoco, uccidendo 9 manifestanti e ferendone diverse decine.
- A Baghdad, in Iraq, la folla ha provato a raggiungere l’ambasciata americana ma è stata respinta dalla polizia a suon di gas lacrimogeni.
- In Italia è stata invece convocata una manifestazione per martedì 3 marzo all’ambasciata USA in via Bissolati.
1 marzo – Ore 10.00 – Nuova ondata di raid tra Iran e Israele; cresce il livello delle minacce
Non si fermano gli attacchi lungo l’asse Teheran-Tel Aviv. Sirene antiaeree suonano in Israele a seguito della nuova ondata di missili provenienti dell’Iran. Nel frattempo l’esercito israeliano ha lanciato una massiccia campagna aerea contro diversi obiettivi, Teheran inclusa, dove si sentono numerose esplosioni. Nel mirino anche le zone centrali del Paese, in un’operazione volta a stabilire il dominio aereo sul territorio.
Dopo la morte di Khamenei i Pasdaran hanno minacciato di sferrare «l’offensiva più feroce della storia» contro Stati Uniti e Israele. Immediata la replica di Donald Trump: «L’Iran ha appena dichiarato che oggi colpirà molto duramente, più duramente di quanto abbia mai fatto prima. È meglio che non lo faccia, perché se lo farà, noi li colpiremo con una forza che non è mai stata vista prima».
1 marzo – Ore 9.20 – Pakistan, protesta nei pressi del consolato USA finisce nel sangue
Sarebbero almeno 9 i manifestanti uccisi in Pakistan, nei pressi del Consolato USA, dove si erano diretti per protestare contro l’uccisione di Khamenei. Diversi i feriti. La polizia avrebbe aperto il fuoco dopo il tentativo dei manifestanti di entrare nel consolato di Karachi, assaltato con mazze e bastoni.

1 marzo – Ore 8.00 – L’Iran conferma la morte di Khamenei; uccise diverse alte cariche militari
L’Iran conferma la morte della Guida suprema Ali Khamenei, dichiarando un lutto nazionale di 7 giorni. Nei bombardamenti di USA e Israele sono stati uccisi anche diversi comandanti delle forze armate. A Pakpour e Nasirzadeh si aggiungono anche Seyed Abdolrahim Mousavi, capo di Stato maggiore, e Ali Shamkhani, segretario del Consiglio di Difesa.
1 marzo – Ore 2.30 – Alta tensione al Consiglio di Sicurezza ONU; sale a 85 il bilancio delle studentesse uccise

Nella notte si sono registrati nuovi attacchi ed esplosioni. Le sirene antiaeree sono risuonate in Israele, con diversi impatti, mentre l’Iran ha continuato a colpire le basi americane dislocate nei Paesi del Golfo.
Nel frattempo si è tenuta all’ONU una riunione di emergenza all’insegna delle condanne e delle accuse. Il Segretario generale António Guterres ha condannato sia i bombardamenti di Stati Uniti e Israele sia la successiva rappresaglia iraniana nella regione, parlando di una «grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale».
Israele e Stati Uniti hanno difeso l’aggressione militare, definita dal rappresentante iraniano un gigantesco «crimine di guerra» che ha colpito aree civili in diverse città. Un bombardamento ha distrutto una scuola elementare nel sud del Paese, uccidendo 108 bambine, come riportato dalla Mezzaluna Rossa.
Anche in Italia è tornato a riunirsi il governo, con un vertice a Palazzo Chigi. «Ai leader del Golfo il Presidente Meloni ha espresso la vicinanza del Governo italiano e la condanna degli ingiustificabili attacchi subiti dalle loro Nazioni», si legge [5] nella nota diffusa. «Il Governo, come già in passato, continuerà a impegnarsi con i partner europei, regionali e internazionali per una soluzione a favore della stabilità della Regione e al contempo ha rinnovato la sua vicinanza alla popolazione civile iraniana che, con coraggio, nelle scorse settimane ha richiesto il rispetto dei suoi diritti civili e politici, subendo una repressione violenta e ingiustificabile».
Ore 23.10 – Trump conferma morte Khamenei, invita i soldati al golpe e annuncia che le bombe continueranno “fino alla pace”
Dopo ore di anomalo silenzio il presidente americano ha rilasciato un comunicato su Truth [6]. Trump ha affermato che «Khamenei, una delle persone più malvagie della storia, è morto» e ha invitato senza mezzi termini le forze iraniane a scegliere tra tradimento e morte: «Abbiamo sentito dire che molti dei loro membri dell’IRGC, dell’esercito e delle altre forze di sicurezza e di polizia non vogliono più combattere e cercano l’immunità da noi. Come ho detto ieri sera, “Ora possono avere l’immunità, poi otterranno solo la morte!”. Speriamo che l’IRGC e la polizia si uniscano pacificamente ai patrioti iraniani e lavorino insieme come un’unità per riportare il Paese alla grandezza che merita». Il conunicato si conclude con la promessa che «i bombardamenti pesanti e mirati continueranno ininterrottamente per tutta la settimana, o per tutto il tempo necessario, a raggiungere il nostro obiettivo di pace in tutto il medio oriente e, in verità, nel mondo!».
Ore 21.00 – Media israeliani: “Khamenei ucciso negli attacchi”
Secondo quanto riferito dai media israeliani, il leader supremo Khamenei sarebbe stato ucciso durante gli attacchi israeliani di questa mattina. Sulla notizia non vi è tuttavia ancora una conferma ufficiale, ma l’ambasciatore israeliano avrebbe confermato ai funzionari di Washington il ritrovamento del corpo. L’agenzia di stampa iranianiana Tasmin ha smentito la notizia. Naturalmente non è possibile verificare la notizia e al momento tutte le ipotesi restano valide: potrebbe essere stato effettivamente assassinato, così come la divulgazione della presunta notizia da parte israeliana potrebbe essere una mossa di “guerra psicologica” sulla popolazione e sulle forze militari iraniane.
Ore 20.05 – Ancora nessuna notizia su Khamenei
Escludendo le prime frettolose ricostruzioni di media indipendenti, manca ancora una conferma sullo stato di salute del leader iraniano Khamenei. Secondo fonti apparse su canali arabi, la Guida Suprema avrebbe emulato quanto fatto durante la guerra dei dodici giorni, nascondendosi in un rifugio sicuro e ignoto per tirare le file della ritorsione iraniana. Fonti del ministero degli Esteri iraniano confermano che dovrebbe essere vivo, senza tuttavia sbilanciarsi. I canali israeliani, invece, sono di tutt’altro avviso. Dopo un primo momento di dubbio, è iniziata a circolare la voce della sua morte, e il premier Netanyahu ha rilasciato una dichiarazione affermando che ci sarebbero diversi indizi che punterebbero al fatto che sarebbe stato ucciso. Nell’attacco di questa mattina, Israele ha preso di mira la sua residenza, e secondo alcune ricostruzioni avrebbe ucciso dei membri della sua famiglia. Si attendono conferme ufficiali sulle sue condizioni.
Ore 19.30 – La ritorsione iraniana non si ferma
La risposta iraniana agli attacchi israelo-statunitensi va avanti quasi ininterrottamente da questa mattina.
- Il Bahrein e la base marittima statunitense nel Paese risultano tra i luoghi più colpiti. I bombardamenti contro di essa sono andati avanti per ore, e secondo dati non ufficiali la base sarebbe almeno per metà distrutta. Un video circolato online mostra inoltre un drone kamikaze abbattersi su un grattacielo della capitale Manama; secondo fonti non verificate, si tratterebbe di un albergo in cui risiederebbero militari statunitensi.
- Media iracheni vicini alla milizia di Kataib Hezbollah, affiliata all’Iran, riportano di un attacco al consolato USA di Erbil. Non è noto chi avrebbe lanciato l’offensiva; questa mattina lo stesso gruppo iracheno ha annunciato che sarebbe sceso in campo per sostenere l’Iran, prendendo di mira siti statunitensi. La notizia dell’attacco al consolato non è stata confermata da fonti ufficiali.
- Negli Emirati è stata presa di mira una base statunitense vicino al Burj Khalifa, il noto grattacielo simbolo della città, nonché edificio più alto al mondo.
- Droni iraniani avrebbero raggiunto la capitale giordana Amman e la città di Irbid. Ad Amman, il drone sarebbe stato intercettato e si sarebbe schiantato contro un edificio civile. Non sono stati riportati danni ai civili.
- Nella capitale dell’Oman, Mascate, sono iniziate a squillare le sirene. Ignoto l’obiettivo degli attacchi. In Kuwait, invece, sarebbe stata colpita la base Ali Al-Salem; le autorità avrebbero contato 12 feriti da questa mattina. Attacchi anche nel Qatar: in totale l’Iran ha scagliato 8 droni e 44 missili balistici contro i luoghi sensibili del Paese.
- Anche Israele è sotto attacco. Le sirene hanno iniziato a squillare in almeno una sessantina di località, tra cui la capitale Tel Aviv. Media non ufficiali iraniani riportano inoltre di attacchi a basi del Mossad e della CIA in luoghi non meglio specificati di Israele.
Intanto media locali iraniani riportano che le piattaforme balistiche mobili starebbero venendo spostate, in vista di una prossima ondata di attacchi missilistici.
Ore 19.00 – Un primo bilancio degli attacchi Israele-USA
In Iran i media ufficiali hanno affermato che nella giornata di oggi sono state colpite 24 province del Paese, e che più di 220 squadre della Mezzaluna Rossa sarebbero attive tra gruppi in stato di allerta e team presenti sul luogo dell’incidente. Il bilancio parziale è di 747 feriti e 201 morti.
Intanto, è stato confermato che lo stretto di Hormuz è «praticamente chiuso». A riportare la notizia menzionando i pasdaran iraniani è l’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim. Anche l’unità marittima britannica conferma che il traffico si sarebbe interrotto, e il Dipartimento dei Trasporti USA ha suggerito alle navi di tenersi alla larga dall’area.
Ore 18.30 – Crosetto è bloccato a Dubai

Il ministro della Difesa Guido Crosetto è bloccato a Dubai a causa della chiusura dello spazio aereo emiratino. Crosetto si trovava negli Emirati per motivi personali; doveva andare a prendere la propria famiglia per rientrare in Italia con loro. In questo momento starebbe attendendo la ripresa dei voli per tornare in patria.
Ore 18.00 – Colpita una palestra in Iran; sale a 85 il bilancio delle studentesse uccise
Una palestra sarebbe stata colpita a Lamerd, nella provincia di Fars, da un attacco USA-israeliano. I media locali e la Tv di Stato parlano di almeno 15 persone uccise. Nuove esplosioni si registrano anche a Bandar Abbas e a Urmia.
Nel frattempo la Procura di Mizan ha aggiornato il bilancio del bombardamento della scuola elementare, arrivato a 85 bambine uccise.
Ore 17.40 – Nuove esplosioni a Tel Aviv; Meloni convoca vertice di governo
Diverse esplosioni si sono udite a Tel Aviv. Continuano a risuonare le sirene antiaeree, mentre i cittadini israeliani si rifugiano nei bunker sotterranei. L’Iran avrebbe usato i primi missili ipersonici (Fattah).
Nel frattempo in Italia la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato in serata un nuovo vertice di governo per discutere della crisi nella regione, dove si trovano attualmente decine di migliaia di italiani.
Ore 17.10 – Media: chiuso lo Stretto di Hormuz
Diversi media, tra cui Reuters [7], riportano la decisione dell’Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per le principali rotte del petrolio. Inibita dunque la navigazione commerciale.

Sul Mar Rosso incombe invece la minaccia degli attacchi da parte degli Houthi. Questi ultimi hanno annunciato la ripresa degli assalti a seguito dell’aggressione all’Iran.
Ore 16.50 – ONU convoca Consiglio di Sicurezza; gli aerei britannici si alzano in volo a sostegno di USA e Israele
Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU si riunirà a New York per una sessione urgente alle ore 16 (le 22 italiane). Accettata la richiesta di Francia e Oman. Sul tavolo la crisi innescata dall’attacco di Stati Uniti e Israele. L’Iran ha chiesto ai membri ONU di «assumersi la responsabilità della pace e della sicurezza internazionale, condannando inequivocabilmente questo atto di aggressione e adottando misure urgenti e collettive per contrastarlo, poiché rappresenta una minaccia senza precedenti alla pace e alla sicurezza regionali e globali».

Nel frattempo il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato: «gli aerei britannici sono oggi in volo in Medio Oriente nell’ambito di operazioni difensive regionali coordinate per proteggere il nostro popolo, i nostri interessi e i nostri valori». Starmer specifica che l’aviazione britannica non ha preso parte agli attacchi compiuti in mattinata dagli alleati.
Ore 16.20 – Nuove esplosioni nella regione; in Israele risuonano le sirene antiaeree
Si registrano nuovi lanci missilistici in tutta la regione. La Fars parla di diverse esplosioni a Shiraz, nell’Iran meridionale. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver completato un «ampio attacco» contro i sistemi di difesa strategici iraniani, «compreso il sistema di difesa aerea SA-65 situato nella zona di Kermanshah, nell’Iran occidentale».
In Israele suonano nuovamente le sirene a seguito di una nuova ondata di missili provenienti da Teheran. Reuters riporta [8] pesanti esplosioni avvenute a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Bombe anche a Doha, capitale del Qatar. Un drone iraniano ha colpito l’Aeroporto Internazionale del Kuwait, causando feriti lievi e danni materiali limitati.
Ore 15.50 – USA ai propri cittadini: “lasciare urgentemente il Libano”; alla missione UNIFIL si unisce la Brigata Sassari
L’ambasciata USA in Libano ha esortato i propri cittadini a lasciare urgentemente il Paese, bombardato questa mattina da Israele. La decisione di Washington è probabilmente legata alle preoccupazioni per eventuali ritorsioni di Hezbollah, il gruppo islamista particolarmente attivo nel Libano meridionale.
Qui è in corso [9] lo schieramento della Brigata Sassari, che si unirà alla missione UNIFIL, operativa dal 1978 con l’obiettivo di mantenere la pace nella regione. Tuttavia, nemmeno la missione ONU è stata risparmiata [10] negli ultimi due anni dagli attacchi israeliani.
Ore 15.20 – Mezzaluna Rossa: “colpite 20 province iraniane”; uccise due alte cariche militari
La Mezzaluna Rossa ha dichiarato che almeno 20 delle 32 province iraniane sono state colpite dai bombardamenti USA-israeliani. Come riporta [11] Reuters, negli attacchi sarebbero rimasti uccisi Mohammad Pakpour, capo dei Pasdaran, e Amir Nasirzadeh, Ministro della Difesa.
Ore 15.00 – L’Oman chiede al Consiglio di Sicurezza ONU di intervenire
L’Oman, attraverso il proprio Ministro degli Esteri, ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza con l’obiettivo di «imporre un cessate il fuoco e mandare un chiaro messaggio di sostegno al diritto internazionale». La Francia, membro permanente del Consiglio di Sicurezza, si accoda alla richiesta.
L’Oman, mediatore dei precedenti tavoli negoziali tra Stati Uniti e Iran, ha aggiunto che l’attacco USA-Israele rischia di scatenare «conseguenze irrisolvibili. Negoziati seri e attivi sono stati ancora una volta compromessi».
Ore 14.40 – Iran: “l’attacco alla scuola elementare non resterà senza risposta”
Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è intervenuto sull’attacco israeliano sferrato su una scuola elementare. «Decine di bambine innocenti sono state assassinate. Questi crimini contro il popolo iraniano non resteranno senza risposta».
Ore 14.00 – L’ONU invoca una de-escalation; sale a 57 il bilancio delle studentesse uccise
Volker Turk, Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha richiamato [14] le parti a una de-escalation e al ripristino del confronto diplomatico. «Deploro gli attacchi militari sferrati questa mattina da Israele e Stati Uniti in Iran, e i successivi attacchi di rappresaglia da parte di Teheran», ha dichiarato Turk, sottolineando che: «come sempre, in ogni conflitto armato, sono i civili a pagare il prezzo più alto».
Nel frattempo cresce il bilancio delle vittime causato dall’attacco israeliano su una scuola nell’Iran meridionale. Secondo l’IRNA, sarebbero [15] almeno 57 le studentesse uccise, con oltre 50 bambine ancora sotto le macerie.
Ore 13.40 – Tajani: base italiana colpita in Kuwait, nessun ferito
Il ministro Tajani ha dichiarato alla stampa che la base italiana in Kuwait è stata effettivamente colpita nel corso degli attacchi iraniani, ma i militari presenti all’interno sono tutti incolumi. “Ci sono stati danni ingenti alla pista ma non ci sono militari italiani feriti. E’ stato fatto anche un attacco al comando della Quinta flotta ma non ci sono italiani coinvolti in tutta l’area, né civili né militari”, ha dichiarato il ministro.
Ore 13.30 – Le immagini dell’attacco dell’aviazione israeliana
L’aviazione israeliana ha diffuso le immagini dell’attacco su larga scala lanciato contro “centinaia” di obiettivi nell’Iran occidentale. Nonostante l’aviazione dichiari che gli obiettivi fossero unicamente militari, almeno una scuola è stata colpita del sud del Paese, con l’uccisione di decine di bambine. “Parallelamente agli attacchi dell’Aeronautica Militare contro l’Iran, il Sistema di difesa aerea sta lavorando per intercettare le minacce lanciate dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele” riporta l’aviazione.
Ore 13.00 – La casa di Khamenei dopo gli attacchi israeliani

Le immagini satellitari dell’abitazione della Guida Suprema dell’Iran Khamenei dopo l’attacco iraniano. Al momento non si sa con certezza la sorte del leader.
Ore 12.30 – Le reazioni internazionali
Russia: il presidente della Commissione Affari Internazionali della Duma russa, Leonid Slutsky, ha chiesto la convocazione di una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza ONU, secondo quanto riferisce la TASS. “La comunità internazionale dovrebbe impedire uno scenario che potrebbe rischiare lo scoppio di una terza guerra mondiale” avrebbe dichiarato Slutsky. Per la Russia, la teoria degli “attacchi preventivi” volti a difendere cittadini europei ed americani è una “cortina fumogena” che ha l’unico scopo di rovesciare il potere a Teheran. Proprio in quest’ottica, sostiene Slutsky, gli USA hanno deliberatamente sabotato ogni tentativo di raggiungere un accordo sul nucleare.
Belgio: il ministro degli Esteri ha dichiarato che “i cittadini iraniani non dovrebbero pagare il prezzo delle scelte del loro governo”, rammaricandosi che i negoziati non abbiano portato risultati concreti.
Norvegia: il ministro degli Esteri ha dichiarato che “Israele ha descritto l’attacco come preventivo, ma non è in linea con la normativa internazionale”, in quanto “gli attacchi preventivi sono autorizzati solo in caso di minaccia imminente”.
Pakistan: il ministro degli Esteri ha “duramente condannato” l’attacco israeliano, chiedendo uno stop immediato alla escalation.
Spagna: il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha dichiarato: “Respingiamo l’azione militare unilaterale degli Stati Uniti e di Israele, che rappresenta un’escalation e contribuisce a un ordine internazionale più incerto e ostile. Condanniamo inoltre le azioni del regime iraniano e della Guardia Rivoluzionaria. Non possiamo permetterci un’altra guerra prolungata e devastante in Medio Oriente. Chiediamo un’immediata de-escalation e il pieno rispetto del diritto internazionale. È tempo di riprendere il dialogo e raggiungere una soluzione politica duratura per la regione”.
UE: Ursula von der Leyen ha scritto sui propri social che “è di fondamentale importanza garantire la sicurezza nucleare e prevenire qualsiasi azione che possa ulteriormente aggravare le tensioni o indebolire il regime globale di non proliferazione” e che “in stretto coordinamento con gli Stati membri dell’UE, adotteremo tutte le misure necessarie per garantire che i cittadini dell’UE nella regione possano contare sul nostro pieno sostegno”.
Ore 12.00 – Le autorità iraniane ai cittadini: abbandonate Teheran; strage di studentesse nel sud del Paese
La Sicurezza Nazionale iraniana, citata da Al Jazeera, avrebbe diffuso un comunicato nel quale incita i propri cittadini ad abbandonare immediatamente Teheran. “Dovreste, per quanto possibile e mantenendo la calma, viaggiare verso altri posti e altre città”, hanno dichiarato le autorità. Nel frattempo, un attacco israeliano ha colpito una scuola elementare femminile nel sud dell’Iran, uccidendo almeno 24 bambine.
Ore 11.30 – Il punto sugli attacchi nel Golfo e in Iran
- Negli Emirati sono stati riportati missili ad Abu Dhabi e a Dubai, dove sarebbe stata uccisa una persona; le autorità hanno confermato gli attacchi, annunciando di averli intercettati e di riservarsi il diritto di rispondere. L’Iran avrebbe inoltre preso di mira la base di Al Dhafra.
- In Bahrein è stata colpita una base navale statunitense, notizia confermata dal governo.
- In Arabia Saudita, gli attacchi si sarebbero abbattuti su Riyad; sulle piattaforme indipendenti sono apparsi dei video che confermerebbero i bombardamenti, ma i canali ufficiali non hanno ancora rilasciato commenti a riguardo.
- Attacchi anche in Iraq, nell’area di Jarf al Nasr, nel centro del Paese. I media locali riportano che 2 persone sarebbero rimaste uccise. Qui starebbe inoltre venendo colpita la base di Erbil – nel Kurdistan iracheno.
- In Qatar il ministero della difesa ha fatto sapere di avere intercettato dei missili, senza specificare l’area dove si sarebbero schiantati. Dalle basi statunitensi sul territorio si sono levati in aria dei jet, e in questo momento pare stia venendo presa di mira Doha.
- Attacchi infine anche in Giordania e Kuwait, dove sarebbe stata colpita la base di Al-Salem.
In Iran, per ora sembra che l’attacco israelo-statunitense avrebbe preso di mira le élite del Paese, con lo scopo di uccidere i vertici della catena di comando. Colpite le residenze della Guida Suprema Khamenei, del Presidente Pezeshkian, dell’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, del ministro degli Esteri Araghci, e di altri ministri. Da una prima ricostruzione, Khamenei sarebbe stato portato in un luogo sicuro, ma la notizia non è stata confermata; analoga situazione per quanto riguarda Araghci. Non vi sono, invece, notizie su Pezeshkian e Ahmadinejad. Secondo agenzie di stampa internazionali, sarebbero stati uccisi diversi diplomatici e militari iraniani; l’esercito smentisce di avere subito perdite importanti.
Tra le aree colpite la capitale Teheran, ma anche Tabriz, Shiraz, Zanjan e Sanandaj. Bombe anche su Eshefan, sede di uno dei maggiori impianti nucleari iraniani. Fonti israeliane hanno riportato ai media che sarebbero stati presi di mira siti delle Guardie Rivoluzionarie e piattaforme balistiche.
Ore 11.15 – Media: Khamenei e Fazlullah tra gli obiettivi israeliani
Secondo quanto riportato [18] da Barak Ravid, giornalista corrispondente di Axios in Medio Oriente e giornalista del canale israeliano Channel 12, che cita funzionari israeliani, la Guida Suprema dell’Iran Khamenei, il presidente Fazlullah e “altre importanti personalità politiche e militari” sarebbero state tra gli obiettivi attaccati, ma al momento la loro sorte è incerta.
Ore 10.45 – Meloni convoca riunione di governo; Kallas: “sviluppi pericolosi”
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato poco fa una riunione di governo telefonica, cui hanno partecipato i vicepresidente Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro della Difesa Crosetto, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari e i vertici dell’Intelligence. Nel comunicato [19] stampa che ne è seguito, il governo ha invitato tutti i connazionali all’estero alla “massima prudenza” e rinnovato “la propria vicinanza alla popolazione civile iraniana che con coraggio continua a richiedere il rispetto dei suoi diritti civili e politici”. Meloni si terrà in contatto con i “principali alleati” (ovvero Israele e gli Stati Uniti, che hanno condotto l’attacco) nelle prossime ore “per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un allentamento delle tensioni”. Nessun rappresentante del governo ha per il momento commentato nel merito l’attacco.
Nel frattempo, l’Alta Rappresentante per gli Affari Esteri dell’UE, Kaja Kallas, ha definito [20] “pericolosi” gli ultimi sviluppi in Medioriente, aggiungendo che “il regime iraniano ha ucciso migliaia di persone” e che “i suoi programmi missilistici balistici e nucleari, insieme al sostegno ai gruppi terroristici, rappresentano una seria minaccia per la sicurezza globale”, dichiarazioni che sembrerebbero di fatto appoggiare, seppur implicitamente, l’iniziativa statunitense e israeliana. “La protezione dei civili e il rispetto del diritto internazionale umanitario sono una priorità”, continua Kallas, aggiungendo che “la nostra missione navale Aspides rimane in stato di massima allerta nel Mar Rosso ed è pronta a contribuire a mantenere aperto il corridoio marittimo”.
Ore 10.15 – Esplosioni registrate negli Emirati, in Bahrein e in altre zone del Golfo: chiuso lo spazio aereo
Esplosioni si stanno verificando in buona parte della regione Mediorientale. In Bahrein [21], missili hanno colpito il centro servizi della Quinta Flotta statunitense. Ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi, è stata registrata una forte esplosione. Lo stesso in Kuwait. Tutti gli Stati del Golfo hanno al momento chiuso il proprio spazio aereo. Esplosioni si sono verificate anche a Dubai, dove è in corso l’evacuazione del Burj Khalifa, l’edificio più alto al mondo.
Ore 09.45 – Gli attacchi sono giunti nonostante “sostanziali progressi” nei negoziati sul nucleare
L’attacco congiunto di Israele e Stati Uniti è stato motivato dal presidente Trump dalla necessità di fermare lo sviluppo di armamenti nucleari da parte di Teheran. I negoziati in corso tra le parti, mediati dall’Oman e ricominciati lo scorso giovedì, vertevano proprio su questo. Nella serata di ieri, venerdì 27 febbraio, il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaid ha dichiarato [24] in un’intervista rilasciata a CBS che l’Iran ha accettato di non stoccare “mai e poi mai” il materiale necessario per creare una bomba nucleare. “Questo è un grande risultato, qualcosa di completamente nuovo. Se non è possibile stoccare materiale arricchito, non c’è modo di creare una bomba, indipendentemente dal fatto che si proceda o meno all’arricchimento”. Nelle parole del ministro Albusaid, insomma, l’Iran aveva accettato a rifiutare di stoccare uranio arricchito, materiale fondamentale per la creazione di una bomba nucleare. “Credo che questo sia un aspetto che è stato molto trascurato dai media e vorrei chiarirlo dal punto di vista di un mediatore”. A poche ore di distanza da questa intervista, le bombe israeliane hanno colpito il centro di Teheran e altre città dell’Iran.
Sono ormai [25] oltre trent’anni (dal 1992, per la precisione) che Netanyahu accusa l’Iran di essere al massimo a cinque anni di distanza dal possedere un’arma nucleare e sottolinea la necessità di un’azione internazionale guidata dagli Stati Uniti per fermare il programma. Nel tempo, le dichiarazioni di Netanyahu si sono rivelate palesemente false, ma nonostante ciò, da Reagan in poi l’ostracismo americano nei confronti del programma iraniano si è evoluto, consolidandosi in una piena demonizzazione sotto la presidenza Clinton. Si tratta di un vero e proprio schema, volto a creare un diversivo e a strumentalizzare una minaccia per ottenere un casus belli e a legittimare un cambio di regime. Si tratta della stessa narrazione che permise agli Stati Uniti, nel 2003, di trascinare il mondo in una guerra disastrosa contro l’Iraq, fondata sul pretesto delle armi di distruzione di massa mai esistite.
Ore 9.15 – Missili iraniani contro Israele
L’esercito israeliano ha riferito [26] che negli ultimi minuti sono stati rilevati missili lanciati dall’Iran in direzione di Israele e che i sistemi difensivi sono attivi per intercettarli.
Ore 9.00 – Crosetto: “Italia non coinvolta”
“Sto seguendo con la massima attenzione l’o svolgersi l’evolversi della situazione in Iran, in Israele e, più in generale nell’intera area del Medio Oriente” riferisce il ministro della Difesa italiano Crosetto in un comunicato [27], assicurando che “allo stato attuale, il personale della Difesa italiano non risulta coinvolto negli eventi in atto”.
Ore 8.40 – Trump: “attacchiamo per difendere i cittadini USA”
In un video [28] diffuso tramite il proprio social Truth Trump ha annunciato l’inizio di una “operazione militare” in Iran insieme a Israele. “Il nostro obiettivo è difendere i cittadini americani da minacce immediate da parte del regime iraniano”. “Per 47 anni l’Iran ha augurato la morte del popolo americano, conducendo campagna senza fine di massacri e omicidi di massa che avevano come obiettivo gli Stati Uniti, le nostre truppe e persone innocenti in molti Paesi” ha dichiarato il presidente. Trump ha successivamente proceduto con le accuse contro Teheran di stare sviluppando una bomba nucleare e che l’attacco ha lo scopo di impedire a questa “maledetta dittatura” di minacciare gli americani. “Distruggeremo i loro missili e raderemo al suolo la loro industria missilistica. Cancelleremo la loro marina militare. Ci assicureremo che non abbiano nessuna arma nucleare. Impareranno presto che nessuno deve sfidare le Forze Armate degli Stati Uniti”.
Ore 8.00 – Al Jazeera: gli USA hanno partecipato all’attacco
Un alto ufficiale del governo statunitense ha riferito al medio qatariota Al Jazeera che l’operazione israeliana è stata condotta in collaborazione con gli Stati Uniti.
Ore 7.30 – Israele attacca l’Iran
Alcuni missili sono stati lanciati da Israele contro Teheran, colpendo la zona di University Street e di Jomhouri, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa di Stato Fars. Nel mentre, sirene di allarme sono suonate in tutta Israele, con il governo che ha dichiarato lo stato di emergenza e avvertito i cittadini di recarsi verso ripari e spazi protetti.
3 marzo – Ore 20.45 – Macron manda una portaerei nel Medioriente
Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato di avere inviato la portaerei Charles de Gaulle nel Mediterraneo orientale. La portaerei verrà utilizzata per proteggere il Canale di Suez; in via aggiuntiva, Macron ha annunciato anche il dispiegamento della fregata Languedoc e di mezzi antiaerei per difendere le basi aree di Cipro.
3 marzo – Ore 20.15 – Un bilancio fotografico dei danni nel nord di Israele
Sono state diffuse immagini sugli attacchi iraniani e libanesi nell’area settentrionale di Israele. Negli ultimi giorni, le squadre di vigili del fuoco sono state particolarmente attive nella zona.



