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Olimpiadi invernali: tra IA e montaggi, l’altra gara è quella della disinformazione

Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 non sono soltanto un evento sportivo globale: sono anche un grande moltiplicatore di propaganda e disinformazione. Nelle settimane dell’evento, video generati dall’intelligenza artificiale, audio manipolati e montaggi costruiti ad arte hanno invaso i principali social network, accumulando milioni di click e visualizzazioni. Tra montaggi fatti con l’Intelligenza Artificiale e dichiarazioni mai pronunciate, sono diversi i contenuti costruiti per alimentare polarizzazione e traffico, più che per raccontare la realtà.

In un contesto già segnato [1] da tensioni politiche e interessi economici che hanno ben poco a che fare con lo spirito olimpico, la distorsione digitale fa un passo verso un ulteriore livello di opacità. Non è solo un problema di bufale virali: è la dimostrazione di quanto un evento possa trasformarsi in un laboratorio perfetto per testare le nuove armi della manipolazione.

Nelle ore successive alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 ha iniziato a circolare sui social un video [2] che mostrerebbe il pubblico di San Siro intonare Bella Ciao subito dopo l’esecuzione dell’inno di Mameli. La clip, rilanciata su TikTok e Instagram con didascalie allusive, ha rapidamente raccolto migliaia di condivisioni alimentando polemiche e letture politiche dell’episodio. Le immagini ufficiali dell’evento raccontano però un’altra storia. L’inno nazionale, eseguito da Laura Pausini, è stato seguito da un lungo applauso del pubblico, senza alcun coro collettivo. L’audio risulta sovrapposto e fuori sincrono rispetto alle immagini, segnale tipico di un montaggio successivo. Non solo: il contenuto, come riportato da Facta, proviene da un profilo che nella propria descrizione dichiara apertamente di pubblicare “fake news”, ma gli utenti che l’hanno visto, e magari condiviso, ne erano all’oscuro.

Tra i contenuti virali circolati durante le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 c’è anche un video [3] che mostra il vicepresidente statunitense J.D. Vance accompagnato da fischi del pubblico durante la cerimonia di apertura. Le registrazioni ufficiali confermano che, al momento dell’ingresso della delegazione statunitense, Vance sia stato effettivamente fischiato, come riportato anche da diversi media. Tuttavia, la versione fake circolata, non coincide con il filmato integrale dell’evento. L’audio appare amplificato e sovrapposto, con una continuità diversa rispetto alla sequenza originale. Anche alcuni dettagli visivi risultano alterati: nella clip manipolata l’abito indossato da Vance appare differente rispetto a quello documentato nelle immagini ufficiali. Qui il video non inventa l’episodio, ma lo rielabora e lo amplifica, trasformando un frammento reale in una narrazione costruita per massimizzare impatto e viralità.

Un altro caso [4] significativo assume le sembianze di un servizio della Canadian Broadcasting Corporation (CBC), ma è in realtà una ricostruzione alterata con voci generate artificialmente e filmati di repertorio. In questo servizio manipolato si afferma che gli atleti ucraini sarebbero stati isolati dagli altri partecipanti ai Giochi a causa di comportamenti aggressivi, cosa che non emerge dalle immagini ufficiali né dalle dichiarazioni della CBC. La stessa CBD ha sbugiardato il contenuto spiegando [5] che nel servizio originale viene semplicemente mostrato il villaggio olimpico senza alcuna accusa o riferimento. “Con queste falsificazioni, la Russia sta cercando di screditare gli ucraini e minare il sostegno internazionale all’Ucraina”, ha dichiarato [6] all’AFP il ministro dello sport ucraino Matviy Bidny.

Altro caso è quello della sciatrice svedese Frida Karlsson, impegnata alle Olimpiadi invernali, presentata però in modo ingannevole la presunta “principessa svedese Frida”. Circola un post con la sua foto accompagnata da questo testo: “La principessa svedese Frida definisce Trump uno psicopatico inquietante e sostiene che l’Europa dovrebbe vietare tutti i prodotti americani. Invita inoltre il Canada ad aderire all’UE”. Il post [7] ha superato le 200mila visualizzazioni. In realtà la Karlsson non ha rilasciato alcuna dichiarazione su Donald Trump, mentre sul sito ufficiale della Casa Reale svedese non compare alcuna principessa di nome Frida.

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Mario Catania

Giornalista professionista freelance, specializzato in cannabis, ambiente e sostenibilità, alterna la scrittura a lunghe camminate nella natura.