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La Lituania blocca l’exclave russa di Kaliningrad, per Mosca è un’aggressione

La Lituania ha deciso di bloccare il trasferimento via ferrovia di una lunga lista di beni sottoposte alle sanzioni europee a Kaliningrad, exclave russo [1] in territorio europeo. I 15000 chilometri quadrati incastonati tra Polonia e Lituania rappresentano un importante avamposto militare russo che dista 1400 chilometri da Parigi e Londra, 530 da Berlino e 280 da Varsavia. Da venerdì scorso, le autorità di Vilnius stanno vietando l’importazione e l’esportazione di metalli, materiali da costruzione, carbone e apparati tecnologici da e per la città russa, spingendo il mezzo milione di abitanti a una corsa alle scorte. Da Mosca è arrivata prontamente l’accusa di aggressione diretta contro la Russia, che potrebbe “costringere il paese a ricorrere all’autodifesa”.

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Kaliningrad

Il capo della Commissione del Consiglio della Federazione per la protezione della sovranità, Andrey Klimov, ha dichiarato che «o Bruxelles correggerà la situazione relativa al blocco di Kaliningrad o la Russia avrà mano libera per risolvere la questione del transito con qualsiasi mezzo». Nel frattempo, questa mattina il ministro degli Esteri lituano Gabrielius Landsbergis ha ribadito la volontà del paese di applicare le sanzioni e di avere agito dopo essersi consultato con la Commissione di Bruxelles. «Se forniamo all’Ucraina il 90 per cento degli aiuti militari che ha chiesto, e non il 10 per cento, la guerra sarà chiusa in fretta», ha poi aggiunto. Così, dopo essere stata a lungo nell’oblio, Kaliningrad torna a rappresentare un motivo di discussione, complice la riscoperta dell’importante ruolo tattico-strategico che l’exclave può assumere negli equilibri militari europei. A maggio scorso, infatti, in seguito alle dichiarazioni di Svezia e Finlandia sull’adesione alla NATO, il Cremlino aveva reso noto [3] – attraverso il presidente del Consiglio di Sicurezza della Russia Dmitrij Medvedev – che sarebbe stato necessario «rafforzare seriamente il gruppo di truppe di terra e il sistema di difesa aerea e schierare consistenti forze navali nel Golfo di Finlandia».

La Lituania e altre fonti occidentali sostengono che già da tempo Mosca possieda ordigni nucleari nell’exclave. Sebbene ciò non sia confermato, la regione risulta una delle più militarizzate d’Europa: già nel 2016, infatti, la Russia cominciò a spostare a Kaliningrad sistemi Iskander, ossia missili balistici tattici ipersonici a corto raggio in grado di portare testate nucleari, con una gittata massima di 500 chilometri.

[di Salvatore Toscano]