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“Non vogliamo l’America’s Cup”: in migliaia scendono in strada a Bagnoli

NAPOLI – In migliaia sono scesi in strada a Bagnoli, quartiere di Napoli alle prese con il suo passato industriale e i relativi problemi di salute. Si protesta contro l’America’s Cup — ribattezzata presto dai manifestanti America’s Pacco — l’evento internazionale che l’anno prossimo porterà la vela in città. I lavori avviati in vista dell’appuntamento sono finiti al centro della critica degli abitanti, che hanno reclamato «la vera bonifica di Bagnoli, non speculazione e cemento». Il riferimento è al progetto concordato tra governo Meloni e Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli nonché commissario straordinario per Bagnoli. Il piano per portare l’America’s Cup in città ha vanificato anni di mobilitazioni contro inquinamento e speculazioni, culminati nella messa a punto di un progetto dal basso, capace di restituire ai suoi cittadini un territorio martirizzato dall’industria. Questo progetto è stato oggi messo da parte ma gli abitanti non ci stanno e annunciano il proseguo della mobilitazione.

«Stop ai lavori della vergogna», si legge su uno dei tanti striscioni disseminati lungo il corteo che sabato ha portato in piazza 5mila persone. Al culmine della manifestazione pacifica, una delegazione si è simbolicamente riappropriata del cantiere del Sito d’Interesse Nazionale (SIN) di Bagnoli-Coroglio, rivendicando un controllo popolare. I lavori sono iniziati tra mancati monitoraggi ambientali, via vai giornaliero di camion in una zona a rischio sismico e dispersione di polveri provenienti da terreni a rischio e finiti nelle case degli abitanti. A tal proposito, la delegazione entrata al cantiere ha prelevato un campione di terra da far analizzare in modo indipendente. Nel frattempo, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Campania (ARPAC) ha installato una centralina mobile nei pressi dei lavori, rilevando già 3 giorni di sforamento per quanto riguarda la concentrazione di polveri sottili nell’aria (pm10). Nei giorni scorsi, per diverse ore, gli abitanti erano riusciti a bloccare i camion diretti al cantiere, denunciando il tradimento delle istituzioni.

«Dopo 35 anni di devastazione, bonifiche mai fatte e soldi spariti — scrivono le associazioni contrarie all’organizzazione dell’America’s Cup — ci opponiamo a queste decisioni imposte dall’alto!». Nel mirino la condotta delle autorità a partire dalla dismissione industriale dell’area, avvenuta definitivamente nel 1992, quando l’Ex Ilva-Italsider ha chiuso i battenti seguendo l’esempio di Cementir, Eternit e Federconsorzi. Il piano di bonifica prodotto con il coinvolgimento della società civile non è mai stato realizzato, fino a quando, nel 2024, l’azione congiunta tra il governo Meloni e il sindaco Manfredi, a guida di una giunta di centrosinistra, ha previsto per Bagnoli un nuovo futuro. La grande spiaggia pubblica, il parco da 120 ettari e la rimozione della colmata (una piattaforma realizzata a mare con materiali di risulta) hanno ceduto il passo al turismo di élite. La colmata, tombata e quindi sigillata in modo temporaneo, resterà per essere trasformata nel campo base dell’America’s Cup, ci sarà poi spazio per un porto di lusso destinato agli yacht e la nascita di nuovi alberghi. A ciò si aggiunge il dragaggio dei fondali davanti alla colmata, previsto nelle prossime settimane. I ricercatori Benedetto De Vivo e Maurizio Manno hanno sottolineato che il dragaggio dei sedimenti marini, fortemente contaminati, amplificherà il disastro ambientale. Se mobilizzati, i composti inquinanti contenuti nei sedimenti entreranno infatti in contatto con l’aria marina producendo dei derivati ancora più tossici.

In questa corsa contro il tempo, cittadini e associazioni sono scesi in strada a Bagnoli per chiedere un futuro diverso per il proprio territorio, per voltare definitivamente la pagina dell’inquinamento, delle malattie e delle fughe imposte. «Vogliamo bonifica sotto controllo popolare, clausole sociali per un lavoro stabile e sicuro, rimozione della colmata, ripristino della linea di costa, spiaggia e mare liberi, gratuiti e accessibili», dicono i comitati bagnolesi, rilanciando la mobilitazione fino allo stop dei lavori in corso.

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Salvatore Toscano

Laureato in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali, per L’Indipendente si occupa di politica, diritti e movimenti. Si dedica al giornalismo dopo aver compreso l’importanza della penna come strumento di denuncia sociale. Ha vinto il concorso giovanile Marudo X: i buoni perché della politica.