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Turchia, ondate di arresti contro gli studenti in protesta

Istanbul. 36 studenti universitari sono stati arrestati perché contrari alla nomina del professore Melih Bulu – fiduciario del presidente turco Erdogan – a Rettore dell’Università del Bosforo di Istanbul. Le manifestazioni sono iniziate lunedì e stanno coinvolgendo migliaia di studenti i quali sostengono che tale designazione, porterà ad una limitazione delle libertà accademiche e della democrazia. Bulu infatti è un esponente di spicco del Partito della Giustizia e dello Sviluppo fondato dal presidente, un partito politico conservatore basato sull’islamismo e la democrazia conservatrice.

Il presidente Erdogan, si è attribuito il diritto di nominare i Rettori universitari nel 2016 e già l’estate di quell’anno, aveva firmato un decreto per la chiusura di più di mille scuole e 15 università considerate sovversive, subito dopo il fallito colpo di stato del religioso Fethullah Gülen. Inoltre, pochi giorni fa il parlamento turco ha approvato [1] una legge che rafforza ulteriormente il potere che il governo ha su fondazioni, organizzazioni internazionali, ONG e organizzazioni della società civile. Questa permette al Ministero dell’Interno turco non solo di sostituire i membri delle organizzazioni indagati per terrorismo, ma anche di rivolgersi ai tribunali per sospendere le loro attività. Una legge che ha causato tante polemiche e l’accusa a Erdogan di voler limitare la libertà delle organizzazioni. Alcune di queste, come Amnesty International e Human Rights Association, sostengono che in Turchia le accuse di terrorismo, vengano usate arbitrariamente dalle autorità per ragioni politiche.