Trent’anni dopo, resta solo la bestiale e sgrammaticata verità del “mascellone” Fabio Savi, il carrozziere che passava più tempo al poligono di tiro o a correre dietro alle sottane di qualche sposa che a verniciare lamiere. «Cosa c’è dietro la Uno bianca? Dietro la Uno bianca c’è soltanto i fanali, il paraurti e la targa». Trent’anni dopo, sono emblematiche le fotografie in bianconero con quella faccia un po’ da “pataca”, come dicono nella Romagna dove viveva. Gli occhi bovini dietro a lenti spesse, per nulla gentili: il “lungo” del trio di fratelli della morte. Con lui Alberto, detto Luca, qu...
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