lunedì 23 Maggio 2022

Il Senato ha approvato il nuovo ddl Ucraina con voto di fiducia

Il Senato della Repubblica ha approvato la conversione in legge del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21 (Ucraina bis), confermando la fiducia sul maxi emendamento posta dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico d’Incà. Con 178 voti favorevoli, 31 contrari e un’astensione, il testo passa alla Camera dei Deputati, che dovrà esprimersi entro il 20 maggio. La norma, modificata dal maxi emendamento, contiene diverse misure per contrastare gli effetti economici della crisi in Ucraina e proroga lo stato di emergenza di protezione civile per “continuare a garantire le attività di soccorso e assistenza alla popolazione, nell’ambito del meccanismo di protezione civile dell’Unione europea, sul territorio dell’Ucraina e dei Paesi limitrofi interessati dall’emergenza”.

Per i cittadini

  • All’interno del provvedimento viene estesa alla fine di giugno la rateizzazione delle bollette di energia elettrica e di gas naturale per le famiglie che non hanno pagato le fatture dal primo gennaio 2022.
  • Nella misura approvata dal Senato, il governo ha fatto confluire il decreto con cui è stato prorogato il taglio delle accise sui carburanti. Lo sconto di 30 centesimi viene confermato fino all’8 luglio.
  • Previsto poi l’ampliamento dei bonus sociali relativi all’elettricità e al gas, accessibili ai nuclei familiari con ISEE inferiore ai 12.000 euro. Secondo le stime, dovrebbero essere coinvolte 5,2 milioni di famiglie, che pagheranno luce e gas ai prezzi dell’estate scorsa.
  • Nel maxi emendamento rientra anche il “bonus carburante ai dipendenti” privati, dal valore massimo di 200 euro.

Per le attività e gli enti minori

  • Presente una stretta sui bonus edilizi: dal 1° luglio 2023, per i lavori che supereranno la soglia dei 516.000 euro, bisognerà rivolgersi infatti a imprese con certificazione SOA, attualmente necessaria alle aziende per poter partecipare agli appalti pubblici. Nelle intenzioni dell’esecutivo la stretta servirà a evitare le frodi, ma nella realtà dei fatti rappresenterà motivo di esclusione per la maggior parte delle piccole e medie imprese (PMI). Secondo i dati di Confartigianato, l’80% è sprovvisto infatti della qualifica.
  • Bar e ristoranti potranno godere invece di una proroga fino al 30 settembre per mantenere gli spazi esterni pagando l’occupazione del suolo pubblico, ma senza richiedere nuove autorizzazioni.
  • I produttori di latte potranno aderire, entro 60 giorni, alla rateizzazione delle multe per le “quote latte”, una serie di norme finalizzate a porre un limite alle eccedenze produttive di latte e derivati da parte degli stati membri della Comunità europea. La misura è rivolta ai “debitori del prelievo destinatari di atti di riscossione coattiva da parte dell’Agenzia delle Entrate”, ovvero oltre 3.000 aziende, per un importo totale che supera gli 800 milioni di euro.
  • Nel provvedimento è presente anche il rimborso giornaliero di 100 euro pro-capite destinato ai comuni che accolgono minori non accompagnati provenienti dall’Ucraina.
  • Per contribuire all’indipendenza energetica da fonti di importazione è consentita, alle aziende agricole, l’espansione della capacità tecnica necessaria alla produzione di energia elettrica da biogas, sfruttando gli impianti oltre la potenza nominale.

Le modalità adottate dal governo, che vanno dal silenzio sull’aggiornamento dello stato della guerra (per cui è previsto soltanto un’informativa il prossimo 19 maggio) all’ennesimo utilizzo della questione di fiducia nella conversione del decreto Ucraina bis, hanno generato diversi malumori sia tra le fila dell’opposizione sia in quelle della maggioranza. Dopo «il sufficiente invio di armi, con cui abbiamo fatto la nostra parte, ora dobbiamo spingere fortemente su un altro fronte: quello di un negoziato e una soluzione politica», ha dichiarato il leader del M5S Giuseppe Conte, che a Piazza Pulita ha parlato anche della natura “emergenziale” dell’esecutivo: «Di fronte a uno scenario imprevisto non possiamo pensare che il governo vada avanti da sé, decidendo di volta in volta cosa fare e come posizionarsi perché non ha un mandato politico». Nonostante ciò, i senatori del M5S, così come quelli della Lega (partito che ha sposato di recente la linea “pacifista”), hanno confermato la fiducia al governo. Dei 31 voti contrari, 14 provengono da Fratelli d’Italia, 11 dal gruppo Cal (Costituzione, ambiente, lavoro) e 6 dal gruppo Misto.

[Di Salvatore Toscano]

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