Dopo settimane di accuse e rappresaglie, torna a infiammarsi il confine tra Pakistan e Afghanistan. Nella notte le forze di sicurezza pakistane hanno lanciato un massiccio attacco aereo su una serie di obiettivi, a partire dalla capitale afghana Kabul, seguita dalla città di Kandahar e dalla provincia di Paktia. Decine di esplosioni avvertite, per un bilancio delle vittime ancora incerto. Il Pakistan rivendica l’uccisione di almeno 133 talebani, al culmine di un’escalation infiammatasi negli ultimi giorni, quando entrambi i Paesi hanno organizzato delle incursioni militari lungo il confine. L’ultimo attacco di Islamabad alza ora il tiro e allarga il conflitto anche alle aree interne. Il ministro della Difesa pakistano Khawaja Muhammad Asif ha dichiarato che «la pazienza è finita», definendo quella con l’Afghanistan ormai una «guerra aperta».
Decine di esplosioni, postazioni militari afghane distrutte e un bilancio delle vittime non ancora definito. L’attacco aereo sferrato dal Pakistan segna il punto più alto delle tensioni, almeno per quanto riguarda gli ultimi mesi. Si tratta infatti di un periodo segnato da un fitto scambio di accuse e attacchi: gli ultimi raid notturni fanno seguito a un’incursione militare realizzata ieri dalle forze di Kabul, scatenata a sua volta da un precedente attacco pakistano. Islamabad l’ha giustificato come una risposta a una serie di attentati suicidi avvenuti [1] nei giorni scorsi. Pochi minuti fa il governo di Kabul ha rivendicato l’avvio di un’operazione terrestre lungo la Linea Durand, il confine con il Pakistan. L’ennesima controffensiva, per ora non confermata, avrebbe come obiettivo la cattura di diversi avamposti militari nemici, con i talebani che rivendicano già l’uccisione di decine di soldati pakistani. Nel frattempo sono arrivate le prime reazioni internazionali: Russia e Cina hanno invitato le parti a una de-escalation e al confronto diplomatico, mentre l’Iran si è offerto come mediatore di eventuali tavoli negoziali.
Il governo guidato da Shehbaz Sharif, che ora parla di «guerra aperta» con l’Afghanistan, accusa la controparte di tramare contro il Pakistan, coprendo gruppi estremisti con l’obiettivo di instaurare un califfato amico. In questa presunta operazione destabilizzante, Kabul coopererebbe con l’India, al punto da essere definita una sua colonia. Il Paese, nemico storico di Islamabad, viene accusato di essere il vero mandante degli attentati suicidi compiuti in Pakistan. A maggio dell’anno scorso le tensioni con Nuova Delhi sfociarono [2] in una guerra lungo il confine, costata la vita a decine di civili.