3 marzo – Ore 19.30 – Israele annuncia un meccanismo di emergenza in diversi settori
Oggi si è tenuta una riunione [50] di emergenza dell’Autorità Nazionale per le Emergenze israeliana per fare fronte alle esigenze dei cittadini. La Commissione ha deliberato, tra le carie cose, lo svolgimento delle attività in presenza per i servizi di supporto e manutenzione per infrastrutture digitali e di comunicazione, e la disposizione del servizio di consegna a domicilio per i punti di ristoro e per le attività che forniscono beni e attrezzature per la prima infanzia nelle aree maggiormente colpite dagli attacchi, con conseguente chiusura delle attività di asporto e di servizio al pubblico.
3 marzo – Ore 19 – Nuovi attacchi iraniano-libanesi
Le agenzie di stampa internazionali, riprese dai media iraniani hanno comunicato di attacchi diffusi in tutta l’area del golfo. L’Iran avrebbe attaccato basi militari in Qatar (a Doha), negli Emirati (ad Abu Dhabi e a Dubai) e in Kuwait. Intanto, la milizia libanese Hezbollah ha annunciato [51] di avere lanciato un attacco nel Golan, prendendo di mira le basi di Rawa’i e di Kila, e di avere attaccato Haifa.
3 marzo – Ore 18.45 – L’Iraq blocca la produzione di petrolio in un giacimento
L’Iraq ha annunciato la sospensione della produzione di petrolio dal giacimento petrolifero di Rumaila, il più grande giacimento petrolifero di Bassora nel sud dell’Iraq, a causa dell’aumento delle tensioni nel Golfo Persico e della sospensione del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz. La notizia è stata data da media [52] vicini alle milizie irachene e alla Repubblica Islamica dell’Iran.
3 marzo – Ore 18.30 – Trump blocca il commercio con la Spagna
Trump ha detto di avere ordinato lo stop al commercio con la Spagna: «La Spagna è stata terribile. Ho detto a Bessent di tagliare tutti i rapporti commerciali con la Spagna, non vogliamo avere nulla a che fare con la Spagna», ha detto il presidente; l’annuncio arriva dopo che il premier spagnolo Pedro Sanchez ha negato agli USA la possibilità di utilizzare le proprie basi militari per le operazioni in Iran.

3 marzo – Ore 18.10 – Gli USA chiudono l’ambasciata a Beirut
Gli USA hanno annunciato la chiusura dell’ambasciata statunitense a Beirut, in Libano fino a data da destinarsi. Oggi è stata chiusa anche l’ambasciata saudita; sono inoltre state evacuate quelle di Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Iraq, Giordania, Kuwait, Qatar.
3 marzo – Ore 18 – Un dietro le quinte dei pasdaran
Il corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica ha diffuso [53] un rapporto per spiegare ai media il funzionamento delle proprie unità operative nell’ambito degli attacchi con drone a Israele e ai Paesi del Golfo Persico. In questo quarto giorno di guerra, comunicano i pasdaran, «una delle evoluzioni significative è stata la formazione di una sorta di divisione del lavoro tra la Marina e la Forza Aerospaziale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica», con la Marina incaricata di colpire le basi aeree statunitensi nel Golfo. In questo, l’uso di droni, spiegano i pasdaran, è stato centrale, poiché facili da costruire e da pilotare e – soprattutto – perché si tratta di attrezzature militari a basso costo.
Il motivo per cui la Marina ha preso il controllo delle ultime operazioni è puramente materiale: «La Marina del Corpo, disponendo di un numero significativo di questi droni, ha assunto l’esecuzione delle operazioni contro le basi americane nella regione. Le quattordicesima e quindicesima ondate delle operazioni del Corpo sono state interamente condotte da questa forza, concentrandosi sul fronte marittimo e sulle basi americane meridionali». In linea con le analisi di media internazionali, lo scopo iraniano pare essere quello di saturare le difese nemiche con strumenti a basso costo per poi provare a colpire i bersagli con i missili tecnologicamente più avanzati.
3 marzo – Ore 17.40 – Il Regno Unito invia navi ed elicotteri a Cipro
Il premier britannico Keir Starmer ha rilasciato una dichiarazione in cui annuncia che il Regno Unito invierà elicotteri con capacità anti-drone per contrastare eventuali nuovi attacchi a Cipro. Starmer ha inoltre dichiarato che il cacciatorpediniere HMS Dragon verrà dispiegato nella regione con lo scopo dichiarato di proteggere basi e personale britannico. In precedenza, anche Francia e Grecia hanno affermato che avrebbero contribuito alla difesa anti-drone delle basi britanniche di Cipro.
3 marzo – Ore 17.25 – Hezbollah abbatte carri armati Merkala e costringe le IDF alla ritirata
Dall’ufficio stampa di Hezbollah è arrivato un aggiornamento sulla situazione sul campo. Il gruppo libanese ha affermato di avere ricevuto massiccio attacco in città e paesi nel sud del Libano e sulla capitale, che – secondo i media iraniani [56] – starebbe andando avanti tutt’ora. In risposta all’operazione terrestre nell’area meridionale del Paese, la milizia ha scagliato un attacco contro i carri armati Merkala (impiegati dalla fanteria di Israele) nei pressi di Tal Nahas, a Kfar Kila, danneggiandolo. Secondo Hezbollah, i soldati israeliani avrebbero attivato una missione per recuperare il mezzo, ma sarebbero stati colpiti da missili guidati, e dunque costretti alla ritirata. Si sarebbero registrati feriti; la notizia non è stata commentata dalle fonti ufficiali israeliane.
3 marzo – Ore 16.30 – AEIA: “l’Iran non stava costruendo l’atomica”
L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) non ha rilevato «elementi di un programma sistematico e strutturato per la fabbricazione di armi nucleari» in Iran. Lo ha dichiarato [57] il direttore generale dell’agenzia, Rafael Grossi, a NBC News. Parole che ricalcano le dichiarazioni effettuate lo scorso anno, a seguito dei primi attacchi israelo-americani all’Iran. Nel frattempo l’ONU ha chiesto un’indagine indipendente per fare luce sulla strage di studentesse nel sud del Paese.

3 marzo – Ore 15.20 – Trump: “deluso da Starmer”
Donald Trump ha criticato [58] il primo ministro britannico Keir Starmer per essersi rifiutato di aiutare attivamente Stati Uniti e Israele negli attacchi contro l’Iran, affermando che i rapporti tra USA e Regno «non sono più quelli di una volta».
3 marzo – Ore 14.40 – Nuovi missili verso Israele
Una nuova ondata di missili iraniani è diretta verso Israele. Risuonano le sirene antiaeree in gran parte del Paese. Un primo impatto è strato registrato a Ramat Gan, nella periferia di Tel Aviv.
3 marzo – Ore 14.15 – Iran: danneggiato il Palazzo del Golestan, sito UNESCO
Il Palazzo del Golestan di Teheran, Patrimonio UNESCO, è stato danneggiato durante i bombardamenti condotti dalla coalizione israelo-americana.
Le prime ricostruzioni parlano di danni strutturali parziali, relativi a finestre storiche, porte decorate ed elementi ornamentali lignei.

3 marzo – Ore 13.30 – Blocco produttivo Medio Oriente: l’Indonesia aumenta le forniture dagli USA
Primi effetti economici della guerra in Iran per gli USA. L’Indonesia ha infatti reso noto che aumenterà le importazioni di petrolio da Washington, a seguito del blocco produttivo in Medio Oriente e della chiusura dello Stretto di Hormuz.
3 marzo – Ore 12.25 – I 200 studenti italiani sono in partenza da Abu Dhabi
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha annunciato che i 200 studenti italiani bloccati a Dubai sono in partenza da Abu Dhabi. Raggiungeranno Milano in serata. Presenti sul volo anche alcuni cittadini con condizioni di salute a rischio.
La Farnesina ha inviato in Oman e negli Emirati un gruppo di diplomatici, carabinieri e finanzieri. L’obiettivo è rinforzare il supporto logistico nelle sedi diplomatiche e preparare nuovi voli di rientro. Come spiegato da Tajani, in Medio Oriente «sono al momento presenti oltre 70mila connazionali tra presenze stabili (quasi l’80%) e temporanee».
3 marzo – Ore 11.20 – Nuova ondata di attacchi iraniani; a fuoco siti di stoccaggio emiratini
Mentre le IRGC annunciano l’avio della quindicesima ondata di attacchi, iniziano a trapelare informazioni su quella l’ha preceduta: canali indipendenti dell’area riportano di attacchi nel porto di Salalah in Oman, dove sarebbe scoppiato un incendio moderato; l’Iran avrebbe anche colpito i serbatoi di stoccaggio del petrolio a Fujairah, negli Emirati, anche in questo caso facendo divampare le fiamme; i pasdaran, infine hanno annunciato [59] di avere attaccato la base americana di Al Udeid in Qatar.
3 marzo – Ore 11.15 – Iran: terremoto a Gerash
Nella provincia meridionale iraniana del Fars è stato registrato un terremoto con magnitudo 4.3. L’epicentro della scossa è stato rilevato attorno all’area di Gerash e la profondità è di circa 10 chilometri; l’area è particolarmente soggetta a terremoto e non sembra avere subito danni significativi.
3 marzo – Ore 11 – Israele: colpito un edificio vicino a Tel Aviv
Un missile iraniano ha colpito un edificio nella città di Petah Tikwa, nell’area di Tel Aviv. La notizia è stata data dai media israeliani, mentre su canali della piattaforma Telegram sono iniziati a girare video che mostrano l’interno dell’edificio danneggiato. Ci sarebbe almeno un ferito.
Intanto i raid in Israele e nella Palestina occupati continuano; non sono ancora stati pubblicati resoconti dell’ultima ondata di bombardamenti, che risulta essere la quattordicesima dallo scoppio della guerra.
3 marzo – Ore 10.50 – Il numero di morti in Iran aggiornato
La Croce Rossa iraniana ha aggiornato il numero di morti nel Paese. Secondo un comunicato diffuso dai media [60] governativi iraniani, in totale da sabato i bombardamenti israelo-statunitensi avrebbero ucciso 787 persone. Colpiti finora 153 distretti del Paese sono stati coinvolti in 504 diverse aree. Il numero totale di attacchi registrati fino a questo momento è arrivato a 1039.
3 marzo – Ore 10.40 – Media: la Germania avrebbe collaborato nell’attacco di sabato
Secondo il quotidiano tedesco Berliner Zeitung, anche la Germania avrebbe avuto un ruolo nell’offensiva israeliano-statunitense contro l’Iran. Prima dell’inaugurazione dei bombardamenti dello scorso sabato, le attività nella base aerea di Ramstein, nel Palatinato occidentale, sarebbero state insolitamente elevate: il quotidiano riporta di avere registrato un massiccio movimento di aerei da trasporto Boeing C-17 Globemaster III e Lockheed C-130 Hercules, che atterravano «ogni minuto». In generale l’analisi dei dati di volo e le osservazioni degli esperti di aviazione citati dal quotidiano documentano un drastico aumento del traffico aereo nei giorni precedenti all’offensiva. Sulla base dei dati analizzati, il giornale ipotizza che siano stati trasferiti personale ed equipaggiamento verso Al Udeid (Qatar) e altre basi.
3 marzo – Ore 10.20 – Le ultime operazioni iraniane
Le IRGC hanno annunciato [61]di avere attaccato la portaerei Lincoln con 4 missili da crociera, costringendola a ritirarsi momentaneamente verso l’Oceano indiano; la notizia non è stata commentata dagli USA. Intanto, hanno dichiarato l’inizio di una nuova ondata di attacchi militari; scagliato inoltre un attacco informatico [62] alle infrastrutture di comunicazione militari e governative israeliane. L’attacco avrebbe interessato «oltre 160 centri dati che gestiscono le reti interne nelle varie città dei territori occupati»
3 marzo – Ore 10 – Gli USA ordinano l’evacuazione dell’ambasciata negli EAU
Gli Stati Uniti hanno ordinato l’evacuazione dell’ambasciata statunitense negli Emirati Arabi Uniti. Con essa, sono sei le ambasciate statunitensi evacuate nell’area; le altre sono quelle di Bahrein, Iraq, Giordania, Kuwait e Qatar.
3 marzo – Ore 9.15 – Israele inizia operazione via terra in Libano
L’esercito israeliano ha annunciato di aver iniziato una operazione lungo il confine con il Libano meridionale, impiegando le forze della Divisione 91 che “stanno controllando diversi punti della zona nell’ambito del concetto di rafforzamento della difesa del fronte”. L’operazione è come sempre giustificata dalla necessità di “creare sicurezza” per gli abitanti del nord di Israele a fronte della minaccia di Hezbollah.
3 marzo – Ore 8 – Gli attacchi incrociati nella notte
- Il consigliere in capo dei pasdaran ha dichiarato [64] ai media semi-ufficiali iraniani che lo Stretto di Hormuz è chiuso. Le IRGC hanno comunicato che da ora in avanti qualsiasi petroliera proverà a passare lo Stretto verrà colpita dalle forze armate della Repubblica Islamica. La notizia ha fatto schizzare i prezzi del petrolio, che hanno raggiunto i oltre i 79,40 dollari al barile.
- Le IRGC hanno comunicato [65]di avere attaccato un ignoto luogo negli Emirati Arabi Uniti in cui si erano radunati 160 membri della Marina statunitense, uccidendo 40 soldati e ferendone 70; la notizia non è stata confermata dagli USA.
- Il ministero della Difesa dell’Arabia Saudita ha reso [66] noto che l’ambasciata statunitense a Riyad è stata colpita da due droni iraniani; la struttura è stata danneggiata ed è scoppiato un incendio. Dopo l’attacco, l’ambasciata è stata chiusa fino a nuovo avviso e sono stati interrotti i servizi consolari nel Paese.
- Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha chiesto [67]ai propri cittadini in Bahrain, Egitto, Iraq, Giordania, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Siria, Emirati Arabi Uniti, Yemen, Iran e in tutta la Palestina storica di lasciare il prima possibile i Paesi. Chiusa inoltre l’ambasciata USA in Kuwait, e invitati i dipendenti non essenziali delle ambasciate di Giordania, Iraq e Bahrain a rientrare in patria.
- Secondo l’agenzia di stampa governativa iraniana Irna [68]un attacco con droni ha colpito il Ponte Re Fahd, che connette il Bahrein all’Arabia Saudita. Sempra in Bahrein durante la 14° ondata di attacchi, inoltre, i pasdaran hanno bombardato [69]la base americana nella zona di Sheik Isa con 20 droni e 3 missili, colpendo l’edificio principale. Pare infine che nelle maggiori città del Paese, tra cui la capitale Manama siano scoppiate [70]delle proteste in favore dell’Iran.
- Il gruppo hacker di Hezbollah ha manomesso [71]ha le infrastrutture digitali della compagnia petrolifera di Sharjah, negli Emirati, ed estratto dati e documenti da essa. La divisione militare, invece, ha attaccato una base militare israeliana nelle alture del Golan, la base aerea “Ramat David [72]”, nei pressi di Haifa e altre due basi aeree nel Negev [73].
- Ulteriori attacchi iraniani si sono registrati in Giordania [74], in Qatar [75](a Doha), in Kuwait [76](contro l’ambasciata statunitense), e in Israele [77]. Lo Stato ebraico è stato oggetto di attacchi nell’area settentrionale e almeno dei missili si sono abbattuti su Tel Aviv e nelle alture contro Gerusalemme.
- I gruppi sciiti attivi in Iraq hanno preso di mira diversi luoghi di interesse statunitensi nei pressi di Erbil: le agenzie di stampa internazionali sostengono che sarebbe stato preso di mira un albergo dove si trovava personale di terra statunitense, mentre secondo fonti iraniane [78] sarebbe stata presa di mira una base militare nella medesima città.
- Israele [79] ha continuato ad attaccare Beirut e Teheran e rafforzato le difese nel nord del Paese; nella capitale iraniana sarebbe stato preso di mira un’area nei pressi del Parlamento del Paese. In coordinazione con gli Stati Uniti, ha inoltre attaccato le piattaforme militari iraniani e preso di mira i suoi sistemi di difesa, reclamando di avere distrutto diversi siti.
2 marzo – Ore 21.10 – Ministro degli Esteri iraniano: “Da Gaza a Minab innocenti assassinati a sangue freddo”
Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha pubblicato sul suo account X la foto delle tombe scavate per le giovani studentesse uccise a scuola da un attacco israelo-americano. «I loro corpi sono stati fatti a pezzi. Questo è ciò che la salvezza promessa da Mr. Trump è in realtà. Da Gaza a Minab, innocenti assassinati a sangue freddo».
2 marzo – Ore 20.05 – Le conseguenze della guerra in Friuli Venezia-Giulia
La guerra in Medio Oriente starebbe iniziando a causare i primi effetti sul piano militare anche in Italia. La base statunitense di Aviano, nel Friuli-Venezia Giulia, avrebbe aumentato il proprio livello di allerta da Bravo plus a Charlie, rafforzando la sorveglianza all’interno e all’esterno della struttura. La misura comporta controlli più serrati agli ingressi, maggiori turni di pattugliamento e vigilanza costante sulle aree sensibili.
La base ospita 31° FW statunitense, l’unico stormo di caccia USA dislocato a sud delle Alpi. Sono inoltre presenti due squadroni di F-16, uno attualmente dispiegato per esercitazioni europee e un secondo schierato proprio in Medio Oriente per svolgere attività di natura addestrativa. In generale, riportano i media locali, sarebbe aumentata l’attività di sorveglianza in tutta la provincia di Pordenone, dove si trova Aviano, potenziando il monitoraggio nelle aree a rischio.
2 marzo – Ore 19.45 – Ancora attacchi incrociati: distrutti pescherecci in Iran; esplosioni in Bahrein
Non si fermano gli attacchi incrociati tra Iran e coalizione USA-Israele. I media statali [33] iraniani hanno riportato di un attacco nella provincia di Hormozgan che si sarebbe abbattuto su un porto in cui risultavano ormeggiati decine di pescherecci; almeno 100 le imbarcazioni in fiamme. Fonti indipendenti locali intanto iniziano a riportare esplosioni in Bahrein, senza fornire ulteriori informazioni.
2 marzo – Ore 19.30 – Bloomberg: UAE e Qatar sono a corto di armi
Secondo l’agenzia Bloomberg, gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar avrebbero chiesto agli USA di cercare una soluzione per uscire dal conflitto in tempi brevi e di aumentare i propri sforzi per difendere i Paesi del Golfo. Gli USA si starebbero infatti concentrando sulla sola difesa israeliana, costringendo i Paesi del Golfo a ricorrere unicamente ai propri sistemi di difesa per contrastare la ritorsione iraniana. Anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha riportato che i Paesi del Golfo hanno chiesto sostegno logistico all’Italia. Bloomberg riporta che la situazione rischia di diventare critica: di questo passo, si legge, le scorte di intercettori emiratine potrebbero finire nell’arco di una settimana, mentre quelle qatariote in soli quattro giorni; i due Paesi si starebbero così mettendo alla guida di una coalizione di Paesi per esercitare pressioni su Trump e convincerlo a chiudere la guerra diplomaticamente.
2 marzo – Ore 19.15 – La base USA in Bahrein è di nuovo sotto attacco
Una pioggia di missili iraniani si sta abbattendo contro la base marittima statunitense in Bahrein. Un video che circola online mostra il cielo denso di artiglieria iraniana mentre i sistemi di difesa sono attivi. Intanto, Israele ha annunciato di avere abbattuto un drone che era entrato nell’area settentrionale della Palestina occupata. In Iraq, invece, continuano gli scontri con la milizia Kataib Hezbollah, che ha preso di mira la base area di Balad, rispondendo a un attacco statunitense contro le proprie postazioni; sempre in Iraq, sono state riportate esplosioni anche nei pressi dell’aeroporto di Baghdad.
2 marzo – Ore 19 – Starmer: “Con Francia e Germania pronti a intervenire per scopi difensivi”
Il premier britannico Keir Starmer ha affermato che il sostegno britannico alle operazioni israeliane e statunitensi sarebbe solo di natura difensiva, sostenendo che il Paese non ha intenzione di lanciare attacchi contro l’Iran. Starmer ha poi affermato che «anche la Francia e la Germania sono pronte a consentire agli Stati Uniti di intervenire per distruggere la capacità dell’Iran di lanciare missili e droni dalla fonte».
In sede separata, il Segretario Generale della NATO ha dichiarato che questa alleanza militare non ha alcun piano per partecipare ad attacchi contro l’Iran.

