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Cina, iniziano i test per provocare la pioggia artificiale

Decolla l’aereo per le piogge artificiali in Cina, l’obiettivo è la protezione ecologica. Servirà ad aumentare le riserve di ghiaccio e neve, a promuovere la preservazione delle montagne Qilian – al confine tra Gansu e Qinghai –  ma anche a mitigare la carenza d’acqua in alcune zone della provincia  di Gansu. Battezzato “Ganlin-1”, in cinese “dolce pioggia”, è un modello UAV (unmanned aerial vehicle), un aereo senza pilota. Si è innalzato dall’aeroporto di Jinchuan, al fine di generare finte precipitazioni nella provincia di Gansu (Cina nord-occidentale). L’obiettivo è stato raggiunto, poiché il velivolo – il cui volo è durato circa 40 minuti – è riuscito nelle operazioni di modifica del clima. Ganlin-1 infatti è in grado di generare suoni atmosferici a lungo raggio, acquisire dati aerei e seminare catalizzatori per produrre precipitazioni. Un successo, che ha fatto nascere l’intenzione di raddoppiare l’area di copertura dell’UAV e di prolungarne le operazioni all’intero anno.

Un aereo dal costo non troppo elevato, con caratteristiche più vantaggiose rispetto agli aerei con equipaggio. “Ganlin-1” infatti, non solo può volare per lunghi periodi in condizioni meteorologiche non favorevoli, ma è anche in grado di trasportare carichi pesanti e raccogliere una quantità consistente di dati. L’uso di UAV per la modifica del tempo atmosferico è una novità per la Cina, e contribuirà all’iniziativa del piano per lo sviluppo sostenibile “Beautiful China”.