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Nono giustiziato in America, record durante l’amministrazione Trump

Brandon Bernard detiene un triste primato. È il più giovane detenuto ad essere giustiziato negli ultimi 70 anni. Giovedì, in una prigione federale degli Stati Uniti, con un’iniezione letale, ha scontato la sua condanna a morte, all’età di 40 anni. Il detenuto era in cella da quando aveva 18 anni per aver partecipato a un duplice omicidio nel 1999 in Texas.

Era da 130 anni che in America non venivano effettuate esecuzioni durante la transizione presidenziale. Bernard è il nono condannato a morte dal governo federale quest’anno, dopo che il Dipartimento della Giustizia ha ripreso le esecuzioni a luglio, dopo 17 anni di stop federale. Dopo di lui, sono previste altre 4 esecuzioni prima della fine della presidenza Trump. Per un totale di 13, a partire da luglio: un record in oltre un secolo.

Negli Usa la pena capitale è prevista in 37 Stati su 50, e dal governo federale. Questo pone gli Stati Uniti in seconda posizione, dopo la Cina, per numero di condanne inflitte ogni anno. Ogni Stato decide quali reati punire con la pena di morte. In linea di massima, tra questi rientrano l’omicidio e stupro con diverse aggravanti. Il metodo di esecuzione più utilizzato è l’iniezione letale, prevista in 37 Stati su 38. La sedia elettrica, invece, è quasi totalmente inutilizzata ormai.