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Anche la Germania approva nuove leggi per la sorveglianza dei cittadini

Lo spettro della repressione e del securitarismo si aggira per l’Europa. Anche la Germania ha adottato un disegno di legge che permette la sorveglianza di massa e la repressione immediata e tempestiva di ciò che è ritenuto lesivo per lo Stato e la Costituzione tedesca. La giustificazione è quella di combattere il terrorismo e l’estremismo di destra ma ciò che sembra fare è mettere un faro acceso su tutta quanta la popolazione.

Il Bundestag ha adottato il disegno di legge del governo federale “sull’adeguamento della legge sulla protezione della costituzione”(19/24785 [1] 19/24900 [2]) modificato dalla commissione per gli affari interni (19/30477 [3]). In una votazione per appello nominale, 355 deputati hanno votato a favore del disegno di legge mentre 280 lo hanno respinto; quattro le astensioni. In una seconda riunione, i gruppi di opposizione avevano votato contro la bozza del governo.

Ai servizi di intelligence e alle forze di sicurezza e polizia vengono conferiti «poteri supplementari di informazione attraverso il regolamento sulla sorveglianza delle telecomunicazioni, compresi i servizi di messaggistica». Secondo il ministero federale dell’Interno questo potere risulta essere particolarmente importante per il monitoraggio della comunicazione digitale e criptata da software di crittografia.

Nell’acceso dibattito [4] al Bundestag si è parlato di «proporre nuovi poteri di controllo» e si è detto chiaramente che tale controllo sarà totale. Non sapendo dove possa nascondersi l’islamismo radicale o l’estremismo di destra, il controllo deve essere capillare e riguardare tutta la popolazione tedesca.

Non solo la Germania. Ad aprile fu la volta della Francia [5] che varò la “legge sulla sicurezza globale” che, tra le altre cose, ha introdotto il reato per chiunque diffonda immagini in grado di «danneggiare l’integrità fisica e morale» degli agenti di polizia.

Ad inizio giugno la Gran Bretagna [6] ha adottato una legge, intitolata Police, Crime, Sentencing and Courts Bill [7], che ha istituito nuovi poteri per la polizia, consentendole di decidere se una protesta è giustificata o meno, imporre un orario di inizio e di fine e chiudere una protesta sul posto, con motivazioni molto generiche e aleatorie.

[di Michele Manfrin]