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Zelensky a Davos imita Trump: insulti all’Europa che lo riempie di soldi

«È passato un anno, e non è cambiato nulla». È con queste parole che, un giorno dopo l’approvazione dell’iter d’urgenza per un prestito da 90 miliardi da parte dell’UE, Zelensky ha iniziato il proprio discorso a Davos. Il bersaglio delle accuse del presidente ucraino è proprio l’Unione, giudicata immobile, incapace di agire, debole. «L’Europa deve sapere come difendere sé stessa», ha detto Zelensky; per farlo, naturalmente, dovrebbe orientare tutti i propri sforzi contro Putin, creando un esercito comune, sequestrando petroliere moscovite, e usando i beni russi congelati contro la Federazione. Nel frattempo, gli Stati Uniti rimarranno l’alleato numero uno di Kiev, perché «il sostegno di Trump è necessario». Il primo tavolo inizierà oggi stesso ad Abu Dhabi, e per la prima volta saranno presenti rappresentanti statunitensi, ucraini e russi; l’Europa, ancora una volta, rimane esclusa dalle trattive, relegata al ruolo di finanziatrice esterna, senza alcun peso politico.

Il discorso di Zelensky è iniziato con una insolita citazione a Groundhoog day (in italiano Ricomincio da capo), film statunitense in cui il protagonista è intrappolato in un loop temporale. Questa situazione, per Zelensky, sarebbe proprio quella in cui si troverebbe l’Europa. Durante il suo intervento, il presidente ucraino ha lanciato duri attacchi contro i propri alleati del Vecchio Continente, accusandoli di essere incapaci di agire. L’Europa, secondo Zelensky, sarebbe stata succube di Putin nella scelta di non approvare l’impiego degli asset russi congelati per finanziare l’Ucraina, o non fornendo missili a lungo raggio a Kiev. I 90 miliardi – di cui 60 destinati all’industria bellica – appena proposti e il programma di acquisto di armi dagli USA da donare a Kiev non sono stati menzionati. Nel suo discorso, Zelensky non ha risparmiato neanche la cosiddetta “coalizione dei volenterosi”: «Stiamo facendo tutto il possibile per garantire che la nostra coalizione di volenterosi diventi davvero una coalizione d’azione. E ancora, tutti sono molto positivi, ma – sempre ma – è necessario il sostegno del presidente Trump. Nessuna garanzia di sicurezza funziona senza gli Stati Uniti».

In generale, il discorso di Zelensky si può riassumere proprio con quest’ultimo punto: l’Europa, ritiene il presidente, è debole, frammentata e passiva, e fintanto che non costituirà un blocco unico e non risponderà più duramente alla Russia continuerà a essere un bersaglio fragile per i grandi potentati. Nel frattempo, evidentemente, resta buona solo per finanziare Kiev, ed evitare che l’Ucraina collassi; il vero – e unico – partner politico di Kiev è Trump. Al contrario dell’UE, infatti, gli USA agiscono, tanto che «oggi Maduro è a processo a New York, Putin no», ha detto Zelensky, forse suggerendo all’Europa di organizzare una missione per rapire il presidente russo. Proprio i rappresentanti di Trump oggi parteciperanno al primo incontro trilaterale tra USA, Ucraina e Russia. Gli incontri si terranno nella capitale emiratina, e si estenderanno anche a domani. Per parte statunitense dovrebbero essere presenti [1] il braccio destro diplomatico di Trump Steve Witkoff e il suo genero ed inviato speciale nel suo primo mandato Jared Kushner, ma potrebbe presenziare anche il segretario dell’esercito, Dan Driscoll; l’Ucraina invierà il solito incaricato dei negoziati, Rustem Umerov, il capo di stato maggiore Kyrylo Budanov, e il consigliere diplomatico Serhii Kyslytsia, assieme ad altri funzionari militari e di intelligence; la Russia dovrebbe inviare Kirill Dmitriev, accompagnato da funzionari dell’intelligence.

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Dario Lucisano

Laureato con lode in Scienze Filosofiche presso l’Università di Milano, collabora come redattore per L’Indipendente dal 2024.