I ministri della Difesa dell’Unione Europea hanno dato il via libera [1] definitivo ai piani di finanziamento per la difesa di otto Paesi nell’ambito del fondo SAFE per il riarmo. I beneficiari sono Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Portogallo, Romania e Spagna, che hanno chiesto l’accesso a una somma complessiva di oltre 38 miliardi di euro. L’approvazione arriva dopo un primo parere positivo della Commissione, arrivato lo scorso 15 gennaio; ora, l’esecutivo UE potrà stringere accordi con i Paesi coinvolti e procedere all’erogazione dei pagamenti di prefinanziamento, che corrispondono a un massimo del 15% della somma richiesta. A breve, rimarca il Consiglio, dovrebbe arrivare l’approvazione dei piani di altri otto Paesi, tra i quali figura la stessa Italia, che ha chiesto l’accesso a un prestito di quasi 15 miliardi di euro.
«Il Consiglio ha adottato oggi una serie di decisioni di attuazione che rendono disponibile l’assistenza finanziaria nell’ambito del programma SAFE a otto Stati membri dell’UE». Inizia così il comunicato dei ministri della Difesa dell’UE, riunitisi in Consiglio per approvare la richiesta di prestito degli otto Paesi coinvolti. Il passaggio dal Consiglio costituiva un passaggio tecnico nell’ambito della procedura di esecuzione che precede la stipula degli accordi di prestito tra i Paesi e la Commissione, e segue l’approvazione dei piani nazionali di ciascuno Stato membro da parte dello stesso esecutivo UE. A esso, seguirà proprio la sottoscrizione degli accordi tra Commissione e governi nazionali, che aprirà la strada ai prefinanziamenti richiesti dai Paesi, dal valore complessivo di oltre 5,5 miliardi di euro. Le successive tornate di finanziamenti verranno erogate sulla base degli aggiornamenti periodici che gli Stati beneficiari dei prestiti saranno tenuti a fornire alla Commissione.
All’appello manca ancora l’analoga approvazione dei piani di altri 11 Stati membri: quelli di Francia, Repubblica Ceca e Ungheria sono ancora sotto scrutinio da parte della Commissione, mentre quelli di Estonia, Finlandia, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Polonia e Slovacchia sono già stati approvati dall’esecutivo e devono ora ricevere il semaforo verde dal Consiglio. Il comunicato dei ministri della Difesa spiega che questa seconda serie di approvazioni dovrebbe arrivare formalmente il prossimo 17 febbraio. Questi secondi otto Paesi hanno chiesto l’accesso a un totale di quasi 75 miliardi di finanziamenti, di cui 8,85 miliardi verrebbero erogati sotto forma di prefinanziamenti. L’Italia, di preciso, ha chiesto un prestito di 14,9 miliardi; dalla tabella fornita dal Consiglio, pare che non sia previsto un prefinanziamento per Roma che, nel caso, dovrebbe aggirarsi a un massimo di circa 2,1 miliardi di euro.
Il fondo SAFE [2] è uno dei due principali strumenti pensati nell’ambito del piano di riarmo dell’Unione Europea. Esso prevede lo stanziamento di 150 miliardi di prestiti diretti agli Stati che ne fanno richiesta, con lo scopo di consentire l’accesso ad appalti congiunti e semplificati; l’UE intende raccogliere tale cifra sui mercati. L’obiettivo principale del fondo è sostenere e incentivare la cooperazione industriale nel settore della difesa tra i membri. Oltre all’istituzione del fondo, il piano di riarmo prevede che i Paesi membri possano incrementare in modo significativo la spesa militare senza essere soggetti ai vincoli imposti dal Patto di stabilità e crescita, consentendo di generare fino a 650 miliardi di euro di investimenti nei prossimi quattro anni.