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Autolesionismo, depressione, aggressività: gli effetti del lockdown su bambini e adolescenti

I lunghi periodi di lockdown dovuti al Coronavirus, sono stati deleteri per la salute mentale di bambini e adolescenti. Secondo uno studio sulla salute mentale dei più giovani in Inghilterra, pubblicato sulla rivista scientifica Lancet Regional Health [1], gli effetti provocati dai lunghi periodi trascorsi tra le mura domestiche, sono preoccupanti. Molti bambini sono diventati anoressici e bulimici, altri hanno iniziato a manifestare svenimenti e tosse cronica nervosa, dovuta al forte stress nel vedere il ricovero di un genitore affetto da Covid-19. Tra gli adolescenti poi, sono aumentati gli episodi di autolesionismo e di aggressione verso i familiari. Inoltre, i bambini e adolescenti già affetti da particolari patologie, hanno risentito della mancanza di assistenze adeguate.

La mancanza di momenti di svago e di socialità, ha influito tanto sulla salute mentale dei giovani di età compresa tra i 5 e i 16 anni, la cui incidenza – stando ai dati raccolti dallo studio – è passata dal 10,8% (2017) al 16,0% nel luglio 2020. Inoltre, i soggetti che più hanno risentito degli effetti del lockdown, sono stati bambini e teenagers di famiglie poco agiate. Molti di questi infatti, si sono ritrovati costretti in piccoli spazi, privi di scrivanie o di una connessione internet per studiare. Condizioni, che hanno amplificato i disastrosi effetti sulla loro stabilità mentale. Una realtà allarmante, già riscontrata [2] in contesto italiano da Stefano Vicari, primario dell’U.O. di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale pediatrico romano Bambino Gesù.