2 marzo – Ore 18.40 – In diverse piazze iraniane sono state organizzate manifestazioni per Khamenei
Mentre gli attacchi incrociati non si fermano, diverse città iraniane hanno organizzato manifestazioni in commemorazione di Khamenei e delle istituzioni del Paese. La città più coinvolta è Teheran, dove sono stati organizzati [34] 22 concentramenti diffusi in tutta la capitale. I media ufficiali stanno diffondendo video e immagini delle manifestazioni; al momento risulta ignoto se sono state organizzate contro-manifestazioni da parte della popolazione che si oppone al regime. Secondo siti di monitoraggio, la rete internet nel Paese sarebbe stata tagliata.
2 marzo – Ore 18.20 – Trump elenca i 4 obbiettivi della guerra in Iran
Il presidente Donald Trump [35] ha reso noti quattro obiettivi che gli Stati Uniti vorrebbero ottenere dalla guerra: distruggere le capacità balistiche iraniane, annientarne la marina, impedire che Teheran ottenga un’arma nucleare e garantire che il regime non sia nelle condizioni di finanziare i propri alleati regionali.
Durante il discorso non è stata fatta menzione di tentativi di rovesciare il regime, nonostante all’inizio della guerra Trump abbia sostenuto e invitato apertamente il popolo iraniano a scendere in piazza per reclamare le istituzioni.

2 marzo – Ore 17.55 – Il risultato della dodicesima ondata di attacchi iraniana
L’Iran ha iniziato a rilasciare [36] i primi dettagli sulla dodicesima ondata di attacchi contro Israele e gli alleati regionali.
- Uno dei primi obiettivi colpiti è la petroliera di rifornimento “Athe Nova”, raggiunta da due droni iraniani. La petroliera, battente bandiera dell’Honduras e descritta dai pasdaran come «vicina agli Stati Uniti», si trovava nei pressi dello Stretto di Hormuz ed è ora in fiamme.
- Le IRGC hanno annunciato di avere scagliato un attacco contro la base statunitense “Arifjan” in Kuwait, situata qualche chilometro a sud di Kuwait City. La struttura è stata colpita in due fasi da 12 droni.
- Negli Emirati Arabi Uniti è stata colpita la base USA “Al Minhad”, a circa 20 chilometri da Dubai, contro cui l’Iran ha scagliato 6 droni e 5 missili balistici.
- Infine, in Bahrein i pasdaran hanno bersagliato la flotta di navi statunitensi, impiegando 6 droni.
2 marzo – Ore 17.35 – Israele ha attaccato Beirut
Mentre l’Iran annuncia la dodicesima ondata di attacchi dell’operazione “True Promise IV”, Israele ha scagliato una offensiva contro il sud del Libano e contro la capitale del Paese Beirut. Online iniziano a circolare video del quartiere Dahieh, nell’area meridionale della città, che mostrano una colonna di fumo alzarsi da un edificio.
2 marzo – Ore 17.20 – Un punto sugli ultimi attacchi
La portavoce dell’esercito israeliano in lingua araba Ella Waweya [37] ha annunciato che nell’ultima ondata di attacchi contro il Libano, le IDF hanno preso di mira 70 obiettivi della milizia Hezbollah situati nel sud del Paese, tra cui depositi di armi, postazioni di lancio e piattaforme missilistiche in varie zone. La dichiarazione di Wawya conferma le indiscrezioni sulla nuova offensiva israeliana uscite circa un’ora fa. Parallelamente, Teheran sta venendo pesantemente presa di mira dalle bombe americane, mentre agenzie di stampa internazionali hanno parlato di esplosioni nei pressi degli impianti nucleari iraniani di Esfahan; per quanto riguarda quest’ultima notizia, manca ancora una conferma dalle autorità iraniane.
Dall’altra parte della barricata, l’Iran ha continuato i propri attacchi in tutta la regione. Dopo avere annunciato gli obiettivi colpiti nel corso dell’undicesima ondata di ritorsione, i media di Teheran hanno riportato che sarebbero state udite esplosioni a Tel Aviv, che tuttavia non sono state confermate dalle autorità. Il Ministero della Difesa del Qatar ha inoltre annunciato l’abbattimento di due bombardieri iraniani Su-24, che sarebbero stati colpiti prima che entrassero nello spazio aereo del Paese. Secondo i media arabi, inoltre, le IRGC avrebbero attaccato una nave al largo dell’Oman. Missili anche ad Abu Dhabu, negli Emirati, che secondo il ministero della Difesa sarebbero stati intercettait. In Iraq, infine, continuano a venire segnalati attacchi nell’area di Erbil, di cui tuttavia non si conoscono gli autori; sabato, poco dopo i primi attacchi israeliano-statunitensi, la milizia irachena Kataib Hezbollah – vicina all’Iran – ha annunciato che avrebbe sostenuto militarmente Teheran.
Davanti a questo bilancio, l’Iran ha annunciato l’inizio della dodicesima ondata di attacchi.
2 marzo – Ore 17.05 – Trump apre a un’invasione via terra
A chi gli chiedeva della possibilità di inviare soldati sul campo, Trump ha risposto che «ci saranno se necessario». Gli fa eco il capo del Pentagono, Pete Hegseth: «Non ci sono soldati americani in Iran al momento, ma non facciamo previsioni. Non è esclusa alcuna opzione: combattiamo per vincere».
2 marzo – Ore 17 – Bloomberg: la guerra in Iran sposta gli equilibri globali
Una analisi apparsa sull’agenzia Bloomberg osserva come gli attacchi israeliano-statunitensi starebbero avvicinando Russia e Cina. Secondo l’agenzia gli interessi cinesi sarebbero prevalentemente rivolti verso il settore energetico, visto che dallo Stretto di Hormuz passa circa il 13% del petrolio importato da Pechino via mare. Nonostante l’avvicinamento, Pechino escluderebbe l’opzione di aiutare l’Iran militarmente in vista del prossimo incontro tra Xi Jinping e Trump, previsto proprio questo mese.
2 marzo – Ore 16.35 – Gli aerei USA lasciano la Spagna
Quindici aerei cisterna degli Stati Uniti hanno lasciato la Spagna dopo che il presidente del consiglio di Madrid Pedro Sánchez ha negato a Washington la possibilità di utilizzare basi militari spagnole per condurre operazioni contro l’Iran. Tra tutti i leader europei, per ora, Sánchez è quello che si è schierato più apertamente contro gli attacchi israeliano-statunitensi, condannando l’azione militare.

2 marzo – Ore 16.10 – L’undicesima ondata di attacchi iraniani
I media ufficiali [38] iraniani hanno descritto obiettivi e modalità della undicesima ondata di attacchi lanciata contro Israele. Sono stati presi di mira «i centri di intelligence e i depositi di supporto militare degli Stati Uniti nella regione del Golfo Persico, il complesso delle industrie di comunicazione dell’esercito del regime sionista a Beer Sheva e più di 20 punti nelle aree di Tel Aviv, Gerusalemme Ovest e Galilea»; in totale sono stati attaccati 60 obiettivi strategici e 500 punti militari impiegando centinaia di droni e missili. Nelle ultime 48 ore, l’Iran avrebbe utilizzato più mezzi militari di quanti ne abbia usati durante l’intera guerra dei dodici giorni.
2 marzo – Ore 15.50 – Israele smentisce l’attacco all’ufficio di Netanyahu
L’ufficio del primo ministro israeliano Netanyahu ripreso dai media del Paese ha smentito che l’ufficio del premier sarebbe stato attaccato, bollando la notizia come una fake news. La notizia era stata data oggi in tarda mattinata dalle Guardie Rivoluzionarie, che sostenevano di avere colpito l’edificio, senza riportare dettagli sullo stato di Netanyahu.
2 marzo – Ore 15.20 – IDF: ucciso un leader di Hezbollah; Nuovi raid in Libano
Le IDF hanno annunciato di avere ucciso Hassin Makled, responsabile del quartier generale dell’intelligence di Hezbollah. La notizia non è stata confermata dal gruppo, ma è iniziata a circolare tra i media sin dalla mattina: l’esercito israeliano aveva annunciato l’eliminazione di «un leader» del movimento, facendo fiorire le speculazioni sulla sua identità, tanto che c’era chi sosteneva che si trattasse proprio dell’attuale capo ad interim Naim Qassem. Intanto, l’aviazione israeliana ha annunciato l’inizio di un ulteriore raid aereo sul Libano; gli aggiornamenti sono ancora limitati, ma pare sia stata colpita la città meridionale di Tiro.

2 marzo – Ore 15 – Parte un volo dall’Italia per i cittadini bloccati
La Farnesina ha annunciato che dall’aeroporto di Mascate, nell’Oman, è appena partito un primo volo charter con 127 dei cittadini italiani rimasti bloccati nella regione mediorientale. A bordo cittadini che si trovavano in Oman e altri trasferiti da Dubai con l’assistenza del Ministero degli Esteri. Consolati e ambasciate stanno lavorando per favorire il trasferimento di cittadini italiani verso gli aeroporti della regione che risultano operativi. La compagnia aerea Etihad sta organizzando aperture temporanee dell’aeroporto di Abu Dhabi.
2 marzo – Ore 13.45 – Chiusura dello Stretto di Hormuz: il Qatar interrompe la produzione di GNL
QatarEnergies ha dichiarato che, a causa degli attacchi in corso da parte dell’Iran, fermerà la produzione di GNL e di tutti i prodotti correlati nelle città industriali di Ras Laffan e Mesaieed. “QatarEnergy attribuisce grande importanza ai rapporti con tutti i suoi stakeholder e continuerà a comunicare le informazioni più recenti disponibili”, riporta l’azienda in una nota. La notizia ha fatto schizzare i prezzi del gas in Europa del 50%, dopo una turbolenta apertura a +22%.
2 marzo – 12.45 – USA confermano perdita di tre caccia in Kuwait
Il comando statunitense CENTCOM ha confermato [40] di aver perso tre caccia F-15 in Kuwait per via del “fuoco amico”. “Durante il combattimento attivo, che includeva attacchi da parte di aerei iraniani, missili balistici e droni, i caccia dell’aeronautica militare statunitense sono stati abbattuti per errore dalla difesa aerea kuwaitiana” riporta la nota. “Tutti e sei i membri dell’equipaggio si sono eiettati in sicurezza, sono stati recuperati e sono in condizioni stabili”. Il Kuwait avrebbe riconosciuto l’incidente, ma le cause rimarrebbero “sotto indagine”.

2 marzo – 12.40 – Cipro: intercettati e abbattuti due droni
Un portavoce del governo cipriota ha confermato che gli oggetti apparsi sui radar erano due droni UAV, che sono stati “intercettati con successo” e abbattuti.
2 marzo – 12.15 – Cipro: evacuati aeroporto e città di Akrotiri per rilevamento “oggetto sospetto” sui radar
Il terminal passeggeri dell’aeroporto di Paphos, a Cipro, sta venendo evacuato in questi minuti dopo che un “oggetto sospetto” è stato intercettato dai radar, secondo [41] media locali. L’aeroporto si trova a circa 60 km dalla base britannica di Akrotiri, colpita nella notte da droni. Secondo il Cyprus Mail, che cita fonti del ministero, il governo cipriota ha dato istruzioni di evacuare l’intera città di Akrotiri. Anche la base di Dhekelia, situata nella parte orientale dell’isola, sarebbe stata evacuata. “Fonti hanno informato il Cyprus Mail che il personale della base è stato informato della minaccia e ha ricevuto l’ordine di ‘tornare nelle proprie case e rimanere all’interno fino a nuovo avviso’. È stato inoltre chiesto loro di ‘allontanarsi dalle finestre e ripararsi dietro o sotto mobili solidi e robusti’ e di attendere nuove istruzioni”, riporta il quotidiano.
Nelle scorse ore, il presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulides, aveva dichiarato [42] che “il nostro Paese non è coinvolto in alcun modo e non intende partecipare ad alcuna operazione militare”, mentre “rimaniamo impegnati nel ruolo umanitario che abbiamo sostenuto finora, sempre come parte della soluzione e mai come parte del problema, e continueremo ad operare con lo stesso livello di responsabilità”.
2 marzo – Ore 12.10 – IDF: “colpiti alti membri del ministero iraniano”
L’esercito israeliano ha rivendicato [43] l’uccisione di ulteriori alti membri delle istituzioni iraniane. In particolare, sarebbero stati uccisi:
- Sayed Yahya Hamidi, viceministro dell’Intelligence per gli Affari israeliani, accusato di aver “guidato attività terroristiche contro ebrei, attori occidentali e oppositori del regime in Iran e all’estero”;
- Jalal Pour Hossein, capo della Divisione Spionaggio.
Sarebbe stata colpita anche la sede del ministero, a Teheran.
2 marzo – Ore 11.30 – Specifiche sul missile che ha colpito l’ufficio di Netanyahu
Il missile Kheibar utilizzato dalle Guardie Rivoluzionarie per attaccare gli uffici governativi israeliani, è una testata balistica a medio raggio prodotta dal ministero della Difesa di Teheran. Il missile è stato presentato due anni e mezzo fa; ha una gittata di 2.000 chilometri e può trasportare una testata da 1.500 chilogrammi. Viaggia a una velocità stimata di mach 16, rompendo dunque il muro del suono. Ha una CEP (probabilità di errore circolare: è un valore che indica il raggio della circonferenza a partire dal bersaglio in cui cadono il 50% dei missili sparati) che varia tra i 10 e i 30 metri.
2 marzo – Ore 11 – Attaccato l’ufficio di Netanyahu
I pasdaran iraniani hanno annunciato [44]di avere attaccato l’ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu: «Il destino di Netanyahu è avvolto nell’incertezza; l’ufficio del primo ministro criminale del regime sionista e la sede del comandante della forza aerea dell’esercito di questo regime sono stati colpiti duramente dalle forze armate della Repubblica Islamica in attacchi mirati e a sorpresa con missili Kheibar nella decima ondata», si legge in un comunicato delle Guardie Rivoluzionarie. «Secondo questo comunicato, gli attacchi missilistici riusciti dell’Iran contro i territori occupati nella decima ondata si sono concentrati sul complesso governativo del regime sionista e i risultati di questi attacchi e ulteriori informazioni saranno annunciati successivamente», scrive l’agenzia di stampa governativa Irna. Ignoto, per ora, lo stato di salute del primo ministro.
2 marzo – Ore 10.15 – Francia: azione USA-Israele frutto di decisione unilaterale che andava discussa
Il ministro per gli Affari Esteri della Francia, Jean-Noel Barrot, nella conferenza stampa svoltasi questa mattina ha condannato l’Iran e il suo regime, “contrario ai diritti umani”, ma ha anche aggiunto che la decisione di attaccare di USA e Israele è stata “unilaterale” e avrebbe dovuto essere “dibattuta nelle sedi collettive “dibattuta negli organismi collettivi” che esistono proprio a tale scopo. “Solo rivolgendosi al Consiglio di Sicurezza ONU, l’uso della forza può acquisire legittimità”, ha dichiarato Barrot. 8
Nelle scorse ore, la Francia, insieme alla Germania e al Regno Unito, ha dichiarato di essere pronta a intraprendere “azioni difensive” contro l’Iran per difendere i propri interessi.
2 marzo – Ore 10.00 – Ministro della Difesa israeliano: il capo di Hezbollah è ora un obiettivo
Il ministro israeliano della Difesa Israel Katz ha dichiarato [45] che “l’organizzazione terroristica Hezbollah pagherà un prezzo elevato per aver aperto il fuoco su Israele” e che il segretario generale dell’organizzazione, Naim Qassem, è ora un “bersaglio ben definito da contrastare”. “Il primo ministro Benjamin Netanyahu ed io abbiamo dato istruzioni alle IDF di agire con forza contro Hezbollah, continuando a perseguire l’obiettivo principale: schiacciare e sconfiggere il regime terroristico iraniano e disattivarne le capacità”.
2 marzo – Ore 9.05 – Kuwait: numerosi jet americani schiantati al suolo
Il potavoce del ministero della Difesa del Kuwait ha confermato [46] che numerosi velivoli da guerra statunitensi si sono schiantati al suolo questa mattina nel Paese, ma che tutti i piloti sono stati tratti in salvo. Non si conoscono le cause degli incidenti, che verranno indagate in queste ore.
2 marzo – Ore 8.35 – Bombardata raffineria in Arabia Saudita
Alcuni video girati dai cittadini e circolanti su X mostrano fumo sollevarsi da quella che dovrebbe essere la raffineria ARAMCO di Ras Tanura, in Arabia Saudita.
2 marzo – Ore 8.00 – Esplosioni a Erbil, Iraq
Alcune forti esplosioni sarebbero in corso a Erbil, città curda a nord dell’Iraq. Secondo giornalisti di Al Jazeera presenti sul posto, missili e droni starebbero anche prendendo di mira l’aeroporto internazionale della città.
2 marzo – Ore 7.00 – I principali fatti della notte: Hezbollah entra in guerra
- La milizia libanese Hezbollah è entrata in guerra, lanciando attacchi contro una base militare ad Haifa. Dopo l’attacco, Israele ha annunciato che avrebbe reagito «forzatamente» e ha lanciato un bombardamento sulla capitale libanese Beirut, uccidendo almeno 31 persone. Ha poi lanciato ulteriori attacchi nel sud del Paese e rilasciato ordini di evacuazione in 53 città libanesi, spingendo migliaia di persone ad abbandonare le proprie abitazioni. Il premier libanese Nawaf Salam, invece, ha criticato la scelta di entrare in guerra da parte di Hezbollah, giudicandola «irresponsabile».
- Dopo avere appreso della morte di tre cittadini statunitensi, Trump ha rilanciato l’operazione militare, affermando che durerà 40 giorni. Rappresentanti iraniani, invece, hanno affermato che non si fermeranno e continueranno la rappresaglia.
- La rappresaglia iraniana è andata avanti tutta la notte: l’Iran ha colpito l’Iraq, il Bahrein, gli Emirati Arabi Uniti, l’Arabia Saudita e il Kuwait; i media riportano anche di un drone nella città di Akrotiri, Cipro.
- Israele ha affermato che lancerà attacchi «nel cuore di Teheran», rinnovando i bombardamenti. Nella notte, i missili israeliani si sono abbattuti su piazza Niloofar, uccidendo 20 persone, mentre il bilancio delle vittime della scuola femminile iraniana a Minab è salito a 180.
1 marzo – Ore 20.45 – Iran: gli Emirati Arabi Uniti richiamano l’ambasciatore
Gli Emirati Arabi Uniti hanno deciso di richiamare il proprio ambasciatore dall’Iran, a seguito degli attacchi subiti nelle ultime ore. Sospese tutte le relazioni diplomatiche e chiusa l’ambasciata a Teheran.
1 marzo – Ore 20.15 – Iraq: folla tenta l’assalto all’ambasciata USA
Una folla di centinaia di manifestanti ha cercato di assaltare l’ambasciata USA in Iraq ma è stata dispersa dalla polizia a suon di gas lacrimogeni.
1 marzo – Ore 19.50 – Nuovi attacchi iraniani verso Israele; diverse esplosioni scuotono Teheran: colpito ospedale
Una nuova ondata di attacchi missilistici iraniani è in arrivo sul territorio israeliano. Si registrano dei primi impatti su Haifa. Allo stesso tempo continuano le esplosioni a Teheran.

