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Nuovi “sabotaggi” alla linea dell’Alta Velocità: bloccata la circolazione in metà del Paese

Questa mattina, la circolazione sulle principali linee dell’Alta Velocità è stata fortemente rallentata dopo due «atti dolosi» segnalati da Rete Ferroviaria Italiana: uno tra Salone e Labico sulla Roma–Napoli e un altro tra Tiburtina e Settebagni sulla Roma–Firenze; un terzo episodio è ora in fase di accertamento tra Capena e Gallese. I tecnici intervenuti in loco hanno rilevato danni ai cunicoli che ospitano i cavi e la bruciatura degli stessi, che hanno reso necessari interventi di ripristino. I convogli provenienti da e diretti verso grandi nodi nazionali hanno accumulato fino a un’ora e mezza di ritardi. Se fosse confermato che si tratta di sabotaggi, non sarebbero i primi di questi giorni: in occasione dell’inizio delle Olimpiadi, sono stati numerosi episodi analoghi che governo e autorità hanno ricondotto direttamente alle proteste contro i Giochi.

Ferrovie dello Stato, all’interno di un comunicato, ha precisato che la sala operativa di RFI ha segnalato l’anomalia e che l’autorità giudiziaria sta effettuando rilievi al fine di stabilire la natura e la dinamica degli avvenimenti. Sul posto sono intervenuti agenti della polfer e della Digos della Questura di Roma per effettuare i controlli e gli accertamenti del caso: in via di Salone, alla periferia di Roma, la circolazione è stata temporaneamente bloccata per consentire i sopralluoghi. A Capena, invece, al momento si segnala un possibile guasto tecnico, ancora da confermare. Gli effetti [1] sulla rete sono immediati e diffusi: ai tabelloni della Stazione Termini un Frecciarossa in arrivo da Milano registrava un ritardo dell’ordine di un’ora e mezza, mentre altri convogli — tra cui partenze o arrivi da Napoli e Mantova — segnavano ritardi intorno ai 60 minuti. Molti treni registrano scostamenti più contenuti, di 20–30 minuti. Rete Ferroviaria Italiana ha fatto sapere che, terminate le verifiche dell’autorità giudiziaria, sarà possibile procedere al completo ripristino dell’infrastruttura da parte dei tecnici.

La vicenda ha suscitato una forte reazione politica e istituzionale: il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha commentato duramente quanto accaduto, affermando che si tratta di «odiosi atti criminali contro i lavoratori e contro l’Italia», dichiarando che «è stata aumentata la vigilanza» e sono stati «incrementati i controlli» per «stanare» i «delinquenti» che li avrebbero perpetrati, «sperando che nessuno minimizzi o giustifichi gesti criminali che mettono a rischio la vita delle persone». Le autorità hanno annunciato l’intensificazione dei controlli e verifiche sulla sicurezza delle tratte; nel frattempo, si cerca di riportare al più presto la normalità per limitare l’impatto sui viaggiatori e sul sistema ferroviario.

Questa vicenda, su cui i tecnici daranno presto un responso più preciso, si inserisce [2] in un’atmosfera di forte tensione: la settimana scorsa un presunto sabotaggio ha mandato in tilt la circolazione a Bologna per l’incendio doloso dei cavi, del ritrovamento di un ordigno rudimentale sulla linea Bologna–Padova e dell’incendio di una cabina elettrica a Pesaro — episodi paragonati agli incendi che colpirono la rete ferroviaria di Parigi durante le Olimpiadi 2024. Il ministero dei Trasporti ha subito ipotizzato la volontà di boicottare le Olimpiadi di Milano-Cortina. Il tutto avviene mentre le contestazioni anti-Giochi sono sfociate in mobilitazioni diffuse, con diecimila persone che a Milano, cortei e occupazioni — anche dell’ex Palasharp — e iniziative pubbliche lanciate da un fronte organizzato che raccoglie «movimenti che difendono le montagne dalla cementificazione, reti dello sport popolare, spazi sociali, comitati per l’acqua pubblica che contestano il saccheggio idrico per l’innevamento artificiale, associazioni ambientaliste, comunità locali espulse dal turismo tossico, movimenti per la casa e sindacalismo conflittuale», con l’obiettivo, come scrivono i comitati, di «riportare coi piedi per terra la narrazione di chi vive quotidianamente problemi e difficoltà delle periferie milanesi».

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Stefano Baudino

Laureato in Mass Media e Politica, autore di dieci saggi su criminalità mafiosa e terrorismo. Interviene come esperto esterno in scuole e università con un modulo didattico sulla storia di Cosa nostra. Per L’Indipendente scrive di attualità, politica e mafia.