Dal 9 al 13 febbraio ci sarà una settimana di mobilitazione per la libertà di insegnamento, organizzata dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e da Docenti per Gaza. Di fronte alle recenti ispezioni negli istituti che avevano osato parlare [1] del genocidio in Palestina e alle circolari che cercavano di «orientare, limitare e censurare l’autonomia didattica dei docenti e delle docenti», questi ultimi hanno deciso di reagire. «Se rinunciamo a parlare di Palestina e di diritti violati e a scegliere autonomamente gli esperti che devono entrare nelle nostre scuole, allora avranno avuto ragione a “colpirne uno per educarne cento!”», scrivono gli organizzatori, invitando i colleghi docenti a prendere parte alla settimana di mobilitazione prevista dal 9 al 13 febbraio. L’obiettivo è creare una fitta rete di incontri, interventi e presidi sui territori, intorno al tema della “crisi del diritto internazionale: catastrofe e opportunità”.
La narrazione a senso unico che in questi due anni ha contornato il genocidio in Palestina ha trovato una scorta nella repressione del dissenso, anche nelle scuole e università, luoghi in teoria deputati alla formazione del pensiero critico. A dicembre, circa 500 istituti hanno aderito all’iniziativa di Docenti per Gaza, partecipando a una lezione online con la relatrice speciale dell’ONU Francesca Albanese, consistente nella presentazione del suo ultimo libro: Quando il mondo dorme. Di tutta risposta, il Ministero dell’Istruzione guidato da Giuseppe Valditara ha inviato [1]gli ispettori negli istituti coinvolti. «Ancora prima di conoscere l’esito delle ispezioni — scrive l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università — i Dirigenti hanno iniziato a censurare iniziative, eclatante il caso di Bologna [2] e il divieto di ospitare un’iniziativa con alcuni obiettori di coscienza israeliani o le recenti interrogazioni parlamentari sul Liceo Marco Polo di Venezia “reo” di aver organizzato iniziative di educazione civica su Gaza».
Di fronte a tale quadro censoriale, arricchitosi con una circolare di novembre «che cercava di orientare, limitare e censurare l’autonomia didattica dei docenti e delle docenti», è stata lanciata una settimana di mobilitazione in difesa della libertà di insegnamento, tutelata dall’articolo 33 della Costituzione. Dal 9 al 13 febbraio, il corpo docente di ogni ordine e grado è invitato a tenere una lezione sul tema della “crisi del diritto internazionale: catastrofe e opportunità”, magari partendo da uno dei video messi a disposizione dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, qui [3] disponibili. Le varie esperienze in aula convergeranno poi il 13 febbraio nei presidi locali pomeridiani, per la cui organizzazione i promotori fanno appello al corpo studentesco, alla componente genitore, a tutta la comunità educante, alle associazioni che si occupano di educazione alla pace e ai movimenti che si oppongono alla guerra e al genocidio.