L’agenzia di stampa iraniana ISNA ha riferito che l’ospedale Gandhi, situato nel nord della capitale, è stato preso di mira da attacchi aerei israelo-americani.
1 marzo – Ore 19.00 – Bilancio aggiornato delle vittime
I singoli Paesi interessati dai bombardamenti di queste ore hanno aggiornato i bilanci delle vittime.
- Iran: 201 morti, 747 feriti
- Israele: 9 morti, 121 feriti
- Emirati Arabi Uniti: 3 morti, 58 feriti
- Stati Uniti: 3 morti, 5 feriti
- Iraq: 2 morti, 5 feriti
- Kuwait: 1 morto, 32 feriti
- Qatar: 16 feriti
- Oman: 5 feriti
- Bahrein: 4 feriti
1 marzo – Ore 18.00 – Colpiti obiettivi USA nel porto di Dubai

1 marzo – Ore 17.30 – Trump: “parlerò coi leader iraniani”
Il presidente USA Donald Trump ha dichiarato che parlerà con la leadership iraniana: «loro vogliono parlare e io ho accettato. Avrebbero dovuto farlo prima, quando era più semplice e pratico. Hanno aspettato troppo a lungo».
Secondo il Ministro degli Esteri dell’Oman Badr bin Hamad Al Busaidi, Teheran sarebbe disponibile a «degli sforzi per la de-escalation».
1 marzo – Ore 16.45 – Nuovi attacchi su Teheran; colpita una base francese ad Abu Dhabi
La coalizione israelo-americana ha lanciato una nuova serie di attacchi su Teheran. Diverse colonne di fumo ed esplosioni si sono registrate nella capitale iraniana.
Il Ministero della Difesa emiratino ha reso noto che un drone iraniano ha colpito la base navale di Al Salam, che ad Abu Dhabi ospita un contingente francese. «L’attacco ha causato un incendio in due container ma non si registrano feriti».
1 marzo – Ore 16.15 – Crosetto torna in Italia
Il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha fatto sapere, con un post su X, di star rientrando in Italia con un volo militare. «Rientrerò utilizzando un volo militare ma dopo aver bonificato (un’ora fa) al Comando del 31esimo stormo di Ciampino un importo triplo ( per mia scelta) rispetto a quello che prevede la tariffa per gli ospiti dei voli di Stato».
1 marzo – Ore 15.30 – Media: 150 navi petrolifere restano fuori lo Stretto di Hormuz
Almeno 150 petroliere hanno gettato l’ancora nelle acque aperte del Golfo, oltre lo Stretto di Hormuz, chiuso dalle autorità iraniane. Diverse decine di navi sono ferme dall’altra parte dello Stretto. Lo riportano Reuters e Al Jazeera. La navigazione risulta bloccata, con conseguenze mondiali sul commercio energetico.
I media statali iraniani confermano che Teheran ha colpito una petroliera perché «aveva intenzione di passare attraverso lo Stretto di Hormuz nonostante gli avvertimenti». «Tutti i 20 membri dell’equipaggio sono stati evacuati».
1 marzo – Ore 14.45 – Iran: “continueremo a colpire le basi americane”
Il generale iraniano Ali Larijani si è rivolto ai Paesi arabi: «non stiamo cercando di attaccarvi. Ma quando le basi nel vostro Paese vengono usate contro di noi, le colpiamo. Sono suolo americano».
In queste ore, al di là delle basi USA, sono state colpite anche infrastrutture ed edifici civili. Emergono i primi bilanci parziali. Negli Emirati Arabi Uniti si contano almeno 3 vittime e 58 feriti. Una persona uccisa e 32 feriti è invece il bilancio del Kuwait, come riportato dal Ministro della Salute.
1 marzo – Ore 14.15 – Nuova ondata di attacchi: colpita Beit Shemesh in Israele

Israele sta continuando a bombardare Teheran. Come riportato dalla Mezzaluna Rossa, in 24 ore Israele avrebbe ucciso almeno 57 persone nella capitale iraniana, cui si aggiungono diverse decine di feriti.
Negli ultimi minuti l’Iran ha lanciato una nuova ondata di missili e droni verso lo Stato ebraico. Segnalati impatti a Tel Aviv e Beit Shemesh (a 30km da Gerusalemme). Qui, fonti locali hanno aggiornato il bilancio delle vittime causato dalla mancata intercettazione di un missile balistico: 9 persone uccise e decine di feriti.
1 marzo – Ore 13.30 – Crosetto ancora bloccato a Dubai; Tajani: “avvisati solo ad attacco in corso”

Il Ministro della Difesa Guido Crosetto resta bloccato a Dubai. «Non so quando rientrerà, spero prima del 7 marzo», ha dichiarato Tajani. «Noi siamo stati informati dal governo israeliano ad attacco in corso, mi ha chiamato il ministro Sa’ar ieri mattina presto quando l’attacco era già iniziato».
La Farnesina ha creato la “Task Force Golfo” per assistere i connazionali bloccati nella regione.
1 marzo – Ore 13.00 – Cipro smentisce le dichiarazioni britanniche; l’Iran lancia nuovi attacchi: colpito edificio vicino ambasciata italiana
«In relazione alle dichiarazioni e alle notizie che fanno riferimento al lancio di missili in direzione di Cipro, si chiarisce che non è così e non vi è alcuna indicazione che si sia verificata una minaccia per il Paese». Ad affermarlo è il portavoce del governo cipriota, Konstantinos Letymbiotis.
Nel frattempo si registrano nuovi attacchi iraniani nei Paesi del Golfo. Un missile ha colpito l’Hotel Crowne Plaza in Bahrein, causando diversi feriti, come confermato dal Ministero dell’Interno del regno. L’ambasciata americana ha esortato i suoi cittadini a lasciare gli hotel della capitale Manama.
«Ad Abu Dhabi è stato colpito un edificio vicino alla nostra ambasciata», ha dichiarato il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani.
1 marzo – Ore 12.20 – Morto Khamenei: cosa succede ora in Iran
La morte di Ali Khamenei ha aperto una fase di transizione che si concluderà con la nomina della nuova Guida suprema. Al momento la leadership dell’Iran è affidata a un consiglio ristretto, composto dal presidente Masoud Pezeshkian, dal capo della magistratura Gholamhossein Ejei, e da un membro del Consiglio dei Guardiani. Quest’ultimo ha già preso la sua decisione, nominando l’ayatollah Alireza Arafi.
La Costituzione iraniana affida la scelta della Guida suprema all’Assemblea degli Esperti, composta da 88 religiosi. La lista dei potenziali successori di Khamenei è lunga e comprende il figlio Mojtaba, da anni suo consigliere informale. Ci sono poi Hassan Khomeini, nipote del fondatore della Repubblica Islamica, e l’ayatollah Ruhollah Khomeini. Non è da escludere la corsa di Hassan Rouhani, ex presidente e religioso moderato.
1 marzo – Ore 11.50 – Netanyahu agli iraniani: “liberatevi dalla tirannia”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha invitato nuovamente la popolazione iraniana ad approfittare dell’aggressione straniera per «liberarsi dalle catene della tirannia». «L’aiuto che aspettavate è arrivato, nei prossimi giorni continueremo a colpire migliaia di obiettivi del regime terroristico», ha aggiunto. Al momento però decine di migliaia di persone sono scese in strada per protestare contro l’attacco USA-israeliano, esprimendo cordoglio per la morte della Guida suprema.
1 marzo – Ore 11.25 – Le reazioni internazionali alla morte di Khamenei
- «La fine dell’Ayatollah deve segnare la fine dell’era dei dittatori in Iran. Dopo 47 anni, deve essere arrivato il tempo della libertà», ha scritto la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.
- «Non c’è niente di meglio che la morte di un dittatore», scrive [4] l’account ufficiale dell’Ucraina su X.
- «Noi di Hamas piangiamo la scomparsa dell’ayatollah Ali Khamenei. Gli Stati Uniti e il governo di occupazione fascista (Israele, ndr) sono pienamente responsabili di questa flagrante aggressione e di questo odioso crimine contro la sovranità della Repubblica islamica dell’Iran, nonché delle sue gravi ripercussioni sulla sicurezza e la stabilità della regione».
- Il presidente russo Vladimir Putin ha descritto la morte di Ali Khamenei come un «omicidio cinico» che viola tutti gli standard della moralità umana e del diritto internazionale: «Eminente statista che ha dato un enorme contributo allo sviluppo delle relazioni tra Russia e Iran».
1 marzo – Ore 11.00 – Missili iraniani verso Cipro; Pezeshkian: “L’uccisione di Khamenei è una dichiarazione di guerra”
Il ministro della Difesa britannico John Healey riferisce che due missili provenienti dall’Iran sono stati lanciati verso Cipro. Qui si trovano basi militari del Regno Unito. Ieri il premier Starmer aveva dichiarato: «gli aerei britannici sono oggi in volo in Medio Oriente nell’ambito di operazioni difensive regionali coordinate per proteggere il nostro popolo, i nostri interessi e i nostri valori».
Nel frattempo il presidente iraniano Pezeshkian, sopravvissuto agli attacchi, giura vendetta, affermando che l’uccisione di Khamenei è una dichiarazione di guerra da parte di Israele e degli Stati Uniti ai musulmani di tutto il mondo.
1 marzo – Ore 10.45 – Nel mondo decine di proteste contro USA e Israele
- Crescono le proteste nel mondo contro l’aggressione dell’Iran, a partire dagli Stati Uniti, dove una rete di attivisti ha lanciato decine di manifestazioni.
- In Pakistan centinaia di persone hanno raggiunto il consolato USA, imbracciando ritratti di Khamenei. Al tentato assalto la polizia ha risposto col fuoco, uccidendo 9 manifestanti e ferendone diverse decine.
- A Baghdad, in Iraq, la folla ha provato a raggiungere l’ambasciata americana ma è stata respinta dalla polizia a suon di gas lacrimogeni.
- In Italia è stata invece convocata una manifestazione per martedì 3 marzo all’ambasciata USA in via Bissolati.
1 marzo – Ore 10.00 – Nuova ondata di raid tra Iran e Israele; cresce il livello delle minacce
Non si fermano gli attacchi lungo l’asse Teheran-Tel Aviv. Sirene antiaeree suonano in Israele a seguito della nuova ondata di missili provenienti dell’Iran. Nel frattempo l’esercito israeliano ha lanciato una massiccia campagna aerea contro diversi obiettivi, Teheran inclusa, dove si sentono numerose esplosioni. Nel mirino anche le zone centrali del Paese, in un’operazione volta a stabilire il dominio aereo sul territorio.
Dopo la morte di Khamenei i Pasdaran hanno minacciato di sferrare «l’offensiva più feroce della storia» contro Stati Uniti e Israele. Immediata la replica di Donald Trump: «L’Iran ha appena dichiarato che oggi colpirà molto duramente, più duramente di quanto abbia mai fatto prima. È meglio che non lo faccia, perché se lo farà, noi li colpiremo con una forza che non è mai stata vista prima».
1 marzo – Ore 9.20 – Pakistan, protesta nei pressi del consolato USA finisce nel sangue
Sarebbero almeno 9 i manifestanti uccisi in Pakistan, nei pressi del Consolato USA, dove si erano diretti per protestare contro l’uccisione di Khamenei. Diversi i feriti. La polizia avrebbe aperto il fuoco dopo il tentativo dei manifestanti di entrare nel consolato di Karachi, assaltato con mazze e bastoni.

1 marzo – Ore 8.00 – L’Iran conferma la morte di Khamenei; uccise diverse alte cariche militari
L’Iran conferma la morte della Guida suprema Ali Khamenei, dichiarando un lutto nazionale di 7 giorni. Nei bombardamenti di USA e Israele sono stati uccisi anche diversi comandanti delle forze armate. A Pakpour e Nasirzadeh si aggiungono anche Seyed Abdolrahim Mousavi, capo di Stato maggiore, e Ali Shamkhani, segretario del Consiglio di Difesa.
1 marzo – Ore 2.30 – Alta tensione al Consiglio di Sicurezza ONU; sale a 85 il bilancio delle studentesse uccise

Nella notte si sono registrati nuovi attacchi ed esplosioni. Le sirene antiaeree sono risuonate in Israele, con diversi impatti, mentre l’Iran ha continuato a colpire le basi americane dislocate nei Paesi del Golfo.
Nel frattempo si è tenuta all’ONU una riunione di emergenza all’insegna delle condanne e delle accuse. Il Segretario generale António Guterres ha condannato sia i bombardamenti di Stati Uniti e Israele sia la successiva rappresaglia iraniana nella regione, parlando di una «grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale».
Israele e Stati Uniti hanno difeso l’aggressione militare, definita dal rappresentante iraniano un gigantesco «crimine di guerra» che ha colpito aree civili in diverse città. Un bombardamento ha distrutto una scuola elementare nel sud del Paese, uccidendo 108 bambine, come riportato dalla Mezzaluna Rossa.
Anche in Italia è tornato a riunirsi il governo, con un vertice a Palazzo Chigi. «Ai leader del Golfo il Presidente Meloni ha espresso la vicinanza del Governo italiano e la condanna degli ingiustificabili attacchi subiti dalle loro Nazioni», si legge [5] nella nota diffusa. «Il Governo, come già in passato, continuerà a impegnarsi con i partner europei, regionali e internazionali per una soluzione a favore della stabilità della Regione e al contempo ha rinnovato la sua vicinanza alla popolazione civile iraniana che, con coraggio, nelle scorse settimane ha richiesto il rispetto dei suoi diritti civili e politici, subendo una repressione violenta e ingiustificabile».
Ore 23.10 – Trump conferma morte Khamenei, invita i soldati al golpe e annuncia che le bombe continueranno “fino alla pace”
Dopo ore di anomalo silenzio il presidente americano ha rilasciato un comunicato su Truth [6]. Trump ha affermato che «Khamenei, una delle persone più malvagie della storia, è morto» e ha invitato senza mezzi termini le forze iraniane a scegliere tra tradimento e morte: «Abbiamo sentito dire che molti dei loro membri dell’IRGC, dell’esercito e delle altre forze di sicurezza e di polizia non vogliono più combattere e cercano l’immunità da noi. Come ho detto ieri sera, “Ora possono avere l’immunità, poi otterranno solo la morte!”. Speriamo che l’IRGC e la polizia si uniscano pacificamente ai patrioti iraniani e lavorino insieme come un’unità per riportare il Paese alla grandezza che merita». Il conunicato si conclude con la promessa che «i bombardamenti pesanti e mirati continueranno ininterrottamente per tutta la settimana, o per tutto il tempo necessario, a raggiungere il nostro obiettivo di pace in tutto il medio oriente e, in verità, nel mondo!».
Ore 21.00 – Media israeliani: “Khamenei ucciso negli attacchi”
Secondo quanto riferito dai media israeliani, il leader supremo Khamenei sarebbe stato ucciso durante gli attacchi israeliani di questa mattina. Sulla notizia non vi è tuttavia ancora una conferma ufficiale, ma l’ambasciatore israeliano avrebbe confermato ai funzionari di Washington il ritrovamento del corpo. L’agenzia di stampa iranianiana Tasmin ha smentito la notizia. Naturalmente non è possibile verificare la notizia e al momento tutte le ipotesi restano valide: potrebbe essere stato effettivamente assassinato, così come la divulgazione della presunta notizia da parte israeliana potrebbe essere una mossa di “guerra psicologica” sulla popolazione e sulle forze militari iraniane.
Ore 20.05 – Ancora nessuna notizia su Khamenei
Escludendo le prime frettolose ricostruzioni di media indipendenti, manca ancora una conferma sullo stato di salute del leader iraniano Khamenei. Secondo fonti apparse su canali arabi, la Guida Suprema avrebbe emulato quanto fatto durante la guerra dei dodici giorni, nascondendosi in un rifugio sicuro e ignoto per tirare le file della ritorsione iraniana. Fonti del ministero degli Esteri iraniano confermano che dovrebbe essere vivo, senza tuttavia sbilanciarsi. I canali israeliani, invece, sono di tutt’altro avviso. Dopo un primo momento di dubbio, è iniziata a circolare la voce della sua morte, e il premier Netanyahu ha rilasciato una dichiarazione affermando che ci sarebbero diversi indizi che punterebbero al fatto che sarebbe stato ucciso. Nell’attacco di questa mattina, Israele ha preso di mira la sua residenza, e secondo alcune ricostruzioni avrebbe ucciso dei membri della sua famiglia. Si attendono conferme ufficiali sulle sue condizioni.
Ore 19.30 – La ritorsione iraniana non si ferma
La risposta iraniana agli attacchi israelo-statunitensi va avanti quasi ininterrottamente da questa mattina.
- Il Bahrein e la base marittima statunitense nel Paese risultano tra i luoghi più colpiti. I bombardamenti contro di essa sono andati avanti per ore, e secondo dati non ufficiali la base sarebbe almeno per metà distrutta. Un video circolato online mostra inoltre un drone kamikaze abbattersi su un grattacielo della capitale Manama; secondo fonti non verificate, si tratterebbe di un albergo in cui risiederebbero militari statunitensi.
- Media iracheni vicini alla milizia di Kataib Hezbollah, affiliata all’Iran, riportano di un attacco al consolato USA di Erbil. Non è noto chi avrebbe lanciato l’offensiva; questa mattina lo stesso gruppo iracheno ha annunciato che sarebbe sceso in campo per sostenere l’Iran, prendendo di mira siti statunitensi. La notizia dell’attacco al consolato non è stata confermata da fonti ufficiali.
- Negli Emirati è stata presa di mira una base statunitense vicino al Burj Khalifa, il noto grattacielo simbolo della città, nonché edificio più alto al mondo.
- Droni iraniani avrebbero raggiunto la capitale giordana Amman e la città di Irbid. Ad Amman, il drone sarebbe stato intercettato e si sarebbe schiantato contro un edificio civile. Non sono stati riportati danni ai civili.
- Nella capitale dell’Oman, Mascate, sono iniziate a squillare le sirene. Ignoto l’obiettivo degli attacchi. In Kuwait, invece, sarebbe stata colpita la base Ali Al-Salem; le autorità avrebbero contato 12 feriti da questa mattina. Attacchi anche nel Qatar: in totale l’Iran ha scagliato 8 droni e 44 missili balistici contro i luoghi sensibili del Paese.
- Anche Israele è sotto attacco. Le sirene hanno iniziato a squillare in almeno una sessantina di località, tra cui la capitale Tel Aviv. Media non ufficiali iraniani riportano inoltre di attacchi a basi del Mossad e della CIA in luoghi non meglio specificati di Israele.
Intanto media locali iraniani riportano che le piattaforme balistiche mobili starebbero venendo spostate, in vista di una prossima ondata di attacchi missilistici.
Ore 19.00 – Un primo bilancio degli attacchi Israele-USA
In Iran i media ufficiali hanno affermato che nella giornata di oggi sono state colpite 24 province del Paese, e che più di 220 squadre della Mezzaluna Rossa sarebbero attive tra gruppi in stato di allerta e team presenti sul luogo dell’incidente. Il bilancio parziale è di 747 feriti e 201 morti.
Intanto, è stato confermato che lo stretto di Hormuz è «praticamente chiuso». A riportare la notizia menzionando i pasdaran iraniani è l’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim. Anche l’unità marittima britannica conferma che il traffico si sarebbe interrotto, e il Dipartimento dei Trasporti USA ha suggerito alle navi di tenersi alla larga dall’area.
Ore 18.30 – Crosetto è bloccato a Dubai

Il ministro della Difesa Guido Crosetto è bloccato a Dubai a causa della chiusura dello spazio aereo emiratino. Crosetto si trovava negli Emirati per motivi personali; doveva andare a prendere la propria famiglia per rientrare in Italia con loro. In questo momento starebbe attendendo la ripresa dei voli per tornare in patria.
Ore 18.00 – Colpita una palestra in Iran; sale a 85 il bilancio delle studentesse uccise
Una palestra sarebbe stata colpita a Lamerd, nella provincia di Fars, da un attacco USA-israeliano. I media locali e la Tv di Stato parlano di almeno 15 persone uccise. Nuove esplosioni si registrano anche a Bandar Abbas e a Urmia.
Nel frattempo la Procura di Mizan ha aggiornato il bilancio del bombardamento della scuola elementare, arrivato a 85 bambine uccise.
Ore 17.40 – Nuove esplosioni a Tel Aviv; Meloni convoca vertice di governo
Diverse esplosioni si sono udite a Tel Aviv. Continuano a risuonare le sirene antiaeree, mentre i cittadini israeliani si rifugiano nei bunker sotterranei. L’Iran avrebbe usato i primi missili ipersonici (Fattah).
Nel frattempo in Italia la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato in serata un nuovo vertice di governo per discutere della crisi nella regione, dove si trovano attualmente decine di migliaia di italiani.
Ore 17.10 – Media: chiuso lo Stretto di Hormuz
Diversi media, tra cui Reuters [7], riportano la decisione dell’Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per le principali rotte del petrolio. Inibita dunque la navigazione commerciale.

Sul Mar Rosso incombe invece la minaccia degli attacchi da parte degli Houthi. Questi ultimi hanno annunciato la ripresa degli assalti a seguito dell’aggressione all’Iran.
Ore 16.50 – ONU convoca Consiglio di Sicurezza; gli aerei britannici si alzano in volo a sostegno di USA e Israele
Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU si riunirà a New York per una sessione urgente alle ore 16 (le 22 italiane). Accettata la richiesta di Francia e Oman. Sul tavolo la crisi innescata dall’attacco di Stati Uniti e Israele. L’Iran ha chiesto ai membri ONU di «assumersi la responsabilità della pace e della sicurezza internazionale, condannando inequivocabilmente questo atto di aggressione e adottando misure urgenti e collettive per contrastarlo, poiché rappresenta una minaccia senza precedenti alla pace e alla sicurezza regionali e globali».

Nel frattempo il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato: «gli aerei britannici sono oggi in volo in Medio Oriente nell’ambito di operazioni difensive regionali coordinate per proteggere il nostro popolo, i nostri interessi e i nostri valori». Starmer specifica che l’aviazione britannica non ha preso parte agli attacchi compiuti in mattinata dagli alleati.
Ore 16.20 – Nuove esplosioni nella regione; in Israele risuonano le sirene antiaeree
Si registrano nuovi lanci missilistici in tutta la regione. La Fars parla di diverse esplosioni a Shiraz, nell’Iran meridionale. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver completato un «ampio attacco» contro i sistemi di difesa strategici iraniani, «compreso il sistema di difesa aerea SA-65 situato nella zona di Kermanshah, nell’Iran occidentale».
In Israele suonano nuovamente le sirene a seguito di una nuova ondata di missili provenienti da Teheran. Reuters riporta [8] pesanti esplosioni avvenute a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Bombe anche a Doha, capitale del Qatar. Un drone iraniano ha colpito l’Aeroporto Internazionale del Kuwait, causando feriti lievi e danni materiali limitati.
Ore 15.50 – USA ai propri cittadini: “lasciare urgentemente il Libano”; alla missione UNIFIL si unisce la Brigata Sassari
L’ambasciata USA in Libano ha esortato i propri cittadini a lasciare urgentemente il Paese, bombardato questa mattina da Israele. La decisione di Washington è probabilmente legata alle preoccupazioni per eventuali ritorsioni di Hezbollah, il gruppo islamista particolarmente attivo nel Libano meridionale.
Qui è in corso [9] lo schieramento della Brigata Sassari, che si unirà alla missione UNIFIL, operativa dal 1978 con l’obiettivo di mantenere la pace nella regione. Tuttavia, nemmeno la missione ONU è stata risparmiata [10] negli ultimi due anni dagli attacchi israeliani.
Ore 15.20 – Mezzaluna Rossa: “colpite 20 province iraniane”; uccise due alte cariche militari
La Mezzaluna Rossa ha dichiarato che almeno 20 delle 32 province iraniane sono state colpite dai bombardamenti USA-israeliani. Come riporta [11] Reuters, negli attacchi sarebbero rimasti uccisi Mohammad Pakpour, capo dei Pasdaran, e Amir Nasirzadeh, Ministro della Difesa.
Ore 15.00 – L’Oman chiede al Consiglio di Sicurezza ONU di intervenire
L’Oman, attraverso il proprio Ministro degli Esteri, ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza con l’obiettivo di «imporre un cessate il fuoco e mandare un chiaro messaggio di sostegno al diritto internazionale». La Francia, membro permanente del Consiglio di Sicurezza, si accoda alla richiesta.
L’Oman, mediatore dei precedenti tavoli negoziali tra Stati Uniti e Iran, ha aggiunto che l’attacco USA-Israele rischia di scatenare «conseguenze irrisolvibili. Negoziati seri e attivi sono stati ancora una volta compromessi».
Ore 14.40 – Iran: “l’attacco alla scuola elementare non resterà senza risposta”
Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è intervenuto sull’attacco israeliano sferrato su una scuola elementare. «Decine di bambine innocenti sono state assassinate. Questi crimini contro il popolo iraniano non resteranno senza risposta».
Ore 14.00 – L’ONU invoca una de-escalation; sale a 57 il bilancio delle studentesse uccise
Volker Turk, Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha richiamato [14] le parti a una de-escalation e al ripristino del confronto diplomatico. «Deploro gli attacchi militari sferrati questa mattina da Israele e Stati Uniti in Iran, e i successivi attacchi di rappresaglia da parte di Teheran», ha dichiarato Turk, sottolineando che: «come sempre, in ogni conflitto armato, sono i civili a pagare il prezzo più alto».
Nel frattempo cresce il bilancio delle vittime causato dall’attacco israeliano su una scuola nell’Iran meridionale. Secondo l’IRNA, sarebbero [15] almeno 57 le studentesse uccise, con oltre 50 bambine ancora sotto le macerie.
Ore 13.40 – Tajani: base italiana colpita in Kuwait, nessun ferito
Il ministro Tajani ha dichiarato alla stampa che la base italiana in Kuwait è stata effettivamente colpita nel corso degli attacchi iraniani, ma i militari presenti all’interno sono tutti incolumi. “Ci sono stati danni ingenti alla pista ma non ci sono militari italiani feriti. E’ stato fatto anche un attacco al comando della Quinta flotta ma non ci sono italiani coinvolti in tutta l’area, né civili né militari”, ha dichiarato il ministro.
Ore 13.30 – Le immagini dell’attacco dell’aviazione israeliana
L’aviazione israeliana ha diffuso le immagini dell’attacco su larga scala lanciato contro “centinaia” di obiettivi nell’Iran occidentale. Nonostante l’aviazione dichiari che gli obiettivi fossero unicamente militari, almeno una scuola è stata colpita del sud del Paese, con l’uccisione di decine di bambine. “Parallelamente agli attacchi dell’Aeronautica Militare contro l’Iran, il Sistema di difesa aerea sta lavorando per intercettare le minacce lanciate dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele” riporta l’aviazione.
Ore 13.00 – La casa di Khamenei dopo gli attacchi israeliani

