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Olimpiadi, la cabinovia “imprescindibile” non sarà pronta in tempo: è costata 35 milioni

Mentre i media nazionali si concentrano sul primo caso di doping delle Olimpiadi Milano-Cortina, quelli internazionali puntano il dito contro i ritardi delle opere: secondo carte visionate da agenzie di stampa internazionali, la cabinovia Apollonio Socrepes non verrà ultimata entro l’inizio dell’evento, tanto che le autorità starebbero operandosi per sostituire l’opera con delle navette. L’impianto, giudicato «imprescindibile», era finito sotto i riflettori mesi fa, quando a causa dei lavori il terreno attorno all’opera era ceduto, provocando un cratere di 15 metri di lunghezza. L’opera doveva rappresentare il pilastro della mobilità olimpica, ma lascia ora in eredità alla comunità disagi, polemiche e un conto salato, costringendo a soluzioni tampone che rischiano di mettere a dura prova un sistema viario già al limite.

La gravità della situazione è emersa [1] chiaramente da una lettera inviata dal responsabile operativo dei Giochi, Andrea Francisi, alle autorità locali. Il documento, motivato dalla «mancata messa in funzione della cabinovia», avverte che «il venir meno, a ridosso dell’avvio delle operazioni olimpiche, di tale infrastruttura strategica genera rilevantissime criticità organizzative, con impatti significativi sulla gestione dei flussi, sulla sicurezza e sulla capacità complessiva del sistema». Per cercare di evitare il collasso della viabilità, già fragile in una valle sprovvista di ferrovia, Francisi ha chiesto formalmente la «temporanea chiusura delle scuole secondarie di primo e secondo grado» di Cortina per i giorni 10, 11 e 12 febbraio, date delle gare femminili di sci alpino.

Tale richiesta emergenziale costituisce la prova definitiva di un fallimento annunciato. La società Simico, stazione appaltante incaricata della realizzazione delle opere fisse, aveva più volte rassicurato sulle tempistiche; fino a pochi giorni fa, il commissario straordinario Fabio Massimo Saldini dichiarava che «i lavori della cabinovia Apollonio‑Socrepes di Cortina stanno proseguendo secondo cronoprogramma». Tuttavia, una comunicazione della Simico del 28 gennaio ha costretto la Fondazione Milano Cortina 2026, organizzatore dei Giochi, a prendere atto del ritardo e a correre ai ripari attivando un costoso “Piano B”, basato su navette e una grande area di parcheggio. Il ritardo ha esacerbato le tensioni latenti tra i due enti, portando a uno scontro a viso aperto. La Simico, in una replica piccata, ha cercato di rimpallare le responsabilità, affermando che «la chiarezza dei ruoli e dei compiti è condizione fondamentale per lavorare al meglio», afermando che «Simico è concentrata su dossier specifici (cabinovia Socrepes inclusa) e non è deputata alla programmazione e alla gestione della logistica». All’interno del medesimo comunicato, l’ente ha anche cercato di deviare l’attenzione, osservando che «sono dossier di altri soggetti la scelta dei tedofori, la gestione dei volontari o l’eventuale chiusura delle scuole».

Al netto delle polemiche, la vicenda ha un costo economico preciso. Il valore dell’appalto è infatti lievitato in modo drammatico: dai 22 milioni di euro iniziali, la stima è salita prima a 28 milioni, per poi alzarsi ulteriormente fino a 35 milioni. Si tratta di un aumento del 60%, direttamente collegato alle problematicità tecniche e ambientali del tracciato. Nel frattempo, a pochi giorni dalla prima gara, la cabinovia non ha ancora ottenuto l’omologazione necessaria. Le speranze sono ora ridotte alla possibilità di un via libera in extremis per il supergigante femminile del 12 febbraio, gara che vedrà la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, mentre l’obiettivo più realistico sembra ormai essere il pieno utilizzo dell’impianto solo in occasione delle Paralimpiadi.

Più in generale, a pochi giorni dall’inizio dei Giochi, i dati sulle opere non sono affatto confortanti. Secondo quanto riporta [2] SIMICO, su 98 interventi complessivi 40 risultano formalmente conclusi, mentre 29 sono in esecuzione, 27 ancora in fase di progettazione e 2 in gara. L’Arena di Santa Giulia – uno dei simboli del caos in atto – è stata inaugurata in extremis a gennaio, ma resta circondata da gru; durante una partita di test si è aperto anche un buco nel ghiaccio, sollevando dubbi tecnici e riserve da parte di nazionali come USA e Canada. I trasporti rappresentano il vero tallone d’Achille: l’aumento di corse Trenord rischia di creare un effetto domino su linee già congestionate e lo stop alle ferie del personale ha innescato tensioni sindacali. Sul fronte stradale, svincoli strategici slittano al 2027; molte varianti e opere infrastrutturali registrano sforamenti di costi e ritardi che potrebbero lasciare eredità problematiche anche oltre i Giochi.

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Stefano Baudino

Laureato in Mass Media e Politica, autore di dieci saggi su criminalità mafiosa e terrorismo. Interviene come esperto esterno in scuole e università con un modulo didattico sulla storia di Cosa nostra. Per L’Indipendente scrive di attualità, politica e mafia.