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“Epstein Files – i documenti che fanno tremare le élite”: il nuovo libro de L’Indipendente

Gli Epstein Files non sono un racconto lineare. Sono un archivio sterminato, un mosaico caotico e frammentato: milioni di documenti che richiedono tempo, metodo e soprattutto un’adeguata contestualizzazione. Eppure, a ogni nuova desecretazione, si ripete lo stesso rituale mediatico: titoli sensazionalistici, una corsa affannosa al nome noto da esibire in prima pagina, indignazione istantanea. Un meccanismo che produce clamore a breve termine, ma che fallisce sistematicamente nel suo obiettivo principale: comprendere il sistema di potere che Jeffrey Epstein aveva costruito e la rete di relazioni che lo ha sostenuto per anni. Trattare questi documenti come una miniera di “rivelazioni shock” significa fraintenderne la natura e lasciare sullo sfondo ciò che conta davvero. È questa semplificazione ad aver dominato gran parte della copertura mainstream, più attenta al dettaglio pruriginoso o al nome mediaticamente spendibile che al funzionamento del sistema. Il libro “Epstein Files. I documenti verificati che fanno tremare le élite globali” nasce in aperta controtendenza rispetto a questa dinamica ed è il primo lavoro fatto in lingua italiana che analizza in modo organico e rigoroso ciò che gli Epstein Files contengono realmente, ricomponendo i tasselli sparsi della rete di relazioni e potere costruita dal finanziere.

Il lavoro si fonda sull’analisi dei documenti desecretati tra il 2019 e il 2026, con particolare attenzione al rilascio del 30 gennaio scorso: atti giudiziari, memorandum dell’FBI e del Dipartimento di Giustizia, e-mail, materiali investigativi, documenti finanziari, immagini e video pesantemente censurati. L’obiettivo non è inseguire la “rivelazione”, ma distinguere ciò che è documentato – i documenti verificati – da ciò che resta ipotesi, chiarendo cosa può essere ricostruito e dove, invece, è necessario sospendere il giudizio.

I capitoli iniziali mostrano come la gestione delle desecretazioni sia stata tutt’altro che neutra. Le censure preventive e l’accesso controllato ai documenti non redatti delineano una vera e propria strategia di contenimento del danno, coerente con le denunce di insabbiamento emerse negli ultimi anni e con i recenti attacchi alla procuratrice generale degli Stati Uniti Pam Bondi. Come ha ammesso il viceprocuratore Todd Blanche, immagini di morte, abusi fisici e violenze sessuali sono state escluse dalla pubblicazione, definendo i confini entro cui il caso può essere raccontato, senza diventare realmente destabilizzante. Il libro smonta così la narrazione del “predatore isolato”: dai documenti emerge un Epstein intermediario e facilitatore, un nodo funzionale all’interno di un ecosistema che attraversa finanza globale, politica e apparati di sicurezza.

Ampio spazio è dedicato ai grandi nomi che compaiono nei files e che, nelle ultime settimane, hanno provocato un vero terremoto politico, arrivando in alcuni casi a dimissioni eccellenti: dall’ex presidente Bill Clinton a Donald Trump, dall’ambasciatore Peter Mandelson all’ex ministro della cultura francese Jack Lang, dal Principe Andrea ai magnati della Silicon Valley, da Bill Gates fino al linguista Noam Chomsky. Particolare attenzione è riservata alla dimensione geopolitica: da un lato, il legame con l’ex stratega di Trump, Steve Bannon, e i piani per favorire le destre in Europa, dall’altra i tentativi di Epstein di avvicinare ambienti russi e di organizzare contatti diretti con Vladimir Putin, mai concretizzati, ma indicativi del suo ruolo di mediatore informale. Allo stesso tempo, vengono analizzati i legami con l’establishment israeliano e le ipotesi, mai chiarite definitivamente, di un rapporto con il Mossad, in particolare attraverso la stretta amicizia con l’ex primer israeliano Ehud Barak.

Un altro asse centrale riguarda l’intreccio tra alta finanza (pensiamo per esempio alla collaborazione con il gruppo Rothschild), filantropia, tecnologia e reputazione. Il libro ricostruisce il mistero della ricchezza di Epstein, l’uso sistematico di società offshore, trust e fondazioni, e il ruolo di grandi finanziatori che ne hanno garantito legittimazione e protezione. In questo quadro trovano spazio anche i rapporti con ambienti tecnologici e accademici – dagli investimenti in criptovalute ai programmi di ricerca più controversi, dall’editing genetico alla clonazione umana – mostrando come donazioni e progetti scientifici abbiano funzionato da strumenti di normalizzazione. Il volume affronta, infine, le zone più oscure del caso: la tratta dei minori, il linguaggio volutamente criptico che sembra alludere allo sfruttamento delle ragazze, le accuse di violenze e le teorie più estreme che circolano in rete.

Si tratta di un lavoro meticoloso e che ha seguito i tempi necessari per indagare e approfondire i tanti temi che emergono dai documenti. Molti di questi saranno pubblicati anche in articoli riservati ai nostri abbonati sul sito de L’Indipendente nei prossimi giorni.

Epstein Files. I documenti verificati che fanno tremare le élite globali propone una lettura strutturale: gli Epstein Files non sono un elenco di colpevoli, ma una mappa del potere. Jeffrey Epstein non è il cuore della vicenda, è semmai il meccanismo che ne rivela il funzionamento. Guardare solo allo scandalo serve a nascondere la domanda essenziale: perché questo sistema lo ha reso utile e lo ha protetto per così tanto tempo.

Il libro può essere acquistato dal pulsante sottostante in pre-ordine, al costo di 19 euro spese di spedizione incluse.