Le immagini satellitari dell’abitazione della Guida Suprema dell’Iran Khamenei dopo l’attacco iraniano. Al momento non si sa con certezza la sorte del leader.
Ore 12.30 – Le reazioni internazionali
Russia: il presidente della Commissione Affari Internazionali della Duma russa, Leonid Slutsky, ha chiesto la convocazione di una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza ONU, secondo quanto riferisce la TASS. “La comunità internazionale dovrebbe impedire uno scenario che potrebbe rischiare lo scoppio di una terza guerra mondiale” avrebbe dichiarato Slutsky. Per la Russia, la teoria degli “attacchi preventivi” volti a difendere cittadini europei ed americani è una “cortina fumogena” che ha l’unico scopo di rovesciare il potere a Teheran. Proprio in quest’ottica, sostiene Slutsky, gli USA hanno deliberatamente sabotato ogni tentativo di raggiungere un accordo sul nucleare.
Belgio: il ministro degli Esteri ha dichiarato che “i cittadini iraniani non dovrebbero pagare il prezzo delle scelte del loro governo”, rammaricandosi che i negoziati non abbiano portato risultati concreti.
Norvegia: il ministro degli Esteri ha dichiarato che “Israele ha descritto l’attacco come preventivo, ma non è in linea con la normativa internazionale”, in quanto “gli attacchi preventivi sono autorizzati solo in caso di minaccia imminente”.
Pakistan: il ministro degli Esteri ha “duramente condannato” l’attacco israeliano, chiedendo uno stop immediato alla escalation.
Spagna: il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha dichiarato: “Respingiamo l’azione militare unilaterale degli Stati Uniti e di Israele, che rappresenta un’escalation e contribuisce a un ordine internazionale più incerto e ostile. Condanniamo inoltre le azioni del regime iraniano e della Guardia Rivoluzionaria. Non possiamo permetterci un’altra guerra prolungata e devastante in Medio Oriente. Chiediamo un’immediata de-escalation e il pieno rispetto del diritto internazionale. È tempo di riprendere il dialogo e raggiungere una soluzione politica duratura per la regione”.
UE: Ursula von der Leyen ha scritto sui propri social che “è di fondamentale importanza garantire la sicurezza nucleare e prevenire qualsiasi azione che possa ulteriormente aggravare le tensioni o indebolire il regime globale di non proliferazione” e che “in stretto coordinamento con gli Stati membri dell’UE, adotteremo tutte le misure necessarie per garantire che i cittadini dell’UE nella regione possano contare sul nostro pieno sostegno”.
Ore 12.00 – Le autorità iraniane ai cittadini: abbandonate Teheran; strage di studentesse nel sud del Paese
La Sicurezza Nazionale iraniana, citata da Al Jazeera, avrebbe diffuso un comunicato nel quale incita i propri cittadini ad abbandonare immediatamente Teheran. “Dovreste, per quanto possibile e mantenendo la calma, viaggiare verso altri posti e altre città”, hanno dichiarato le autorità. Nel frattempo, un attacco israeliano ha colpito una scuola elementare femminile nel sud dell’Iran, uccidendo almeno 24 bambine.
Ore 11.30 – Il punto sugli attacchi nel Golfo e in Iran
- Negli Emirati sono stati riportati missili ad Abu Dhabi e a Dubai, dove sarebbe stata uccisa una persona; le autorità hanno confermato gli attacchi, annunciando di averli intercettati e di riservarsi il diritto di rispondere. L’Iran avrebbe inoltre preso di mira la base di Al Dhafra.
- In Bahrein è stata colpita una base navale statunitense, notizia confermata dal governo.
- In Arabia Saudita, gli attacchi si sarebbero abbattuti su Riyad; sulle piattaforme indipendenti sono apparsi dei video che confermerebbero i bombardamenti, ma i canali ufficiali non hanno ancora rilasciato commenti a riguardo.
- Attacchi anche in Iraq, nell’area di Jarf al Nasr, nel centro del Paese. I media locali riportano che 2 persone sarebbero rimaste uccise. Qui starebbe inoltre venendo colpita la base di Erbil – nel Kurdistan iracheno.
- In Qatar il ministero della difesa ha fatto sapere di avere intercettato dei missili, senza specificare l’area dove si sarebbero schiantati. Dalle basi statunitensi sul territorio si sono levati in aria dei jet, e in questo momento pare stia venendo presa di mira Doha.
- Attacchi infine anche in Giordania e Kuwait, dove sarebbe stata colpita la base di Al-Salem.
In Iran, per ora sembra che l’attacco israelo-statunitense avrebbe preso di mira le élite del Paese, con lo scopo di uccidere i vertici della catena di comando. Colpite le residenze della Guida Suprema Khamenei, del Presidente Pezeshkian, dell’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, del ministro degli Esteri Araghci, e di altri ministri. Da una prima ricostruzione, Khamenei sarebbe stato portato in un luogo sicuro, ma la notizia non è stata confermata; analoga situazione per quanto riguarda Araghci. Non vi sono, invece, notizie su Pezeshkian e Ahmadinejad. Secondo agenzie di stampa internazionali, sarebbero stati uccisi diversi diplomatici e militari iraniani; l’esercito smentisce di avere subito perdite importanti.
Tra le aree colpite la capitale Teheran, ma anche Tabriz, Shiraz, Zanjan e Sanandaj. Bombe anche su Eshefan, sede di uno dei maggiori impianti nucleari iraniani. Fonti israeliane hanno riportato ai media che sarebbero stati presi di mira siti delle Guardie Rivoluzionarie e piattaforme balistiche.
Ore 11.15 – Media: Khamenei e Fazlullah tra gli obiettivi israeliani
Secondo quanto riportato [18] da Barak Ravid, giornalista corrispondente di Axios in Medio Oriente e giornalista del canale israeliano Channel 12, che cita funzionari israeliani, la Guida Suprema dell’Iran Khamenei, il presidente Fazlullah e “altre importanti personalità politiche e militari” sarebbero state tra gli obiettivi attaccati, ma al momento la loro sorte è incerta.
Ore 10.45 – Meloni convoca riunione di governo; Kallas: “sviluppi pericolosi”
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato poco fa una riunione di governo telefonica, cui hanno partecipato i vicepresidente Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro della Difesa Crosetto, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari e i vertici dell’Intelligence. Nel comunicato [19] stampa che ne è seguito, il governo ha invitato tutti i connazionali all’estero alla “massima prudenza” e rinnovato “la propria vicinanza alla popolazione civile iraniana che con coraggio continua a richiedere il rispetto dei suoi diritti civili e politici”. Meloni si terrà in contatto con i “principali alleati” (ovvero Israele e gli Stati Uniti, che hanno condotto l’attacco) nelle prossime ore “per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un allentamento delle tensioni”. Nessun rappresentante del governo ha per il momento commentato nel merito l’attacco.
Nel frattempo, l’Alta Rappresentante per gli Affari Esteri dell’UE, Kaja Kallas, ha definito [20] “pericolosi” gli ultimi sviluppi in Medioriente, aggiungendo che “il regime iraniano ha ucciso migliaia di persone” e che “i suoi programmi missilistici balistici e nucleari, insieme al sostegno ai gruppi terroristici, rappresentano una seria minaccia per la sicurezza globale”, dichiarazioni che sembrerebbero di fatto appoggiare, seppur implicitamente, l’iniziativa statunitense e israeliana. “La protezione dei civili e il rispetto del diritto internazionale umanitario sono una priorità”, continua Kallas, aggiungendo che “la nostra missione navale Aspides rimane in stato di massima allerta nel Mar Rosso ed è pronta a contribuire a mantenere aperto il corridoio marittimo”.
Ore 10.15 – Esplosioni registrate negli Emirati, in Bahrein e in altre zone del Golfo: chiuso lo spazio aereo
Esplosioni si stanno verificando in buona parte della regione Mediorientale. In Bahrein [21], missili hanno colpito il centro servizi della Quinta Flotta statunitense. Ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi, è stata registrata una forte esplosione. Lo stesso in Kuwait. Tutti gli Stati del Golfo hanno al momento chiuso il proprio spazio aereo. Esplosioni si sono verificate anche a Dubai, dove è in corso l’evacuazione del Burj Khalifa, l’edificio più alto al mondo.
Ore 09.45 – Gli attacchi sono giunti nonostante “sostanziali progressi” nei negoziati sul nucleare
L’attacco congiunto di Israele e Stati Uniti è stato motivato dal presidente Trump dalla necessità di fermare lo sviluppo di armamenti nucleari da parte di Teheran. I negoziati in corso tra le parti, mediati dall’Oman e ricominciati lo scorso giovedì, vertevano proprio su questo. Nella serata di ieri, venerdì 27 febbraio, il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaid ha dichiarato [24] in un’intervista rilasciata a CBS che l’Iran ha accettato di non stoccare “mai e poi mai” il materiale necessario per creare una bomba nucleare. “Questo è un grande risultato, qualcosa di completamente nuovo. Se non è possibile stoccare materiale arricchito, non c’è modo di creare una bomba, indipendentemente dal fatto che si proceda o meno all’arricchimento”. Nelle parole del ministro Albusaid, insomma, l’Iran aveva accettato a rifiutare di stoccare uranio arricchito, materiale fondamentale per la creazione di una bomba nucleare. “Credo che questo sia un aspetto che è stato molto trascurato dai media e vorrei chiarirlo dal punto di vista di un mediatore”. A poche ore di distanza da questa intervista, le bombe israeliane hanno colpito il centro di Teheran e altre città dell’Iran.
Sono ormai [25] oltre trent’anni (dal 1992, per la precisione) che Netanyahu accusa l’Iran di essere al massimo a cinque anni di distanza dal possedere un’arma nucleare e sottolinea la necessità di un’azione internazionale guidata dagli Stati Uniti per fermare il programma. Nel tempo, le dichiarazioni di Netanyahu si sono rivelate palesemente false, ma nonostante ciò, da Reagan in poi l’ostracismo americano nei confronti del programma iraniano si è evoluto, consolidandosi in una piena demonizzazione sotto la presidenza Clinton. Si tratta di un vero e proprio schema, volto a creare un diversivo e a strumentalizzare una minaccia per ottenere un casus belli e a legittimare un cambio di regime. Si tratta della stessa narrazione che permise agli Stati Uniti, nel 2003, di trascinare il mondo in una guerra disastrosa contro l’Iraq, fondata sul pretesto delle armi di distruzione di massa mai esistite.
Ore 9.15 – Missili iraniani contro Israele
L’esercito israeliano ha riferito [26] che negli ultimi minuti sono stati rilevati missili lanciati dall’Iran in direzione di Israele e che i sistemi difensivi sono attivi per intercettarli.
Ore 9.00 – Crosetto: “Italia non coinvolta”
“Sto seguendo con la massima attenzione l’o svolgersi l’evolversi della situazione in Iran, in Israele e, più in generale nell’intera area del Medio Oriente” riferisce il ministro della Difesa italiano Crosetto in un comunicato [27], assicurando che “allo stato attuale, il personale della Difesa italiano non risulta coinvolto negli eventi in atto”.
Ore 8.40 – Trump: “attacchiamo per difendere i cittadini USA”
In un video [28] diffuso tramite il proprio social Truth Trump ha annunciato l’inizio di una “operazione militare” in Iran insieme a Israele. “Il nostro obiettivo è difendere i cittadini americani da minacce immediate da parte del regime iraniano”. “Per 47 anni l’Iran ha augurato la morte del popolo americano, conducendo campagna senza fine di massacri e omicidi di massa che avevano come obiettivo gli Stati Uniti, le nostre truppe e persone innocenti in molti Paesi” ha dichiarato il presidente. Trump ha successivamente proceduto con le accuse contro Teheran di stare sviluppando una bomba nucleare e che l’attacco ha lo scopo di impedire a questa “maledetta dittatura” di minacciare gli americani. “Distruggeremo i loro missili e raderemo al suolo la loro industria missilistica. Cancelleremo la loro marina militare. Ci assicureremo che non abbiano nessuna arma nucleare. Impareranno presto che nessuno deve sfidare le Forze Armate degli Stati Uniti”.
Ore 8.00 – Al Jazeera: gli USA hanno partecipato all’attacco
Un alto ufficiale del governo statunitense ha riferito al medio qatariota Al Jazeera che l’operazione israeliana è stata condotta in collaborazione con gli Stati Uniti.
Ore 7.30 – Israele attacca l’Iran
Alcuni missili sono stati lanciati da Israele contro Teheran, colpendo la zona di University Street e di Jomhouri, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa di Stato Fars. Nel mentre, sirene di allarme sono suonate in tutta Israele, con il governo che ha dichiarato lo stato di emergenza e avvertito i cittadini di recarsi verso ripari e spazi protetti.
Sabato 28 febbraio, Israele ha dato il via a un nuovo attacco contro l’Iran, con missili che hanno colpito diverse zone della capitale Teheran. Centinaia le vittime, compresa la Guida suprema Ali Khamenei. L’attacco è giunto solamente due giorni dopo la ripresa dei colloqui tra Iran e USA, dei quali Trump si era detto non soddisfatto nonostante l’Oman, lo Stato mediatore, avesse parlato di “un’apertura senza precedenti” a nuove idee per un accordo sul dossier sul nucleare. In risposta all’aggressione israelo-statunitense, l’Iran ha bombardato diverse basi statunitensi nei Paesi del Golfo. I raid tra le parti sono andati avanti tutto il fine settimana e per i giorni successivi. Nella notte tra domenica e lunedì, la milizia libanese Hezbollah ha lanciato un attacco contro una base israeliana ad Haifa, aprendo un nuovo fronte della guerra; nella tarda serata di lunedì i pasdaran hanno annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, facendo schizzare i prezzi del petrolio.
4 marzo – Ore 10.30 – Attacco iraniano al Kuwait; altre bombe su Teheran
L’esercito del Kuwait ha reso noto [80] di star intercettando una nuova ondata di missili e droni provenienti dall’Iran.
Nel frattempo si registrano esplosioni in diverse zone di Teheran, nell’ambito di un nuovo attacco israelo-americano sulla capitale.
4 marzo – Ore 9.55 – Sánchez risponde a Trump: “no alla violazione del diritto internazionale”
Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha reso nuove dichiarazioni pubbliche, in risposta ai recenti attacchi di Trump. «La posizione del governo spagnolo è la stessa che abbiamo mantenuto in Ucraina e anche a Gaza. Innanzitutto, no alla violazione del diritto internazionale. In secondo luogo, no al presupposto che il mondo possa risolvere i suoi problemi solo attraverso conflitti e bombe. E infine, no al ripetere gli errori del passato».
Ancora: «23 anni fa un’altra amministrazione statunitense ci trascinò in una guerra in Medio Oriente che, si diceva all’epoca, si stava combattendo per eliminare le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, portare la democrazia e garantire la sicurezza globale. Ma che in realtà ha prodotto l’effetto opposto: ha scatenato la più grande ondata di insicurezza che il nostro continente abbia mai sofferto dalla caduta del Muro di Berlino».
4 marzo – Ore 9.15 – Asia, mercati finanziari a picco
Gli sviluppi dell’aggressione israelo-americana all’Iran si traducono in nuove ripercussioni economiche. I mercati asiatici sono crollati, trainati da un calo record del 12% a Seul. Gli investitori hanno venduto in massa i titoli dei semiconduttori, prevedendo uno shock petrolifero. Il won sudcoreano è sceso ai minimi degli ultimi 17 anni.
4 marzo – Ore 8.30 – Emirati, colpito il porto di Fujairah
In mattinata diversi droni iraniani hanno colpito il porto di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti.
4 marzo – Ore 8 –
Cos’è successo nella quarta notte di guerra
- Secondo l’Iran International [84], l’Assemblea degli Esperti avrebbe eletto la nuova Guida suprema dell’Iran. La scelta sarebbe ricaduta su Mojtaba Khamenei, religioso di 56 anni e figlio di Ali, dato tra i favoriti per la successione. Al momento non ci sono conferme delle autorità iraniane, e non se ne avranno prima dei prossimi tre giorni, che si concluderanno coi funerali di Ali Khamenei.
- Attacchi ed esplosioni sono andate avanti tutta la notte. Diverse città iraniane colpite, inclusa la capitale Teheran. L’esercito israeliano ha dichiarato [85] di aver attaccato «decine di obiettivi» nel Paese. L’offensiva continua anche in Libano. Un bombardamento israeliano ha preso di mira un edificio residenziale a Baalbeck, uccidendo [86] almeno 4 persone. Altre 6 sono state uccise durante gli attacchi ad Aramoun e Saadiyat, a sud di Beirut. Raid e feriti [87] anche nelle città di Shaqra e Jmeijmeh, mentre ad Hazmieh è stato colpito un hotel.
- Le forze iraniane hanno lanciato [88] due ondate di missili verso Israele, registrando diversi impatti nella capitale Tel Aviv. Colpita anche la parte ovest di Gerusalemme.
- In fiamme il consolato statunitense a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, colpito [89] da un drone iraniano.
- Trump ha annunciato che gli Stati Uniti forniranno assicurazioni e garanzie per il commercio marittimo che attraversa il Golfo Persico, in particolare quello energetico. La misura sarà disponibile per tutte le compagnie di navigazione (non è chiaro a quale costo). Trump ha poi aggiunto che, se necessario, la marina statunitense scorterà le petroliere e le navi cisterna in transito nello Stretto di Hormuz, chiuso dall’Iran.
- Il governo siriano avrebbe schierato [90] migliaia di soldati lungo il confine con il Libano, a seguito degli attacchi israeliani a Beirut e quindi dell’allargamento del conflitto.
- Sono rientrati a Milano i 200 studenti italiani bloccati a Dubai.
3 marzo – Ore 20.45 – Macron manda una portaerei nel Medioriente
Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato di avere inviato la portaerei Charles de Gaulle nel Mediterraneo orientale. La portaerei verrà utilizzata per proteggere il Canale di Suez; in via aggiuntiva, Macron ha annunciato anche il dispiegamento della fregata Languedoc e di mezzi antiaerei per difendere le basi aree di Cipro.
3 marzo – Ore 20.15 – Un bilancio fotografico dei danni nel nord di Israele
Sono state diffuse immagini sugli attacchi iraniani e libanesi nell’area settentrionale di Israele. Negli ultimi giorni, le squadre di vigili del fuoco sono state particolarmente attive nella zona.



3 marzo – Ore 19.30 – Israele annuncia un meccanismo di emergenza in diversi settori
Oggi si è tenuta una riunione [50] di emergenza dell’Autorità Nazionale per le Emergenze israeliana per fare fronte alle esigenze dei cittadini. La Commissione ha deliberato, tra le carie cose, lo svolgimento delle attività in presenza per i servizi di supporto e manutenzione per infrastrutture digitali e di comunicazione, e la disposizione del servizio di consegna a domicilio per i punti di ristoro e per le attività che forniscono beni e attrezzature per la prima infanzia nelle aree maggiormente colpite dagli attacchi, con conseguente chiusura delle attività di asporto e di servizio al pubblico.
3 marzo – Ore 19 – Nuovi attacchi iraniano-libanesi
Le agenzie di stampa internazionali, riprese dai media iraniani hanno comunicato di attacchi diffusi in tutta l’area del golfo. L’Iran avrebbe attaccato basi militari in Qatar (a Doha), negli Emirati (ad Abu Dhabi e a Dubai) e in Kuwait. Intanto, la milizia libanese Hezbollah ha annunciato [51] di avere lanciato un attacco nel Golan, prendendo di mira le basi di Rawa’i e di Kila, e di avere attaccato Haifa.
3 marzo – Ore 18.45 – L’Iraq blocca la produzione di petrolio in un giacimento
L’Iraq ha annunciato la sospensione della produzione di petrolio dal giacimento petrolifero di Rumaila, il più grande giacimento petrolifero di Bassora nel sud dell’Iraq, a causa dell’aumento delle tensioni nel Golfo Persico e della sospensione del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz. La notizia è stata data da media [52] vicini alle milizie irachene e alla Repubblica Islamica dell’Iran.
3 marzo – Ore 18.30 – Trump blocca il commercio con la Spagna
Trump ha detto di avere ordinato lo stop al commercio con la Spagna: «La Spagna è stata terribile. Ho detto a Bessent di tagliare tutti i rapporti commerciali con la Spagna, non vogliamo avere nulla a che fare con la Spagna», ha detto il presidente; l’annuncio arriva dopo che il premier spagnolo Pedro Sanchez ha negato agli USA la possibilità di utilizzare le proprie basi militari per le operazioni in Iran.

3 marzo – Ore 18.10 – Gli USA chiudono l’ambasciata a Beirut
Gli USA hanno annunciato la chiusura dell’ambasciata statunitense a Beirut, in Libano fino a data da destinarsi. Oggi è stata chiusa anche l’ambasciata saudita; sono inoltre state evacuate quelle di Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Iraq, Giordania, Kuwait, Qatar.
3 marzo – Ore 18 – Un dietro le quinte dei pasdaran
Il corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica ha diffuso [53] un rapporto per spiegare ai media il funzionamento delle proprie unità operative nell’ambito degli attacchi con drone a Israele e ai Paesi del Golfo Persico. In questo quarto giorno di guerra, comunicano i pasdaran, «una delle evoluzioni significative è stata la formazione di una sorta di divisione del lavoro tra la Marina e la Forza Aerospaziale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica», con la Marina incaricata di colpire le basi aeree statunitensi nel Golfo. In questo, l’uso di droni, spiegano i pasdaran, è stato centrale, poiché facili da costruire e da pilotare e – soprattutto – perché si tratta di attrezzature militari a basso costo.
Il motivo per cui la Marina ha preso il controllo delle ultime operazioni è puramente materiale: «La Marina del Corpo, disponendo di un numero significativo di questi droni, ha assunto l’esecuzione delle operazioni contro le basi americane nella regione. Le quattordicesima e quindicesima ondate delle operazioni del Corpo sono state interamente condotte da questa forza, concentrandosi sul fronte marittimo e sulle basi americane meridionali». In linea con le analisi di media internazionali, lo scopo iraniano pare essere quello di saturare le difese nemiche con strumenti a basso costo per poi provare a colpire i bersagli con i missili tecnologicamente più avanzati.
3 marzo – Ore 17.40 – Il Regno Unito invia navi ed elicotteri a Cipro
Il premier britannico Keir Starmer ha rilasciato una dichiarazione in cui annuncia che il Regno Unito invierà elicotteri con capacità anti-drone per contrastare eventuali nuovi attacchi a Cipro. Starmer ha inoltre dichiarato che il cacciatorpediniere HMS Dragon verrà dispiegato nella regione con lo scopo dichiarato di proteggere basi e personale britannico. In precedenza, anche Francia e Grecia hanno affermato che avrebbero contribuito alla difesa anti-drone delle basi britanniche di Cipro.
3 marzo – Ore 17.25 – Hezbollah abbatte carri armati Merkala e costringe le IDF alla ritirata
Dall’ufficio stampa di Hezbollah è arrivato un aggiornamento sulla situazione sul campo. Il gruppo libanese ha affermato di avere ricevuto massiccio attacco in città e paesi nel sud del Libano e sulla capitale, che – secondo i media iraniani [56] – starebbe andando avanti tutt’ora. In risposta all’operazione terrestre nell’area meridionale del Paese, la milizia ha scagliato un attacco contro i carri armati Merkala (impiegati dalla fanteria di Israele) nei pressi di Tal Nahas, a Kfar Kila, danneggiandolo. Secondo Hezbollah, i soldati israeliani avrebbero attivato una missione per recuperare il mezzo, ma sarebbero stati colpiti da missili guidati, e dunque costretti alla ritirata. Si sarebbero registrati feriti; la notizia non è stata commentata dalle fonti ufficiali israeliane.
3 marzo – Ore 16.30 – AEIA: “l’Iran non stava costruendo l’atomica”
L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) non ha rilevato «elementi di un programma sistematico e strutturato per la fabbricazione di armi nucleari» in Iran. Lo ha dichiarato [57] il direttore generale dell’agenzia, Rafael Grossi, a NBC News. Parole che ricalcano le dichiarazioni effettuate lo scorso anno, a seguito dei primi attacchi israelo-americani all’Iran. Nel frattempo l’ONU ha chiesto un’indagine indipendente per fare luce sulla strage di studentesse nel sud del Paese.

