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Grecia: di nuovo in migliaia contro l’obbligo vaccinale, la polizia usa lacrimogeni e idranti

In Grecia, i cittadini sono scesi nuovamente in piazza per protestare contro la proposta del governo di rendere il vaccino anti Covid obbligatorio per alcune categorie di lavoratori. In particolare ad Atene migliaia di persone nella giornata di ieri hanno manifestato [1] davanti al Parlamento: il clima, però, non è stato di certo mite e vi sono stati attimi di tensione con le forze dell’ordine. Infatti, secondo quanto riportato da alcuni media locali [2], dopo che la polizia ha esortato i manifestanti ad abbandonare il corteo, una parte di essi ha iniziato a lanciare bottiglie ed altri oggetti contro gli agenti, che hanno risposto utilizzando gas lacrimogeni, granate flash ed idranti, così da disperdere la folla. Inoltre, i quotidiani greci riferiscono che 5 persone sono state arrestate. Ad ogni modo, la repressione da parte delle forze dell’ordine è documentata anche da alcuni video pubblicati dagli utenti sui social.

 

Detto ciò, non solo ad Atene vi sono state proteste: anche in altre città, come ad esempio Salonicco, le persone hanno espresso il loro dissenso contro la politica sanitaria del governo. E non si tratta di certo della prima volta che in Grecia i cittadini scendono in piazza per tale motivo: già la settimana scorsa, infatti, vi sono state manifestazioni in diverse città, e la principale si è svolta sempre ad Atene, con più di 5000 persone che hanno gridato [5] al Primo ministro Kyriakos Mitsotakis:«prendi i tuoi vaccini e vattene di qui».

Tuttavia, mentre quella protesta era stata organizzata a causa del fatto che quest’ultimo aveva annunciato la volontà di rendere obbligatori i sieri per alcune categorie, la manifestazione di ieri si è tenuta poiché tale possibilità si sta concretizzando sempre di più: infatti, è stato presentato al Parlamento il disegno di legge [6] avente ad oggetto l’obbligo per il personale sanitario e delle case di cura di sottoporsi al siero, e coloro che non rispetteranno tale disposizione potrebbero essere sospesi nonché privati dello stipendio.

[di Raffaele De Luca]