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Il consumo di ansiolitici è aumentato drasticamente in Italia durante la pandemia da Covid-19

La pandemia da Covid-19 ha generato un forte aumento degli acquisti di farmaci ansiolitici in Italia. È quanto si evince da un rapporto dell’AIFA [1], l’Agenzia Italiana del Farmaco, in cui si mette a confronto l’andamento circa l’uso dei farmaci nel 2020 rispetto al 2019. Nello specifico, nel mese di marzo 2020 il consumo di ansiolitici è cresciuto addirittura del 17,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Dopodiché l’utilizzo di farmaci per l’ansia è diminuito in estate, di pari passo con la discesa della curva epidemiologica rimanendo, però, comunque maggiore rispetto a quello che se ne faceva nel 2019. Poi, con l’inizio della seconda ondata, gli acquisti di ansiolitici sono aumentati nuovamente e nel mese di novembre si è raggiunto il record dell’anno. Nel novembre 2020 si è avuto un incremento dei consumi del 21,5% rispetto al novembre 2019. Record che è stato ulteriormente ritoccato al rialzo in dicembre con un + 23,1%.

Lo stato di stress e paura dovuto alla pandemia ha prodotto una diffusione di questo disturbo mentale [2]. Anche i problemi economici con cui hanno dovuto fare i conti molti italiani sono stati determinanti. A conferma di ciò, come detto precedentemente il picco di consumi si è avuto durante la seconda ondata, periodo in cui sono state nuovamente imposte le chiusure di tantissime attività, disattendendo le speranze di ripresa di molti e generando una nuova crisi economica.