3 marzo – Ore 15.20 – Trump: “deluso da Starmer”
Donald Trump ha criticato [58] il primo ministro britannico Keir Starmer per essersi rifiutato di aiutare attivamente Stati Uniti e Israele negli attacchi contro l’Iran, affermando che i rapporti tra USA e Regno «non sono più quelli di una volta».
3 marzo – Ore 14.40 – Nuovi missili verso Israele
Una nuova ondata di missili iraniani è diretta verso Israele. Risuonano le sirene antiaeree in gran parte del Paese. Un primo impatto è strato registrato a Ramat Gan, nella periferia di Tel Aviv.
3 marzo – Ore 14.15 – Iran: danneggiato il Palazzo del Golestan, sito UNESCO
Il Palazzo del Golestan di Teheran, Patrimonio UNESCO, è stato danneggiato durante i bombardamenti condotti dalla coalizione israelo-americana.
Le prime ricostruzioni parlano di danni strutturali parziali, relativi a finestre storiche, porte decorate ed elementi ornamentali lignei.

3 marzo – Ore 13.30 – Blocco produttivo Medio Oriente: l’Indonesia aumenta le forniture dagli USA
Primi effetti economici della guerra in Iran per gli USA. L’Indonesia ha infatti reso noto che aumenterà le importazioni di petrolio da Washington, a seguito del blocco produttivo in Medio Oriente e della chiusura dello Stretto di Hormuz.
3 marzo – Ore 12.25 – I 200 studenti italiani sono in partenza da Abu Dhabi
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha annunciato che i 200 studenti italiani bloccati a Dubai sono in partenza da Abu Dhabi. Raggiungeranno Milano in serata. Presenti sul volo anche alcuni cittadini con condizioni di salute a rischio.
La Farnesina ha inviato in Oman e negli Emirati un gruppo di diplomatici, carabinieri e finanzieri. L’obiettivo è rinforzare il supporto logistico nelle sedi diplomatiche e preparare nuovi voli di rientro. Come spiegato da Tajani, in Medio Oriente «sono al momento presenti oltre 70mila connazionali tra presenze stabili (quasi l’80%) e temporanee».
3 marzo – Ore 11.20 – Nuova ondata di attacchi iraniani; a fuoco siti di stoccaggio emiratini
Mentre le IRGC annunciano l’avio della quindicesima ondata di attacchi, iniziano a trapelare informazioni su quella l’ha preceduta: canali indipendenti dell’area riportano di attacchi nel porto di Salalah in Oman, dove sarebbe scoppiato un incendio moderato; l’Iran avrebbe anche colpito i serbatoi di stoccaggio del petrolio a Fujairah, negli Emirati, anche in questo caso facendo divampare le fiamme; i pasdaran, infine hanno annunciato [59] di avere attaccato la base americana di Al Udeid in Qatar.
3 marzo – Ore 11.15 – Iran: terremoto a Gerash
Nella provincia meridionale iraniana del Fars è stato registrato un terremoto con magnitudo 4.3. L’epicentro della scossa è stato rilevato attorno all’area di Gerash e la profondità è di circa 10 chilometri; l’area è particolarmente soggetta a terremoto e non sembra avere subito danni significativi.
3 marzo – Ore 11 – Israele: colpito un edificio vicino a Tel Aviv
Un missile iraniano ha colpito un edificio nella città di Petah Tikwa, nell’area di Tel Aviv. La notizia è stata data dai media israeliani, mentre su canali della piattaforma Telegram sono iniziati a girare video che mostrano l’interno dell’edificio danneggiato. Ci sarebbe almeno un ferito.
Intanto i raid in Israele e nella Palestina occupati continuano; non sono ancora stati pubblicati resoconti dell’ultima ondata di bombardamenti, che risulta essere la quattordicesima dallo scoppio della guerra.
3 marzo – Ore 10.50 – Il numero di morti in Iran aggiornato
La Croce Rossa iraniana ha aggiornato il numero di morti nel Paese. Secondo un comunicato diffuso dai media [60] governativi iraniani, in totale da sabato i bombardamenti israelo-statunitensi avrebbero ucciso 787 persone. Colpiti finora 153 distretti del Paese sono stati coinvolti in 504 diverse aree. Il numero totale di attacchi registrati fino a questo momento è arrivato a 1039.
3 marzo – Ore 10.40 – Media: la Germania avrebbe collaborato nell’attacco di sabato
Secondo il quotidiano tedesco Berliner Zeitung, anche la Germania avrebbe avuto un ruolo nell’offensiva israeliano-statunitense contro l’Iran. Prima dell’inaugurazione dei bombardamenti dello scorso sabato, le attività nella base aerea di Ramstein, nel Palatinato occidentale, sarebbero state insolitamente elevate: il quotidiano riporta di avere registrato un massiccio movimento di aerei da trasporto Boeing C-17 Globemaster III e Lockheed C-130 Hercules, che atterravano «ogni minuto». In generale l’analisi dei dati di volo e le osservazioni degli esperti di aviazione citati dal quotidiano documentano un drastico aumento del traffico aereo nei giorni precedenti all’offensiva. Sulla base dei dati analizzati, il giornale ipotizza che siano stati trasferiti personale ed equipaggiamento verso Al Udeid (Qatar) e altre basi.
3 marzo – Ore 10.20 – Le ultime operazioni iraniane
Le IRGC hanno annunciato [61]di avere attaccato la portaerei Lincoln con 4 missili da crociera, costringendola a ritirarsi momentaneamente verso l’Oceano indiano; la notizia non è stata commentata dagli USA. Intanto, hanno dichiarato l’inizio di una nuova ondata di attacchi militari; scagliato inoltre un attacco informatico [62] alle infrastrutture di comunicazione militari e governative israeliane. L’attacco avrebbe interessato «oltre 160 centri dati che gestiscono le reti interne nelle varie città dei territori occupati»
3 marzo – Ore 10 – Gli USA ordinano l’evacuazione dell’ambasciata negli EAU
Gli Stati Uniti hanno ordinato l’evacuazione dell’ambasciata statunitense negli Emirati Arabi Uniti. Con essa, sono sei le ambasciate statunitensi evacuate nell’area; le altre sono quelle di Bahrein, Iraq, Giordania, Kuwait e Qatar.
3 marzo – Ore 9.15 – Israele inizia operazione via terra in Libano
L’esercito israeliano ha annunciato di aver iniziato una operazione lungo il confine con il Libano meridionale, impiegando le forze della Divisione 91 che “stanno controllando diversi punti della zona nell’ambito del concetto di rafforzamento della difesa del fronte”. L’operazione è come sempre giustificata dalla necessità di “creare sicurezza” per gli abitanti del nord di Israele a fronte della minaccia di Hezbollah.
3 marzo – Ore 8 – Gli attacchi incrociati nella notte
- Il consigliere in capo dei pasdaran ha dichiarato [64] ai media semi-ufficiali iraniani che lo Stretto di Hormuz è chiuso. Le IRGC hanno comunicato che da ora in avanti qualsiasi petroliera proverà a passare lo Stretto verrà colpita dalle forze armate della Repubblica Islamica. La notizia ha fatto schizzare i prezzi del petrolio, che hanno raggiunto i oltre i 79,40 dollari al barile.
- Le IRGC hanno comunicato [65]di avere attaccato un ignoto luogo negli Emirati Arabi Uniti in cui si erano radunati 160 membri della Marina statunitense, uccidendo 40 soldati e ferendone 70; la notizia non è stata confermata dagli USA.
- Il ministero della Difesa dell’Arabia Saudita ha reso [66] noto che l’ambasciata statunitense a Riyad è stata colpita da due droni iraniani; la struttura è stata danneggiata ed è scoppiato un incendio. Dopo l’attacco, l’ambasciata è stata chiusa fino a nuovo avviso e sono stati interrotti i servizi consolari nel Paese.
- Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha chiesto [67]ai propri cittadini in Bahrain, Egitto, Iraq, Giordania, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Siria, Emirati Arabi Uniti, Yemen, Iran e in tutta la Palestina storica di lasciare il prima possibile i Paesi. Chiusa inoltre l’ambasciata USA in Kuwait, e invitati i dipendenti non essenziali delle ambasciate di Giordania, Iraq e Bahrain a rientrare in patria.
- Secondo l’agenzia di stampa governativa iraniana Irna [68]un attacco con droni ha colpito il Ponte Re Fahd, che connette il Bahrein all’Arabia Saudita. Sempra in Bahrein durante la 14° ondata di attacchi, inoltre, i pasdaran hanno bombardato [69]la base americana nella zona di Sheik Isa con 20 droni e 3 missili, colpendo l’edificio principale. Pare infine che nelle maggiori città del Paese, tra cui la capitale Manama siano scoppiate [70]delle proteste in favore dell’Iran.
- Il gruppo hacker di Hezbollah ha manomesso [71]ha le infrastrutture digitali della compagnia petrolifera di Sharjah, negli Emirati, ed estratto dati e documenti da essa. La divisione militare, invece, ha attaccato una base militare israeliana nelle alture del Golan, la base aerea “Ramat David [72]”, nei pressi di Haifa e altre due basi aeree nel Negev [73].
- Ulteriori attacchi iraniani si sono registrati in Giordania [74], in Qatar [75](a Doha), in Kuwait [76](contro l’ambasciata statunitense), e in Israele [77]. Lo Stato ebraico è stato oggetto di attacchi nell’area settentrionale e almeno dei missili si sono abbattuti su Tel Aviv e nelle alture contro Gerusalemme.
- I gruppi sciiti attivi in Iraq hanno preso di mira diversi luoghi di interesse statunitensi nei pressi di Erbil: le agenzie di stampa internazionali sostengono che sarebbe stato preso di mira un albergo dove si trovava personale di terra statunitense, mentre secondo fonti iraniane [78] sarebbe stata presa di mira una base militare nella medesima città.
- Israele [79] ha continuato ad attaccare Beirut e Teheran e rafforzato le difese nel nord del Paese; nella capitale iraniana sarebbe stato preso di mira un’area nei pressi del Parlamento del Paese. In coordinazione con gli Stati Uniti, ha inoltre attaccato le piattaforme militari iraniani e preso di mira i suoi sistemi di difesa, reclamando di avere distrutto diversi siti.
2 marzo – Ore 21.10 – Ministro degli Esteri iraniano: “Da Gaza a Minab innocenti assassinati a sangue freddo”
Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha pubblicato sul suo account X la foto delle tombe scavate per le giovani studentesse uccise a scuola da un attacco israelo-americano. «I loro corpi sono stati fatti a pezzi. Questo è ciò che la salvezza promessa da Mr. Trump è in realtà. Da Gaza a Minab, innocenti assassinati a sangue freddo».
2 marzo – Ore 20.05 – Le conseguenze della guerra in Friuli Venezia-Giulia
La guerra in Medio Oriente starebbe iniziando a causare i primi effetti sul piano militare anche in Italia. La base statunitense di Aviano, nel Friuli-Venezia Giulia, avrebbe aumentato il proprio livello di allerta da Bravo plus a Charlie, rafforzando la sorveglianza all’interno e all’esterno della struttura. La misura comporta controlli più serrati agli ingressi, maggiori turni di pattugliamento e vigilanza costante sulle aree sensibili.
La base ospita 31° FW statunitense, l’unico stormo di caccia USA dislocato a sud delle Alpi. Sono inoltre presenti due squadroni di F-16, uno attualmente dispiegato per esercitazioni europee e un secondo schierato proprio in Medio Oriente per svolgere attività di natura addestrativa. In generale, riportano i media locali, sarebbe aumentata l’attività di sorveglianza in tutta la provincia di Pordenone, dove si trova Aviano, potenziando il monitoraggio nelle aree a rischio.
2 marzo – Ore 19.45 – Ancora attacchi incrociati: distrutti pescherecci in Iran; esplosioni in Bahrein
Non si fermano gli attacchi incrociati tra Iran e coalizione USA-Israele. I media statali [33] iraniani hanno riportato di un attacco nella provincia di Hormozgan che si sarebbe abbattuto su un porto in cui risultavano ormeggiati decine di pescherecci; almeno 100 le imbarcazioni in fiamme. Fonti indipendenti locali intanto iniziano a riportare esplosioni in Bahrein, senza fornire ulteriori informazioni.
2 marzo – Ore 19.30 – Bloomberg: UAE e Qatar sono a corto di armi
Secondo l’agenzia Bloomberg, gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar avrebbero chiesto agli USA di cercare una soluzione per uscire dal conflitto in tempi brevi e di aumentare i propri sforzi per difendere i Paesi del Golfo. Gli USA si starebbero infatti concentrando sulla sola difesa israeliana, costringendo i Paesi del Golfo a ricorrere unicamente ai propri sistemi di difesa per contrastare la ritorsione iraniana. Anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha riportato che i Paesi del Golfo hanno chiesto sostegno logistico all’Italia. Bloomberg riporta che la situazione rischia di diventare critica: di questo passo, si legge, le scorte di intercettori emiratine potrebbero finire nell’arco di una settimana, mentre quelle qatariote in soli quattro giorni; i due Paesi si starebbero così mettendo alla guida di una coalizione di Paesi per esercitare pressioni su Trump e convincerlo a chiudere la guerra diplomaticamente.
2 marzo – Ore 19.15 – La base USA in Bahrein è di nuovo sotto attacco
Una pioggia di missili iraniani si sta abbattendo contro la base marittima statunitense in Bahrein. Un video che circola online mostra il cielo denso di artiglieria iraniana mentre i sistemi di difesa sono attivi. Intanto, Israele ha annunciato di avere abbattuto un drone che era entrato nell’area settentrionale della Palestina occupata. In Iraq, invece, continuano gli scontri con la milizia Kataib Hezbollah, che ha preso di mira la base area di Balad, rispondendo a un attacco statunitense contro le proprie postazioni; sempre in Iraq, sono state riportate esplosioni anche nei pressi dell’aeroporto di Baghdad.
2 marzo – Ore 19 – Starmer: “Con Francia e Germania pronti a intervenire per scopi difensivi”
Il premier britannico Keir Starmer ha affermato che il sostegno britannico alle operazioni israeliane e statunitensi sarebbe solo di natura difensiva, sostenendo che il Paese non ha intenzione di lanciare attacchi contro l’Iran. Starmer ha poi affermato che «anche la Francia e la Germania sono pronte a consentire agli Stati Uniti di intervenire per distruggere la capacità dell’Iran di lanciare missili e droni dalla fonte».
In sede separata, il Segretario Generale della NATO ha dichiarato che questa alleanza militare non ha alcun piano per partecipare ad attacchi contro l’Iran.

2 marzo – Ore 18.40 – In diverse piazze iraniane sono state organizzate manifestazioni per Khamenei
Mentre gli attacchi incrociati non si fermano, diverse città iraniane hanno organizzato manifestazioni in commemorazione di Khamenei e delle istituzioni del Paese. La città più coinvolta è Teheran, dove sono stati organizzati [34] 22 concentramenti diffusi in tutta la capitale. I media ufficiali stanno diffondendo video e immagini delle manifestazioni; al momento risulta ignoto se sono state organizzate contro-manifestazioni da parte della popolazione che si oppone al regime. Secondo siti di monitoraggio, la rete internet nel Paese sarebbe stata tagliata.
2 marzo – Ore 18.20 – Trump elenca i 4 obbiettivi della guerra in Iran
Il presidente Donald Trump [35] ha reso noti quattro obiettivi che gli Stati Uniti vorrebbero ottenere dalla guerra: distruggere le capacità balistiche iraniane, annientarne la marina, impedire che Teheran ottenga un’arma nucleare e garantire che il regime non sia nelle condizioni di finanziare i propri alleati regionali.
Durante il discorso non è stata fatta menzione di tentativi di rovesciare il regime, nonostante all’inizio della guerra Trump abbia sostenuto e invitato apertamente il popolo iraniano a scendere in piazza per reclamare le istituzioni.

2 marzo – Ore 17.55 – Il risultato della dodicesima ondata di attacchi iraniana
L’Iran ha iniziato a rilasciare [36] i primi dettagli sulla dodicesima ondata di attacchi contro Israele e gli alleati regionali.
- Uno dei primi obiettivi colpiti è la petroliera di rifornimento “Athe Nova”, raggiunta da due droni iraniani. La petroliera, battente bandiera dell’Honduras e descritta dai pasdaran come «vicina agli Stati Uniti», si trovava nei pressi dello Stretto di Hormuz ed è ora in fiamme.
- Le IRGC hanno annunciato di avere scagliato un attacco contro la base statunitense “Arifjan” in Kuwait, situata qualche chilometro a sud di Kuwait City. La struttura è stata colpita in due fasi da 12 droni.
- Negli Emirati Arabi Uniti è stata colpita la base USA “Al Minhad”, a circa 20 chilometri da Dubai, contro cui l’Iran ha scagliato 6 droni e 5 missili balistici.
- Infine, in Bahrein i pasdaran hanno bersagliato la flotta di navi statunitensi, impiegando 6 droni.
2 marzo – Ore 17.35 – Israele ha attaccato Beirut
Mentre l’Iran annuncia la dodicesima ondata di attacchi dell’operazione “True Promise IV”, Israele ha scagliato una offensiva contro il sud del Libano e contro la capitale del Paese Beirut. Online iniziano a circolare video del quartiere Dahieh, nell’area meridionale della città, che mostrano una colonna di fumo alzarsi da un edificio.
2 marzo – Ore 17.20 – Un punto sugli ultimi attacchi
La portavoce dell’esercito israeliano in lingua araba Ella Waweya [37] ha annunciato che nell’ultima ondata di attacchi contro il Libano, le IDF hanno preso di mira 70 obiettivi della milizia Hezbollah situati nel sud del Paese, tra cui depositi di armi, postazioni di lancio e piattaforme missilistiche in varie zone. La dichiarazione di Wawya conferma le indiscrezioni sulla nuova offensiva israeliana uscite circa un’ora fa. Parallelamente, Teheran sta venendo pesantemente presa di mira dalle bombe americane, mentre agenzie di stampa internazionali hanno parlato di esplosioni nei pressi degli impianti nucleari iraniani di Esfahan; per quanto riguarda quest’ultima notizia, manca ancora una conferma dalle autorità iraniane.
Dall’altra parte della barricata, l’Iran ha continuato i propri attacchi in tutta la regione. Dopo avere annunciato gli obiettivi colpiti nel corso dell’undicesima ondata di ritorsione, i media di Teheran hanno riportato che sarebbero state udite esplosioni a Tel Aviv, che tuttavia non sono state confermate dalle autorità. Il Ministero della Difesa del Qatar ha inoltre annunciato l’abbattimento di due bombardieri iraniani Su-24, che sarebbero stati colpiti prima che entrassero nello spazio aereo del Paese. Secondo i media arabi, inoltre, le IRGC avrebbero attaccato una nave al largo dell’Oman. Missili anche ad Abu Dhabu, negli Emirati, che secondo il ministero della Difesa sarebbero stati intercettait. In Iraq, infine, continuano a venire segnalati attacchi nell’area di Erbil, di cui tuttavia non si conoscono gli autori; sabato, poco dopo i primi attacchi israeliano-statunitensi, la milizia irachena Kataib Hezbollah – vicina all’Iran – ha annunciato che avrebbe sostenuto militarmente Teheran.
Davanti a questo bilancio, l’Iran ha annunciato l’inizio della dodicesima ondata di attacchi.
2 marzo – Ore 17.05 – Trump apre a un’invasione via terra
A chi gli chiedeva della possibilità di inviare soldati sul campo, Trump ha risposto che «ci saranno se necessario». Gli fa eco il capo del Pentagono, Pete Hegseth: «Non ci sono soldati americani in Iran al momento, ma non facciamo previsioni. Non è esclusa alcuna opzione: combattiamo per vincere».
2 marzo – Ore 17 – Bloomberg: la guerra in Iran sposta gli equilibri globali
Una analisi apparsa sull’agenzia Bloomberg osserva come gli attacchi israeliano-statunitensi starebbero avvicinando Russia e Cina. Secondo l’agenzia gli interessi cinesi sarebbero prevalentemente rivolti verso il settore energetico, visto che dallo Stretto di Hormuz passa circa il 13% del petrolio importato da Pechino via mare. Nonostante l’avvicinamento, Pechino escluderebbe l’opzione di aiutare l’Iran militarmente in vista del prossimo incontro tra Xi Jinping e Trump, previsto proprio questo mese.
2 marzo – Ore 16.35 – Gli aerei USA lasciano la Spagna
Quindici aerei cisterna degli Stati Uniti hanno lasciato la Spagna dopo che il presidente del consiglio di Madrid Pedro Sánchez ha negato a Washington la possibilità di utilizzare basi militari spagnole per condurre operazioni contro l’Iran. Tra tutti i leader europei, per ora, Sánchez è quello che si è schierato più apertamente contro gli attacchi israeliano-statunitensi, condannando l’azione militare.

2 marzo – Ore 16.10 – L’undicesima ondata di attacchi iraniani
I media ufficiali [38] iraniani hanno descritto obiettivi e modalità della undicesima ondata di attacchi lanciata contro Israele. Sono stati presi di mira «i centri di intelligence e i depositi di supporto militare degli Stati Uniti nella regione del Golfo Persico, il complesso delle industrie di comunicazione dell’esercito del regime sionista a Beer Sheva e più di 20 punti nelle aree di Tel Aviv, Gerusalemme Ovest e Galilea»; in totale sono stati attaccati 60 obiettivi strategici e 500 punti militari impiegando centinaia di droni e missili. Nelle ultime 48 ore, l’Iran avrebbe utilizzato più mezzi militari di quanti ne abbia usati durante l’intera guerra dei dodici giorni.
2 marzo – Ore 15.50 – Israele smentisce l’attacco all’ufficio di Netanyahu
L’ufficio del primo ministro israeliano Netanyahu ripreso dai media del Paese ha smentito che l’ufficio del premier sarebbe stato attaccato, bollando la notizia come una fake news. La notizia era stata data oggi in tarda mattinata dalle Guardie Rivoluzionarie, che sostenevano di avere colpito l’edificio, senza riportare dettagli sullo stato di Netanyahu.
2 marzo – Ore 15.20 – IDF: ucciso un leader di Hezbollah; Nuovi raid in Libano
Le IDF hanno annunciato di avere ucciso Hassin Makled, responsabile del quartier generale dell’intelligence di Hezbollah. La notizia non è stata confermata dal gruppo, ma è iniziata a circolare tra i media sin dalla mattina: l’esercito israeliano aveva annunciato l’eliminazione di «un leader» del movimento, facendo fiorire le speculazioni sulla sua identità, tanto che c’era chi sosteneva che si trattasse proprio dell’attuale capo ad interim Naim Qassem. Intanto, l’aviazione israeliana ha annunciato l’inizio di un ulteriore raid aereo sul Libano; gli aggiornamenti sono ancora limitati, ma pare sia stata colpita la città meridionale di Tiro.

2 marzo – Ore 15 – Parte un volo dall’Italia per i cittadini bloccati
La Farnesina ha annunciato che dall’aeroporto di Mascate, nell’Oman, è appena partito un primo volo charter con 127 dei cittadini italiani rimasti bloccati nella regione mediorientale. A bordo cittadini che si trovavano in Oman e altri trasferiti da Dubai con l’assistenza del Ministero degli Esteri. Consolati e ambasciate stanno lavorando per favorire il trasferimento di cittadini italiani verso gli aeroporti della regione che risultano operativi. La compagnia aerea Etihad sta organizzando aperture temporanee dell’aeroporto di Abu Dhabi.
2 marzo – Ore 13.45 – Chiusura dello Stretto di Hormuz: il Qatar interrompe la produzione di GNL
QatarEnergies ha dichiarato che, a causa degli attacchi in corso da parte dell’Iran, fermerà la produzione di GNL e di tutti i prodotti correlati nelle città industriali di Ras Laffan e Mesaieed. “QatarEnergy attribuisce grande importanza ai rapporti con tutti i suoi stakeholder e continuerà a comunicare le informazioni più recenti disponibili”, riporta l’azienda in una nota. La notizia ha fatto schizzare i prezzi del gas in Europa del 50%, dopo una turbolenta apertura a +22%.
2 marzo – 12.45 – USA confermano perdita di tre caccia in Kuwait
Il comando statunitense CENTCOM ha confermato [40] di aver perso tre caccia F-15 in Kuwait per via del “fuoco amico”. “Durante il combattimento attivo, che includeva attacchi da parte di aerei iraniani, missili balistici e droni, i caccia dell’aeronautica militare statunitense sono stati abbattuti per errore dalla difesa aerea kuwaitiana” riporta la nota. “Tutti e sei i membri dell’equipaggio si sono eiettati in sicurezza, sono stati recuperati e sono in condizioni stabili”. Il Kuwait avrebbe riconosciuto l’incidente, ma le cause rimarrebbero “sotto indagine”.

