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Mini centrali galleggianti: futuro dell’energia o minaccia atomica?

Il futuro dell’energia pulita potrebbe trovarsi nelle mini centrali atomiche galleggianti: lo annuncia la start-up danese Seaborg Technologies, presentando un progetto da avviare entro il 2025 che garantirà energia alternativa a quella prodotta dai combustibili fossili, il tutto a costi ridotti. Le mini centrali atomiche del futuro saranno costituite da uno o più reattori nucleari in miniatura, incastonati in un’imbarcazione collegata alla terraferma: già disponibili le prime versioni, tra cui quella russa nel Mare di Siberia, che dal dicembre 2019 fornisce elettricità e calore al porto di Pevek. Per Troels Schönfeldt, direttore di Seaborg, il tempo di costruzione di analoghi reattori a sale fuso sarà di due anni: l’iniziativa ha sedotto numerosi investitori privati, portando la start-up a raggiungere un finanziamento iniziale di 20 milioni di euro. Seaborg spera di avviare entro la fine del 2022 la costruzione delle piattaforme galleggianti in cantieri navali sudcoreani. Principali fruitori saranno Paesi in via di sviluppo, bisognosi di energia ma privi di risorse alternative: non dovranno più ricorrere a soluzioni inquinanti, riducendo contestualmente i rischi di una normale centrale atomica. Schönfeldt garantisce infatti la massima sicurezza delle mini centrali: in caso di incidenti, un sistema trasformerà il materiale radioattivo in solida roccia, creando uno scudo che ne eviterà la dispersione. Tale ipotesi solleva non poche perplessità: il progetto implicherebbe infatti un doppio pericolo, come centrale nucleare e come reattore galleggiante esposto a catastrofi naturali. Tra gli scettici anche Greenpeace, che teme conseguenze disastrose.