2 marzo – 12.40 – Cipro: intercettati e abbattuti due droni
Un portavoce del governo cipriota ha confermato che gli oggetti apparsi sui radar erano due droni UAV, che sono stati “intercettati con successo” e abbattuti.
2 marzo – 12.15 – Cipro: evacuati aeroporto e città di Akrotiri per rilevamento “oggetto sospetto” sui radar
Il terminal passeggeri dell’aeroporto di Paphos, a Cipro, sta venendo evacuato in questi minuti dopo che un “oggetto sospetto” è stato intercettato dai radar, secondo [41] media locali. L’aeroporto si trova a circa 60 km dalla base britannica di Akrotiri, colpita nella notte da droni. Secondo il Cyprus Mail, che cita fonti del ministero, il governo cipriota ha dato istruzioni di evacuare l’intera città di Akrotiri. Anche la base di Dhekelia, situata nella parte orientale dell’isola, sarebbe stata evacuata. “Fonti hanno informato il Cyprus Mail che il personale della base è stato informato della minaccia e ha ricevuto l’ordine di ‘tornare nelle proprie case e rimanere all’interno fino a nuovo avviso’. È stato inoltre chiesto loro di ‘allontanarsi dalle finestre e ripararsi dietro o sotto mobili solidi e robusti’ e di attendere nuove istruzioni”, riporta il quotidiano.
Nelle scorse ore, il presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulides, aveva dichiarato [42] che “il nostro Paese non è coinvolto in alcun modo e non intende partecipare ad alcuna operazione militare”, mentre “rimaniamo impegnati nel ruolo umanitario che abbiamo sostenuto finora, sempre come parte della soluzione e mai come parte del problema, e continueremo ad operare con lo stesso livello di responsabilità”.
2 marzo – Ore 12.10 – IDF: “colpiti alti membri del ministero iraniano”
L’esercito israeliano ha rivendicato [43] l’uccisione di ulteriori alti membri delle istituzioni iraniane. In particolare, sarebbero stati uccisi:
- Sayed Yahya Hamidi, viceministro dell’Intelligence per gli Affari israeliani, accusato di aver “guidato attività terroristiche contro ebrei, attori occidentali e oppositori del regime in Iran e all’estero”;
- Jalal Pour Hossein, capo della Divisione Spionaggio.
Sarebbe stata colpita anche la sede del ministero, a Teheran.
2 marzo – Ore 11.30 – Specifiche sul missile che ha colpito l’ufficio di Netanyahu
Il missile Kheibar utilizzato dalle Guardie Rivoluzionarie per attaccare gli uffici governativi israeliani, è una testata balistica a medio raggio prodotta dal ministero della Difesa di Teheran. Il missile è stato presentato due anni e mezzo fa; ha una gittata di 2.000 chilometri e può trasportare una testata da 1.500 chilogrammi. Viaggia a una velocità stimata di mach 16, rompendo dunque il muro del suono. Ha una CEP (probabilità di errore circolare: è un valore che indica il raggio della circonferenza a partire dal bersaglio in cui cadono il 50% dei missili sparati) che varia tra i 10 e i 30 metri.
2 marzo – Ore 11 – Attaccato l’ufficio di Netanyahu
I pasdaran iraniani hanno annunciato [44]di avere attaccato l’ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu: «Il destino di Netanyahu è avvolto nell’incertezza; l’ufficio del primo ministro criminale del regime sionista e la sede del comandante della forza aerea dell’esercito di questo regime sono stati colpiti duramente dalle forze armate della Repubblica Islamica in attacchi mirati e a sorpresa con missili Kheibar nella decima ondata», si legge in un comunicato delle Guardie Rivoluzionarie. «Secondo questo comunicato, gli attacchi missilistici riusciti dell’Iran contro i territori occupati nella decima ondata si sono concentrati sul complesso governativo del regime sionista e i risultati di questi attacchi e ulteriori informazioni saranno annunciati successivamente», scrive l’agenzia di stampa governativa Irna. Ignoto, per ora, lo stato di salute del primo ministro.
2 marzo – Ore 10.15 – Francia: azione USA-Israele frutto di decisione unilaterale che andava discussa
Il ministro per gli Affari Esteri della Francia, Jean-Noel Barrot, nella conferenza stampa svoltasi questa mattina ha condannato l’Iran e il suo regime, “contrario ai diritti umani”, ma ha anche aggiunto che la decisione di attaccare di USA e Israele è stata “unilaterale” e avrebbe dovuto essere “dibattuta nelle sedi collettive “dibattuta negli organismi collettivi” che esistono proprio a tale scopo. “Solo rivolgendosi al Consiglio di Sicurezza ONU, l’uso della forza può acquisire legittimità”, ha dichiarato Barrot. 8
Nelle scorse ore, la Francia, insieme alla Germania e al Regno Unito, ha dichiarato di essere pronta a intraprendere “azioni difensive” contro l’Iran per difendere i propri interessi.
2 marzo – Ore 10.00 – Ministro della Difesa israeliano: il capo di Hezbollah è ora un obiettivo
Il ministro israeliano della Difesa Israel Katz ha dichiarato [45] che “l’organizzazione terroristica Hezbollah pagherà un prezzo elevato per aver aperto il fuoco su Israele” e che il segretario generale dell’organizzazione, Naim Qassem, è ora un “bersaglio ben definito da contrastare”. “Il primo ministro Benjamin Netanyahu ed io abbiamo dato istruzioni alle IDF di agire con forza contro Hezbollah, continuando a perseguire l’obiettivo principale: schiacciare e sconfiggere il regime terroristico iraniano e disattivarne le capacità”.
2 marzo – Ore 9.05 – Kuwait: numerosi jet americani schiantati al suolo
Il potavoce del ministero della Difesa del Kuwait ha confermato [46] che numerosi velivoli da guerra statunitensi si sono schiantati al suolo questa mattina nel Paese, ma che tutti i piloti sono stati tratti in salvo. Non si conoscono le cause degli incidenti, che verranno indagate in queste ore.
2 marzo – Ore 8.35 – Bombardata raffineria in Arabia Saudita
Alcuni video girati dai cittadini e circolanti su X mostrano fumo sollevarsi da quella che dovrebbe essere la raffineria ARAMCO di Ras Tanura, in Arabia Saudita.
2 marzo – Ore 8.00 – Esplosioni a Erbil, Iraq
Alcune forti esplosioni sarebbero in corso a Erbil, città curda a nord dell’Iraq. Secondo giornalisti di Al Jazeera presenti sul posto, missili e droni starebbero anche prendendo di mira l’aeroporto internazionale della città.
2 marzo – Ore 7.00 – I principali fatti della notte: Hezbollah entra in guerra
- La milizia libanese Hezbollah è entrata in guerra, lanciando attacchi contro una base militare ad Haifa. Dopo l’attacco, Israele ha annunciato che avrebbe reagito «forzatamente» e ha lanciato un bombardamento sulla capitale libanese Beirut, uccidendo almeno 31 persone. Ha poi lanciato ulteriori attacchi nel sud del Paese e rilasciato ordini di evacuazione in 53 città libanesi, spingendo migliaia di persone ad abbandonare le proprie abitazioni. Il premier libanese Nawaf Salam, invece, ha criticato la scelta di entrare in guerra da parte di Hezbollah, giudicandola «irresponsabile».
- Dopo avere appreso della morte di tre cittadini statunitensi, Trump ha rilanciato l’operazione militare, affermando che durerà 40 giorni. Rappresentanti iraniani, invece, hanno affermato che non si fermeranno e continueranno la rappresaglia.
- La rappresaglia iraniana è andata avanti tutta la notte: l’Iran ha colpito l’Iraq, il Bahrein, gli Emirati Arabi Uniti, l’Arabia Saudita e il Kuwait; i media riportano anche di un drone nella città di Akrotiri, Cipro.
- Israele ha affermato che lancerà attacchi «nel cuore di Teheran», rinnovando i bombardamenti. Nella notte, i missili israeliani si sono abbattuti su piazza Niloofar, uccidendo 20 persone, mentre il bilancio delle vittime della scuola femminile iraniana a Minab è salito a 180.
1 marzo – Ore 20.45 – Iran: gli Emirati Arabi Uniti richiamano l’ambasciatore
Gli Emirati Arabi Uniti hanno deciso di richiamare il proprio ambasciatore dall’Iran, a seguito degli attacchi subiti nelle ultime ore. Sospese tutte le relazioni diplomatiche e chiusa l’ambasciata a Teheran.
1 marzo – Ore 20.15 – Iraq: folla tenta l’assalto all’ambasciata USA
Una folla di centinaia di manifestanti ha cercato di assaltare l’ambasciata USA in Iraq ma è stata dispersa dalla polizia a suon di gas lacrimogeni.
1 marzo – Ore 19.50 – Nuovi attacchi iraniani verso Israele; diverse esplosioni scuotono Teheran: colpito ospedale
Una nuova ondata di attacchi missilistici iraniani è in arrivo sul territorio israeliano. Si registrano dei primi impatti su Haifa. Allo stesso tempo continuano le esplosioni a Teheran.

L’agenzia di stampa iraniana ISNA ha riferito che l’ospedale Gandhi, situato nel nord della capitale, è stato preso di mira da attacchi aerei israelo-americani.
1 marzo – Ore 19.00 – Bilancio aggiornato delle vittime
I singoli Paesi interessati dai bombardamenti di queste ore hanno aggiornato i bilanci delle vittime.
- Iran: 201 morti, 747 feriti
- Israele: 9 morti, 121 feriti
- Emirati Arabi Uniti: 3 morti, 58 feriti
- Stati Uniti: 3 morti, 5 feriti
- Iraq: 2 morti, 5 feriti
- Kuwait: 1 morto, 32 feriti
- Qatar: 16 feriti
- Oman: 5 feriti
- Bahrein: 4 feriti
1 marzo – Ore 18.00 – Colpiti obiettivi USA nel porto di Dubai

1 marzo – Ore 17.30 – Trump: “parlerò coi leader iraniani”
Il presidente USA Donald Trump ha dichiarato che parlerà con la leadership iraniana: «loro vogliono parlare e io ho accettato. Avrebbero dovuto farlo prima, quando era più semplice e pratico. Hanno aspettato troppo a lungo».
Secondo il Ministro degli Esteri dell’Oman Badr bin Hamad Al Busaidi, Teheran sarebbe disponibile a «degli sforzi per la de-escalation».
1 marzo – Ore 16.45 – Nuovi attacchi su Teheran; colpita una base francese ad Abu Dhabi
La coalizione israelo-americana ha lanciato una nuova serie di attacchi su Teheran. Diverse colonne di fumo ed esplosioni si sono registrate nella capitale iraniana.
Il Ministero della Difesa emiratino ha reso noto che un drone iraniano ha colpito la base navale di Al Salam, che ad Abu Dhabi ospita un contingente francese. «L’attacco ha causato un incendio in due container ma non si registrano feriti».
1 marzo – Ore 16.15 – Crosetto torna in Italia
Il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha fatto sapere, con un post su X, di star rientrando in Italia con un volo militare. «Rientrerò utilizzando un volo militare ma dopo aver bonificato (un’ora fa) al Comando del 31esimo stormo di Ciampino un importo triplo ( per mia scelta) rispetto a quello che prevede la tariffa per gli ospiti dei voli di Stato».
1 marzo – Ore 15.30 – Media: 150 navi petrolifere restano fuori lo Stretto di Hormuz
Almeno 150 petroliere hanno gettato l’ancora nelle acque aperte del Golfo, oltre lo Stretto di Hormuz, chiuso dalle autorità iraniane. Diverse decine di navi sono ferme dall’altra parte dello Stretto. Lo riportano Reuters e Al Jazeera. La navigazione risulta bloccata, con conseguenze mondiali sul commercio energetico.
I media statali iraniani confermano che Teheran ha colpito una petroliera perché «aveva intenzione di passare attraverso lo Stretto di Hormuz nonostante gli avvertimenti». «Tutti i 20 membri dell’equipaggio sono stati evacuati».
1 marzo – Ore 14.45 – Iran: “continueremo a colpire le basi americane”
Il generale iraniano Ali Larijani si è rivolto ai Paesi arabi: «non stiamo cercando di attaccarvi. Ma quando le basi nel vostro Paese vengono usate contro di noi, le colpiamo. Sono suolo americano».
In queste ore, al di là delle basi USA, sono state colpite anche infrastrutture ed edifici civili. Emergono i primi bilanci parziali. Negli Emirati Arabi Uniti si contano almeno 3 vittime e 58 feriti. Una persona uccisa e 32 feriti è invece il bilancio del Kuwait, come riportato dal Ministro della Salute.
1 marzo – Ore 14.15 – Nuova ondata di attacchi: colpita Beit Shemesh in Israele

Israele sta continuando a bombardare Teheran. Come riportato dalla Mezzaluna Rossa, in 24 ore Israele avrebbe ucciso almeno 57 persone nella capitale iraniana, cui si aggiungono diverse decine di feriti.
Negli ultimi minuti l’Iran ha lanciato una nuova ondata di missili e droni verso lo Stato ebraico. Segnalati impatti a Tel Aviv e Beit Shemesh (a 30km da Gerusalemme). Qui, fonti locali hanno aggiornato il bilancio delle vittime causato dalla mancata intercettazione di un missile balistico: 9 persone uccise e decine di feriti.
1 marzo – Ore 13.30 – Crosetto ancora bloccato a Dubai; Tajani: “avvisati solo ad attacco in corso”

Il Ministro della Difesa Guido Crosetto resta bloccato a Dubai. «Non so quando rientrerà, spero prima del 7 marzo», ha dichiarato Tajani. «Noi siamo stati informati dal governo israeliano ad attacco in corso, mi ha chiamato il ministro Sa’ar ieri mattina presto quando l’attacco era già iniziato».
La Farnesina ha creato la “Task Force Golfo” per assistere i connazionali bloccati nella regione.
1 marzo – Ore 13.00 – Cipro smentisce le dichiarazioni britanniche; l’Iran lancia nuovi attacchi: colpito edificio vicino ambasciata italiana
«In relazione alle dichiarazioni e alle notizie che fanno riferimento al lancio di missili in direzione di Cipro, si chiarisce che non è così e non vi è alcuna indicazione che si sia verificata una minaccia per il Paese». Ad affermarlo è il portavoce del governo cipriota, Konstantinos Letymbiotis.
Nel frattempo si registrano nuovi attacchi iraniani nei Paesi del Golfo. Un missile ha colpito l’Hotel Crowne Plaza in Bahrein, causando diversi feriti, come confermato dal Ministero dell’Interno del regno. L’ambasciata americana ha esortato i suoi cittadini a lasciare gli hotel della capitale Manama.
«Ad Abu Dhabi è stato colpito un edificio vicino alla nostra ambasciata», ha dichiarato il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani.
1 marzo – Ore 12.20 – Morto Khamenei: cosa succede ora in Iran
La morte di Ali Khamenei ha aperto una fase di transizione che si concluderà con la nomina della nuova Guida suprema. Al momento la leadership dell’Iran è affidata a un consiglio ristretto, composto dal presidente Masoud Pezeshkian, dal capo della magistratura Gholamhossein Ejei, e da un membro del Consiglio dei Guardiani. Quest’ultimo ha già preso la sua decisione, nominando l’ayatollah Alireza Arafi.
La Costituzione iraniana affida la scelta della Guida suprema all’Assemblea degli Esperti, composta da 88 religiosi. La lista dei potenziali successori di Khamenei è lunga e comprende il figlio Mojtaba, da anni suo consigliere informale. Ci sono poi Hassan Khomeini, nipote del fondatore della Repubblica Islamica, e l’ayatollah Ruhollah Khomeini. Non è da escludere la corsa di Hassan Rouhani, ex presidente e religioso moderato.
1 marzo – Ore 11.50 – Netanyahu agli iraniani: “liberatevi dalla tirannia”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha invitato nuovamente la popolazione iraniana ad approfittare dell’aggressione straniera per «liberarsi dalle catene della tirannia». «L’aiuto che aspettavate è arrivato, nei prossimi giorni continueremo a colpire migliaia di obiettivi del regime terroristico», ha aggiunto. Al momento però decine di migliaia di persone sono scese in strada per protestare contro l’attacco USA-israeliano, esprimendo cordoglio per la morte della Guida suprema.
1 marzo – Ore 11.25 – Le reazioni internazionali alla morte di Khamenei
- «La fine dell’Ayatollah deve segnare la fine dell’era dei dittatori in Iran. Dopo 47 anni, deve essere arrivato il tempo della libertà», ha scritto la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.
- «Non c’è niente di meglio che la morte di un dittatore», scrive [4] l’account ufficiale dell’Ucraina su X.
- «Noi di Hamas piangiamo la scomparsa dell’ayatollah Ali Khamenei. Gli Stati Uniti e il governo di occupazione fascista (Israele, ndr) sono pienamente responsabili di questa flagrante aggressione e di questo odioso crimine contro la sovranità della Repubblica islamica dell’Iran, nonché delle sue gravi ripercussioni sulla sicurezza e la stabilità della regione».
- Il presidente russo Vladimir Putin ha descritto la morte di Ali Khamenei come un «omicidio cinico» che viola tutti gli standard della moralità umana e del diritto internazionale: «Eminente statista che ha dato un enorme contributo allo sviluppo delle relazioni tra Russia e Iran».
1 marzo – Ore 11.00 – Missili iraniani verso Cipro; Pezeshkian: “L’uccisione di Khamenei è una dichiarazione di guerra”
Il ministro della Difesa britannico John Healey riferisce che due missili provenienti dall’Iran sono stati lanciati verso Cipro. Qui si trovano basi militari del Regno Unito. Ieri il premier Starmer aveva dichiarato: «gli aerei britannici sono oggi in volo in Medio Oriente nell’ambito di operazioni difensive regionali coordinate per proteggere il nostro popolo, i nostri interessi e i nostri valori».
Nel frattempo il presidente iraniano Pezeshkian, sopravvissuto agli attacchi, giura vendetta, affermando che l’uccisione di Khamenei è una dichiarazione di guerra da parte di Israele e degli Stati Uniti ai musulmani di tutto il mondo.
1 marzo – Ore 10.45 – Nel mondo decine di proteste contro USA e Israele
- Crescono le proteste nel mondo contro l’aggressione dell’Iran, a partire dagli Stati Uniti, dove una rete di attivisti ha lanciato decine di manifestazioni.
- In Pakistan centinaia di persone hanno raggiunto il consolato USA, imbracciando ritratti di Khamenei. Al tentato assalto la polizia ha risposto col fuoco, uccidendo 9 manifestanti e ferendone diverse decine.
- A Baghdad, in Iraq, la folla ha provato a raggiungere l’ambasciata americana ma è stata respinta dalla polizia a suon di gas lacrimogeni.
- In Italia è stata invece convocata una manifestazione per martedì 3 marzo all’ambasciata USA in via Bissolati.
1 marzo – Ore 10.00 – Nuova ondata di raid tra Iran e Israele; cresce il livello delle minacce
Non si fermano gli attacchi lungo l’asse Teheran-Tel Aviv. Sirene antiaeree suonano in Israele a seguito della nuova ondata di missili provenienti dell’Iran. Nel frattempo l’esercito israeliano ha lanciato una massiccia campagna aerea contro diversi obiettivi, Teheran inclusa, dove si sentono numerose esplosioni. Nel mirino anche le zone centrali del Paese, in un’operazione volta a stabilire il dominio aereo sul territorio.
Dopo la morte di Khamenei i Pasdaran hanno minacciato di sferrare «l’offensiva più feroce della storia» contro Stati Uniti e Israele. Immediata la replica di Donald Trump: «L’Iran ha appena dichiarato che oggi colpirà molto duramente, più duramente di quanto abbia mai fatto prima. È meglio che non lo faccia, perché se lo farà, noi li colpiremo con una forza che non è mai stata vista prima».
1 marzo – Ore 9.20 – Pakistan, protesta nei pressi del consolato USA finisce nel sangue
Sarebbero almeno 9 i manifestanti uccisi in Pakistan, nei pressi del Consolato USA, dove si erano diretti per protestare contro l’uccisione di Khamenei. Diversi i feriti. La polizia avrebbe aperto il fuoco dopo il tentativo dei manifestanti di entrare nel consolato di Karachi, assaltato con mazze e bastoni.

1 marzo – Ore 8.00 – L’Iran conferma la morte di Khamenei; uccise diverse alte cariche militari
L’Iran conferma la morte della Guida suprema Ali Khamenei, dichiarando un lutto nazionale di 7 giorni. Nei bombardamenti di USA e Israele sono stati uccisi anche diversi comandanti delle forze armate. A Pakpour e Nasirzadeh si aggiungono anche Seyed Abdolrahim Mousavi, capo di Stato maggiore, e Ali Shamkhani, segretario del Consiglio di Difesa.
1 marzo – Ore 2.30 – Alta tensione al Consiglio di Sicurezza ONU; sale a 85 il bilancio delle studentesse uccise

Nella notte si sono registrati nuovi attacchi ed esplosioni. Le sirene antiaeree sono risuonate in Israele, con diversi impatti, mentre l’Iran ha continuato a colpire le basi americane dislocate nei Paesi del Golfo.
Nel frattempo si è tenuta all’ONU una riunione di emergenza all’insegna delle condanne e delle accuse. Il Segretario generale António Guterres ha condannato sia i bombardamenti di Stati Uniti e Israele sia la successiva rappresaglia iraniana nella regione, parlando di una «grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale».
Israele e Stati Uniti hanno difeso l’aggressione militare, definita dal rappresentante iraniano un gigantesco «crimine di guerra» che ha colpito aree civili in diverse città. Un bombardamento ha distrutto una scuola elementare nel sud del Paese, uccidendo 108 bambine, come riportato dalla Mezzaluna Rossa.
Anche in Italia è tornato a riunirsi il governo, con un vertice a Palazzo Chigi. «Ai leader del Golfo il Presidente Meloni ha espresso la vicinanza del Governo italiano e la condanna degli ingiustificabili attacchi subiti dalle loro Nazioni», si legge [5] nella nota diffusa. «Il Governo, come già in passato, continuerà a impegnarsi con i partner europei, regionali e internazionali per una soluzione a favore della stabilità della Regione e al contempo ha rinnovato la sua vicinanza alla popolazione civile iraniana che, con coraggio, nelle scorse settimane ha richiesto il rispetto dei suoi diritti civili e politici, subendo una repressione violenta e ingiustificabile».
Ore 23.10 – Trump conferma morte Khamenei, invita i soldati al golpe e annuncia che le bombe continueranno “fino alla pace”
Dopo ore di anomalo silenzio il presidente americano ha rilasciato un comunicato su Truth [6]. Trump ha affermato che «Khamenei, una delle persone più malvagie della storia, è morto» e ha invitato senza mezzi termini le forze iraniane a scegliere tra tradimento e morte: «Abbiamo sentito dire che molti dei loro membri dell’IRGC, dell’esercito e delle altre forze di sicurezza e di polizia non vogliono più combattere e cercano l’immunità da noi. Come ho detto ieri sera, “Ora possono avere l’immunità, poi otterranno solo la morte!”. Speriamo che l’IRGC e la polizia si uniscano pacificamente ai patrioti iraniani e lavorino insieme come un’unità per riportare il Paese alla grandezza che merita». Il conunicato si conclude con la promessa che «i bombardamenti pesanti e mirati continueranno ininterrottamente per tutta la settimana, o per tutto il tempo necessario, a raggiungere il nostro obiettivo di pace in tutto il medio oriente e, in verità, nel mondo!».
Ore 21.00 – Media israeliani: “Khamenei ucciso negli attacchi”
Secondo quanto riferito dai media israeliani, il leader supremo Khamenei sarebbe stato ucciso durante gli attacchi israeliani di questa mattina. Sulla notizia non vi è tuttavia ancora una conferma ufficiale, ma l’ambasciatore israeliano avrebbe confermato ai funzionari di Washington il ritrovamento del corpo. L’agenzia di stampa iranianiana Tasmin ha smentito la notizia. Naturalmente non è possibile verificare la notizia e al momento tutte le ipotesi restano valide: potrebbe essere stato effettivamente assassinato, così come la divulgazione della presunta notizia da parte israeliana potrebbe essere una mossa di “guerra psicologica” sulla popolazione e sulle forze militari iraniane.
Ore 20.05 – Ancora nessuna notizia su Khamenei
Escludendo le prime frettolose ricostruzioni di media indipendenti, manca ancora una conferma sullo stato di salute del leader iraniano Khamenei. Secondo fonti apparse su canali arabi, la Guida Suprema avrebbe emulato quanto fatto durante la guerra dei dodici giorni, nascondendosi in un rifugio sicuro e ignoto per tirare le file della ritorsione iraniana. Fonti del ministero degli Esteri iraniano confermano che dovrebbe essere vivo, senza tuttavia sbilanciarsi. I canali israeliani, invece, sono di tutt’altro avviso. Dopo un primo momento di dubbio, è iniziata a circolare la voce della sua morte, e il premier Netanyahu ha rilasciato una dichiarazione affermando che ci sarebbero diversi indizi che punterebbero al fatto che sarebbe stato ucciso. Nell’attacco di questa mattina, Israele ha preso di mira la sua residenza, e secondo alcune ricostruzioni avrebbe ucciso dei membri della sua famiglia. Si attendono conferme ufficiali sulle sue condizioni.
Ore 19.30 – La ritorsione iraniana non si ferma
La risposta iraniana agli attacchi israelo-statunitensi va avanti quasi ininterrottamente da questa mattina.
- Il Bahrein e la base marittima statunitense nel Paese risultano tra i luoghi più colpiti. I bombardamenti contro di essa sono andati avanti per ore, e secondo dati non ufficiali la base sarebbe almeno per metà distrutta. Un video circolato online mostra inoltre un drone kamikaze abbattersi su un grattacielo della capitale Manama; secondo fonti non verificate, si tratterebbe di un albergo in cui risiederebbero militari statunitensi.
- Media iracheni vicini alla milizia di Kataib Hezbollah, affiliata all’Iran, riportano di un attacco al consolato USA di Erbil. Non è noto chi avrebbe lanciato l’offensiva; questa mattina lo stesso gruppo iracheno ha annunciato che sarebbe sceso in campo per sostenere l’Iran, prendendo di mira siti statunitensi. La notizia dell’attacco al consolato non è stata confermata da fonti ufficiali.
- Negli Emirati è stata presa di mira una base statunitense vicino al Burj Khalifa, il noto grattacielo simbolo della città, nonché edificio più alto al mondo.
- Droni iraniani avrebbero raggiunto la capitale giordana Amman e la città di Irbid. Ad Amman, il drone sarebbe stato intercettato e si sarebbe schiantato contro un edificio civile. Non sono stati riportati danni ai civili.
- Nella capitale dell’Oman, Mascate, sono iniziate a squillare le sirene. Ignoto l’obiettivo degli attacchi. In Kuwait, invece, sarebbe stata colpita la base Ali Al-Salem; le autorità avrebbero contato 12 feriti da questa mattina. Attacchi anche nel Qatar: in totale l’Iran ha scagliato 8 droni e 44 missili balistici contro i luoghi sensibili del Paese.
- Anche Israele è sotto attacco. Le sirene hanno iniziato a squillare in almeno una sessantina di località, tra cui la capitale Tel Aviv. Media non ufficiali iraniani riportano inoltre di attacchi a basi del Mossad e della CIA in luoghi non meglio specificati di Israele.
Intanto media locali iraniani riportano che le piattaforme balistiche mobili starebbero venendo spostate, in vista di una prossima ondata di attacchi missilistici.
Ore 19.00 – Un primo bilancio degli attacchi Israele-USA
In Iran i media ufficiali hanno affermato che nella giornata di oggi sono state colpite 24 province del Paese, e che più di 220 squadre della Mezzaluna Rossa sarebbero attive tra gruppi in stato di allerta e team presenti sul luogo dell’incidente. Il bilancio parziale è di 747 feriti e 201 morti.
Intanto, è stato confermato che lo stretto di Hormuz è «praticamente chiuso». A riportare la notizia menzionando i pasdaran iraniani è l’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim. Anche l’unità marittima britannica conferma che il traffico si sarebbe interrotto, e il Dipartimento dei Trasporti USA ha suggerito alle navi di tenersi alla larga dall’area.
Ore 18.30 – Crosetto è bloccato a Dubai

Il ministro della Difesa Guido Crosetto è bloccato a Dubai a causa della chiusura dello spazio aereo emiratino. Crosetto si trovava negli Emirati per motivi personali; doveva andare a prendere la propria famiglia per rientrare in Italia con loro. In questo momento starebbe attendendo la ripresa dei voli per tornare in patria.
Ore 18.00 – Colpita una palestra in Iran; sale a 85 il bilancio delle studentesse uccise
Una palestra sarebbe stata colpita a Lamerd, nella provincia di Fars, da un attacco USA-israeliano. I media locali e la Tv di Stato parlano di almeno 15 persone uccise. Nuove esplosioni si registrano anche a Bandar Abbas e a Urmia.
Nel frattempo la Procura di Mizan ha aggiornato il bilancio del bombardamento della scuola elementare, arrivato a 85 bambine uccise.
Ore 17.40 – Nuove esplosioni a Tel Aviv; Meloni convoca vertice di governo
Diverse esplosioni si sono udite a Tel Aviv. Continuano a risuonare le sirene antiaeree, mentre i cittadini israeliani si rifugiano nei bunker sotterranei. L’Iran avrebbe usato i primi missili ipersonici (Fattah).
Nel frattempo in Italia la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato in serata un nuovo vertice di governo per discutere della crisi nella regione, dove si trovano attualmente decine di migliaia di italiani.
Ore 17.10 – Media: chiuso lo Stretto di Hormuz
Diversi media, tra cui Reuters [7], riportano la decisione dell’Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per le principali rotte del petrolio. Inibita dunque la navigazione commerciale.

Sul Mar Rosso incombe invece la minaccia degli attacchi da parte degli Houthi. Questi ultimi hanno annunciato la ripresa degli assalti a seguito dell’aggressione all’Iran.
Ore 16.50 – ONU convoca Consiglio di Sicurezza; gli aerei britannici si alzano in volo a sostegno di USA e Israele
Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU si riunirà a New York per una sessione urgente alle ore 16 (le 22 italiane). Accettata la richiesta di Francia e Oman. Sul tavolo la crisi innescata dall’attacco di Stati Uniti e Israele. L’Iran ha chiesto ai membri ONU di «assumersi la responsabilità della pace e della sicurezza internazionale, condannando inequivocabilmente questo atto di aggressione e adottando misure urgenti e collettive per contrastarlo, poiché rappresenta una minaccia senza precedenti alla pace e alla sicurezza regionali e globali».

Nel frattempo il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato: «gli aerei britannici sono oggi in volo in Medio Oriente nell’ambito di operazioni difensive regionali coordinate per proteggere il nostro popolo, i nostri interessi e i nostri valori». Starmer specifica che l’aviazione britannica non ha preso parte agli attacchi compiuti in mattinata dagli alleati.
Ore 16.20 – Nuove esplosioni nella regione; in Israele risuonano le sirene antiaeree
Si registrano nuovi lanci missilistici in tutta la regione. La Fars parla di diverse esplosioni a Shiraz, nell’Iran meridionale. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver completato un «ampio attacco» contro i sistemi di difesa strategici iraniani, «compreso il sistema di difesa aerea SA-65 situato nella zona di Kermanshah, nell’Iran occidentale».
In Israele suonano nuovamente le sirene a seguito di una nuova ondata di missili provenienti da Teheran. Reuters riporta [8] pesanti esplosioni avvenute a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Bombe anche a Doha, capitale del Qatar. Un drone iraniano ha colpito l’Aeroporto Internazionale del Kuwait, causando feriti lievi e danni materiali limitati.
Ore 15.50 – USA ai propri cittadini: “lasciare urgentemente il Libano”; alla missione UNIFIL si unisce la Brigata Sassari
L’ambasciata USA in Libano ha esortato i propri cittadini a lasciare urgentemente il Paese, bombardato questa mattina da Israele. La decisione di Washington è probabilmente legata alle preoccupazioni per eventuali ritorsioni di Hezbollah, il gruppo islamista particolarmente attivo nel Libano meridionale.
Qui è in corso [9] lo schieramento della Brigata Sassari, che si unirà alla missione UNIFIL, operativa dal 1978 con l’obiettivo di mantenere la pace nella regione. Tuttavia, nemmeno la missione ONU è stata risparmiata [10] negli ultimi due anni dagli attacchi israeliani.
Ore 15.20 – Mezzaluna Rossa: “colpite 20 province iraniane”; uccise due alte cariche militari
La Mezzaluna Rossa ha dichiarato che almeno 20 delle 32 province iraniane sono state colpite dai bombardamenti USA-israeliani. Come riporta [11] Reuters, negli attacchi sarebbero rimasti uccisi Mohammad Pakpour, capo dei Pasdaran, e Amir Nasirzadeh, Ministro della Difesa.
Ore 15.00 – L’Oman chiede al Consiglio di Sicurezza ONU di intervenire
L’Oman, attraverso il proprio Ministro degli Esteri, ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza con l’obiettivo di «imporre un cessate il fuoco e mandare un chiaro messaggio di sostegno al diritto internazionale». La Francia, membro permanente del Consiglio di Sicurezza, si accoda alla richiesta.
L’Oman, mediatore dei precedenti tavoli negoziali tra Stati Uniti e Iran, ha aggiunto che l’attacco USA-Israele rischia di scatenare «conseguenze irrisolvibili. Negoziati seri e attivi sono stati ancora una volta compromessi».
Ore 14.40 – Iran: “l’attacco alla scuola elementare non resterà senza risposta”
Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è intervenuto sull’attacco israeliano sferrato su una scuola elementare. «Decine di bambine innocenti sono state assassinate. Questi crimini contro il popolo iraniano non resteranno senza risposta».
Ore 14.00 – L’ONU invoca una de-escalation; sale a 57 il bilancio delle studentesse uccise
Volker Turk, Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha richiamato [14] le parti a una de-escalation e al ripristino del confronto diplomatico. «Deploro gli attacchi militari sferrati questa mattina da Israele e Stati Uniti in Iran, e i successivi attacchi di rappresaglia da parte di Teheran», ha dichiarato Turk, sottolineando che: «come sempre, in ogni conflitto armato, sono i civili a pagare il prezzo più alto».
Nel frattempo cresce il bilancio delle vittime causato dall’attacco israeliano su una scuola nell’Iran meridionale. Secondo l’IRNA, sarebbero [15] almeno 57 le studentesse uccise, con oltre 50 bambine ancora sotto le macerie.
Ore 13.40 – Tajani: base italiana colpita in Kuwait, nessun ferito
Il ministro Tajani ha dichiarato alla stampa che la base italiana in Kuwait è stata effettivamente colpita nel corso degli attacchi iraniani, ma i militari presenti all’interno sono tutti incolumi. “Ci sono stati danni ingenti alla pista ma non ci sono militari italiani feriti. E’ stato fatto anche un attacco al comando della Quinta flotta ma non ci sono italiani coinvolti in tutta l’area, né civili né militari”, ha dichiarato il ministro.
Ore 13.30 – Le immagini dell’attacco dell’aviazione israeliana
L’aviazione israeliana ha diffuso le immagini dell’attacco su larga scala lanciato contro “centinaia” di obiettivi nell’Iran occidentale. Nonostante l’aviazione dichiari che gli obiettivi fossero unicamente militari, almeno una scuola è stata colpita del sud del Paese, con l’uccisione di decine di bambine. “Parallelamente agli attacchi dell’Aeronautica Militare contro l’Iran, il Sistema di difesa aerea sta lavorando per intercettare le minacce lanciate dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele” riporta l’aviazione.
Ore 13.00 – La casa di Khamenei dopo gli attacchi israeliani

Le immagini satellitari dell’abitazione della Guida Suprema dell’Iran Khamenei dopo l’attacco iraniano. Al momento non si sa con certezza la sorte del leader.
Ore 12.30 – Le reazioni internazionali
Russia: il presidente della Commissione Affari Internazionali della Duma russa, Leonid Slutsky, ha chiesto la convocazione di una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza ONU, secondo quanto riferisce la TASS. “La comunità internazionale dovrebbe impedire uno scenario che potrebbe rischiare lo scoppio di una terza guerra mondiale” avrebbe dichiarato Slutsky. Per la Russia, la teoria degli “attacchi preventivi” volti a difendere cittadini europei ed americani è una “cortina fumogena” che ha l’unico scopo di rovesciare il potere a Teheran. Proprio in quest’ottica, sostiene Slutsky, gli USA hanno deliberatamente sabotato ogni tentativo di raggiungere un accordo sul nucleare.
Belgio: il ministro degli Esteri ha dichiarato che “i cittadini iraniani non dovrebbero pagare il prezzo delle scelte del loro governo”, rammaricandosi che i negoziati non abbiano portato risultati concreti.
Norvegia: il ministro degli Esteri ha dichiarato che “Israele ha descritto l’attacco come preventivo, ma non è in linea con la normativa internazionale”, in quanto “gli attacchi preventivi sono autorizzati solo in caso di minaccia imminente”.
Pakistan: il ministro degli Esteri ha “duramente condannato” l’attacco israeliano, chiedendo uno stop immediato alla escalation.
Spagna: il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha dichiarato: “Respingiamo l’azione militare unilaterale degli Stati Uniti e di Israele, che rappresenta un’escalation e contribuisce a un ordine internazionale più incerto e ostile. Condanniamo inoltre le azioni del regime iraniano e della Guardia Rivoluzionaria. Non possiamo permetterci un’altra guerra prolungata e devastante in Medio Oriente. Chiediamo un’immediata de-escalation e il pieno rispetto del diritto internazionale. È tempo di riprendere il dialogo e raggiungere una soluzione politica duratura per la regione”.
UE: Ursula von der Leyen ha scritto sui propri social che “è di fondamentale importanza garantire la sicurezza nucleare e prevenire qualsiasi azione che possa ulteriormente aggravare le tensioni o indebolire il regime globale di non proliferazione” e che “in stretto coordinamento con gli Stati membri dell’UE, adotteremo tutte le misure necessarie per garantire che i cittadini dell’UE nella regione possano contare sul nostro pieno sostegno”.
Ore 12.00 – Le autorità iraniane ai cittadini: abbandonate Teheran; strage di studentesse nel sud del Paese
La Sicurezza Nazionale iraniana, citata da Al Jazeera, avrebbe diffuso un comunicato nel quale incita i propri cittadini ad abbandonare immediatamente Teheran. “Dovreste, per quanto possibile e mantenendo la calma, viaggiare verso altri posti e altre città”, hanno dichiarato le autorità. Nel frattempo, un attacco israeliano ha colpito una scuola elementare femminile nel sud dell’Iran, uccidendo almeno 24 bambine.
Ore 11.30 – Il punto sugli attacchi nel Golfo e in Iran
- Negli Emirati sono stati riportati missili ad Abu Dhabi e a Dubai, dove sarebbe stata uccisa una persona; le autorità hanno confermato gli attacchi, annunciando di averli intercettati e di riservarsi il diritto di rispondere. L’Iran avrebbe inoltre preso di mira la base di Al Dhafra.
- In Bahrein è stata colpita una base navale statunitense, notizia confermata dal governo.
- In Arabia Saudita, gli attacchi si sarebbero abbattuti su Riyad; sulle piattaforme indipendenti sono apparsi dei video che confermerebbero i bombardamenti, ma i canali ufficiali non hanno ancora rilasciato commenti a riguardo.
- Attacchi anche in Iraq, nell’area di Jarf al Nasr, nel centro del Paese. I media locali riportano che 2 persone sarebbero rimaste uccise. Qui starebbe inoltre venendo colpita la base di Erbil – nel Kurdistan iracheno.
- In Qatar il ministero della difesa ha fatto sapere di avere intercettato dei missili, senza specificare l’area dove si sarebbero schiantati. Dalle basi statunitensi sul territorio si sono levati in aria dei jet, e in questo momento pare stia venendo presa di mira Doha.
- Attacchi infine anche in Giordania e Kuwait, dove sarebbe stata colpita la base di Al-Salem.
In Iran, per ora sembra che l’attacco israelo-statunitense avrebbe preso di mira le élite del Paese, con lo scopo di uccidere i vertici della catena di comando. Colpite le residenze della Guida Suprema Khamenei, del Presidente Pezeshkian, dell’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, del ministro degli Esteri Araghci, e di altri ministri. Da una prima ricostruzione, Khamenei sarebbe stato portato in un luogo sicuro, ma la notizia non è stata confermata; analoga situazione per quanto riguarda Araghci. Non vi sono, invece, notizie su Pezeshkian e Ahmadinejad. Secondo agenzie di stampa internazionali, sarebbero stati uccisi diversi diplomatici e militari iraniani; l’esercito smentisce di avere subito perdite importanti.
Tra le aree colpite la capitale Teheran, ma anche Tabriz, Shiraz, Zanjan e Sanandaj. Bombe anche su Eshefan, sede di uno dei maggiori impianti nucleari iraniani. Fonti israeliane hanno riportato ai media che sarebbero stati presi di mira siti delle Guardie Rivoluzionarie e piattaforme balistiche.
Ore 11.15 – Media: Khamenei e Fazlullah tra gli obiettivi israeliani
Secondo quanto riportato [18] da Barak Ravid, giornalista corrispondente di Axios in Medio Oriente e giornalista del canale israeliano Channel 12, che cita funzionari israeliani, la Guida Suprema dell’Iran Khamenei, il presidente Fazlullah e “altre importanti personalità politiche e militari” sarebbero state tra gli obiettivi attaccati, ma al momento la loro sorte è incerta.
Ore 10.45 – Meloni convoca riunione di governo; Kallas: “sviluppi pericolosi”
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato poco fa una riunione di governo telefonica, cui hanno partecipato i vicepresidente Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro della Difesa Crosetto, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari e i vertici dell’Intelligence. Nel comunicato [19] stampa che ne è seguito, il governo ha invitato tutti i connazionali all’estero alla “massima prudenza” e rinnovato “la propria vicinanza alla popolazione civile iraniana che con coraggio continua a richiedere il rispetto dei suoi diritti civili e politici”. Meloni si terrà in contatto con i “principali alleati” (ovvero Israele e gli Stati Uniti, che hanno condotto l’attacco) nelle prossime ore “per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un allentamento delle tensioni”. Nessun rappresentante del governo ha per il momento commentato nel merito l’attacco.
Nel frattempo, l’Alta Rappresentante per gli Affari Esteri dell’UE, Kaja Kallas, ha definito [20] “pericolosi” gli ultimi sviluppi in Medioriente, aggiungendo che “il regime iraniano ha ucciso migliaia di persone” e che “i suoi programmi missilistici balistici e nucleari, insieme al sostegno ai gruppi terroristici, rappresentano una seria minaccia per la sicurezza globale”, dichiarazioni che sembrerebbero di fatto appoggiare, seppur implicitamente, l’iniziativa statunitense e israeliana. “La protezione dei civili e il rispetto del diritto internazionale umanitario sono una priorità”, continua Kallas, aggiungendo che “la nostra missione navale Aspides rimane in stato di massima allerta nel Mar Rosso ed è pronta a contribuire a mantenere aperto il corridoio marittimo”.
Ore 10.15 – Esplosioni registrate negli Emirati, in Bahrein e in altre zone del Golfo: chiuso lo spazio aereo
Esplosioni si stanno verificando in buona parte della regione Mediorientale. In Bahrein [21], missili hanno colpito il centro servizi della Quinta Flotta statunitense. Ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi, è stata registrata una forte esplosione. Lo stesso in Kuwait. Tutti gli Stati del Golfo hanno al momento chiuso il proprio spazio aereo. Esplosioni si sono verificate anche a Dubai, dove è in corso l’evacuazione del Burj Khalifa, l’edificio più alto al mondo.
Ore 09.45 – Gli attacchi sono giunti nonostante “sostanziali progressi” nei negoziati sul nucleare
L’attacco congiunto di Israele e Stati Uniti è stato motivato dal presidente Trump dalla necessità di fermare lo sviluppo di armamenti nucleari da parte di Teheran. I negoziati in corso tra le parti, mediati dall’Oman e ricominciati lo scorso giovedì, vertevano proprio su questo. Nella serata di ieri, venerdì 27 febbraio, il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaid ha dichiarato [24] in un’intervista rilasciata a CBS che l’Iran ha accettato di non stoccare “mai e poi mai” il materiale necessario per creare una bomba nucleare. “Questo è un grande risultato, qualcosa di completamente nuovo. Se non è possibile stoccare materiale arricchito, non c’è modo di creare una bomba, indipendentemente dal fatto che si proceda o meno all’arricchimento”. Nelle parole del ministro Albusaid, insomma, l’Iran aveva accettato a rifiutare di stoccare uranio arricchito, materiale fondamentale per la creazione di una bomba nucleare. “Credo che questo sia un aspetto che è stato molto trascurato dai media e vorrei chiarirlo dal punto di vista di un mediatore”. A poche ore di distanza da questa intervista, le bombe israeliane hanno colpito il centro di Teheran e altre città dell’Iran.
Sono ormai [25] oltre trent’anni (dal 1992, per la precisione) che Netanyahu accusa l’Iran di essere al massimo a cinque anni di distanza dal possedere un’arma nucleare e sottolinea la necessità di un’azione internazionale guidata dagli Stati Uniti per fermare il programma. Nel tempo, le dichiarazioni di Netanyahu si sono rivelate palesemente false, ma nonostante ciò, da Reagan in poi l’ostracismo americano nei confronti del programma iraniano si è evoluto, consolidandosi in una piena demonizzazione sotto la presidenza Clinton. Si tratta di un vero e proprio schema, volto a creare un diversivo e a strumentalizzare una minaccia per ottenere un casus belli e a legittimare un cambio di regime. Si tratta della stessa narrazione che permise agli Stati Uniti, nel 2003, di trascinare il mondo in una guerra disastrosa contro l’Iraq, fondata sul pretesto delle armi di distruzione di massa mai esistite.
Ore 9.15 – Missili iraniani contro Israele
L’esercito israeliano ha riferito [26] che negli ultimi minuti sono stati rilevati missili lanciati dall’Iran in direzione di Israele e che i sistemi difensivi sono attivi per intercettarli.
Ore 9.00 – Crosetto: “Italia non coinvolta”
“Sto seguendo con la massima attenzione l’o svolgersi l’evolversi della situazione in Iran, in Israele e, più in generale nell’intera area del Medio Oriente” riferisce il ministro della Difesa italiano Crosetto in un comunicato [27], assicurando che “allo stato attuale, il personale della Difesa italiano non risulta coinvolto negli eventi in atto”.
Ore 8.40 – Trump: “attacchiamo per difendere i cittadini USA”
In un video [28] diffuso tramite il proprio social Truth Trump ha annunciato l’inizio di una “operazione militare” in Iran insieme a Israele. “Il nostro obiettivo è difendere i cittadini americani da minacce immediate da parte del regime iraniano”. “Per 47 anni l’Iran ha augurato la morte del popolo americano, conducendo campagna senza fine di massacri e omicidi di massa che avevano come obiettivo gli Stati Uniti, le nostre truppe e persone innocenti in molti Paesi” ha dichiarato il presidente. Trump ha successivamente proceduto con le accuse contro Teheran di stare sviluppando una bomba nucleare e che l’attacco ha lo scopo di impedire a questa “maledetta dittatura” di minacciare gli americani. “Distruggeremo i loro missili e raderemo al suolo la loro industria missilistica. Cancelleremo la loro marina militare. Ci assicureremo che non abbiano nessuna arma nucleare. Impareranno presto che nessuno deve sfidare le Forze Armate degli Stati Uniti”.
Ore 8.00 – Al Jazeera: gli USA hanno partecipato all’attacco
Un alto ufficiale del governo statunitense ha riferito al medio qatariota Al Jazeera che l’operazione israeliana è stata condotta in collaborazione con gli Stati Uniti.
Ore 7.30 – Israele attacca l’Iran
Alcuni missili sono stati lanciati da Israele contro Teheran, colpendo la zona di University Street e di Jomhouri, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa di Stato Fars. Nel mentre, sirene di allarme sono suonate in tutta Israele, con il governo che ha dichiarato lo stato di emergenza e avvertito i cittadini di recarsi verso ripari e spazi protetti.